Il VIX: cos’è e come si usa l’indice di volatilità

indice VIX

Noto come indice della paura, il VIX è l’indicatore della volatilità percepita dagli investitori sul mercato americano. Esso può essere usato per creare un semplice modello di ingresso/uscita.

Articolo aggiornato il 31 agosto 2021

Cos’è il VIX

L’indice Vix è un indicatore della volatilità implicita delle opzioni sull’S&P 500, l’indice rappresentativo della borsa americana. In breve esso è calcolato in tempo reale dal Chicago Board Options Exchange (CBOE). Il VIX è espresso in percentuale. Il suo aumento indica che c’è tensione sui mercati. Al contrario un ribasso dell’indice implica una fase di relativa calma.

Sebbene l’indice riguardi solo le opzioni sull’indice S&P 500, e ne misuri la volatilità nei 30 giorni successivi, il VIX è guardato con estrema attenzione sia da trader sia da investitori alla ricerca di una bussola con cui muoversi nel mercato. A proposito. se vuoi imparare ad investire da solo formandoti una solida cultura operativa, scopri il nostro corso gratuito Welcome.

Come si calcola l’indice VIX?

Il calcolo dell’indice è piuttosto complesso. Esso parte dalle opzioni sull’S&P 500 in scadenza il terzo venerdì del mese e da quelle settimanali in scadenza ogni venerdì. Poi si fa un conto matematico piuttosto complesso che, alla fine, restituisce un numero in percentuale.

Il grafico che segue, preso da IG.com, mostra con esattezza la formula usata:

calcolo del vix

Naturalmente non è necessario calcolare manualmente l’inidce VIX. Esistono, infatti, siti appositi che ne offrono il prezzo in tempo reale.

Andamento grafico del VIX

L’andamento del VIX storico è utile per fare alcune considerazioni di tipo operativo. Già sappiamo che l’indice è espresso in percentuale, ma la cosa interessante è che il suo andamento è piuttosto “laterale”.

andamento grafico vix

Esso, infatti, fluttua tra un minimo di 11,50 ed un massimo di 40. L’impennata visibile dal grafico corrisponde alla fiammata che l’indice ha avuto a marzo 2020 in occasione dello scoppio della pandemia globale.

Il trend di breve periodo dell’indice è visibilmente ribassista. Ciò si evince sia osservando la linea di tendenza obliqua, sia la posizione della quotazione del Vix SOTTO la media mobile (linea arancione). Ciò significa che al momento attuale gli investitori ed i traders non si aspettano grossi movimenti dal mercato azionario.

Indice VIX e ritorno in media

Un fenomeno curioso che riguarda il VIX è la tendenza dell’indice a girare all’improvviso. Esso, in breve, converge verso la sua media storica. Ciò significa che a periodi di bassa volatilità ne seguono altri in cui la stessa si impenna e viceversa.

Per tale ragione lo studio delle tendenze passate dell’indicatore non è così utile per chi voglia fare scelte operative. Vuoi sapere quando comprare e quando vendere? Scopri il nostro corso gratuito Welcome e impara ad investire.

Come usare il VIX nel trading

Segreti Bancari non si occupa di trading. Crediamo, in breve, che si tratti di un’attività rischiosa che deve avere un peso residuale nelle strategie di portafoglio. Tuttavia chi vuole usare l’indice VIX per capire se sia il momento di entrare o di uscire dal mercato può seguire questo semplice modello.

Comprare quando l’indice di volatilità sale oltre 30

Abbiamo visto che 40 rappresenta un valore molto importante per l’indice. Esso, infatti, è un prezzo psicologico dal quale le quotazioni ridiscendono nuovamente. Poiché il valore di 40 corrisponde ad una volatilità elevata, e dato che il VIX e l’S&P 500 sono negativamente correlati, quando l’indice scatta verso l’alto è ora di comprare azioni.

Ciò significa, nei fatti, comprare quando il sangue scorre per le strade, per citare John Templeton. Una volta comprato si potranno tenere le posizioni fino a che la dinamica successiva dell’indice è decrescente.

Vendere quando il VIX scende a 12

Quando il volatility index, o indice della paura, è su valori molto bassi (come accade in questo momento) è bene essere cauti sulle prospettive del mercato azionario. Se da un lato la persistenza del VIX su valori bassi indica una fase di stabilità, dall’altra il ritorno in media potrebbe creare un rovescio improvviso.

Impara ad investire con noi. Scopri il corso Welcome: è gratis!

