Diversificazione portafoglio investimenti, cos’è

diversificazione portafoglio investimenti

La diversificazione è una tecnica per la gestione di un portafoglio che consiste nel suddividere il capitale disponibile tra classi di attivo tra loro poco correlate per ridurre il rischio complessivo.

Articolo aggiornato il 29 novembre 2021

Diversificazione di un portafoglio: come e perché

Spesso l’investitore sperimenta la sgradevole sensazione di perdere tutto il proprio capitale. Ciò avviene poiché lo stesso ha concentrato i suoi avere in pochi strumenti finanziari. Oppure in più prodotti ognuno dei quali, tuttavia, si muove in modo sincronizzato con tutti gli altri.

Ne segue che l’andamento sfavorevole di uno di essi scatenerà un effetto a catena provocando perdite complessive importanti.

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Se, al contrario, la somma fosse stata distribuita su più titoli la botta finale causata dal crollo di uno di essi sarebbe ben assorbita dal positivo andamento degli altri. L’esempio che segue chiarirà meglio il concetto. Immaginiamo che un investitore abbia un capitale di 1.000 € da impiegare.

Egli può mettere tutti i suoi soldi sul titolo A, oppure investire 333 € sull’azione A, altrettanti nel titolo B e la stessa cifra nell’azione C. Se anche A fallisse la perdita sarebbe parziale. Infatti i 666 € impiegati in B e C sarebbero salvi. Inoltre grazie ai dividendi e all’apprezzamento in conto capitale delle azioni “sane” la perdita potrà essere agevolmente recuperata e, forse, diventare addirittura un guadagno.

Gli strumenti per diversificare il portafoglio

Avere investito in una pluralità di strumenti finanziari non è sufficiente, se si vuole ridurre il rischio complessivo senza sacrificare i rendimenti. Occorre, infatti, che i titoli prescelti siano assortiti in modo tale da non muoversi nella stessa direzione nel medesimo momento.

Un modo semplice ma efficace per la riduzione del rischio consiste nell’avere, contemporaneamente, una differenziazione per:

  • prodotto finanziario o classe di investimento (azioni, obbligazioni, commodities e liquidità)
  • Paese o area geografica
  • settori industriali o merceologici
  • valute
  • dimensione o scadenza.

La chiave di tutto: la correlazione

La correlazione è una misura statistica che misura “quanto” due grandezze si muovano insieme. Se parliamo di investimenti avremo più coppie di coefficienti, raccolti nella matrice di correlazione.

Due o più attività poco correlate stanno bene in un portafoglio. Se una di esse va male, in breve, un’altra andrà bene. Ciò permetterà all’investitore di stabilizzare il tasso di crescita complessivo anche in condizioni avverse.

Il grafico che segue mostra come il rischio complessivo diminuisca al crescere del numero di titoli che in cui si ha investito:

Benefici della-diversificazione

Il coefficiente di correlazione e la diversificazione del portafoglio

La strategia impostata è tanto più efficace quanto più il coefficiente di correlazione è prossimo allo zero o negativo.

La realtà, però, è più complessa e articolata della teoria. Accade infatti che durante i fenomeni di panico, che si accompagnano a crolli improvvisi, le correlazioni tendono a convergere. Ciò implica che tutti i prodotti finanziari, per periodi limitati di tempo, scendono contemporaneamente.

I soli strumenti che resistono a queste “ondate” sono l’oro, le valute forti ed i titoli di Stato emessi da Paesi ritenuti super sicuri.

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L’orizzonte temporale

L’orizzonte temporale, ossia la durata al termine della quale l’investitore valuterà i risultati della strategia, è molto importante. Se nel breve periodo fenomeni di panico possono invalidare i benefici della differenziazione, nel lungo periodo ciò non accade. Nel tempo, infatti, le correlazioni sono piuttosto stabili, e ciò è un vantaggio per gli investitori.

Consigli conclusivi

Un’ampissima diversificazione serve solo agli investitori che non hanno idea di ciò che stanno facendo.

Warren Buffett

Se è vero che la possibilità di non mettere tutte le uova nello stesso paniere è l’unico pasto gratis che la finanza ci offre, è bene non esagerare. Alcuni prodotti finanziari, infatti, hanno il medesimo sottostante, per cui l’effetto è solo apparente.

Ma l’eccessivo frazionamento del capitale tra prodotti diversi porta alla polverizzazione finanziaria, che si traduce in un portafoglio frammentato con la duplicazione di costi e complessità. Il numero “giusto” di prodotti, non troppi ma non troppo pochi sono, in definitiva, il modo migliore per investire.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

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