
I Certificates sono derivati cartolarizzati emessi dalle banche che replicano in modo passivo l’andamento di un’azione, di un basket di azioni, di un indice finanziario, di una valuta, di una materia prima o di un tasso di interesse.
Cosa sono i Certificate
Se dovessimo dare una definizione di Certificate diremmo che si tratta di derivati cartolarizzati, che incorporano una o più opzioni, scambiati sul Sedex di Borsa Italiana come fossero azioni. La differenza fondamentale rispetto ai derivati tradizionali sta nel fatto che essi non richiedono l’apertura di un conto apposito, né prevedono il versamento di un margine iniziale e di variazione come accade, invece, per i futures.
Per acquistarli è sufficiente disporre di un conto titoli presso una delle piattaforme autorizzate, senza vincoli o costi particolari.
Il loro valore dipende (deriva) da ciò che succede ad un altro strumento finanziario detto sottostante che può essere rappresentato da:
- singole azioni italiane ed estere
- basket (panieri) di azioni
- tassi di interesse
- indici azionari
- materie prime
- tassi di cambio.
L’ampia varietà dei prodotti quotati rendono questi strumenti particolarmente duttili, anche se i costi ed i rischi coinvolti possono essere notevoli. A tutela dell’investitore occorre ricordare che i Certificates possono essere emessi solo dalle banche.
Queste ultime devono garantire il pagamento dei flussi cedolari, come descritto dai prospetti, fornire liquidità attraverso la presenza sistematica sul mercato e offrire dei prezzi aggiornati. In questo modo, in teoria, l’investitore può vendere in qualsiasi momento il suo prodotto in caso di necessità.
Partiamo dalle basi, quelle giuste però…
Perché investire nei Certificates
Le ragioni per cui gli investitori optano per gli Investment Certificates sono diverse. Esse sono per lo più riconducibili alla possibilità di investire nel sottostante con una garanzia totale o parziale di restituzione del capitale versato o al recupero di minusvalenze pregresse.
Esistono, inoltre, altre ragioni per le quali l’investitore sceglie questi prodotti:
- ottenere una cedola periodica
- guadagnare quando i mercati sono laterali o moderatamente ribassisti
- proteggere il capitale in caso di ribasso delle quotazioni
- ridurre il rischio di cambio dal portafoglio
Come funziona lo strumento
Al pari degli ETF gli Investment Certificates permettono di replicare l’andamento di un determinato sottostante. Ecco, in sintesi, le differenze tra le due classi di strumento finanziario:

A fronte della maggiore efficienza fiscale i Certificates presentano l’inconveniente di un prezzo poco trasparente. In mancanza di un meccanismo di arbitraggio che riporti le quotazioni al loro valore equo è l’emittente a fissare i prezzi di acquisto e vendita. In presenza di un mercato poco liquido ciò si traduce in differenziali denaro lettera elevati ed in quotazioni non sempre aggiornate.
Inoltre il mancato pagamento dei dividendi, per lo meno nella versione “standard” dei prodotti, dovrebbe implicare un prezzo minore che “sconta” il mancato pagamento del provento. Non sempre ciò avviene, quanto meno nella misura corretta.
I diversi tipi di Certificate
Sul mercato esistono diversi tipi di strumento, ognuno dei quali ha delle sue caratteristiche. Ecco, in breve, le tipologie più diffuse.
Certificati a capitale protetto
I Certificates a capitale protetto garantiscono il capitale alla scadenza, a patto di essere sottoscritti in fase di collocamento. Il valore “protetto”, infatti, è il prezzo di emissione del titolo. Se comprati sul SEDEX di Borsa Italiana ad un prezzo superiore a 100 implicano la possibilità di perdere l’eccedenza, poiché il rimborso avverrà al nominale.
A fronte della garanzia del capitale la loro remunerazione è ridotta. Può esserci, in breve, un limite alla partecipazione alla crescita del sottostante (cap) oppure una partecipazione in percentuale ridotta.
Certificati a capitale condizionatamente protetto
Si tratta di strumenti che garantiscono il capitale, con riferimento al prezzo di emissione, a patto che la quotazione del sottostante non scenda sotto il livello della barriera.
Definiamo “barriera” il livello di prezzo del sottostante che, se raggiunto, fa cadere la garanzia del rimborso integrale del valore nominale del certificato stesso.
La barriera può essere:
- continua: è sufficiente che il valore del sottostante scenda sotto al livello della barriera una sola volta durante la vita del certificate per far sì che lo stesso non rimborsi più il capitale nominale ma il controvalore alla scadenza del sottostante stesso
- a scadenza: in questo caso solo se alla data di scadenza il sottostante si trova ad un valore inferiore rispetto alla barriera verrà pagato il controvalore del sottostante invece che il valore nominale del certificato.
Strumenti a leva
Essi amplificano le variazioni giornaliere del sottostante sulla base di un coefficiente noto ed indicato con un numero seguito dalla x. Ad esempio 3x sta ad indicare che ad un rialzo dell’un percento del sottostante corrisponderà un rialzo del 3% del derivato e viceversa in caso di ribasso. Sono strumenti che generano gli scambi più elevati tra i certificati, adatti soprattutto ai trader e in presenza di violente discese possono amplificare i ribassi fino ad azzerare il valore.
Benchmark
Sono gli Investment Certificates più simili agli ETF. Essi, infatti, clonano esattamente il sottostante non offrendo però alcuna garanzia di rimborso del capitale. Sono nati nel 1999 e, sebbene gli Exchange Traded Funds li abbiano messi “fuori mercato”, essi sono apprezzati per il fatto che permettono una maggiore efficienza fiscale.
Altri tipi di Certificati
Autocallable
Hanno come sottostante una o più attività finanziarie. Pagano una cedola annua di importo fisso a condizione che il sottostante non scenda sotto una certa barriera. Sebbene durino più anni, essi potranno essere rimborsati anticipatamente (pagando il valore nominale più le cedole) se ad un “compleanno” intermedio il sottostante sarà salito rispetto al livello iniziale.