Il grafico che segue mostra come l’indice della paura sia quasi sempre risalito, trascinando verso il basso l’indice S&P 500, ogni volta in cui la quotazione è stata molto bassa:

VIX di lungo periodo

Nel 2007, ad esempio, la volatilità crebbe in modo graduale, permettendo una più efficace gestione delle posizioni. Nel 2020, al contrario, l’indice VIX si impennò all’improvviso, con le conseguenze che tutti conosciamo. Date queste premesse è oggi opportuno essere leggermente cauti per quanto riguarda il mercato azionario americano.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

17 commenti
  1. Caro Giacomo,
    La ringrazio per questo post che, a mio avviso, casca a pennello.
    Osservando il grafico del dow si nota che, da alcune sedute, l’indice sta facento fatica disegnando un paio di minimi decrescenti.
    Ma questo lascia il tempo che trova.
    La cosa che invece potrebbe avere un forte impatto sui mercati e’, stando ad alcuni recenti articoli di autorevoli quotidiani nazionali, l’imminente scoppia di ua bolla del credito cinese.
    Si tratta del Peer 2 Peer, ossia il credito tra privati.
    Pensa che sia davvero un rischio imminente?
    Un Suo giudizio su quanto da me espresso mi farebbe piacere.
    Buon lavoro

    Alessandro

  2. @ Alessandro
    Onestamente è da anni che si parla di un possibile crollo della borsa cinese che nel frattempo tra alti e bassi ha retto bene i colpi. Credo che le possibilità di cadute siano limitate dal fatto che a livello fondamentale (di rapporto prezzo/utili) la borsa cinese sia tra le più economiche al mondo e questo – in linea teorica – dovrebbe offrire un cuscinetto di protezione contro possibili contraccolpi provenienti dall’economia reale.
    Un caro saluto e grazie per i complimenti!!

  3. Ciao Giacomo ottimo articolo, ho avuto modo di studiare le opzioni ed effettivamente il Vix l’indice della volatilità implicita del sentiment degli operatori di borsa è fondamentale e va guardato insieme alla volatilità storica.
    Diciamo che operando in opzioni un Vix tra il 18 e 25 di valore è ottimo per operare nel breve periodo con opzioni a scadenza30/50 giorni…. io opero con la tecnica Vertical spread ovvero vendita combinata(ordine combo) di opzione sell e call. Certo quando il Vix è molto basso si rischia di perdere con un’operatività di vendita di opzioni dato che all’alzarsi della volatilità implicita aumenta anche il premio d’acquisto del contratto d’opzione. Valore esplicito = tempo x volatilita
    Di solito la volatilità implicita(VIX) aumenta quando gli operatori non hanno garanzie e sicurezza dell’andamento del mercato e valori alti del vix a valori maggiori di 35 vuol dire panico e vendita di azioni…infatti sopra il valore di 25 è consigliabile vendere solo opzioni call ( bear call spread) o non operare.

  4. Gent.lissimo Giacomo

    Copio incollo un articolo apparso sul sole 24 ore cortesemente trasmesso da un utente di un Forum.
    Contiene 5 elementi “predittori” di una bolla ed imminente …. crollo dei valori azionari .

    Volevo, se possibile, sapere il Tuo parere … concordi?
    …………………………………………………………………………………………………………………………..
    Giorni fa mi sono annotato quanto segue; preso dal “sole24***”:

    21/01/2014 Come si fa a capire se i mercati sono entrati in bolla?

    Ecco i cinque indicatori d’allarme Wall Street al massimo, come il Dax tedesco. Piazza Affari è tornata ai livelli pre-crisi del 2011. Senza dimenticare quello che sta accadendo almercato dei bond sovrani della periferia dell’Eurozona, i preferiti in questo momento dagli investitori internazionali. Ma secondo molti esperti quando c’è troppa euforia aumentano i rischi che sui mercati si stia creando una bolla. Ecco i segnali da monitorare per capire quando un investimento si trova in un campo minato
    di Vito Lops

    1. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Se l’indice Vix supera quota 17

    L’indice Vix esprime la volatilità dei mercati. Più ce n’è e più trader e scalper (quelli che effettuano tante singoli operazioni compiute nell’arco di una giornata, ossia intraday) ci guadagnano. Ma allo stesso tempo più è alta e maggiori sono le probabilità che sul mercato possa abbattersi uno tsunami. E’ quello che è successo nel settembre 2008 quando all’indomani del fallimento di Lehman Brothers l’indice Vix viaggiava alla siderale quota di 80. Oggi le cose vanno decisamente meglio con l’indice a quota 12,5. Ma secondo gli analisti qualora l’indice dovesse superare quota 17 sarebbe un segnale di pre-allarme, un indicatore che una burrsca, o semplicemente un forto storno, possa di lì a poco abbattersi sui mercati.

