Investire a lungo termine: i migliori investimenti di lungo periodo

29 Maggio 2017

investire a lungo termine

Investire a lungo termine: la mia esperienza di ex bancario con le azioni e con gli ETF negli ultimi 30 anni.

Articolo aggiornato il 9 febbraio 2022

I vantaggi dell’investimento a lungo termine

Un investimento di lungo periodo, di norma, è fatto per raccoglierne i frutti dopo una decina di anni circa. Al contrario gli investimenti con un orizzonte temporale compreso tra i 5 ed i 10 anni sono impieghi di medio periodo. Infine gli investimenti con scadenza inferiore sono detti di breve (o brevissimo) termine.

L’investimento di lungo corso offre diversi vantaggi. In primo luogo, come vedremo, la volatilità associata ad un portafoglio si riduce drasticamente con il passare del tempo. Ciò permette di sfruttare i vantaggi della capitalizzazione composta facendo crescere il capitale investito in modo esponenziale.

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In secondo luogo statistiche applicate al mercato americano hanno dimostrato che un ipotetico investitore che abbia messo tutti i suoi soldi nelle azioni che compongono l’indice S&P 500 non avrebbe mai perso, a condizione di restare investito per almeno 15 anni. Ciò è vero per qualsiasi data di partenza.

Infine grazie ai maggiori rendimenti ottenuti il capitale sarà protetto dalla svalutazione monetaria. Chi, invece, focalizza la propria attenzione sul breve periodo trascura i danni che l’inflazione procura ad un capitale nel corso del tempo.

Secondo quanto riporta l’ISTAT, in breve, per pareggiare il potere di acquisto di 1.000 € del 2000 ne servono oggi 1.413. Il che significa che chi ha ottenuto un rendimento dai propri soldi inferiore all’1,60% circa si è impoverito in termini di potere di acquisto.

Perché le azioni sono il miglior investimento di lungo periodo

Chi voglia investire i propri soldi può spaziare tra diverse classi di attivo. Quelle che seguono sono le principali, che faranno bene ad essere presenti, in misura diversa, in ogni portafoglio equilibrato:

  • azioni
  • obbligazioni
  • oro e preziosi
  • immobili e investimenti alternativi
  • liquidità.

Quando si tratta di costruire un portafoglio che mira a massimizzare il rendimento nel corso di più anni, però, la quota di azioni deve essere incrementata a discapito delle altre classi di attivo. Il ragionamento può apparire strano, soprattutto se si teme un crollo imminente delle quotazioni.

Tuttavia è innegabile che un “pacchetto” di azioni globali, opportunamente costruito e ribilanciato nel tempo offrirà guadagni superiori a tutte le altre forme di impiego attualmente disponibili.

Malgrado i crack finanziari, le depressioni, le guerre, le recessioni, dieci diverse amministrazioni presidenziali e numerosi cambiamenti nella lunghezza delle gonne, le azioni in generale sono i migliori investimenti a lungo termine, perché hanno reso quindici volte più delle obbligazioni e trenta volte più dei buoni del tesoro

PETER LYNCH

Nel famoso libro “Stocks for the long run“, il prof. Jeremy Siegel mostra un grafico come quello che segue. Lo scopo è convincere il lettore a fidarsi del mercato azionario, nonostante gli inevitabili alti e bassi cui si andrà incontro.

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Il messaggio che traspare è piuttosto eloquente. A dispetto di alti e bassi inevitabili, l’investimento in azioni ha offerto rendimenti superiori a tutte le altre forme di impiego. Sebbene lo studio sia rivolto al mercato americano esso può essere esteso, come vedremo, all’azionario globale.

Rischio e rendimento di un portafoglio azionario

Se è vero che le azioni globali sono il miglior investimento di lungo periodo, è altrettanto vero che nessuno ha a disposizione cento anni prima di raccoglierne i frutti. Una delle critiche rivolte allo studio di Siegel, infatti, è che esso è utile per investitori come le società o le fondazioni, ma non le persone fisiche.

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Il grafico che segue, elaborato dall’Ufficio Analisi e Mercati di Segreti Bancari, mostra come l’investimento in azioni presenta un rischio decrescente mano a mano che ci avviciniamo alla scadenza quindicennale.

Mentre sulle durate corte c’è parecchia distanza tra il rendimento minimo, massimo e medio conseguibile, mano a mano che allunghiamo l’orizzonte temporale i tre valori tendono a convergere. In definitiva un investimento completamente azionario ben difficilmente avrà un ritorno negativo, dopo dieci anni.

Esso, al contrario, ha ottime probabilità di guadagnare di più di qualunque altro investimento proteggendo, al tempo stesso, l’investimento dall’inflazione. Quanto visto è relativo alle azioni globali.

Timing di ingresso e performance

Molti investitori sono preoccupati di entrare nel mercato azionario nel momento sbagliato. Ad esempio di subire una perdita appena dopo aver investito. Tuttavia chi pensa al lungo termine non dovrebbe porre un’enfasi eccessiva su ciò che succederà nei prossimi mesi o anni.

Sebbene le fluttuazioni dei mercati siano imprevedibili, è ragionevolmente certo che un portafoglio a forte vocazione azionaria, ha ottime probabilità di rendere bene già dopo 4 o 5 anni. Un impiego 100% azionario, invece, potrà richiedere più tempo. Tuttavia anche chi avesse investito ai picchi della bolla del 2000, dopo 15 anni avrebbe comunque guadagnato.

Ciò a prescindere dal fatto che il sottostante fosse un portafoglio aggressivo con una quota di bond oppure un portafoglio del tutto azionario.

Da quanto appena visto emerge un fatto del tutto contro intuitivo. La scelta del momento “migliore” per entrare sul mercato (così come il momento per liquidare tutto) assume un ruolo marginale ai fini del rendimento di lungo termine.

In altre parole è meglio iniziare l’investimento il prima possibile, piuttosto che attendere un crollo dei mercati. Il passare degli anni, infatti, privilegerà l’investitore accorto che ha iniziato presto ad investire, piuttosto che lo speculatore in cerca del momento “magico”.

Inoltre investire in azioni globali significa prendere parte al futuro sviluppo del sistema economico globale. Se crediamo che il progresso dell’umanità non si fermerà ma, al contrario, ci saranno nuove esigenze cui faranno seguito nuove straordinarie opportunità di business possiamo essere certi che il mercato azionario mondiale continuerà a crescere.

In tale ottica svanisce la paura di entrare nel momento sbagliato. Una eventuale correzione, infatti, verrà compensata da risalite future. Il tutto a patto che si sia costruito un portafoglio seguendo regole e precetti ben precisi.

I migliori investimenti di lungo periodo

Azioni

Scegliere azioni per fare un investimento di lungo periodo è arduo. Infatti non è detto che le società migliori oggi siano ancora sul mercato tra parecchi anni. Al contrario molte delle aziende più redditizie di oggi, venti anni fa non esistevano.

Oltre a ciò comprare singoli titoli azionari espone l’investitore al rischio specifico. Esso, in breve, consiste nella possibilità che vicende legate a quell’azienda in particolare possano condurre a perdite anche se il mercato, nel suo complesso, sta andando bene.

Fatta questa premessa, chi cerca azioni interessanti in cui investire potrà seguire queste linee guida:

  • ROE di almeno il 15% negli ultimi anni,
  • azioni di aziende con pochi debiti,
  • azioni di aziende che investono molto in ricerca,
  • che abbiano una posizione di mercato predominante,
  • investire in compagnie e marchi solidi, che continueranno ad esistere anche tra 30 anni.

Si tratta, in definitiva, di privilegiare le azioni growth, o di crescita, come Amazon o Tesla.

È importante, tuttavia, prestare attenzione al prezzo. Quando si tratta di singole azioni, infatti, il livello di ingresso conta parecchio. Ciò non vale, invece, per il mercato azionario nel suo complesso.

Small Cap

Si tratta di società quotate ma con una capitalizzazione medio/piccola. Esse, a fronte dei rischi notevoli impliciti, presentano indubbi vantaggi. Primo fra tutti si tratta di realtà dinamiche, che potrebbero avere una crescita enorme.

Le small cap, infatti, sono espressione di business in rapida espansione ed operano in settori innovativi in cui le possibilità di guadagno solo elevate. Le società, inoltre, sono spesso leader di nicchie di mercato in cui hanno un forte posizionamento. Si tratta, magari, di brand sconosciuti al grande pubblico ma molto apprezzati da chi usufruisce dei servizi e prodotti.

Infine le società medio piccole molte volte non sono “coperte” dagli analisti e vengono trascurate dai gestori dei grandi fondi. Per tale ragione è più facile trovare buone realtà ad un prezzo accettabile. Occorre però essere consapevoli dei rischi cui si va incontro, poiché la volatilità del settore è decisamente alta.

Fondi azionari

Sottoscrivere un fondo azionario presenta il vantaggio di diversificare il rischio emittente. Grazie alla presenza di centinaia di titoli diversi il cattivo andamento di uno di essi avrà una ripercussione marginale sull’andamento del portafoglio globale.

Noi di Segreti Bancari sconsigliamo l’investimento in fondi tradizionali a gestione attiva. Oltre il 90% di essi, infatti, non riesce a pareggiare l’andamento medio dei mercati in cui investe. Inoltre i fondi confondono gli investitori che sono indotti a scegliere i prodotti che in passato hanno reso “più della media”, correndo così il rischio di ottenere in futuro rendimenti deludenti.

Fondi obbligazionari

Investire in soli prodotti obbligazionari non ha senso se il nostro orizzonte temporale supera i due anni. Una quota di obbligazioni, però, va inserita in tutti i portafogli, compresi quelli a forte vocazione azionaria. Tuttavia se le obbligazioni migliorano la diversificazione complessiva, stabilizzando le performance nei momenti difficili, il fondo comune non è il prodotto ottimale.

Mentre negli anni i tassi di interesse sono diminuiti, altrettanto non hanno fatto i costi di gestione. Ne consegue che i rendimenti, al netto degli oneri, saranno bassi o nulli per moltissimi prodotti. L’investitore accorto farà meglio, invece, a privilegiare gli ETF obbligazionari. Una buona idea, infine, è quella di inserire quelli indicizzati all’inflazione, che compensano gli effetti del caro vita nel corso del tempo.

Immobiliare

I fondi immobiliari sono una opportunità interessante. Il nostro consiglio, ancora una volta, consiste nel privilegiare gli ETF Real Estate (REITs). Essi permettono di investire in società attive nel ramo immobiliare, ottenendo un duplice vantaggio.

Da un lato abbiamo la diversificazione a basso costo. Dall’altro inseriremo in portafoglio un tipo di investimento che sta nel mezzo tra azioni ed obbligazioni. Esso è meno volatile delle prime ma più redditizio delle seconde grazie agli affitti che l’ETF incasserà per conto degli investitori.

ETF azionari

La cosa più semplice da fare per investire nel lungo periodo in modo redditizio è comprare un ETF azionario globale. Ciò permette di suddividere il capitale su circa 1.600 titoli diversi quotati nei principali mercati del mondo. Ecco i due migliori prodotti attualmente disponibili:

Ishares Core Msci World – IE00B4L5Y983

Si tratta di un prodotto ad accumulazione quotato su Borsa Italiana che costa lo 0,20% l’anno e permette di investire in tutti i mercati sviluppati del mondo.

Lyxor Ucits Etf Msci All Country World – LU1829220216

L’ETF permette di investire a lungo termine sull’indice MSCI AC WORLD. Sebbene sia simile al precedente, esso comprende anche alcuni Paesi Emergenti. Il costo annuo di gestione è dello 0,45%, ma il prodotto è molto liquido e scambiato. Anch’esso, inoltre, è ad accumulazione.

Risorse per approfondire

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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