Se alle ricorrenze intermedie il sottostante è sceso, ma si trova sopra la barriera, il certificate non pagherà nulla, ma il capitale sarà garantito alla scadenza. Se è previsto l’effetto memoria alla prima ricorrenza annuale in cui il sottostante è salito il certificato rimborserà il capitale più le cedole precedenti.
Qualora la quotazione del sottostante scenda sotto la barriera, il certificate alla scadenza pagherà l’equivalente del sottostante provocando, probabilmente, una perdita secca.
Coupon Premium
Sono simili al caso precedente, con la differenza che la cedola è pagata separatamente dal capitale. Se ad ogni ricorrenza annuale, che separa la data di emissione a quella della scadenza, il sottostante è su un livello superiore a quello iniziale, il certificato paga la cedola. Se il sottostante è sceso la cedola viene saltata.
Se durante la vita del certificate la quotazione del sottostante scende sotto la barriera alla scadenza il capitale non sarà più garantito, mentre ad essere pagato è l’equivalente del sottostante stesso.
I rischi dei Certificates
Il rischio emittente
Si estrinseca nella possibilità che la banca emittente non sia in grado di rimborsare il titolo alla scadenza e/o a pagare i flussi cedolari promessi. In quanto derivati cartolarizzati i Certificati di Investimento non godono della garanzia offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). In casi estremi (senza garanzie collaterali) il valore rimborso può essere collegato al merito di credito dell’emittente.
Il rischio di liquidità
Consiste nell’impossibilità, da parte dell’investitore, di rivendere il titolo sul mercato prima della scadenza. Ciò può avvenire, ad esempio, perché l’emittente smette di “fare prezzo” sul prodotto. Sebbene gli intermediari siano obbligati, in quanto Market Maker, ad essere sempre presenti sul mercato a volte latitano. Se ciò accade in un momento di particolare urgenza il cliente si troverà nell’impossibilità di rientrare dei suoi mezzi finanziari.
Il rischio di mercato
Attiene alla possibilità che il prezzo del titolo non rispecchi l’andamento effettivo del sottostante. Chi scrive ricorda che nei primi anni 2000 a fronte della salita dell’indice replicato alcuni Benchmark restavano bloccati, o salivano in modo assolutamente marginale.
Anche l’allargamento dello spread Denaro – Lettera è una forma di rischio di mercato, poiché penalizza l’investitore che voglia rivendere il prodotto.
L’impatto delle variabili sul prezzo
Ecco cosa accade se una delle variabili elencate cambia in modo repentino:
- aumento dei dividendi attesi. Tanto più ci sono aspettative al rialzo sui proventi pagati dal sottostante tanto minore sarà il prezzo del Certificato, che non li paga;
- volatilità. Un suo incremento farà crescere il prezzo del derivato, se si tratta di prodotti a capitale protetto o condizionatamente protetto;
- tempo. Il suo trascorrere incide negativamente su molti prodotti, poiché si riduce il periodo di protezione del capitale;
- tassi di interesse. Un loro incremento renderà i Certificates meno redditizi, riducendone il valore.
Trattamento fiscale
I frutti dei titoli sono tassati al 26%, al pari di tutte le altre attività finanziarie. Tuttavia i redditi prodotti, comprese le cedole pagate dai Cash Collect sono classificati come redditi diversi. Ciò implica che i Certificati di Investimento possono essere usati per compensare le minusvalenze pregresse accumulate, ad esempio, con la vendita in perdita di fondi o ETF.
Occorre tuttavia valutare con attenzione se il gioco valga la candela, alla luce degli svantaggi che questi prodotti. comportano.
Come comprare gli Investment Certificates
Quando un titolo viene emesso il prezzo di collocamento supera il valore “teorico” del prodotto. Tale differenza rappresenta una commissione di vendita implicita che va a remunerare la rete commerciale, compreso il consulente che lo sta proponendo.
Per tale ragione sconsigliamo di comprare i Certificates in fase di emissione. Meglio, invece, prenderli direttamente sul SEDEX di Borsa Italia, scegliendo quelli che, una volta approdati al listino, quotano sotto il prezzo di collocamento.
I nostri consigli
A meno che tu non debba recuperare delle minusvalenze in scadenza, e che non abbia la capacità di scegliere i prodotti migliori (ossia quelli più efficienti e semplici), ti sconsigliamo di avventurarti nella palude dei Certificati di Investimento. Il rischio, infatti, è di trovarti con un prodotto poco liquido, che non riusciresti a vendere quando vuoi, e che non replica fedelmente l’indice sottostante.
Ricorda, infatti che per i Certificates, a differenza degli ETF, non esiste alcuna possibilità di arbitraggio tra titolo e sottostante. Per ipersemplificare, il prezzo lo fa nel 99% dei casi l’emittente, che potrebbe non aggiornare le quotazioni e/o tenere differenziali denaro – lettera (spread) elevati.
Per questo siamo qui…
Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad investire in modo diverso, usando la testa e non lo stomaco e credendo nella semplicità.
Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:
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Think different. Invest differently.
Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari
Ciao Giacomo!
tu mi leggi nel pensiero!!! 🙂
Se possibile, un tuo parere; a mio zio fecero sottoscrivere questi:
– IT0004545478
– IT0004553100
Che ne pensi? Meglio disfarsene, limitando i danni oppure ci possono stare, essendo il 5% in un ptf composto da TF e Inflation linked?
Grazie mille!!!
ps: ho fatto un gran lavoro per tutta la famiglia…. una mega-rotazione dalle ‘proposte’ bancarie ai prodotti da te consigliati… grazie ai tuoi post, e-book e all’investimento perfetto… grazie ancora:)
@ Enrico
Ora come ora, visto che purtroppo il danno è fatto, li terrei fino alla scadenza. Un abbraccio e grazie per i complimenti 🙂
Ciao Giacomo,
ma ti riferisci ai certificates di Sg IT0006723271 al rialzo o a ribasso sull indice italiano?
un mio amico di diverte e giocarci sopra (e ci guadagna bene al momento perchè ci azzecca), ma io gli ho detto di stare attento perchè alla fine si ustiona…
grazie e continua così.