    2. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Se il Bund scende sotto l’1,6%

    Il Bund tedesco è considerato il titolo più affidabile dell’Eurozona. Insieme ai bond di Finlandia, Danimarca e Austria condivide la Tripla A delle agenzie di rating (ovvero la massima valutazione di mercato). In questo momento sulla scadenza a 10 anni rende l’1,8%. Secondo Vincenzo Longo, strategist di Ig, se dovesse scendere sotto la soglia dell’1,6% sarebbe un segnale di pre-allarme per gli…

    3. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Se l’euro dollaro scende sotto 1,33

    L’euro/dollaro non è solo un cambio che indica quanto convengono i prodotti dell’area euro per un importatore statunitense. Ma è anche un indice utilizzato per monitorare il sentiment (e il trend) di mercato. Se l’euro si apprezza nei confronti del biglietto verde solitamente questo coincide con una fase di “appetito per il rischio” degli investitori. Viceversa, se è il dollaro a rafforzarsi (e…

    4. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Il rapporto prezzo/utili attesi

    Uno dei multipli di Borsa più utilizzati dagli operatori per intercettare se le valutazioni sono a buon mercato o, se invece, sono care, è il rapporto tra il prezzo dell’azione e gli utili attesi nell’anno. Se questo rapporto è superiore alla media storica e alla media delle azioni dello stesso settore il segnale è chiaro: le azioni costano caro e quindi non è da escludere un’ondata di vendite…

    5. Come si fa a capire se i mercati sono entrati in una bolla / Rating differenti, ma rendimenti vicini

    L’Irlanda è stata recentemente promossa da Moody’s che ha alzato il rating (giudizio di affidabilità sul debito) a Baa3 facendo riemergere Dublino nella classe degli “investment grade” rispetto alla categoria “spazzatura” in cui versava prima. Certamente è una buona notizia per l’Irlanda che in questo modo, proprio nell’anno in cui è tornata ad emettere titoli sul mercato primario, potrà contare…
    ……………………………………………………………………………………………………………………………………….

    Cordialmente Daniele

  5. Articolo interessante come al tuo solito! Che ne pensi Giacomo di questo post su borsa italiana?

    VIXhttp://www.borsaitaliana.it/derivati/idem-magazine/luglio2012/siat.htm

    Perché tu dici che bassi livelli di VIX possono essere un campanello d’allarme per un ribasso, mentre nell’articolo dice che c’è una correlazione tra VIX e S&P500, dove quando:

    Valori del VIX pari o inferiori a 20 indichino una situazione prevalentemente rialzista.

    Valori del VIX superiori a 20 ma inferiori a 40 descrivano uno scenario teso ma non necessariamente ribassista.

    Valori del Vix superiori a 40 indichino uno scenario pericolosamente volatile, con notevoli implicazioni ribassiste.

  6. Carissimo Giacomo,
    è già il secondo post con cui raccomandi la massima prudenza e invii segnali d’allarme in questo momento che sembra rappresentare la quiete prima della tempesta. Io però recepisco queste raccomandazioni come un invito non esplicito, per motivi che mi sfuggono, ad uscire totalmente dal mercato azionario prima che sia troppo tardi. Le perdite di venerdì scorso possono essere interpretate come l’inizio della … tempesta?
    Grazie per la cortese risposta.
    Adriano

  7. @ Danilo
    Grazie per il tuo contributo, peraltro molto tecnico e professionale. Diciamo – a beneficio di tutti – che il costo di un’opzione “comprende” la volatilità: tanto più questa è bassa tanto minore è il valore dell’opzione stessa ed il rischio che esso si impenni.
    Buona settimana e a presto!!

  8. @ Daniele
    Sono sinceramente un po’ scettico nei confronti dei numeri (se il cambio euro/dollaro scende sotto 1,33, se il VIX scende sotto 17 e così via).
    Credo che i segnali di una possibile sopravvalutazione del mercato azionario passino per valori “anomali” di questi indicatori ma senza poter esprimere un valore preciso.

    Inoltre teniamo presente che la sopravvalutazione del mercato azionario può (potrebbe) persistere per parecchio tempo prima di esplodere e che NESSUNO può sapere a che livello dei valori indicati avverrà l’inversione.

    Oggi credo che le borse – con i livelli di quotazione attuali – presentino molti rischi e poche opportunità per cui invito alla massima prudenza. Un abbraccio e a presto…

  9. @ Piergiorgio
    Di solito quando il VIX è basso significa che gli operatori si attendono un periodo di calma piatta. Ed è spesso in questi momenti in cui esplodono i grandi movimenti (verso l’alto o verso il basso). Ora, poiché in questo momento proveniamo da un trend rialzista ininterrotto che dura alcuni anni, è più probabile che un incremento della volatilità che fa seguito ad un periodo di apatia sia il preludio di un crollo delle borse piuttosto che non un indicatore di ulteriori risalite.

