Il VIX: cos’è, come funziona, cosa anticipa

5 Settembre 2022

indice VIX

Hai già sentito parlare dell”indice della paura” ma non sai esattamente come funziona? L’articolo che stai per leggere ti darà tutte le risposte alle tue domande. Vedremo cos’è l’indice VIX, come si calcola, come funziona, e come usarlo nelle tue scelte di investimento.

Cos’è il VIX

L’indice Vix è un indicatore della volatilità implicita delle opzioni sull’S&P 500, l’indice rappresentativo della borsa americana. In breve esso è calcolato in tempo reale dal Chicago Board Options Exchange (CBOE). Il VIX è espresso in percentuale. Il suo aumento indica che c’è tensione sui mercati. Al contrario un ribasso dell’indice implica una fase di relativa calma.

Non è possibile fare dei back test sull’indice. Esso, infatti, mostra solo la volatilità implicita del mercato azionario americano nei 30 giorni successivi.

Nonostante il VIX sia relativo all’indice S&P 500, esso è un punto di riferimento per l’intero mercato azionario globale. Dal momento che la domanda di opzioni è molto elevata nei momenti di tensione, la maggioro domanda di derivati porta con sé un incremento della volatilità implicita.

Ciò fa crescere, di conseguenza, anche il nostro indicatore che, non a caso, è comunemente noto come indice della paura a causa delle sue impennate in prossimità di eventi particolarmente traumatici per i mercati.

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Di particolare interesse sono i livelli chiave dell’indice. Essi, come vedremo, sono una buona approssimazione dell’evoluzione futura dei mercati finanziari.

Come funziona il VIX

L’indice segue la volatilità implicita delle opzioni sull’indice azionario americano. Conoscere un po’ meglio il funzionamento del sottostante è utile ai fini della comprensione e dell’utilizzo del VIX a fini pratici. In particolare le option sono contratti standardizzati derivati che danno il diritto, ma non l’obbligo, di comprare o vendere e o entro una certa scadenza un indice o strumento finanziario. Nel nostro caso il sottostante è l’indice azionario USA S&P 500.

Una opzione call dà il diritto, dietro il pagamento di un prezzo detto premio, di comprare l’S&P 500 ad un prezzo predefinito, detto strike. Al contrario una put option darà il diritto di vendere il medesimo sottostante ad un prezzo fissato.

Come si calcola l’indice VIX?

Il calcolo dell’indice è piuttosto complesso. Esso parte dalle opzioni sull’S&P 500 in scadenza il terzo venerdì del mese e da quelle settimanali in scadenza ogni venerdì. Poi si fa un conto matematico complicato che, alla fine, restituisce un numero in percentuale. Per essere inserito nell’indice VIX, un’opzione deve avere una data di scadenza tra i 23 e i 37 giorni.

Il grafico che segue, preso da IG.com, mostra con esattezza la formula usata:

calcolo del vix

Alla base della formula c’è una combinazione di diversi prezzi ponderati di opzioni call e put sull’S&P 500 aventi differenti livelli di strike. Le opzioni usate hanno prezzi strike corrispondenti ai valori attuali dell’indice (opzioni at the money). Grazie a questa caratteristica il VIX è in grado di stimare le attese degli operatori sul futuro andamento dell’S&P 500 a partire dalle scommesse fatte sul mercato delle opzioni.

Ora è più chiaro come mai l’indicatore in esame sia molto usato da investitori e traders per valutare il sentiment, ossia l’umore generale del mercato.

Comprendere i valori del VIX

Tra l’andamento dell’indice della paura e mercato azionario esiste una correlazione inversa. Infatti un’impennata del primo sovente precede un ribasso del secondo.

Cosa accade quando il VIX è in rialzo?

Una salita dell’indicatore implica fasi di tensione sui mercati, con possibili ribassi all’orizzonte. Impennate anomale si sono verificate in occasione della Grande Crisi del 2007-2008 e, in tempi più recenti, con la pandemia globale da COVID-19.

Cosa accade quando il VIX è in ribasso?