Complimenti per l’analisi
La mia banca mi bombarda con offerte di questo tipo sullo Stoxx.
Mi sembrano troppo complessi e costosi.
Invece mi stavo facendo incuriosire da certificati a leva x5 sul MIB di SG.
Ok..sono non ami il fattore leva, però mi sembrava una valida alternativa a un ETF a leva x2.
Mi sembrano molto scambiati. L’unico rischio è quello da controparte (e dal rischio di una leva così alta, of course).
@ Silvana
Non mi riferivo ad un tipo particolare di certificati, ma parlavo in linea generale. Purtroppo questi prodotti sono simili alle scommesse, ed il fatto che una volta sia andata bene non significa che andrà altrettanto bene in futuro…
@ Matteo
L’importante è che tu gestisca bene la leva, evitando di ragionare sul capitale investito ma valutando – invece – il capitale controllato per mezzo della leva stessa 🙂
Ciao Giacomo,
complimenti per l’analisi chiare e concise.
Riguardo questo thread sui investment certificates, bisogna però ricordare che esistono tipologie che offrono protezioni all’investitore.
I cosiddetti “Certificati a Capitale Protetto”, seppur mantenendo possibile il “rischio emittente” (punto 1 sopra), possono garantire una protezione anche fino al 100% del valore nominale iniziale del certificato, a fronte di fluttuazioni e/o valore finale a scadenza < 100 punti.
Va da sé che gioca un ruolo fondamentale il prezzo di acquisto del certificato.
Mi è capitato di acquistare certificati a capitale protetto e con uno strike interessante, ma soprattutto ad un prezzo attuale sul mercato sotto i 100 punti iniziali…ossia per l'investitore offrivano in quel momento un rendimento positivo assicurato (sempre scongiurando il verificarsi del punto 1…)
Sono sicuramente certificati specifici, tuttavia ci tenevo ad evidenziare questo punto per non fare di tutto l'erba un fascio.
Saluti e ancora complimenti,
Giulio
@ Giulio
Assolutamente. Così come ci sono gli Investment Certificates che si limitano a replicare l’andamento di un indice finanziario al pari degli ETF, con due differenze di cui parliamo approfonditamente qui.
Il motivo per cui ho scritto questo post è che molti degli Amici che ci leggono non hanno le competenze tecniche per distinguere i prodotti validi da quelli meno interessanti, e d fronte al dubbio la cosa migliore da fare è “astenersi”.
Le auguro buon fine settimana e spero di rileggerla presto!!
Ing Direct propone Borsa Protetta Arancio. Può essere considerata un Certificate?
@ Claudio
Assolutamente sì…
Gentile Giacomo,
leggendo il post in questione e ascoltando il relativo audio sui Certificates da un punto di vista logico le tue obiezioni non fanno una grinza, specialmente quando parli di cacolo delle probabilità. In effetti, aggiungo io, la borsa e gli investimenti finanziari non possono aderire ad un calcolo preciso da far assicurare all’investitore un ritorno sicuro del capitale. Tutto ciò non è ponderabile, se fosse tale saremmo tutti ricchi.
Io parto dal ragionamento di considerare sempre e comunque, nel caso di acuisto di Certificates, il SOTTOSTANTE, ossia l’attore principale della performance. Nel mio caso, ho sottoscritto di recente, presso la BNP paribas, il seguente certificates:
ATHENA DOUBLE JET CAP RELAX CERTIFICATE SU AZIONI METRO; ISIN XS0939067566
con un premio del 4,75% dopo il 1° e 2° e 3° anno se le azioni METRO (a cui si aggancia il certificates) hanno un valore maggiore(>) o uguale(=) al valore iniziale, e la cui barriera è del 40%.
Prima di aderire ho consultato le azioni METRO e devo dire che non mi dispiacciono, sembrano solide e robuste visto che l’azienda è tedesca attiva nella grande distribuzione del “cash&carry”, attività che si sta sviluppando tantissimo in questi ultimi tempi.
Per no dilungarmi molto, desiderei, non solo un suo parere sul mio ragionamento, ma anche una sua impressione, o un giudizio globale sul Certificates da me comprato (poche migliaia di euro).
La ringrazio
Salvatore
@ Salvatore
Se il rialzo delle azioni Metro sarà limitato, avrà fatto bene a sottoscrivere il certiticato. Ad esempio un rialzo dell’1% del sottostante sarebbe sufficiente a fare scattare il premio sul certificate e lei guadagnerebbe il 4,75% in presenza di un movimento dell’1% delle azioni.
Ma se le azioni dovessero salire del 10%, chi le ha acquistare direttamente avrebbe quel guadagno, mentre lei dovrebbe accontentarsi del 4,75%. Quindi se crede che le Metro saliranno parecchio avrebbe fatto meglio a comprare direttamente i titoli e non i certificates. Inoltre è sempre consigliabile comprare i certificates sul mercato dopo la loro emissione, in modo tale da non pagare le commissioni implicite di collocamento,
Per qualunque cosa sono a sua disposizione e le auguro buona settimana…
Egr. Dott.SAVER,
il denaro, a differenza nostra, non va mai in vacanza e non deve mai stare fermo perché perderebbe valore minuto dopo minuto.
Eccomi quindi a Lei e, dopo aver trattato di conti deposito, polizze vita, obbligazioni e investimento postale che mi sono stati spiegati in modo sempre preciso e cordiale, approfitto del post per affrontare questo tipo di investimento: i certificates, in considerazione del fatto di possedere nel mio portafoglio questi prodotti finanziari proposti (o meglio, propinati) dal promotore finanziario tra il 2009 e il 2010.
Si tratta di emissioni di Deutsche Bank che di seguito Le elenco:
X-MARK EXP DJ50 ST14 – Codice ISIN: DE000DB5U7Y2 (scadenza 30/09/2014)
XS-MSDDBEXP DJ150NV14 – Codice ISIN: DE000DB5U8Y0 (scadenza 25/11/2014)
X-MARK DOU FTSE GE15 – Codice ISIN: DE000DE3X6W1 (scadenza 19/01/2015)
Purtroppo non avendo ancora un’adeguata preparazione tecnica per distinguere la validità o meno di questi prodotti, come al solito mi aggrappo alla sua competenza e alla sua cortesia per un primo orientamento.
Considerato che la scadenza non è troppo lontana credo che converrà mantenerli.
Di fatto, i primi due pagati € 100 valgono attualmente, mi sembra, rispettivamente € 110,65 e € 112,50 mentre il terzo pagato € 100 vale € 73,90.
Grazie anticipatamente per l’attenzione che come al solito mi vorrà dedicare.
GEO.
@ Geo
La scelta se mantenerli fino alla scadenza o se, invece, venderli prima va ponderata con attenzione. Se li liquida subito ottiene un guadagno certo ma più modesto, se li conserva fino alla scadenza otterrà di più, a patto che la condizione sottostante sia verificata. Per scegliere bisogna vedere “quanto” è il maggior guadagno atteso a scadenza.
Se vuole un’analisi approfondita relativa al suo caso la prego di contattarmi per ricevere consulenza personalizzata.
Buona giornata e a presto!!
Egr. Dott.SAVER,
grazie per la celere risposta.
In attesa di poterla contattare personalmente per un’analisi più approfondita vorrei comprendere meglio questi strumenti finanziari (avrei dovuto farlo prima di sottoscriverli).
Comunque sia, per quanto riguarda i primi due prodotti rilevo (dal sito della Borsa Italiana) trattarsi di strumenti express a capitale condizionatamente protetto, mentro il terzo di uno strumento outperformance a capitale non protetto.
Cosa significa e cosa intende per “a patto che la condizione sottostante sia verificata”?
Cercherò di orientarmi e seguire costantemente le quotazioni del mercato.
Nella scheda dei prodotti leggo anche STRIKE e BARRIERA.
C’è qualcos’altro da aggiungere?
Come sempre, grazie infinite.
Geo.
@ Geo
I certificates di cui parla Lei, di solito pagano una cedola finale elevata a condizione che non si sia verificato un evento che lo fa decadere. Tipicamente che il sottostante del certificato stesso perda una percentuale che lo porta al di sotto di un certo livello (barriera). Quindi se il sottostante non perde oltre un ‘tot’ il certificate si comporta come se fosse un’obbligazione: paga la cedola finale e restituisce il capitale.
Ma se il sottostante scende sotto la barriera, il certificate comporta una perdita certa. Questi prodotti offrono buoni guadagni ma anche la possibilità di perdita, per cui vanno usati con attenzione. Se il sottostante perde molto incassi una perdita, mentre se lo stesso cresce il tuo guadagno sarà limitato alla ‘cedola’.
Egr.Dott.SAVER,
il 30 Settembre u.s. mi sono stati rimborsati anticipatamente Certificati X-MARK EXP DJ50 ST14 – Codice ISIN: DE000DB5U7Y2 in numero di 150, emessi da Deutsche Bank, sottoscritti il 30/09/2009 e con scadenza il 30/09/2014, in quanto mi sembra di aver capito, si è verificata una situazione tale per cui, il livello di chiusura del Sottostante è risultato pari o superiore allo Strike (2.892,44 Pt., indice per tutte le date, il coupon è pari all’8%).
Pertanto ho ricevuto un pagamento di 132 Euro per certificato a fronte di un pagamento iniziale di 100 Euro a certificato.
Quindi 19.800 Euro contro 15.000 Euro.
So che ho corso dei rischi, quindi posso dire che per adesso mi è andata bene?
Spero che la stessa opportunità si verifichi anche per gli altri che ho sottoscritto e che Le ho citato appena sopra.
Attendo come sempre un Suo grato commento.
GEO.
@ Geo
In effetti questa volta le è andata bene 🙂
Egr.Dott.SAVER,
quindi questa volta mi è andata bene, ma in finanza si sa per ottenere qualcosa in più bisogna pur prendere qualche rischio, mi auguro di poter dire altrettanto per gli altri Certificati che possiedo.
Approvo comunque la Sua impostazione prudenziale che elargisce quotidianamente a noi piccoli risparmiatori che non abbiamo una solida preparazione finanziaria e che il più delle volte non siamo in grado di valutare i pericoli a cui ci esponiamo.
Assodato che i Certificati comportano rischi notevoli, Le chiedo pertanto se è il caso di stare alla larga nel futuro da questi strumenti finanziari, propostomi comunque dal promotore finanziario, e non sottoscriverne altri ma gestire con più tranquilità i propri risparmi.
Si, ma come?
Cordiali saluti e Buon Week-end,
GEO.
@ Geo
Sì, le consiglio di evitare per il futuro i certificati di investimento. Per gestire i suoi risparmi in modo autonomo le consiglio di irrobustire la sua formazione finanziaria, oppure di appoggiarsi ad un consulente che la consigli nel suo esclusivo interesse.
Egr.Dott.SAVER,
da tempo ci consiglia di evitare i Certificates soprattutto a noi piccoli investitori che non abbiamo le competenze tecniche per distinguere i prodotti validi da quelli meno interessanti.
Questi prodotti come ci spiega anche nell’audio offrono dei guadagni ma anche più spesso la possibilità di perdita, per cui vanno usati con attenzione.
A me sta andando bene: il 30 Settembre u.s. mi sono stati rimborsati anticipatamente dopo 4 anni dalla sottoscrizione n.150 Certificati X-MARK EXP DJ50 ST14 – Codice ISIN: DE000DB5U7Y2, emessi da Deutsche Bank.
Ho ricevuto un rimborso di 132 Euro per Certificato a fronte di un pagamento iniziale di 100 Euro a Certificato.
Quindi 19.800 Euro contro 15.000 Euro.
Il 25 Novembre invece ancora per una fortunata circostanza mi sono stati rimborsati anticipatamente dopo 4 anni dalla sottoscrizione n.150 Certificati XS-MSDDBEXP DJ150NV14–Codice ISIN: DE000DB5U8Y0 anch’essi di Deutsche Bank ricevendo un rimborso di 126 Euro a Certificato a fronte di un pagamento iniziale di 100 Euro.
In questo caso 18.900 Euro contro 15.000 Euro.
Dispongo anche, sempre di Deutsche Bank, di 120 Certificati X-MARK DOU FTSE GE15–Codice ISIN: DE000DE3X6W1 che scadono il 19/01/2015.
Spero mi vada bene anche con questi.
Il promotore finanziario a fronte di questi successi naturalmente insiste per farmene sottoscrivere altri.
Attendo un suo gradito commento che come sempre saprà derimere le mie insicurezze.
Grazie,
GEO.
@ Geo
Il punto, caro Geo, è che il fatto che sia andata bene una volta non significa che debba andare bene anche la seconda o la terza. Inoltre con i certificates corre più o meno gli stessi rischi che correrebbe investendo nell’azionario ma con un rendimento ridotto. Chi ha investito direttamente negli indici sottostanti ai suoi certificati ha guadagnato di più di lei, pur avendo corso grosso modo gli stessi rischi.
Chi non vuole correre pericoli farà bene a non sottoscrivere i certificati, chi vuole correre qualche rischio farà bene, invece, ad investire direttamente nel sottostante all’interno di una strategia a capitale garantito come quella spiegata nell’investimento perfetto.
buongiorno, avrei una domanda, ieri mi è scattato lo stop loss su un certificate della RBS per raggiugimento della barriera, RBFTMIBP21000E19
prima e ultima volta che prendo certificate con barriera. la mia domanda è:
ho perso tutto il capitale o prendo almeno il valore dello strike?
la perdita non viene conteggiata come minus?
grazie
@ Zaher
Dipende dal tipo di certificato. Probabilmente la barriera fa venire meno la garanzia del capitale alla scadenza, per cui ciò che otterrà sarà il valore del sottostante alla scadenza stessa.
A seconda di che cosa accadrà potrà prendere un importo superiore a quello attuale o inferiore ma non perderà per intero il suo capitale. Subirà comunque una perdita di parecchi punti percentuali. E tale perdita è una minusvalenza compensabile.
Per qualunque domanda sono qui. A presto…
Cortesemente potrebbe darmi qualche info su i certificates banca aletti che allo scadere dei 10 anni assicurano il tuo capitale.
@ Claudio
Banca Aletti emette moltissimi certificati di investimento, alcuni dei quali – per la loro “struttura” – garantiscono il capitale alla scadenza. In linea di massima si tratta di prodotti complessi da evitare (anche per colpa della loro scarsa redditività rapportata al rischio), ma potrò essere più preciso se mi dirai di che certificato si tratta.
mi date informazioni circa questo certificates:
DE000HV8A5H1
grazie
@ Andrea
Purtroppo non posso risponderti in questa sede analizzando a fondo un prodotto così “delicato”. Se l’argomento interesserà anche altri Amici scriverò un post in cui analizzo volentieri il certificato che ti interessa. Un abbraccio e a presto.
Scusa ma se acquisto investment certificate con cap protezione 100% quando costano meno di 100 sbaglio o rischio solo se salta la banca emittente ?
Mi sono stati consigliati anche per recuperare delle minus valenze
Grazie
scusa per chiarire mi aveva segnalato questi
IT0004819832
quando effettivamente erano sotto 98
@ Nicola
Se il certificato è equity protection e rimborsa a 100 allora comprandolo al di sotto di quel valore l’unico rischio è quello di default della banca. Ottima osservazione. I certificates vanno bene per il recupero delle minusvalenze.
Egr.Dott.SAVER,
con i Certificates fino ad ora mi era andata bene.
Come ho ricordato (vedasi il mio precedente intervento del 9-12-2013), negli anni scorsi mi sono stati rimborsati anticipatamente dopo quattro anni dalla sottoscrizione dei Certificati emessi da Deutsche Bank dai quali ho avuto un discreto guadagno.
Il mese scorso invece dopo cinque anni dalla acquisizione mi sono stati rimborsati 120 Certificati X-MARK DOU FTSE GE15–Codice ISIN: DE000DE3X6W1 sempre di Deutsche Bank per € 10.827,60 a fronte di un versamento di € 12.000.
Un bell’affare, ci ho rimesso nel capitale e negli interessi!
Ricordo un Suo avvertimento “il fatto che ci sia andata bene una volta non significa che la fortuna debba essere tentata ripetutamente” e le assicuro quindi che eviterò per il futuro i Certificati di investimento come del resto Lei stesso ci ha raccomandato più volte sia nei post che in alcuni audio.
Un’esperienza che ho voluto raccontare e con la quale voglio mettere in guardia gli altri lettori dai Certificates.
A Lei il consueto commento finale.
@ Geo
Mi dispiace che sia finita così, ma la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza con noi. I Certificates purtroppo sono delle scommesse che a volte vanno bene ma mediamente vanno male perché le chance di guadagno sono tutte a favore della banca. Meglio stare alla larga da questi strumenti.
Un caro saluto e a presto!!
Buon giorno Giacomo,
Ho scoperto da poco il tuo sito e l’ho trovato davvero illuminate.
Purtroppo anch’io ho investito in Certificates, non conoscendoli, perché suggerito dal mio promotore finanziario a Maggio di quest’anno, ma me ne pento! Mi riferisco ai derivati “Bi S&p C0gi18”: in questi 4 mesi ho già perso parecchio, mi consigli di tenerli fino alla scadenza, 06/2018, o darli via subito?
Grazie anticipatamente.
@ Claudio
Purtroppo la sua situazione è molto frequente. Ci si ‘fida’ del proprio promotore finanziario o del consulente per poi finire con il sottoscrivere prodotti che non si capiscono.
Per sapere se occorre tenere fino a scadenza i suoi certificates o no bisognerebbe analizzarli e valutare con Lei se sono appropriati alla sua situazione ed ai suoi obiettivi. Venga ad Investitore Libero e imparerà da solo a fare “i raggi X” al suo portafoglio per sapere se siano da tenere o da vendere.
Per qualunque cosa sono qui per Lei…
Buongiorno Giacomo,
complimenti e grazie per gli ottimi articoli che ci regala.
