Conviene sottoscrivere una gestione patrimoniale?

19 Giugno 2024

Gestione patrimoniale conviene

Le gestioni patrimoniali sono uno strumento largamente utilizzato da molti risparmiatori. Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi?

Gestione patrimoniale: conviene sottoscriverla e farsi gestire?

Le gestioni patrimoniali rappresentano uno degli strumenti finanziari più utilizzati dagli italiani nel corso degli anni. Questo ha acceso i riflettori su molte tipologie di gestione, portando i risparmiatori a domandarsi se possano rappresentare un’opzione valida per il proprio capitale. 

Oppure, gli investitori vogliono informarsi perché il loro promotore o la loro banca hanno trattato la prospettiva della gestione patrimoniale. Prima di investire, però, è sempre meglio conoscere il prodotto nel dettaglio, per comprendere i vantaggi e gli svantaggi.

In questo articolo, scopriamo insieme cosa sono le gestioni patrimoniali, chiedendoci se rappresentano un’opzione valida o meno.

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Cos’è la gestione patrimoniale?

La gestione patrimoniale è un contratto con cui il risparmiatore affida i propri capitali a una banca o una società di gestione o una SIM autorizzata a prestare tale servizio. Questo soggetto gestirà il patrimonio in base al profilo di rischio del cliente.

Si tratta di un vero e proprio mandato a un soggetto abilitato, che per conto del cliente effettuerà le scelte di investimento. Bisogna però fare attenzione a questi concetti:

  • Mandato di gestione: non compri un prodotto specifico, ma chiedi a qualcun altro di gestire i tuoi soldi investendoli;
  • Vincoli al mandato: linee di investimento parametrate rispetto all’orizzonte temporale o alla propensione al rischio del cliente.
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Costi di una gestione patrimoniale

Come è ovvio, una gestione patrimoniale richiede una commissione annua. Tuttavia, i costi non sono immediati nella loro struttura: a quelli di gestione, spesso si aggiungono altre spese, come i costi di intermediazione. 

Nello specifico, i costi prendono vari nomi in base al soggetto e del periodo storico. Potrai trovare:

  • Commissioni d’ingresso;
  • Commissioni di gestione annue;
  • Premio sui rendimenti;
  • Commissioni di uscita.

Questi costi si sommano a quelli dei prodotti scelti che, a loro volta, presentano commissioni simili. Una gestione patrimoniale, infatti, può costare il 2-3% annuo. Quindi, solo per “recuperare” il costo, devi avere un rendimento annuo pari almeno al 4%.

Le tipologie di gestioni

Le gestioni patrimoniali sono di due tipi:

  • Gestioni Patrimoniali Mobiliari (GPM): investimento in azioni, obbligazioni o ETF;
  • Gestioni Patrimoniali in Fondi (GPF): investimento in fondi a gestione attiva.

Dunque, nel caso della GPM il risparmiatore avrà il suo capitale investito in titoli diretti. Nella GPF, invece, il patrimonio sarà investito in quote di fondi comuni e SICAV. Questi strumenti di investimento sono gestiti dalle società di gestione del risparmio (SGR).

Funzionamento

Come funziona, nel dettaglio, una gestione patrimoniale, o gestione di patrimonio mobiliare? Riassumiamo il processo in questi step, così da rendere più chiaro un contratto che non sempre è trasparente:

Valutazione iniziale

Il processo di gestione patrimoniale inizia con una valutazione dettagliata delle esigenze e degli obiettivi dell’investitore. Questo include l’analisi della situazione finanziaria, degli obiettivi di rendimento, della tolleranza al rischio e dell’orizzonte temporale dell’investimento. In questa fase viene compilato anche il questionario MIFID utile per adempiere, tra le altre cose, agli obblighi normativi.

Pianificazione e strategia di investimento

Sulla base della valutazione iniziale, il gestore elabora una strategia di investimento. Questa definisce la distribuzione degli asset e le classi di investimento da includere nel portafoglio, in linea con gli obiettivi dell’investitore. Tuttavia raramente si tratta di una costruzione realmente personalizzata. Infatti sempre più banche tendono a ragionare per “portafogli modello” applicando in modo automatico un’asset pre fatta in linea con il questionario Mifid del cliente, avvalendosi magari dell’intelligenza artificiale.

