ETF clean energy: che fare?

ETF clean energy

L’ETF clean energy ha perso il 37% in pochi mesi. Prendiamo una decisione su cosa fare, dopo aver analizzato bene lo strumento e il mercato.

ETF clean energy: traditi dall’energia pulita

Sembrava fosse il nuovo Eldorado. Ma dopo una performance del 119,95% nel 2020 (fonte: justetf.com) l’ETF clean energy di iShares ha perso il 37% tra gennaio e maggio 2021. Come purtroppo accade, in casi come questo, gli investitori si domandano cosa sia meglio fare: tenere, mediare o vendere?

Purtroppo non c’è una risposta univoca a questa domanda. Nessuno sa prevedere il futuro per cui quelle che seguono sono solo ipotesi, basate sulle accurate analisi dell’Ufficio Studi di Segreti Bancari. Chi ha comprato il clean energy dovrebbe per prima cosa riflettere su cosa si aspettava quando ha investito. E non rifare più lo stesso errore, magari facendosi aiutare nelle future scelte di investimento.

La caduta dai massimi

L’ETF clean energy valeva, il 7 gennaio 2021, 15,776 €. Il 13 maggio la quotazione era di 9,808 €. Il ribasso ha superato il 37%, arrivando quasi ad un meno trentotto per cento. Si tratta di una perdita grande per chi ha investito sui massimi, ma anche una riduzione dei profitti per chi non lo ha venduto.

Purtroppo il titolo è stato colpito dal fenomeno del ritorno in media. Se non lo conosci e vuoi approfondire ti segnalo questo video:

Le caratteristiche del portafoglio dell’ETF clean energy

L’ETF clean energy investe per il 40% circa negli Usa. Si tratta di un prodotto con una significativa trazione statunitense. Esso, inoltre, è un prodotto di nicchia che ha “dormito” per parecchi anni. Poi, nel pieno della pandemia, il tema delle energie pulite hanno attirato l’interesse degli investitori.

A causa di ciò le quotazioni sono volate e l’ETF ha iniziato a surriscaldarsi. Al punto che il rapporto prezzo utili, dopo la discesa della prima metà del 2021, stazione su 25,07. Il rapporto tra prezzo e valore contabile, invece, è di 3. La persistenza degli indicatori su valori così elevati, dopo un -37%, fa ipotizzare l’elevato livello toccato prima del ribasso.

In breve il mix tra quotazioni elevate e perdita di spinta di un settore che non era più attrattivo a livello di “narrazione” era un campanello di allarme importante.

Analisi tecnica elementare del clean energy

Senza la pretesa di essere troppo “tecnici”, vediamo l’analisi grafica dei prezzi per capire cosa è successo e cosa potrà accadere in futuro.

ishares etf global clean energy

In buona misura l’ETF è rimasto “inchiodato” per tutti gli anni precedenti al 2020. L’impennata delle quotazioni nell’anno del COVID eividenzia come l’interesse per il clean energy sia stato in gran parte speculativo. In breve le quotazioni sono salite per effetto dell’enorme narrazione che ha avvolto il tema della tutela ambientale.

Dopo aver toccato i massimi il prezzo è sceso delineando una figura ribassista nota come “testa e spalle“. In particolare la discesa sotto gli 11 € è stata importante perché:

  • ha rotto la seconda spalla completando la figura di inversione
  • ha portato il prezzo sotto la media mobile a 40 settimane, che è un ulteriore segnale di cambio di passo.

Interessante notare come l’oscillatore, visibile nella fascia viola del grafico, si sia portato in zona neutra. Lo sgonfiamento dalla posizione di ipercomprato dimostra come l’interesse verso il settore sia rapidamente scemato.

Spaventato da questo tipo di analisi? Sappi che non è necessario imparare a farle. Pensiamo a tutto noi e a te diamo direttamente le indicazioni operative. Scopri come.

I prezzi potrebbero rimbalzare fino a 11,50 € per poi scendere nuovamente, dopo aver testato la linea di tendenza obliqua che unisce le due “spalle” della figura. Discese di prezzo sotto i 9,50 € indicherebbero un’accelerazione ribassista del trend.

Consigli operativi

Sulla base di quanto detto mediare il prezzo per ridurre le perdite è fuori discussione. Non avrebbe semplicemente senso. La cosa più opportuna, invece, è iniziare a liquidare le posizioni. La situazione, infatti, è piuttosto fragile. Chi ha quote marginali dell’ETF potrà venderlo subito.

Al contrario chi ha investito parecchio nello stesso potrà agire in due tempi. Ad esempio vendendo metà delle azioni oggi e metà se il prezzo ritornerà a 11 – 11,50 €. Se, invece, le quotazioni dovessero scendere direttamente, la seconda tranche potrà essere liquidata a 9,50 €.

Se ti trovi in perdita, una volta sistemata la questione con il clean energy, fai un piccolo “esame di coscienza” e rispondi a queste domande:

  • perché mi sono trovato in questa situazione?
  • sulla base di quali considerazioni avevo comprato l’ETF?
  • quando l’ho comprato avevo una strategia o mi sono basato sull’ovvietà “saranno le energie del futuro“?
  • se dovessi tornare indietro nel tempo (o trovarmi in una situazione analoga) mi comporterei allo stesso modo o no?
  • se no, cosa farei di diverso?

Ti auguro buone riflessioni.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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