Posto che sono abituato ad operare con opzioni volevo sapere se lei ritiene che sia interessante affiancare a queste i certificates (di tipo strutturato) o che invece, come ritengo io, sia preferibile eventualmente replicarli anche parzialmente con le strutture opzionarie. Le opzioni secondo me infatti sono molto piu´ trasparenti e se scelte su strumenti liquidi non dovrebbero soffrire dei problemi da lei segnalati. Temo di essere un po OT ma mi farebbe davvero piacere un suo parere.
Grazie
Luca
@ Luca
Concordo con l’ultima parte del suo commento. Le opzioni sono prodotti finanziari molto più liquidi e trasparenti dei certificates e se ha dimestichezza con le stesse potrà replicare in maniera sintetica qualunque tipo di strumento finanziario.
La “replica sintetica” per chi non usa questo gergo consiste semplicemente nel creare il flusso di pagamenti di uno strumento finanziario (i certificates inquesto caso) comprando due o più prodotti diversi.
Le opzioni sono uno strumento finanziario estremamente flessibile ed efficiente. Grazie a Lei per i complimenti e per il commento e a presto. Per qualunque cosa sono qui per Lei e per gli amici che ci leggono…
Buongiorno normalmente uso ETF per i miei investimenti, ma siccome ho delle minus da recuperare pensavo di utilizzare in parte anche dei certificates. Mi consiglia in quest’ottica di utilizzare questi strumenti e mi potrebbe dare qualche ISIN (riferiti al mercato europeo, giapponese o americano)? Grazie
Naturalmente parlo di certificati su indici. Grazie
@ Stefano
Purtroppo non posso dare indicazioni di investimento o fornire analisi a richiesta per mancanza di tempo. I certificates sono prodotti efficaci per recuperare le minusvalenze ma sono da usare con cura per effetto del rischio emittente che gli stessi incorporano. Grazie per il suo commento e a presto…
Buonasera,
il mese scorso la mia bianca mi ha convita a investire i miei risparmi nei certificati IT0005140212, dicendomi che sono sicuri, garantiti e protetti al 100% e che avrei potuto prendere i miei soldi in qualsiasi momento. Siccome seguono l’andamento di un indice di Borsa e questo ha perso più del 10% in un mese, dovrei lasciarli o prenderli per limitare eventuali danni?
La ringrazio anticipatamente,
Chiara
@ Chiara
Purtroppo non posso dare qui risposte specifiche per motivi di tempo. Se il suo investimento è di interesse generale scriverò un post in cui lo analizzo o dedicherò allo stesso un nuovo episodio di #investimentiimpossibili sul mio canale youtube. Continua a seguirmi e buon investimento!!
Buongiorno,
sono un dipendente di una Banca e mi occupo principalmente di consulenza agli investimenti.
Condivido in pieno le Sue analisi. Vorrei aggiungere qualche piccolo suggerimento a chi è interessato a questa tipologia di investimenti. In primo luogo, come affermato in più commenti, assicurarsi che l’emittente sia solido. In secondo luogo, volgere lo sguardo al mercato secondario molto più che al primario. Solitamente i certificate in collocamento presso le banche (mercato primario) hanno costi impliciti anche molto elevati che scontano appena vengono quotati sul mercato. Questo è uno dei motivi per cui è più conveniente comprarli quando sono già quotati. Inoltre, studiando benissimo la struttura dei certificate. è possibile trovare buone opportunità. Ad esempio, non sono rari certificate che in conseguenza ai cali di mercato degli ultimi mesi, hanno raggiunto un prezzo all’incirca corrispondente al livello di protezione. Questo significa investire con la garanzia del capitale alla scadenza del certificate (fatto salvo ovviamente il rischio emittente). Importante avvertenza: è vero che i certificate riflettono l’andamento di un indice, ma non sempre hanno la stessa reattività. Prendiamo il caso di prima: ho un certificate sull’Eurostoxx50 che è protetto al 92% e adesso quota intorno a 92. Se faccio uno sforzo di analisi in più mi accorgerò che il prezzo è calato dell’8%, ma il sottostante (l’indice eurostoxx50 in questo caso) è calato del 20%. In caso di risalita dell’indice quindi, il prezzo del mio certificate certamente salirà, ma non nella stessa misura.
Tutto qui. Come sempre quando si investe, attenzione ed informazione sono i primi due asset da mettere in portafoglio.
@ Luca
La ringrazio per il suo intervento. Un caro saluto e a presto.
Una curiosità, vorrei sapere , se possibile, come sono costruiti tecnicamente i certificati.
Usano le opzioni?
E possibile “farseli in casa”?
Grazie
@ Alex
Sì, costruire i certificates è possibile attraverso l’uso delle opzioni ma è una cosa molto complessa che ti sconsiglio. Piuttosto puoi sceglierne di già quotati ed investire in quelli una volta che siano ‘approdati’ sul mercato…
Dr. Saver, la ringrazio per gli articoli interessanti e per aver messo a disposizione la sua esperienza per mettere in guardia noi risparmiatori. Ho partecipato da poco a un convengo sui certificates perchè invitato da un amico e volevo sapere da lei perchè nel suo articolo dice che una volta approdati sul mercato bisogna essere fortunati per venderli: non c’è un obbligo per l’emittente di quotare?
@ Merlino
Ottima domanda. Sì, in teoria esiste l’obbligo di quotazione da parte del market maker, ma nella pratica accadono di solito due cose:
a) il market maker nelle fasi di volatilità evapora e non c’è quindi nessuno disposto a comprare (book vuoto dal lato denaro)
b) il market maker quota prezzi sconvenienti (spread denaro lettera ampio e prezzi distanti dal loro valore teorico. Classico è il caso del prezzo che resta stabile con il sottostante che cresce).
Non conterei troppo sulla presenza del market maker…
buonasera volevo un parere su dei certificate athena premium quanto su azioni zurich e allianz
@ Cristian
Non posso dare pareri a richiesta in questa sede, ma restano validi i consigli che ha letto nel post. Eviterei i certificate e se proprio uno li vuole meglio comprarli sul mercato e non sottoscriverli in emissione. Un caro saluto.
Buon giorno , volevo portare l’attenzione su un derivato turbo longh del ftse mib emittente bnp paribas codice isin nl0011758958 con livello knock out 16000.
Sono una vera truffa . In data 23/06/2016 ne ho acquistate diverse al prezzo 0.154 prezzo di chiusura derivato 0.203 prezzo sottostante 17963. In data 24/06/2016 (giorno dopo referendum brexit) ho inserito 3 ordini di vendita dalle ore 9:05 alle 9:30 tutti respinti dal mercato , nonostante il sottostante aveva aperto regolarmente alle ore 9.02. Ho chiamato l’emittente bnp paribas per chiedere informazioni sul perché non si potevano negoziare ,la loro prima risposta è stata quella di dirmi che il ftse mib non aveva ancora aperto ora della chiamata 9:10. Dopo di che ho chiamato il mio broker alle 9:15 chiedendo spiegazioni in merito ,la loro risposta è stata che non sapevano la motivazione ,perché gli ordini venivano respinti ma il sottostante era regolarmente quotato dalle 9:02 con perdita del -0.35%. Per farla in breve alle ore 9.50 il derivato a toccato la barriera di 16000 -12% ,facendomi perdere tutto il capitale investito senza darmi la possibilità di vendere e limitare le perdite. Dopo diverse chiamate e diverse discussioni con l’emittente si viene a sapere che in caso di grosse oscillazioni di mercato loro possono decide di negoziali o meno facendo perdere così tutto il capitale investito , nonostante una regolare negoziazione del sottostante . Per l’accaduto ho scritto un esposto alla consob e aspetto loro notizie se tutto ciò è regolare .
@ Marco
Sulla questione si pronuncerà la Consob. Il tuo caso dimostra perché, ancora una volta, sconsiglio di stare fuori da prodotti strutturati che oltre ad essere molto complessi sono pure poco liquidi. Facci sapere cosa ha detto Consob quando ti risponderà, grazie.
che schifo la banca fondi a capitale protetto che protetto non e’ sembra giusto? Dopo la sottoscrizione ti dicono che protetto non e’ garantito mi sa si sta giocando un po’ sulle parole
@ Rep
Purtroppo non bisogna mai fidarsi delle parole, ma leggere bene i prospetti e sottoscrivere solo quello che si conosce e si capisce a fondo…
Buongiorno Dott., la mia banca mi ha proposto un certificate di BNP con sottostante il nostro Ftse mib? Non ho sottoscritto ancora nulla, ma mi chiedevo cosa significa “ETS FINAL PAYOUT 2300” ??….a parer mio è una fregatura, vorrebbero che ne prendessi 100000 a 0,11 circa.
Un cordiale saluto.
@ Massimo
Il “final payout” è il pagamento a scadenza del certificato. In pratica ti dice “quanto ti daranno, quando e a che condizioni”. Se hai letto qualcosa di “strano” farai bene a non sottoscrivere il certificato. Puoi ottenere rendimenti elevati facendo altre scelte più semplici e trasparenti.
Buongiorno, sono una consulente e anch’ io propongo certificati, sia in fase di emissione che già emessi. Assolutamente non bisogna stargli lontani ma bisogna comprenderli bene….Se sono andati bene una volta non vuol dire che nn andranno bene una seconda …dipende dal sottostante.
@ CF
Esattamente. Alcuni certificates sono proprio da evitare, altri da valutare ma occorrono competenze tecniche per farlo ed inoltre bisogna averne ben compreso il funzionamento per evitare di investire in un prodotto totalmente diverso da quello che si credeva. Grazie per il tuo commento e alla prossima…
Ciao, tre anni fa ho investito i mie risparmi in 700 certificate leva7 di societe general con un valore medio di acquisto di 90 euro ……ora il valore è di 0,48 euro
scadono dicembre 2018
cosa puo succedere ? esiste la possibilità che possano riacquistare valore?.
grazie
@ Monica
Bisognerebbe capire che tipo di certificato hai sottoscritto, ma in ogni caso dubito che con una perdita così grande riuscirai a recuperare i tuoi soldi…
I certificate sono DE000SG409M1, scadono in dicembre 2018
mi hanno prospettato la possibilità di ricapitalizzare con 10000 euro nel caso in cui in borsa ci siano le condizioni favorevoli per cercare di recuperare una parte dell investimento
Secondo lei vale il rischio?
c è una possibilità che risalga il valore di ogni certificate entro la data di scadenza?
grazie
@ Monica
Onestamente mi sembra che ci siamo poche probabilità che il certificato recuperi. In NESSUN caso ne comprerei degli altri perché ciò aumenterebbe solo i rischi che corri…
Buon giorno Giacomo, due anni fa ho investito in :20151028_Autocallable-Step-INTESA-SANPAOLO-fixing_IT0005142226 di Aletti con scadenza 17.12.2020
Non sono piu’ convinto dell’investimento fatto , la barriera è del 80% e 2,4768
il valore iniziale era: 3,096 ora Intesa quota a circa 2,95
Mi consigli, se tenerli fino alla scadenza, 12/2020, o darli via primi mesi 2018
Grazie anticipatamente
Giovanni
@ Giovanni
Purtroppo non posso fare analisi qui. Per favore manda un’email a info@segretibancari.com per ricevere senza impegno un preventivo per un’analisi approfondita dei prodotti che ti interessano. Grazie!!
le chiedo se puo’ suggerirmi un libro e/o dispensa sui “CERTIFICATI” con particolare riferimento alle “insidie occulte” (infatti a mio giudizio mi sembrano troppo remunerativi in particolare quelli con cedola anche del 10-12% annuo e con barriere molto basse)
In particolare nel caso di AUMENTO DI CAPITALE con suddivisione del valore dell’ azione in seguito allo scorporo del valore nei “DIRITTI”, il nuovo prezzo del sottostante si abbatte notevolmente rispetto allo lo strike del certificato con notevole difficolta’ sia nel percepire le cedole sia a rientrare del capitale.
Vorrei sapere se quello che ho appena scritto e’ valido oppure ci sono delle modifiche allo strike
@ Stefano
Un ottimo libro sui certificati di investimento è questo: https://amzn.to/2D5LQZe
Quando il sottostante subisce dei “traumi” come, ad esempio, un frazionamento, anche lo strike del certificato si adegua per prendere atto del nuovo prezzo. In teoria lo stesso dovrebbe accadere anche nel caso di un aumento di capitale, ma per essere sicuro contatta l’emittente dei certificati che stai studiando PRIMA di investire.
Puoi mandare loro un’email (sul sito degli emittenti trovi l’indirizzo), oppure telefonare. Fammi sapere 😉
Buongiorno
In banca mi hanno consigliato questo certificato di banca Imi xs1908378315. Lo,consigliano anche per valorizzare delle minusvalenze presenti in fondi a scadenza. È consigliabile sottoscriverlo? Grazie in anticipo
@ Loris
Per favore per richieste specifiche apra un ticket di assistenza scrivendo a info chiocciola segretibancari.com. Grazie.
Le chiedo alcuni chiarimenti sull’ impiego dei CERTIFICATES.
A mio giudizio i problemi sui Certificati sono:
a) insolvenza dell’ emittente (penso che sia un rischio contenuto in quanto comporta il fallimento dell’ emittente)
b)scadenza rigidamente fissata ad una determinata data e magari in quella data non e’ conveniente essere liquidato
c)scarsa liquidita’ che fa’ precipitare il valore del certificato
d)alcune tipologie sono particolarmente rischiose come ad esempio I Corridor o quelli a leva
Comunque i certificati tipo PHENIX MEMORY con barriera bassa (alcune sono al 50%) li giudico investimenti relativamente tranquilli con un rischio accettabile, tenuto conto che si investe nell’ azionario.
Le chiedo pertanto cosa ne pensa:
1)delle problematiche a proposito dei punti a, b, c, d, di cui sopra
2)della tipologia Phoenix Memory
3)se conosce altre “insidie nascoste” nell’ utilizzo di questo strumento finanziario (ad esempio nel Phenix Memory Worst of con un sottostante tipo Azimut che stacca una cedola annuale del 10% (o Intesa con cedola 5-6%) che nell’ arco di 5 anni di vita del certificato comporta una abbattimento del valore del sottostante del 50% (o 30%) e dunque la barriera del 50% e’ uno specchietto per le allodole.
4)un programma che gestista l’ uso dei Certificati in cui risulti l’ elenco delle cedole non ancora corrisposte
5)ho letto il libro sui certificati che mi ha consigliato dove l’ autore afferma “che tra gli obiettivi dello strutturatore non vi e’ quello di speculare sull’ eventuale esito negativo del certificato emesso. Allo stesso modo il pagamento di payoff legati al buon esito dell’ investimento non deve in alcun modo ricadere sul bilancio dello strutturatore. L’ attivita’ di hedging e’ mirata a garantire nei fatti la neutralita’ nei confronti dei prodotti emessi)
In base alla risposta che mi dara’ decidero’ se continuare ad investire su questi strumenti.
Cordiali saluti.
@ Stefano
Le domande sono troppo articolate per essere trattate qui. La prego di aprire un ticket di assistenza scrivendo a info@segretibancari.com. Grazie.
Buon giorno
In questi giorni la mia banca mi sta proponendo un certificate (Certificate AKROS eurostoxx select dividend borsa protetta 100% cedola 4,55%-Periodo collocamento: dal 7 al 15 febbraio 2019 salvo chiusura anticipata).
Non avendo confidenza con gli strumenti finanziari ho cercato nel Suo sito l’argomento certifiacte e sono capitato su questo articolo.
La ringrazio per la semplicità delle spiegazioni che mi hanno aiutato a farmi una prima sommaria idea sullo strumento.
Questo certificate sembra scommetta sull’indice eurostoxx.
Il gestore della manca non me lo direbbe ma forse se voglio scommettere sull’indice eurostoxx mi converrebbe entrare direttamente in un etf che ne replica l’andamento (IE00B53L3W79) oppure ho maggiori sicurezze con il certificate in questione?
Grazie mille
@ Domenico
Se crede che l’Eurostoxx cresca è molto più saggio investire in un ETF che lo replica. In questo modo otterrà tutto il guadagno dell’indice e non solo una misera cedola come quella pagata dal certificato. Se il certificato garantisce il capitale è più “sicuro” dell’ETF (ma comporta il rischio emittente); tuttavia la sicurezza le costa cara in termini di bassa performance. Tanto varrebbe, a quel punto, comprare un bond. Se ha altri dubbi sono felice di aiutarla…
Ciao Giacomo, ci sono penali se volessi disinvestire un Certificates prima della scadenza? Grazie
@ David
Di norma no. Tieni però presente che potresti essere costretto a liquidare il prodotto a prezzi molto bassi. I certificates sono molto poco liquidi, purtroppo.
Buonasera Giacomo, ho un certificato: Banca Imi S.P.A. EQUITY PROTECTION LONG CAP CERTIFICATES SU INDICE EURO STOXX” Select Dividend 30″ isin: IT0005339442
E’ preferibile venderlo scegliendo Best execution Dinamica oppure Milano – Invest. Certficate?
Come tipo di prezzo: si sceglie ord. limitato oppure ord. senza limite?
C’è un’ora preferibile in cui effettuare la vendita?
Grazie,
un saluto
Barbara
@ Barbara
Personalmente venderei il certificato su Milano e metterei un limite di prezzo per evitare che ordini “al meglio” conducano ad eseguiti troppo penalizzanti. Un caro saluto e a presto.
Certificates a capitale protetto (e parz. protetto) possono essere comprati sul mercato o il capitale è garantito a scadenza solo se acquistati nel periodo di collocamento? In quest\’ultimo caso sono acquistabili solo presso la banca che li emette? Ringrazio per i suoi contributi
@ Franca
Il capitale condizionatamente protetto si riferisce al valore di emissione. Se il certificato è comprato sul mercato ad un prezzo superiore al valore nominale la protezione del capitale sarà inferiore.
Ad ogni modo è possibile investire in certificates attraverso qualsiasi banca.