Implementazione della strategia

Una volta approvata la strategia, il gestore procede con l’acquisto e la vendita degli strumenti finanziari scelti. Questo processo include la selezione di titoli specifici e l’allocazione delle risorse in modo coerente con la strategia definita. E’ importante ricordare come il gestore possa agire in completa autonomia. A differenza della consulenza in materia di investimenti che rende partecipa l’investitore al processo di esecuzione degli ordini, le gestioni patrimoniali permettono al gestore di eseguire direttamente le operazioni. Il cliente, invece, sarà portato a conoscenza dell’operatività solo che una volta avvenuta.

Monitoraggio e revisione

Il portafoglio viene monitorato costantemente per assicurare che rimanga allineato con gli obiettivi dell’investitore. Il gestore effettua regolari revisioni e apporta modifiche necessarie in risposta a cambiamenti nel mercato o nella situazione finanziaria dell’investitore. Dato che la banca che eroga il servizio di solito è anche il broker che esegue gli ordini, incassando le relative commissioni, è ragionevole ipotizzare che le gestioni patrimoniali presentino una movimentazione del portafoglio eccessiva, il che andrà a ridurre i rendimenti di lungo periodo.

Reportistica e comunicazione

I gestori patrimoniali forniscono report periodici sull’andamento del portafoglio, dettagliando le performance degli investimenti e le modifiche apportate. Questo garantisce una trasparenza ex post e permette all’investitore di rimanere informato sui progressi verso i propri obiettivi finanziari. Tuttavia i rendiconti sono complessi da leggere, si compongono di diverse pagine e, a mio parere, non identificano in modo chiaro i costi.

Vantaggi

Nonostante la problematica dei costi, i vantaggi delle gestioni patrimoniali sono diversi. Offrono una maggiore diversificazione del capitale e un maggior controllo del rischio. La composizione deve sempre rispettare il profilo di rischio del cliente, che emerge dalla compilazione di un questionario MIFID. Inoltre, c’è il trattamento fiscale in caso di minusvalenze favorevole, che permette di effettuare una compensazione. 

Ogni banca, SIM o società di gestione ha dei risk manager, che vagliano tutti i fattori di rischio del portafoglio, sia come singole componenti che in relazione tra loro. Tra i vantaggi, inoltre, c’è anche il minor coinvolgimento emozionale del cliente. La delega assoluta permette di scaricare il peso della gestione su un soggetto qualificato. Soprattutto, affidarsi a un gestore è uno dei modi per evitare problemi derivanti da inesperienza o mancanza di conoscenza.

Svantaggi

Tra gli svantaggi della gestione patrimoniale possiamo individuare:

  • Potenziale conflitto di interessi del gestore: quest’ultimo potrebbe effettuare operazioni in conflitto d’interessi acquistando prodotti di casa e non i migliori;
  • Basse possibilità di controllo dei propri investimenti.
  • Difficoltà nella liquidazione dell’investimento: le tempistiche richieste per la liquidazione potrebbero andare anche oltre un mese.
  • Bassa trasparenza: è difficile monitorare attivamente e avere traccia di come siano stati impiegati i soldi;
  • Trattamento fiscale sfavorevole in caso di andamento positivo: il prelievo fiscale viene caricato sul maturato, non sul realizzato.

I nostri consigli

Le gestioni patrimoniali sono uno strumento importante per tutti i risparmiatori, tra i più noti nel settore finanziario; tuttavia, non sono esenti da problematiche legate ai loro costi e alla loro esecuzione.

In particolare, oltre alle commissioni spesso spropositate rispetto ai rendimenti, ciò che dovrebbe preoccupare l’investitore è una scarsa trasparenza sugli investimenti. Talvolta, infatti, questo si può tradurre in un conflitto d’interessi.

Scaricare il peso dell’investimento su qualcun altro può essere una buona soluzione per chi non è in grado di gestirlo in modo individuale. Tuttavia, presenta una serie di problematiche che possono diventare ostacoli per una gestione del risparmio efficace. Inoltre le gestioni presentano una limitata forma di controllo da parte dell’investitore, a differenza della consulenza finanziaria.

Per questi motivi riteniamo di sconsigliare il prodotto ai lettori del nostro sito.

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Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad investire in modo diverso, usando la testa e non lo stomaco e credendo nella semplicità.

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Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari