Conviene sottoscrivere una gestione patrimoniale?

15 Novembre 2022

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Le gestioni patrimoniali sono uno strumento largamente utilizzato da molti risparmiatori. Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Gestione patrimoniale: conviene sottoscriverla e farsi gestire?

Le gestioni patrimoniali rappresentano uno degli strumenti finanziari più utilizzati dagli italiani nel corso degli anni. Questo ha acceso i riflettori su molte tipologie di gestione, portando i risparmiatori a domandarsi se possano rappresentare un’opzione valida per il proprio capitale. 

Oppure, gli investitori vogliono informarsi perché il loro promotore o la loro banca hanno trattato la prospettiva della gestione patrimoniale. Prima di investire, però, è sempre meglio conoscere il prodotto nel dettaglio, per comprendere i vantaggi e gli svantaggi.

In questo articolo, scopriamo insieme cosa sono le gestioni patrimoniali, chiedendoci se rappresentano un’opzione valida o meno.

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Cos’è la gestione patrimoniale?

La gestione patrimoniale è un contratto con cui il risparmiatore affida i propri capitali a una banca o una società di gestione o una SIM autorizzata a prestare tale servizio. Questo soggetto gestirà il patrimonio in base al profilo di rischio del cliente.

Si tratta di un vero e proprio mandato a un soggetto abilitato, che per conto del cliente effettuerà le scelte di investimento. Bisogna però fare attenzione a questi concetti:

  • Mandato di gestione: non compri un prodotto specifico, ma chiedi a qualcun altro di gestire i tuoi soldi investendoli;
  • Vincoli al mandato: linee di investimento parametrate rispetto all’orizzonte temporale o alla propensione al rischio del cliente.
Servizi-Segreti Bancari

Costi di una gestione patrimoniale

Come è ovvio, una gestione patrimoniale richiede una commissione annua. Tuttavia, i costi non sono immediati nella loro struttura: a quelli di gestione, spesso si aggiungono altre spese, come i costi di intermediazione. 

Nello specifico, i costi prendono vari nomi in base al soggetto e del periodo storico. Potrai trovare:

  • Commissioni d’ingresso;
  • Commissioni di gestione annue;
  • Premio sui rendimenti;
  • Commissioni di uscita.

Questi costi si sommano a quelli dei prodotti scelti che, a loro volta, presentano commissioni simili. Una gestione patrimoniale, infatti, può costare il 2-3% annuo. Quindi, solo per “recuperare” il costo, devi avere un rendimento annuo pari almeno al 4%.

Le tipologie di gestioni

Le gestioni patrimoniali sono di due tipi:

  • Gestioni Patrimoniali Mobiliari (GPM): investimento in azioni, obbligazioni o ETF;
  • Gestioni Patrimoniali in Fondi (GPF): investimento in fondi a gestione attiva.

Dunque, nel caso della GPM il risparmiatore avrà il suo capitale investito in titoli diretti. Nella GPF, invece, il patrimonio sarà investito in quote di fondi comuni e SICAV. Questi strumenti di investimento sono gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR).

Vantaggi

Nonostante la problematica dei costi, i vantaggi delle gestioni patrimoniali sono diversi. Offrono una maggiore diversificazione del capitale e un maggior controllo del rischio. La composizione deve sempre rispettare il profilo di rischio del cliente, che emerge dalla compilazione di un questionario MIFID. Inoltre, c’è il trattamento fiscale in caso di minusvalenze favorevole, che permette di effettuare una compensazione. 

Ogni banca, SIM o società di gestione ha dei risk manager, che vagliano tutti i fattori di rischio del portafoglio, sia come singole componenti che in relazione tra loro. Tra i vantaggi, inoltre, c’è anche il minor coinvolgimento emozionale del cliente. La delega assoluta permette di scaricare il peso della gestione su un soggetto qualificato. Soprattutto, affidarsi a un gestore è uno dei modi per evitare problemi derivanti da inesperienza o mancanza di conoscenza.

Svantaggi

Tra gli svantaggi della gestione patrimoniale possiamo individuare:

  • Potenziale conflitto di interessi del gestore: quest’ultimo potrebbe effettuare operazioni in conflitto d’interessi acquistando prodotti di casa e non i migliori;
  • Basse possibilità di controllo dei propri investimenti.
  • Difficoltà nella liquidazione dell’investimento: le tempistiche richieste per la liquidazione potrebbero andare anche oltre un mese.
  • Bassa trasparenza: è difficile monitorare attivamente e avere traccia di come siano stati impiegati i soldi;
  • Trattamento fiscale sfavorevole in caso di andamento positivo: il prelievo fiscale viene caricato sul maturato, non sul realizzato.

Conclusioni

Le gestioni patrimoniali sono uno strumento importante per tutti i risparmiatori, tra i più noti nel settore finanziario; tuttavia, non sono esenti da problematiche legate ai loro costi e alla loro esecuzione.

In particolare, oltre alle commissioni spesso spropositate rispetto ai rendimenti, ciò che dovrebbe preoccupare l’investitore è una scarsa trasparenza sugli investimenti. Talvolta, infatti, questo si può tradurre in un conflitto d’interessi.

Scaricare il peso dell’investimento su qualcun altro può essere una buona soluzione per chi non è in grado di gestirlo in modo individuale. Tuttavia, presenta una serie di problematiche che possono diventare ostacoli per una gestione del risparmio efficace.

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Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

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