Quando l’indicatore scende gli operatori sono tranquilli. Sul mercato vi è meno tensione ed è ragionevole ipotizzare una salita delle quotazioni.

Un utile punto di riferimento è rappresentato dall’intervallo 20-30. Al di sotto di 20 ci troviamo in una fase di relativa tranquillità; al contrario una salita oltre 30 richiede un po’ di attenzione, poiché il mercato sta entrando in una fase di fibrillazione.

Un fenomeno curioso che riguarda il VIX è la tendenza dell’indice a girare all’improvviso. Esso, in breve, converge verso la sua media storica. Ciò significa che a periodi di bassa volatilità ne seguono altri in cui la stessa si impenna e viceversa. Quando la volatilità è alta è un buon momento per comprare. Quando, invece, il VIX è “schiacciato” sui minimi un evento esterno potrebbe scombussolare i mercati.

Per queste ragioni vale il motto: “comprare quando l’indice sale e vendere quando il VIX scende“. Si tratta, beninteso, di una consuetudine e non di una legge ferrea.

La tabella che segue fa un riepilogo dei valori dell’indice e fornisce una chiave di interpretazione:

Indice vix come si legge

Fare trading sul VIX

Perché fare trading sul VIX? Le ragioni sono essenzialmente due:

  • speculare a breve termine
  • diversificare il proprio portafoglio finanziario grazie ad un prodotto negativamente correlato con le azioni.

A titolo di esempio chi ha investito nella borsa USA e teme un ribasso delle quotazioni nel breve termine potrà comprare, nei modi che vedremo, l’indice della volatilità. In questo caso se il mercato scenderà le perdite potranno essere compensate, in tutto io in parte, dall’apprezzamento del VIX, se ciò si accompagna ad una volatilità in salita.

Gli strumenti da usare

CFD

I CFD, ovvero i contrratti per differenza, permettono di guadagnare sulla variazione di prezzo dell’indice tra la data di apertura e di chiusura di una posizione. Le plusvalenze sono tassate al 26%; esse, tuttavia, sono compensabili con minus precedenti.

Barrier

Sono contratti che replicano il sottostante in modo preciso, senza effetto leva. Esse si chiudono automaticamente se il prezzo del mercato sottostante raggiunge il livello da te scelto, meglio noto come livello di knock-out, limitando così il tuo rischio. Si tratta comunque di strumenti molto speculativi che l’investitore farà bene ad evitare.

Speculazione rialzista (long)

Chi va “lungo” su un sottostante scommette sulla rivalutazione dello stesso. In particolare chi apre una posizione long sul VIX è una persona che teme un improvviso aumento della volatilità, con conseguente calo del mercato.

In sintesi può trattarsi di:

  • un trader che voglia speculare in caso di impennata della volatilità
  • un investitore che voglia proteggere il proprio capitale da possibili ribassi.

Speculazione ribassista (short)

Andare short sul VIX significa scommettere in una fase di tranquillità dei mercati. Una salita “senza traumi” dell’S&P 500, infatti, comprimerebbe la volatilità e con essa l’indice della paura.

Reazioni del mercato e valori estremi dell’indice VIX

Lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina ha spinto in alto l’indice della paura. Esso ha raggiunto il livello di 32. Si tratta di un livello di gran lunga superiore alla media di 19 punti registrata dal 1990 ad oggi e al valore di inizio anno di 17 punti. Chi pensa di vendere nelle fasi turbolente del mercato, tuttavia, rischia di commettere errori costosi.

Infatti l’S&P 500 ha generato un rendimento medio a 12 mesi di oltre il 15% quando il VIX si è attestato tra 28,7 e 33,5 punti e di oltre il 26% quando ha superato 33,5 punti. Ciò suggerisce una regola pratica per l’investitore consapevole: approfittare dei momenti di volatilità per entrare sul mercato.

Il 17 marzo 2020 l’indice ha toccato il massimo storico a 82,69 punti. Esso era in precedenza arrivato ad 80 in occasione della crisi dei mutui subprime, a novembre 2008.

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