Diversificazione degli investimenti. Come farla in modo efficace

diversificazione cos'è e come si fa

Se fatta bene la diversificazione migliora il rapporto rendimento/rischio di un portafoglio investimenti. Ecco cosa significa realmente diversificare e come farlo in modo corretto.

Articolo aggiornato il 30 agosto 2021

Cos’è la diversificazione finanziaria?

La diversificazione è una strategia che mira ad aumentare il rendimento di un portafoglio di investimenti, riducendo i rischi grazie alla scelta oculata delle attività che lo compongono. Sebbene molti investitori credano di conoscerla, pochi diversificano in modo corretto il proprio portafoglio. Così solo un’élite gode appieno dei benefici di questo fenomenale strumento.

Se vuoi saltare la parte teorica e avere subito un portafoglio diversificato e ottimizzato periodicamente grazie alla competenza del nostro Comitato Investimenti, scopri gratis Backstage.

I presupposti e gli errori nella diversificazione

La ragione per cui si diversifica un portafoglio sta nell‘incapacità di prevedere il futuro andamento dei mercati. Tuttavia le persone sovente commettono un errore. In breve gli investitori credono che una diversificazione efficace significhi, in tutto e per tutto, suddividere il proprio portafoglio in tanti strumenti diversi.

Affinché la diversificazione sia efficace occorre che le diverse attività si muovano in modo inverso le une dalle altre. O, quanto meno, che il loro andamento non sia troppo interdipendente. In definitiva occorre miscelare investimenti tra loro poco correlati.

A volte gli investitori creano una diversificazione apparente. In breve essi investono in strumenti finanziari dal nome diverso ma con lo stesso sottostante, oppure molto correlati tra loro. Questo approccio vanifica i benefici della strategia. Altre volte, invece, l’investitore ha troppi prodotti in portafoglio, creando così una polverizzazione altrettanto inutile.

La diversificazione efficace degli investimenti

Banca Mediolanum usa la strategia delle 5D per ricordarci come si diversifica in modo corretto un portafoglio finanziario.

1 – La diversificazione per numero di titoli

Se si compra un numero di titoli maggiore di 20 si elimina il rischio specifico connesso con il singolo emittente. Le vicende relative al singolo prodotto sono annullate, mentre resta solo il rischio del mercato sottostante (o rischio sistematico).

Come diversificare per numero di titoli

Investire in ETF o in fondi comuni a basso costo è un ottimo modo per diversificare il portafoglio tra un numero elevato di strumenti.

La diversificazione temporale

Invece di comprare una sola obbligazione è meglio investire in un portafoglio assortito e spalmato su più scadenze. In questo modo eviteremo che tensioni sui tassi con riferimento ad una certa data avviliscano il valore del portafoglio.

Come realizzare una diversificazione temporale

Sostituire un singolo bond con un ETF obbligazionario permette di realizzare, a bassissimo costo, una diversificazione temporale davvero efficace.

Diversificazione geografica, settoriale e valutaria

Una diversificazione finanziaria fatta bene non deve limitarsi al solo Paese di origine. Al contrario è bene che circa il 50% del proprio capitale sia impiegato in una valuta diversa dall’Euro. Inoltre è necessario diversificare i settori merceologici in cui si investe.

Una diversificazione efficace a tutto tondo

Investire in ETF che hanno come sottostante i più noti indici finanziari permette, in un sol colpo, di disporre sia della diversificazione geografica sia settoriale. Evita, invece, di concentrarti solo sugli ETF settoriali. Questi ultimi, infatti, hanno una sovraesposizione alle azioni Usa.

Qual è il miglior portafoglio diversificato di oggi? Eccolo qui pronto per te.

Differenziazione per potenziale di crescita

Alcuni titoli crescono poco ma presentano quotazioni piuttosto stabili. Altri, invece, sono più soggetti alle fluttuazioni del ciclo economico. Poiché non sappiamo cosa ci aspetterà è bene avere sia azioni value sia azioni growth. A livello obbligazionario, invece, è opportuno avere sia titoli di stato, sia bond corporate, sia titoli ad alto rendimento. Così il tu portafoglio sarà pronto per tutti gli scenari possibili.

Gli strumenti adatti per bilanciare il portafoglio

Ancora una volta ETF opportunamente scelti potranno permetterti di diversificare gli investimenti tra comparti più aggressivi e più difensivi. Ma ricorda di tenere sempre a mente la tua tolleranza al rischio.

Diversificare per tipo di investimento

Nella costruzione di un portafoglio è opportuno avere almeno le seguenti classi di attivo:

  • azioni
  • obbligazioni
  • immobili
  • liquidità
  • oro

Come differenziare il portafoglio per tipo di prodotto

Inserisci un ETF o un fondo comune a basso costo per ognuna delle classi di attivo indicate. Assicurati che nessun tipo di investimento pesi più del 30%, né meno del 5%.

Le nuove sfide alla diversificazione del portafoglio

In passato la diversificazione finanziaria era più semplice. Poiché i mercati erano poco correlati tra loro, un opportuno mix di azioni ed obbligazioni era sufficiente. Oggi, però, esistono alcuni effetti distorsivi. Ad esempio i tassi di interesse ai minimi storici offrono pochi spazi per una ulteriore riduzione.

Ciò significa che una risalita dei rendimenti avrebbe effetti negativi sia sulle azioni sia sui bond. Al tempo stesso le diverse aree geografiche sono più sincronizzate del passato. Una diversificazione classica, pertanto non è più efficace. Ecco allora i nostri consigli per fare fronte ad un possibile futuro più turbolento.

1 – Usa tutte le classi di attivo disponibili

Aumentare il numero e la tipologia delle asset class includendo investimenti alternativi, come gli immobili e l’oro, è un grosso vantaggio. I più arditi potranno anche puntare sul private equity o su altri prodotti più sofisticati.

2 – non dimenticare la liquidità

La liquidità a molti non piace poiché non è redditizia. Se ciò è vero nel lungo periodo, nel breve termine essa ha una correlazione nulla con tutte le altre forme di investimento. Una buona dose di liquidità è fondamentale per una corretta diversificazione di portafoglio, oggi.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

33 commenti
  1. Ciao Giacomo
    So che non puoi entrare troppo nel dettaglio ma per entrambi gli etf suggerisci quelli a distribuzione o meglio total return oppure 1 e 1 ?
    un caro saluto e a presto.

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    1. @ Daniele
      E’ indifferente il pagamento del dividendo o meno. Io personalmente preferisco gli ETF con cedola ma è una scelta personale 🙂

      Rispondi
  2. Buonasera,
    Gentilmente, perché nel trend base è inserito ETF corporate bond isin IE00BCRY6003, invece nel post “Un buon ETF su cui investire” è indicato ETF obbligazionario IE00B4L60045?
    Cambia qualcosa tra i due strumenti…………..

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    1. Vado a memoria, probabilmente meno duration e cedola più alta per il secondo ISIN.

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      1. Volevo dire primo ISIN

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    2. @ Alex2
      Quello del portafoglio di trend e strategie è in dollari mentre l’altro è in euro. Inoltre il primo investe in titoli high yield il secondo no.

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  3. e nel caso
    posso scegliere di investire il 25% sui due etf mondiali di ishares msci world ad accumulo:
    • In eur con copertura rischio cambio, più costoso come ter e meno liquido
    • Con cambio aperto, meno costoso e + liquido.

    Nell’ottica di un pac a medio/lungo termine, a meno di un crollo imprevedibile del biglietto verde, è sempre preferibile il secondo?

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    1. @ Daniele
      Sì, per sfruttare la massima diversificazione io sceglierei un ETF ‘mondiale’ a cambio aperto. Un caro saluto e a presto!!

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  4. Sembra (quasi) fatto apposta. Oggi in un altro sito economico esce un articolo dove uno studio parla di come con soli due etf (uno azionario mondo ed uno obbligazionario mondo) si sarebbero battuti i fondi dal 2008 ad oggi. E in questo articolo si consiglia di fare proprio così.

    Un pò come quando in un giornale si legge un articolo sui furti di auto sempre più frequenti e dopo 3-4 pagine c’è la pubblicità di un’assicurazione.

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  5. Caro Giacomo,

    buon giorno. Ti volevo fare una domanda:

    1) Se una persona ha in portafoglio l’ ETF IE00B2NPKV68 che sarebbe l’ ETF dei paesi emergenti che hai analizzato. Mi chiedo se, per una persona che ha in portafoglio questo ETF ha senso (in un ottica di diversificazione reale) andare a compare un ETF azionario sui paesi emergenti. E’ una reale e giusta diversificazione oppure non ha senso perchè se un mercato scende (quello dei bond per esempio) scende anche il mercato azionario? Tu cosa dici?

    Un saluto
    Marco

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    1. @ Marco
      Non lo farei, perché in questo modo avresti tutto il tuo portafoglio concentrato su azioni ed obbligazioni emergenti ed il rischio è troppo concentrato.
      Un caro saluto e alla prossima 😉

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  6. buongiorno Giacomo e complimenti ancora,

    considerando il “momento” dell’ area Euro ed in ottica di diversificazione, ritieni più lungimirante puntare su un etf in dollari sui mercati emergenti (pensavo ad un iShares JP Morgan Emerging isin IE00B2NPKV68) o un etf attivo MAP (Ubs Etf Map Balanced 7 isin IE00B95FFX04)?

    O è meglio puntare su etf di altra tipologia?

    Grazie mille.

    Luciano

    Rispondi
    1. @ Luciano
      Perché non sceglierli entrambi? Non mi stancherò mai di ripetere che non esiste l’investimento migliore, ma esiste la combinazione migliore di strumenti 🙂

      Credo che un portafoglio che li contiene entrambi sia decisamente efficace. Grazie a te e a presto!!

      Rispondi
  7. Ciao bene per etf world ie00b441g979 che da inizio anno ha fatto +14 % ma il corporate bond ie00b4l60045 è un po smunto… il 2%…. dal punto di vista diversificazione bene entrambi

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Considera che l’ETF obbligazionario ha pagato un dividendo a giugno e questo ha ribassato il prezzo. In ogni caso è vero che il rendimento è modesti, infatti si tratta di uno strumento che investe in obbligazioni a breve termine.

      Rispondi
  8. Grazie Giacomo.

    la scelta di un obbligazionario high yield con duration limitata a 5 anni eviterebbe la volatilita’ del prezzo del titolo ?
    oppure gli HY sono in ogni caso troppo rischiosi in ottica di conservazione dell’ETF a lungo perchè troppo fluttuanti?

    un caro saluto!

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Ottima domanda. Gli HY sono molto volatili – presi nell’insieme. La duration corta cerca di stemperare questa volatilità per evitare che alle turbolenze “implicite” si aggiungano anche stimoli esterni come la risalita dei tassi.

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  9. Una curiosità: in questo momento entreresti comprando tutto subito oppure comprando con un pac.
    Ma non è meglio un fondo a livello globale(non pagando commissioni) che non segue nessun indice e fa uso di derivati per coprirsi dai rialzi dei tassi e con duration modificata nulla ?
    Grazie e complimenti.
    Roberto

    Rispondi
    1. @ Roberto
      Oggi come oggi entrerei in modo graduale con un PAC per evitare di acquistare con le borse ai massimi.
      Rispondi tu stesso alla tua domanda facendo un confronto storico tra il rendimento del portafoglio di ETF e quello di un fondo a gestione attiva. Forse ti accorgerai che quasi tutti i fondi a gestione attiva hanno reso di meno pur avendo come riferimento lo stesso “universo” investibile.

      Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
  10. Giacomo cosa ne pensi invece degli etf obbliazionari corporate o governativi agganciati all’inflazione, sono strumenti finanziari di cui se ne parla ben poco, ne vale la pena investire in questi strumenti ed esiste un timing di ingresso/uscita?

    Ti ringrazio e a presto.

    Rispondi
    1. @ Daniele
      Secondo me per difendere il capitale dall’inflazione è meglio usare singoli titoli indicizzati, invece di ETF. Questo perché si è esposti ad una minore volatilità grazie alla scadenza dei titoli ed all’effetto “duration decrescente” con il trascorrere del tempo.

      Se vuoi investire in ETF che replicano indici di bond indicizzati ti consiglio assolutamente di usare un modello trend following perché si tratta di strumenti finanziari molto volatili…

      Rispondi
  11. Carissimo Giacomo,
    Io ho replicato tutto il portafoglio base in pochi giorni, tenuto conto dei SEMAFORI VERDI, senza entrare a stile PAC anche nei ETF azionari, ho sbagliato?

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    1. @ Alex2
      Sei OFF Topic. per favore usa il forum per domande sul servizio trend e strategie. Grazie.

      Rispondi
  12. a domanda :Quanto Diversificare per Ottenere Investimenti Sicuri? o Come Investire in modo Diversificato?

    IN BANCA MI RISPONDOSO SEMPRE COSI: bhe allora io le consiglio di fare una bella poliza unitet linked, con capitale garantito, della durata di 10 anni, ma poi dopo 7 si puo uscire-!!… integrandola con i ns fondi !!!

    ma non se ne puo piu?!1!!!! SONO SUPER SPREMUTOOOOOOOOOO…..

    Rispondi
    1. Caro gio272, quando ho chiesto degli Etf in banca, mi hanno risposto candidamente che sono pericolosi perche’ investono nei paesi esotici…
      Ho quasi riso per non piangere…
      Ciao a tutti gli amici del blog…

      Rispondi
      1. @ Carlo
        Bellissima 🙂

        Rispondi
    2. @ Gio272
      Purtroppo accade proprio così. In banca vogliono vendere i loro prodotti mentre del tuo successo finanziario importa ben poco…

      Rispondi
  13. Egr.Dott.SAVER,
    nel post nomina un “ETF diversificato sulle obbligazioni” codice ISIN: IE00B4L60045.
    La mia domanda può essere fuori luogo:
    perché non inserirlo nel portafoglio Trend e Strategie Base?
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Perché questo ETF è più uno strumento da cassettista che si presta per il buy and hold e non per un portafoglio dinamico come quello di trend e strategie.
      Un caro saluto.

      Rispondi
  14. Gent.mo Giacomo,
    sarebbe consigliabile inserire questo Etf in un portafoglio esclusivamente obbligazionario (titoli di stato e obbligazioni bancarie) di una persona di 95 anni? Oppure mi può indicare l’Isin di un altro migliore per la particolare situazione?
    Grazie per la risposta.
    Adriano

    Rispondi
    1. @ Adriano
      Purtroppo non posso fornire delle alternative all’ETF di cui abbiamo parlato nell’articolo, ma ti confermo che grazie alla bassissima volatilità esso va bene anche per una persona di 90 anni. Mi riferisco, ovviamente, all’ETF obbligazionario 🙂
      Un caro saluto e a presto.

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  15. Salve signor Saver,
    le volevo chiedere se ha senso prendere metà del capitale destinata all’azionario e destinarla ad un ETF ad accumulo mentre con l’altra metà prendere un ETF a dividendi; poi fare la stessa cosa con il capitale destinato all’obbligazionario.
    Grazie e complimenti per il sito, i video e le mail che sono sempre molto interessanti

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    1. @ Domenico
      Scegliere ETF che pagano il dividendo è una scelta volta ad ottenere una certa rendita periodica ma non incide sull’asset allocation impostata. Prima viene la decisione sul “dove investire” e poi quella relativa a quali strumenti usare. A quel punto va benissimo mettere insieme prodotti a distribuzione con quelli ad accumulo, soprattutto se il capitale è elevato. In questo modo otterrai una rendita su una parte dello stesso e l crescita più rapida sulla restante parte.

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