    In nessun caso il VIX può indicare una direzionalità dei mercati, ma solo le attese circa la velocità con cui il mercato si muoverà in futuro (volatilità). Ti abbraccio e resto qui per tutte le tue ulteriori (e graditissime) domande.

  10. @ Adriano
    Per il momento il trend dei mercati continua a restare positivo e quella cui abbiamo assistito è solo una correzione. Certo è che in questi momenti siamo sempre di fronte ad un dilemma:

    – vendere tutto e mangiarsi le mani se i mercati continueranno a crescere
    – attendere o addirittura comprare con il rischio di subire perdite.

    Io stesso nella mia newsletter una settimana fa consigliavo di entrare sulla borsa europea con un 5% del capitale disponibile e fissando uno stop loss a -8% – 10%%.

    Perché questo? Perché so benissimo di essere incapace di prevedere il futuro. E la strategia adottata è un buon compromesso perché:

    – se le borse riprenderanno a crescere, noi abbiamo un piede dentro
    – se ci sarà una correzione profonda o un’inversione e scatterà lo stop loss la perdita sul totale sarà limitata allo 0,50% (l’8% del 5%) con un impatto limitato sul portafoglio.

    Un abbraccio…

  11. Ciao giacomo!
    Dici di non entrare nella borsa Usa, ma secondo te un ETF azionario ad alto dividendo come l’ “Ishares Dow Jones U.S. Select Dividend” isin DE000A0D8Q49 potebbe dare dei problemi? Ho appena sottoscritto un 5% del mio patrimonio lì sopra.
    Grazie
    🙂

  12. @ Davide
    Gli ETF che investono in azioni con alti dividendi sono più protettivi rispetto agli altri. E questo non perché i titoli sottostanti siano meno ‘volatili’ ma solo perché il dividendo che viene pagato ammortizza nel tempo possibili perdite.

    Ad ogni modo se hai limitato il peso di questo titolo al 5% del totale puoi stare assolutamente tranquillo. Un caro saluto e a presto…

  13. @Davide

    ti rispondo solo perchè casualmente ha qualche notizia sulla questione. Sebbene in generale la strategia di comprare azioni con alti dividendi sia valida e condivisibile nel lungo periodo, questo purtroppo non è il momento migliore per entrarvi ne sulla borsa americana ne tantomeno su un paniere di azioni ad alti dividendi.

    ti passo un link che spiega ne brevemente i motivi

    è di novembre, ma la situazione non sostanzialmente è cambiata:

    http://valuepath.altervista.org/i-pericolosi-dividendi-americani/

  14. @ Armando @ Davide
    Infatti uno dei problemi attuali delle azioni americane è che i prezzi in borsa sono cresciuti di più degli utili con un ‘pericoloso’ innalzamento del rapporto PE.

    Il rialzo delle quotazioni secondo parecchi economisti è da ascriversi più che altro alle manovre di politica monetaria espansiva della Fed che non ad un forte miglioramento dell’economia reale. Concordo in pieno.

  15. Ciao, Giacomo.
    Alla luce di quanto hai espresso con l’articolo sul vix e dai commenti dei vari lettori ti vorrei chiedere se chi, come me, ha investito in PAC (non di recente e quindi prima di conoscere il tuo sito, purtroppo) su un fondo internazionale (in guadagno adesso del 20%) e un fondo paesi emergenti (in perdita adesso del 10%) possa approfittare per incrementare qualche quota specialmente sul secondo fondo comune.
    Grazie.
    Alessandro.

  16. @ Alessandro
    E’ difficile dare un parere al buio…In linea di massima sì, a patto che il tuo fondo sia gestito bene (batta il benchmark) e che abbia commissioni di gestione accettabili. I mercati emergenti, poi, sono in trend discendente per cui media solo se hai ancora un po’ di rate prima di completare il pac.

  17. @ Alessandro,

    la sua considerazione è in linea con un piano d’investimento a lungo termine su indici di mercato “economici”.
    Naturalmente questo non garantisce risultati a breve termine come si può chiaramente vedere nei riguardi dei mercati americano o russo. Nel primo caso un mercato già caro è salito ulteriormente mentre nel secondo un mercato economico è ulteriormente sceso. Ma queste sono eccezioni, un piano che avesse spalmato capitali negli indici più economici avrebbe guadagnato bene.
    Posto ancora un link al sito cui ho già fatto riferimento cui sopra che prende le fonti da Mebane Faber.

    http://valuepath.altervista.org/se-non-ci-sono-occasioni/

    Nell’articolo ci sono anche riferimenti a indici che sono attualmente economicamente più appetibili.

    Armando

Rispondi o Commenta