Recupero minusvalenze: guida per l’uso

18 Dicembre 2015

recupero minusvalenze

Articolo aggiornato l’8 luglio 2021

Il recupero delle minusvalenze non sempre è conveniente. Se diventa un obiettivo prioritario i danni per l’investitore possono essere grandi.

Minusvalenze e plusvalenze: a cosa prestare attenzione.

Le plusvalenze e minusvalenze sono il normale risultato dell’operatività sui mercati. Quando si vende un prodotto finanziario in guadagno hai un capital gain sul quale pagherai le imposte. Se liquidi un titolo in perdita avrai una minusvalenza, che rappresenta un credito fiscale valido nei 4 anni successivi alla loro “formazione”.

Ad esempio, le minus accumulate nel 2021 potranno essere compensate con utili successivi fino al 2025. il significato della minusvalenza, in breve, è quello di perdita. Se ti trovi ad averne realizzate vuol dire che hai liquidato degli investimenti in perdita.

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La cosa importante da sapere è che presso la tua banca hai attivato il regime di “risparmio amministrato” – scelta di default per ogni conto – non dovrai dichiarare le minusvalenze nel 730 né nella dichiarazione dei redditi.

ATTENZIONE: sebbene il regime “amministrato” sia l’opzione di default per molti intermediari altri, come DEGIRO, applicano il regime dichiarativo. Ciò comporta gravami ulteriori per l’investitore che dovrà dichiarare le plusvalenze e le minusvalenze in sede di dichiarazione dei redditi.

Ora che abbiamo capito il significato delle minusvalenze, veniamo alla domanda spinosa, che assilla ogni investitore italiano.

Come recuperare le minusvalenze? E la loro compensazione conviene sempre?

Compensazione minusvalenze: come recuperare il credito fiscale

Recupero minusvalenze su titoli

Il regime fiscale funziona in un modo particolare, per cui le minusvalenze titoli potranno essere compensate in modo diverso a seconda dello strumento finanziario che le ha generate.

Le minusvalenze su azioni sono quelle più facili da recuperare: se, dopo aver venduto un’azione in perdita ne vendi un’altra in utile, pagherai le imposte sulla differenza di guadagno.

Esempio:

  • vendo a 1.000 un’azione pagata 1.200 euro (e genero una perdita di 200 €)
  • vendo a 15.000 un’azione comprata a 13.000 (e genero una plusvalenza di 2.000 €)

Le imposte che andrò a pagare saranno pari al 26% di 1.800 €, perché il fisco mi permette di compensare la minusvalenza PRECEDENTE con la plusvalenza SUCCESSIVA.

Anche una plusvalenza su obbligazioni compenserà una minusvalenza pregressa.

Recupero minusvalenze con fondi ed ETF

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Il recupero delle minusvalenze dei fondi comuni di investimento con altri fondi o con gli ETF non è possibile.

Il recupero delle minusvalenze di fondi comuni ed ETF potrà essere fatta vendendo in utile uno di questi strumenti:

lo schema che segue aiuterà ad avere presente come funziona il recupero delle minusvalenze e la loro compensazione con le plusvalenze.

  • la minus su azioni e obbligazioni può essere compensate con plusvalenze su azioni, obbligazioni e certificates
  • le minusvalenze su fondi o ETF possono essere compensate con plusvalenze su azioni, obbligazioni o certificates.

A dire il vero esiste un altro modo per recuperare le minusvalenze su ETF e fondi. Se invece di comprare direttamente gli stessi li inserisci all’interno di una polizza unit linked potrai dedurre le minus con le plusvalenze in modo automatico perché pagherai le imposte non sulle singole compravendite in utile ma sul guadagno complessivo che avrai ottenuto sulla polizza stessa.

Occorre tuttavia tenere presente che le polizze unit linked sono piuttosto care per cui può darsi che la salsa costi di più del pesce.

Minusvalenze finanziarie: quando conviene abbandonarle?

Molti lettori di Segreti Bancari sono così ossessionati dal recuperare le minusvalenze deducibili (che per fortuna scadranno tra qualche anno) da commettere errori pericolosi. Il più grave consiste nel ricercare una strategia di investimento che permetta di recuperare il credito fiscale prima che esso cada in prescrizione. Ma c’è un piccolo grande problema.

Nessun investimento è privo di rischi. Se compri delle azioni per recuperare le minusvalenze passate può accadere che ti troverai di fronte a nuove perdite che si sommeranno a quelle vecchie. Non è assolutamente detto che investire in azioni ti permetta di recuperare minusvalenze pregresse. Di certo, così facendo, aumenti di molto i rischi del tuo portafoglio. E se non ‘potessi permetterti’ di rischiare così tanto?

La sindrome del giocatore è quella sensazione che ti corre lungo la schiena facendoti sottostimare i rischi effettivi che corri quando decidi come investire i tuoi soldi. Sei così concentrato sul generare del capital gain per compensare una minusvalenza che perdi di vista l’aggravio di rischio che ti metti in casa nel tentativo di raggiungere il tuo obiettivo.

La compensazione (o recupero) delle minusvalenze fa parte dell’implementazione di un sistema per investire ma non deve diventare “il sistema”. In altre parole il tuo obiettivo finanziario non deve essere “recuperare le minusvalenze”. Solo dopo che avrai definito i tuoi obiettivi di investimento, se del caso, ti porrai il problema del recupero fiscale.

Nella mia carriera di ex bancario ho visto molte persone rovinarsi per colpa di investimenti non appropriati fatti solo per recuperare le minusvalenze.

A fine anno esamina il tuo dossier titoli e se hai delle azioni o obbligazioni in utile vendile subito. Poi aspetta un giorno e ricompra gli stessi titoli che hai venduto. In questo modo realizzando una vendita in guadagno compenserai subito le minusvalenze pregresse ed eviterai di perdere il tuo credito se questo è in scadenza.

Think different. Invest differently

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari