Minusvalenze: Conviene SEMPRE cercare di recuperarle?

minusvalenze

 

Articolo aggiornato il 7 settembre 2017

Minusvalenze bancarie: come compensare le minusvalenze titoli e quando conviene recuperarle?

Le plusvalenze e minusvalenze sono il normale risultato dell’operatività sui mercati. Quando vendi un prodotto finanziario in guadagno hai un capital gain sul quale pagherai le imposte. Se liquidi un titolo in perdita avrai una minusvalenza, che rappresenta un credito fiscale valido nei 4 anni successivi alla loro “formazione”.

Se, ad esempio, hai delle minus accumulate nel 2017, esse potranno essere compensate con utili successivi fino al 2021.

La cosa importante da sapere è che presso la tua banca hai attivato il regime di “risparmio amministrato” – scelta di default per ogni conto – non dovrai dichiarare le minusvalenze nel 730 né nella dichiarazione dei redditi.

Ora che abbiamo capito il significato delle minusvalenze, veniamo alla domanda spinosa, che assilla ogni investitore italiano.

Come recuperare le minusvalenze? E la loro compensazione conviene sempre?

Compensazione minusvalenze: come recuperare il credito fiscale

Il regime fiscale funziona in un modo particolare, per cui le minusvalenze titoli potranno essere compensate in modo diverso a seconda dello strumento finanziario che le ha generate.

Le minusvalenze su azioni sono quelle più facili da recuperare: se, dopo aver venduto un’azione in perdita ne vendi un’altra in utile, pagherai le imposte sulla differenza di guadagno.

Esempio:

  • vendo a 1.000 un’azione pagata 1.200 euro (e genero una perdita di 200 €)
  • vendo a 15.000 un’azione comprata a 13.000 (e genero una plusvalenza di 2.000 €)

Le imposte che andrò a pagare saranno pari al 26% di 1.800 €, perché il fisco mi permette di compensare la minusvalenza PRECEDENTE con la plusvalenza SUCCESSIVA.

Anche una plusvalenza su obbligazioni compenserà una minusvalenza pregressa.

Ma cosa accade con i fondi e con gli ETF?

La compensazione delle minusvalenze dei fondi comuni di investimento con altri fondi o con gli ETF non è possibile.

La compensazione delle minusvalenze di fondi comuni ed ETF potrà essere fatta vendendo in utile uno di questi strumenti:

Ti faccio uno schemino riassuntivo, ok?

  • le minusvalenze su azioni e obbligazioni possono essere compensate com plusvalenze su azioni, obbligazioni e certificates
  • le minusvalenze su fondi o ETF possono essere compensate con plusvalenze su azioni, obbligazioni o certificates.

A dire il vero esiste un altro modo per compensare le minusvalenze su ETF e fondi. Se invece di comprare direttamente gli stessi li inserisci all’interno di una polizza unit linked potrai dedurre le minus con le plusvalenze in modo automatico perché pagherai le imposte non sulle singole compravendite in utile ma sul guadagno complessivo che avrai ottenuto sulla polizza stessa.

Tieni però presente che le polizze unit linked sono piuttosto care per cui può darsi che la salsa ti costi di più del pesce 🙂

Minusvalenze finanziarie: quando conviene abbandonarle?

Molti Amici sono così ossessionati dal recuperare le minusvalenze deducibili (che per fortuna scadranno tra qualche anno) da commettere errori pericolosi. Il più grave consiste nel ricercare una strategia di investimento che ti permetta di recuperare il credito fiscale prima che esso cada in prescrizione. Ma c’è un piccolo grande problema.

Nessun investimento è privo di rischi. Se compri delle azioni per recuperare le minusvalenze passate può accadere che ti troverai di fronte a nuove perdite che si sommeranno a quelle vecchie. Non è assolutamente detto che investire in azioni ti permetta di recuperare minusvalenze pregresse. Di certo, così facendo, aumenti di molto i rischi del tuo portafoglio. E se non ‘potessi permetterti’ di rischiare così tanto?

La sindrome del giocatore è quella sensazione che ti corre lungo la schiena facendoti sottostimare i rischi effettivi che corri quando decidi come investire i tuoi soldi. Sei così concentrato sul generare del capital gain per compensare una minusvalenza che perdi di vista l’aggravio di rischio che ti metti in casa nel tentativo di raggiungere il tuo obiettivo.

Quello che sto per dirti è molto importante:

La compensazione delle minusvalenze fa parte dell’implementazione di un sistema per investire ma non deve diventare “il sistema”. In altre parole il tuo obiettivo finanziario non deve essere “recuperare le minusvalenze”. Solo dopo che avrai definito i tuoi obiettivi di investimento, se del caso, ti porrai il problema del recupero fiscale.

Nella mia carriera di ex bancario ed investitore indipendente ho visto molte persone rovinarsi per colpa di investimenti non appropriati fatti solo per recuperare le minusvalenze.

A fine anno esamina il tuo dossier titoli e se hai delle azioni o obbligazioni in utile vendile subito. Poi aspetta un giorno e ricompra gli stessi titoli che hai venduto. In questo modo realizzando una vendita in guadagno compenserai subito le minusvalenze pregresse ed eviterai di perdere il tuo credito se questo è in scadenza.

Giacomo Saver

Direttore di Segretibancari.com e docente di A Scuola di Investimenti

121 commenti
  1. Caro Giacomo,
    hai pienamente ragione. Non vale la pena rischiare di perdere ancora comprando titoli dall’esito incerto in questa fase così volatile. Meglio infischiarsene delle minus e guardare avanti.
    Un caro saluto!

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Un caro saluto anche a te. Buone feste!!

      Rispondi
  2. Ciao giacomo ,
    Ma quando vendo un etf o etc sia in positivo sia in negativo,devo dichiararlo nella dichiarazione dei redditi?

    Rispondi
    1. Ciao Giacomo,
      personalmente me ne sono sempre fregato delle minusvalenze. Magari faccio male ma le ho sempre considerte come una forma di ottimizzazione non importantissima del mio portafoglio, il mio primo pensiero è quello di nn strovolgere troppo la mia strategia iniziale. Le minusvalenze le prendo in considerzione solo quando compro dei bond in relazione all’ipotetico credito fiscale che mi potrebbero dare in futuro. A parità di rischio e di rendimento preferisco comprare il bond al prezzo più alto. secondo me nn ha senso comprare a tt i costi sotto la pari se poi hai una cedola infima. In questo modo ho lo stesso rendimento con l’aggiunta di ritrovarmi al rimborso un credito eventalmente da recuperare ovvero un di più. Pensi che sia sbagliatocome ragionamento?

      Rispondi
      1. @ Seba
        Credo che sia il ragionamento corretto da fare Amico mio. Io mi comporto esattamente allo stesso modo. L’ottimizzazione fiscale è importante ma deve venire nella “fase due” di implementazione della strategia, non deve essere confusa con la strategia. In altre parole un conto è impostare una strategia e, nel realizzarla, tenere conto anche del credito fiscale. Altro discorso è quello di impostare una strategia per raggiungere l’obiettivo di recuperare le minusvalenze.

        Rispondi
    2. @ Marco
      Assolutamente no. Fa tutto la banca e tu non devi preoccuparti di nulla a meno che non abbia scelto il regime dichiarativo (poco comune a dire il vero)

      Rispondi
      1. Buongiorno Giacomo,

        io ho avuto delle minusvalenze su un conto di trading estero che quindi dichiarero’ col modello Unico quest’anno.
        Mi confermeresti se queste possono essere recuperate con plusvalenze che ho sul mio portafoglio titoli sul normale conto bancario italiano che e’ in regime amministrato, cioe’ esiste un modo per evitare di farmi aprire un deposito titoli con regime dichiarativo (sempre con la mia banca italiana) per poter recuperare in seguito tali minusvalenze derivate pero’ da operazioni di trading?.
        Oppure non esiste un metodo (se non quello dichiarativo) per poterle poi in seguito recuperare?

        Rispondi
        1. @ Eleonora
          Non credo sia possibile. Per conferma prova a chiedere alla tua banca, ma temo che essendo nel regime dichiarativo la compensazione nell’ambito amministrato non operi.

          Rispondi
  3. Buongiorno sig. Giacomo, le sue risposte in particolare mi suggeriscono fiducia in Lei.
    Pertanto tengo cari i suoi consigli fatti nel forum. Tempo fa ho investito dei soldi su una proposta fattami dalla mia banca Azioni della Julius Baer Multipartner dei paesi emergenti scadente il 2020 assicurandomi un 3% lordo. NON so se ho fatto bene a farlo. Cordiali saluti e auguri di buone festività.

    Rispondi
    1. @ Fabrizio
      Mi dispiace deluderla ma non posso dare risposte specifiche o fare analisi a richiesta. Inoltre ogni proposta di investimento va contestualizzata in base alle sue esigenze ed al grado di rischio che può sopportare. Continui a seguirmi e buone feste!!

      Rispondi
  4. Ciao Giacomo ,
    quando scrivi se hai delle posizioni in utile vendile subito , poi aspetta un giorno e ricompra gli stessi titoli che hai venduto vale anche per BTP scadenza 15-20 anni oppure come scrivi da tempo non e’ piu’ conveniente ?

    grazie

    Rispondi
    1. @ Roberto
      In questo post mi riferisco al fatto che vendendo i titoli in utile e ricomprandoli recuperi grazie alla vendita le minusvalenze pregresse che stanno per scadere a fine anno. Questo vale, ovviamente, anche per i BTP. Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  5. nel caso di un titolo azionario andato in default; c’è modo di crearsi le minus valenze?

    Rispondi
    1. @ Sauro
      Purtroppo no. Tecnicamente non si tratta di minusvalenza, in quanto non c’è stata una vendita ma un fallimento. Si tratta di una distorsione fiscale, un eufemismo per dire “una presa in giro” per l’investitore, a meno che il legislatore non intervenga a cambiare le regole.

      Rispondi
  6. Salve, volevo porti una domanda, la decorrenza della prescrizione si ha dal momento in cui, la minusvalenza viene realizzata, cioè quando il titolo azionario in perdita viene venduto. Giusto? ti ringrazio anticipatamente

    Rispondi
    1. @ Leo
      Sì. Di solito le banche raggruppano le scadenze per anno per cui non conta il “giorno” ma l’anno in cui hai venduto il titolo…

      Rispondi
  7. Salve, vorrei capire bene una cosa.
    Se, in regime amministrato (quindi senza dichiarare nulla in sede di dichiarazione dei redditi), ho una minusvalenza su ETF, questa la posso compensare solo con plusvalenze su azioni ma non su ETF, giusto?

    Grazie

    Rispondi
    1. @ Antonio
      Sì, è esatto. La minusvalenza potrà essere compensata con utili da azioni, certificati di investimento, obbligazioni ma non da ETF o fondi.

      Rispondi
  8. Salve Giacomo ,ho bisogno del suo aiuto:, ho ritirato oggi dalla banca la mia posizione fiscale , con nr 3 minusvalenze ( una da euro 778, con scadenza 31.12.2020, uuna da euro 5mila,con scadenza 31.12.2017 ed una da euro 3,00, scadenza il 31.12.2016. Volevo chiederle se posso presentare una integrazione al 730 ,gia presentata tempo fa , e se l’inserimento dei redditi diversi nella detrazione mi fa effettivamente recuperare dei soldi nel limite del 19 per cento o altro…. oppure no e se, avendo ancora una obbligazione in positivo , sia meglio invece vendere l obbligazione in positivo … se mi puo spiegare bene funziona la detrazione di questi redditi diversi…la ringrazio

    Rispondi
    1. @ Isabella
      Purtroppo le minusvalenze non si possono detrarre dalle imposte nel modello 730. Esse possono essere compensate con utili realizzati successivamente dalla vendita di altri prodotti finanziari. Se vende l’obbligazione in utile e realizza un guadagno esso non sarà tassato fino a concorrenza con le perdite pregresse che in tale modo vengono “recuperate”.

      Rispondi
  9. Grazie mille

    Rispondi
    1. @ Isabella
      Di nulla 🙂 Se hai altre domande sono qui…

      Rispondi
  10. ho nell’anno fiscale una plusvalenza in azioni di 1800 euro e sono in perdita con eni di una minusvalenza di 1000 euro.compensa la banca o devo fare la dichiarazione per recuperare la perdita?

    Rispondi
    1. @ Eddy
      Fa tutto la banca a meno che tu non abbia espressamente richiesto il regime dichiarativo, cosa peraltro improbabile.

      Rispondi
  11. Ma questa frase riportata in fondo all’articolo:

    E’ tempo di bilanci. Esamina il tuo dossier titoli e se hai delle posizioni in utile vendile subito. Poi aspetta un giorno e ricompra gli stessi titoli che hai venduto. In questo modo realizzando una vendita in utile compenserai subito le minusvalenze pregresse ed eviterai di perdere il tuo credito.”

    NON parla di ETF giusto?

    Rispondi
    1. @ Andrea
      No. Gli ETF purtroppo sono fiscalmente inefficienti, nel senso che non permettono la compensazione delle minusvalenze, per cui con loro il discorso decade…

      Rispondi
  12. Nel 2012 ho una minus di 6000euro, giovedi 23/09 ho venduto azioni per un guadagno di 6500 euro, ricomprate poi il giorno successivo, alla scadenza della minus di fine 2012 come sarà la mia posizione fiscale? Ci pensa la banca oppure devo avvertirli? Grazie per la sua risposta.

    Rispondi
    1. @ Amedeo
      Fa tutto la banca, tu non devi preoccuparti di nulla. Pagherai le imposte su 500 euro ed avrai la minusvalenza completamente azzerata.

      Rispondi
  13. Anche io ho bisogno di un aiuto…ho una minus di 6.000 euro che mi scade il 31/12/2016 e in portafoglio non ho altri titoli da vendere per compensare (ho solo fondi purtroppo); mi chiedevo, se compro un BTP che quota attualmente 120 compenserei la minus? Grazie

    Rispondi
    1. @ Fede
      Purtroppo no, semmai aumenterai la minusvalenza quando il titolo che costa 120 scadrà restituendoti il valore nominale di 100. Lascia perdere la minusvalenza e non dannarti l’anima se non puoi compensarla.

      Rispondi
      1. ok, grazie per la risposta.

        Rispondi
  14. Buonasera sig. Giacomo, il mio tentativo in parte riuscito più che altro qualche anno fa soprattutto negli anni 2013 ed in particolare nel 2014 di riuscire ad ottenere risultati nell’investimento in azioni con buoni fondamentali il cui valore è destinato a crescere ed apprezzarsi nel tempo (VALUE INVESTING), è riuscito con performance dell’ordine del 30/35% anche se come tutti sanno nell’ultimo anno ho assistito anche all’azzeramento di detto guadagno con relative manus.
    Mi chiedevo se per i titoli che sono in plusvalenza e danno segno di voler proseguire la corsa siano proprio quelli da vendere e poi ricomprare in quanto si comportano come delle obbligazioni con cedola (vedi investimenti alla Warren Buffett); e qualcuno diceva che occorrerebbe fare questo tipo di operazione di compensazione prima della fine dell’anno , ma a me verrebbe da dire anche molto tempo prima della fine dello stesso? Oppure no ?

    Rispondi
    1. @ Lorenzo
      Un vecchio motto recita “tagliare le perdite e lasciar correre i profitti”, perché di solito i titoli che crescono sono destinati a salire ancora (strategia basata sul momentum). Ad ogni modo io venderei i titoli in utile, se proprio lo vuole fare, in prossimità della fine dell’anno così da compensare le minusvalenze.
      Se vuoi saperne di più sulla strategia di momentum vai qui.

      Rispondi
  15. Volevo aggiungere al precedente mio commento che mi sembra di capire che vi sia una prassi che vuole la compensazione la si faccia solo nell’anno nel quale scadono le minus oppure può essere “saggio” anche poterle effettuare qualche anno prima anche se mi sembra che la tendenza generale sia quella di fregarsene a meno che non si riesce ad occuparsene?

    Rispondi
    1. @ Lorenzo
      Il recupero del credito fiscale deve essere un fattore secondario rispetto alla scelta di tenere o vendere il titolo. In linea di massima la propria operatività sui mercati dovrebbe prescindere da considerazioni di carattere fiscale. Al massimo, se hai delle minus in scadenza, può essere interessante vendere dei titoli in gain (magari da ricomprare) per usare il credito prima che scada.
      Sempre che i costi di compravendita non compensino il guadagno stesso che vorremmo ottenere…

      Rispondi
  16. Ho una plus valenza di 1000 euro
    In portafoglio ho obbligazioni in dollari il cui prezzo è 5% sotto al prezzo di acquisto. Però sono 10% sopra con il prezzo del dollaro che è salito da quando lo ho acquistate.
    Sono comunque in netto guadagno.
    Cosa mi conviene fare? Grazie mille

    Rispondi
    1. @ Maurizio
      Difficile dare una risposta al di fuori di una strategia complessiva e ben pianificata del portafoglio. Quando hai comprato quel titolo che cosa ti aspettavi? Quando e a che condizioni lo avresti venduto?

      Rispondi
  17. Minus valenza intendevo dire

    Rispondi
  18. Quali sono le obbligazioni che ti permettono di recuperare le minus?

    Rispondi
    1. @ Pippo
      Tutte le obbligazioni, ma solo per quanto riguarda eventuali rivalutazioni in conto capitale. Gli interessi purtroppo non si possono compensare. Grazie per avermi scritto e buone feste!!

      Rispondi
  19. Ho comprato quel titolo perché il dollaro stava salendo.
    Adesso però vorrei capire se vendendolo e guadagnandoci circa il 12% complessivo posso recuperare la minus valenza che ho e poi andare a ricomprarlo in quanto il suo prezzo è circa 6% sotto la pari.
    È un’operazione corretta?
    Graziemille

    Rispondi
    1. @ Maurizio
      Sì, è un’operazione corretta perché la minusvalenza è recuperabile. Un caro saluto e grazie per avermi scritto…

      Rispondi
  20. Ho maturato una minusvalenze di 7.731,55€ relativa a BTP scaduti nel 2012 e su indicazione del mio consulente di banca ho compensato vendendo ETF azionari (Amundi EUROSTOXX50),che poi ho ricomprato.Giusto?

    Rispondi
    1. @ Sara
      Desolato di doverti deludere ma non hai compensato nulla. I guadagni da ETF sono redditi di capitale che non si possono compensare con le minusvalenze dei BTP, che a livello normativo sono redditi diversi. Sorry…

      Rispondi
  21. Ho un conto cointestato con mia madre e complessivamente abbiamo tutte posizioni in guadagno. Ora cosa accade se mia madre verrà a mancare (spero il più tardi possibile)? Dovrò pagare il capital gain e ritrovarmi gli stessi titoli in caso di successione intestati a me e ad un prezzo più alto. Non c’è un escamotage per evitare questa situazione?

    Rispondi
    1. @ Alberto
      Purtroppo no. Le imposte di successione sono una tassa e non c’è modo di evitarla, purtroppo. Sii felice che hai tutte le posizioni in utile, perché ti assicuro che non è una cosa così scontata né sempre possibile. Un abbraccio e grazie per il tuo commento.

      Rispondi
  22. EGR.dott, avendo venduto degli etf in perdita, posso compensare con la vendita di azione in guadagno? grazie

    Rispondi
    1. @ Sonia
      Sì. Purtroppo non potresti fare il contrario, ossia compensare una minusvalenza di azioni con un guadagno da ETF.

      Rispondi
      1. ciao a tutti
        volevo fare una semplice domanda !
        nel momento in cui un titolo e in scadenza o meglio ha fatto il suo corso e stacca il capitale emesso dovrebbe arrivare a 100 ovviamente parlo di obbligazioni ! il titolo ha creato una minusvalenza dovuta dal cambio moneta mi sapete dire se questa va in accumulo alla minusvalenza da recuperare nel tempo oppure va persa nel momento che il titolo scade?
        grazie e spero di essermi spiegato in maniera corretta.

        Rispondi
        1. @ Miky
          Ti sei spiegata benissimo 🙂 La minusvalenza da cambio non va persa ma si aggiunge alle eventuali perdite pregresse e potrà essere poi compensata da plusvalenze successive. Un caro saluto e buon proseguimento con segretibancari.com

          Rispondi
          1. ciao giacomo volevo chederti un consiglio io ho delle obligazioni venezuela scadenza 2026 ma questo semestre non ha staccato la cedola e si presume che sia per il fatto che il venezuela e in crisi ma non ha dichiarato il defolt pertanto tu sai darmi se secondo te la staccherà piu avanti oppure no ? visto che nella mia filiale sono incompetenti e ne sanno meno di me grazie.

  23. Salve sign. saver, le minusvalenze son create durante la gestione da obbligazioni, azioni e pure dal cambio della valuta quando tenute in portafoglio, quindi solo verso la fine dell’investimento si cerca di recuperarle con la vendita in utile degli strumenti da lei elencati, o alla fine di ogni anno? Se decidiamo di tenere degli “Investiment certficates” lo dobbiamo fare alla fine di ogni anno e in che quantità, tenendo conto della pericolosità di tale strumento? Grazie

    Rispondi
    1. @ Roberto
      Le minusvlenze si compensano con la vendita di un titolo in utile nel momento stesso in cui si realizza la vendita. Non è necessario “tenere” gli strumenti in portafoglio ma è necessario venderli in utile prima che il termine per la compensazione decada. Grazie a lei e buona settimana…

      Rispondi
  24. Dopo aver letto molti altri articoli sulle minusvalenze, questo è l’unico da cui ho capito il meccanismo operativo per gestirle in modo sistematico senza alterare la propria strategia di investimento: “A fine anno esamina il tuo dossier titoli e se hai delle azioni o obbligazioni in utile vendile subito. Poi aspetta un giorno e ricompra gli stessi titoli che hai venduto”.
    Perfetto! Questa è l’indicazione pratica che cercavo. Grazie e complimenti per l’ottima sintesi.

    Rispondi
    1. @ Flavio
      Grazie a te… E’ stato un piacere poterti essere utile.

      Rispondi
  25. Come è noto le azioni delle Popolari venete sono state azzerate anche se ancora figurano in capo a chi le ha acquistate . Qualcuno sostiene che, usando l’articolo 6 del decreto 461/97 si possa trasferire a soggetto diverso il dossier titoli (cessione a titolo oneroso ) ed avere così accesso alla minusvalenza; questo “qualcuno” potrebbe essere un soggetto “terzo”; (società, gruppo di tutela dei consumatori..) a cui trasferire molti dossier …A me l’operazione, oltre che macchinosa, (raccogliere molti dossier e trasferirli) sembra al limite della legalità in quanto questo soggetto terzo dovrebbe comunque realizzare delle plusvalenze a compensazione all’interno della stessa banca (Intesa) inoltre Intesa potrebbe sollevare le note questioni circa la sua estraneità a quanto avvenuto prima del decreto ; la ringrazio per un suo chiarimento in merito

    Rispondi
    1. @ Maria Teresa
      Concordo con quanto scrive. A me sembra una sorta di “escamotage” per forzare la mano alla legge e poter ottenere un credito fiscale dalla dubbia utilità. Per recuperarlo dovrebbe comunque avere delle posizioni in utile da vendere ed in ogni caso il credito scadrebbe dopo i 5 anni.
      Attendiamo piuttosto un intervento del legislatore al riguardo, se ci sarà se no è meglio lasciare perdere a mio avviso…

      Rispondi
  26. cia giacomo volevo chederti un consiglio io ho delle obligazioni venezuela scadenza 2026 ma questo semestre non ha staccato la cedola e si presume che sia per il fatto che il venezuela e in crisi ma non ha dichiarato il defolt pertanto tu sai darmi se secondo te la staccherà piu avanti oppure no ? visto che nella mia filiale sono incompetenti e ne sanno meno di me grazie.

    Rispondi
    1. @ Miky
      Sei fuori tema perché in questo post parliamo di minusvalenze.
      Al Venezuela è dedicato un altro posto cui ti invito far riferimento. Grazie.

      Rispondi
      1. a scusa ! e mi sapresti dire dove posso informarmi grazie ciao e scusa il disturbo.

        Rispondi
        1. @ Micky
          Nessun problema 🙂
          Fai riferimento all’articolo che ti ho segnalato, perché a breve lo aggiornerò con le ultime novità. Grazie a te!!

          Rispondi
  27. Buongiorno Giacomo. ho minusvalenze per 4.000 eur in scadenza a fine anno. Posso compensarle con azioni svizzere in CHF che ho in portafoglio sulle quali guadagno? Ti ringrazio

    Rispondi
    1. @ Ettoe
      Sì. Il controvalore delle azioni verrà convertito in euro per cui dovrai considerare anche il guadagno (o l’eventuale perdita) in conto valuta.

      Rispondi
  28. Vorrei chiederti: ma perchè le minusvalenze non possono essere utilizzate quando si ricevono i dividendi ? Più o meno si sta parlando della stessa cosa, cioe’ ricevo gli utili di una azione, ci devo pagare le imposte del 26%, e non posso utilizzare la minusvalenza che ho in portafoglio.

    Rispondi
    1. @ Umberto
      Purtroppo è la normativa che non permette la compensazione perché i dividendi sono classificati come redditi da capitale mentre le plusvalenze sono redditi diversi.

      Rispondi
      1. Buonasera, ho aperto un conto online per utilizzare a fare trading in leva. L’esperienza è stata uno flop, ho perso i miei soldi. Siccome ho delle azioni acquistati sul conto che utilizzo normalmente mi chiedo se posso avere indietro il 26% se io facessi operaziondal mio conto. Grazie

        Rispondi
        1. @ Giulio
          Sì, se operi sul conto sul quale hai le minusvalenze la compensazione sarà automatica. Altrimenti chiudi il conto trading, chiedi il rilascio della certificazione delle minus e consegnala nella banca presso la quale vuoi comprare le azioni. In questo modo le minusvalenze saranno caricare sul nuovo dossier e dedotte dagli utili sulle azioni.

          Rispondi
          1. Vale anche il contrario? Cioè se sul conto bancario ho delle minusvalenze e sul conto trading di un broker ho generato plusvalenze, posso chiedere la certificazione al broker perchè mi vengano dedotte le minusvalenza bancarie? Evitando così di pagare il 26% sui guadagni fatti con il broker?

          2. @ Matteo
            No. Occorre essere nel dichiarativo in modo “globale” per compensare le minus e le plus.

  29. Salve signor Saver, ma qualora un etf o un fondo avessero generato una minusvalenza, l’eventuale compensazione potrebbe essere fatta con qualsiasi azione detenuta e quotata in qualsiasi borsa mondiale o solo con quelle quotate a Milano?

    Rispondi
    1. @ Domenico
      Non ne ho la certezza assoluta, perché da quando ho lasciato la banca per cui lavoravo ho perso il contatto con le questioni fiscali relative agli investimenti, ma direi proprio di sì…

      Rispondi
  30. Avevo comprato 20.000 azioni alitalia a circa 0,800€ che, come sappiamo, sono state azzerate al tempo dei cosiddetti \”capitani coraggiosi\”. Dopo tanto tempo la banca, sotto mia insistenza, li ha scaricati dal mio conto a un prezzo di 0,0001€ per un valote di 2€. Le chiedevo se posso recuperare la minus valenza sullo stesso conto o su un altro conto presso le Poste dove potrei avere delle pusvalenze. Grazie

    Rispondi
    1. @ Onofrio
      La minusvalenza risulta sul conto titoli? Ha chiesto alla banca se è stata contabilizzata?

      Rispondi
  31. Se ho minusvalenze di differenti anni (i.e. 2014 e 2015) e nel 2016 genero dei profitti che possono compensare tali minus, con quale ordine le recupero, prima quelle più recenti – 2015 – o prima quelle più remote – 2014?

    Rispondi
    1. @ Matteo
      Le prime minusvalenze che recupera sono quelle più vecchie in ordine di tempo. Nel suo caso quelle del 2014, poi quelle del 2015 e così via.

      Rispondi
  32. Ciao Giacomo, mi sembra di aver capito che i dividendi da Obbligazioni possono essere recuperati nelle minuvalenze invece i dividendi da azione no…giusto?

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Purtroppo no. Sia gli interessi che i dividendi sono redditi da capitale e come tali non possono essere usati per il recupero delle minusvalenze.

      Rispondi
  33. buonasera, volevo sapere se le minusvalenze possono essere recuperate da due differenti conti della stessa banca con lo stesso codice fiscale , cioe’ ho un conto cointestato e uno tutto mio, nel conto cointestato ho delle minusvalenze,nel mio conto ho delle plusvalenze. posso recuperare?margheritagrazie

    Rispondi
    1. @ Margherita
      No, la compensazione avviene sullo stesso conto.

      Rispondi
  34. “A fine anno esamina il tuo dossier titoli e se hai delle azioni o obbligazioni in utile vendile subito. Poi aspetta un giorno e ricompra gli stessi titoli che hai venduto. In questo modo realizzando una vendita in guadagno compenserai subito le minusvalenze pregresse ed eviterai di perdere il tuo credito se questo è in scadenza.”
    Ma così ci rimetto il costo commissione per vendita e acquisto per ritrovarmi nella stessa situazione di prima… è saggio?

    Rispondi
    1. @ Luca
      E’ saggio, perché alzi il prezzo di carico, e non paghi le imposte sul maturato fino a quel momento. Se hai dei titoli in carico a 10 che ora valgono 12. vendendoli e sfruttando la minus non pagheria tasse. Se poi essi salgono a 15 pagherai le imposte solo su 3. Tenendoli (e perdendo la minusvalenza) ti troverai a pagare le imposte su 15.

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  35. Volevo porre questa domanda. Se io ho minusvalenze accumulate nel mio conto corrente bancario ed opero positivamente, guadagnando con un broker online che agisce in regime dichiarativo, come posso utilizzare tali plusvalenze per ridurre le minusvalenze di cui sopra?
    Grazie

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    1. @ Matteo
      Deve passare al regime dichiarativo in toto, facendosi rilasciare una dichiarazione anche dall’intermediario bancario. Solo in questo modo potrà fare la compensazione.

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  36. Ciao Giacomo. Per recuperare una minusvalenza relativa ad un Etf, meglio acquistare, con criterio si intende, azioni di società che reinvestono gran parte degli utili piuttosto che distribuirlo tra gli azionisti? Inoltre, se si vogliono acquistare azioni che staccano il dividendo, consigli di farlo il giorno dopo lo stacco del dividendo, in modo tale da non subire un deprezzamento e acquistare ad un prezzo più basso? Grazie e vai avanti così

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    1. @ Lorenzo
      L’idea di acquistare azioni che reinvestono il dividendo è molto buona, perché in questo modo capitalizzi gli utili nel corso del tempo. Credo, invece, che abbia meno senso investire in un’azione il giorno dopo lo stacco del dividendo, perché in quel caso il beneficio è minimo. Grazie per il tuo commento e scusami per il ritardo ;(

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  37. Salve,
    Le chiedo conferma circa la possibilità di poter compensare le plusvalenze derivanti dalla vendita di azioni americane come per le italiane con pregresse minusvalenze derivanti dalla vendita di sicav.
    Nel ringraziare porgo cordiali saluti.
    Giuseppe Gallegra
    Cell. 338.8135041

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    1. @ Giuseppe
      Sì, confermo che può effettuare la compensazione. Un cordiale saluto.

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  38. Buongiorno, replico quì una mia domanda che erroneamente avevo inviato commentando un diverso articolo di Saver su un altro argomento . In sostanza mi chiedo quanto incida il pagamento delle imposte su un portafoglio di ETF o Fondi di investimento. Infatti è molto comune investire il proprio capitale in tali strumenti. Ipotizziamo di aver realizzato un portafoglio di 3 ETF : sulle azioni USA , sulle azioni globali , sulle obbligazioni globali; ognuno di 100.000€; totale 300.000€ . La metà di tale capitale non viene movimentata, mentre l\\\’altra metà è oggetto di compra-vendita fra i tre ETF allo scopo di ottimizzarne il rendimento: ad esempio vendo 50.000€ di un ETF azionario per acquistare quello obbligazionario e così via, in tutto 6 operazioni all\\\’anno in tre delle quali abbiamo guadagnato il 10% (5.000€) e in tre abbiamo perso il 10% non ottenendo alla fine alcun ricavo. Per semplificare i calcoli ipotizziamo anche che dopo cinque anni di operatività il portafoglio totale non abbia avuto incrementi a causa dell\\\’andamento dei mercati. In questi 5 anni saranno state effettuate 3 X 5 = 15 operazioni con una plusvalenza totale di 15 X 5.000 = 75.000€ . La banca in quanto sostituto di imposta verserà l\\\’importo dell\\\’imposta su tale plusvalenza: il 26% cioè 19.500€ prelevandola dal nostro conto (le minus valenze non si compensano per Fondi e ETF)
    Risultato finale: il nostro capitale si è ridotto da 300.000€ a 280.500€ (-6,5%, -1,3% annuo) anche se, così come abbiamo ipotizzato, l\\\’andamento degli ETF in cui abbiamo investito non avrebbe comportato perdite per i nostri investimenti. Mi sembra un risultato estremamente rilevante e negativo in considerazione che per un portafoglio equilibrato come quello che abbiamo usato, oltretutto molto comune, il rendimento atteso in base ai dati storici oscilla intorno al 3,5% annuo (con il 40% in azioni e il resto in obbligazioni). Cosa rimane dopo l\\\’inflazione, le commissioni bancarie e appunto le tasse? Mi appello a i sempre per me fondamentali consigli di Saver, potrebbe essere utile utilizzare ETN (che hanno un regime fiscale diverso) invece di ETF per evitare questa problematica ?

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    1. @ Sandro
      Gli ETN offrono la compensazione delle minus, ma purtroppo ti espongono ad altri rischi. Ad esempio al rischio di default dell’emittente, ragione per la quale occorre fare molta attenzione.

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  39. Cortesemente ho venduto oggi delle azioni che avevo in portafoglio da tanto tempo in perdita. Oggi vorrei anche vendere btp che stanno guadagnando parecchio. Anche se fatto nella stessa giornata si compenseranno minusvalenze e plusvalenza o meglio aspettare qualche giorno? grazie

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    1. @ Paola
      Per sicurezza aspetterei un giorno prima di vendere i BTP, in modo da essere certo della possibilità di compensare la minus…

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  40. Buonasera,
    articolo molto interessante, ho un quesito al riguardo.
    tempo fa avendo aperto conto in dollari con minusvalenza per 3 anni di seguito, dopodiché ho avuto plusvalenza prima di chiudere il conto ritenendo di aver avuto il beneficio che cercavo, visto che era la prima volta ed avendo prima pagato le tasse per le plusvalenze, non sapevo che poi mi sarebbero arrivate dalla Banca, le minusvalenze per gli anni precedenti, ora il commercialista mi dice che non mi è possibile compensare queste minusvalenze con la plusvalenza di cui ho già pagato le tasse, è vero?, grazie mille.

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    1. @ Ivar
      Purtroppo sì, se ha già pagato la tassa essa non potrà più essere recuperata, mi dispiace…

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  41. Buongiorno e grazie per la consulenza!
    Ho comprato delle obbligazioni a 100 ed ora valgono 104, se le vendo e realizzo la plusvalenza in conto capitale, posso compensarla con delle minusvalenze pregresse che ho?
    Grazie per una sua riposta

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    1. @ Nicola
      In linea di massima assolutamente sì. Non potrà compensare solo l’eventuale rateo di disaggio maturato, ammesso che ci sia, ma si tratta di poca cosa.

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  42. Buongiono Giacomo e grazie per i tuoi articolo sempre esaustivi.
    Vorrei sentire un tuo parere riguardo le minusvalenze. Consigli di vendere le azioni in gain per compensare i minus in scadenza. Giro la cosa al contrario: minus a 0, nel portafoglio azioni in utile e 1azione in grossa perdita. Conviene vendere e ricomprare l’azione in perdita, per creare un minus che compensi poi le imposte delle vendite in gain? Ovviamente nel caso che l’intenzione sia tenere l’azione in perdita perchè si presume possa recuperare in futuro.
    Mi piace il consiglio di vendere a fine anno e ricomprare il giorno dopo. Le imposte sul maturato si calcolano al 31 dicembre?
    Grazie mille e buon lavoro

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    1. @ MarcD
      Se i costi dell’operazione non sono troppo alti, ha senso vendere un titolo in utile per compensare la minus e poi ricomprarlo subito dopo. Ma non devi fare passare molto tempo e controllare bene tutti i costi.

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  43. Buon giorno Gentilissimo Giacomo. Ho in portafoglio ebrd 7,5% durata 17/19(dicembre 19) e ho una minus sul titolo in real dovuta al cambio. Se porto il titolo a scadenza avrò la minus o per poterla ottenere devo vendere prima della scadenza? isint 157809431 Mot). Grazie per la risposta

    Rispondi
    1. @ Angelo
      Avrà la minusvalenza, perché il fattore cambio viene considerato. Un cordiale saluto.

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  44. Buongiorno Giacomo,
    complimenti per l`articolo, molto esaustivo.
    Avrei pero` una domanda su una fattispecie che non trovo da nessuna parte. Mi sono iscritto all`AIRE, questo comporterebbe anche la chiusura del CC italiano (leggendo su qualche altro forum)? Mi chiedo se con questo perderei anche la minusvalenza accumulata ad oggi? Grazie in anticipo, cordiali saluti.

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    1. @ Sal
      Onestamente non lo so. Credo che come non residente debba aprire un conto estero in Italia e forse sì, perderebbe le minusvalenze. Ma le consiglio di contattare un fiscalista per essere sicuro.

      Rispondi
  45. Buongiorno Giacomo, mi chiedo se sia possibile utilizzare nella prossima dichiarazione una minusvalenza di un conto titoli chiuso nel 2018 presso Banca Sella, per un capital gain valutario su di un conto in CHF presso una banca svizzera .
    Grazie mille e complimenti

    Rispondi
    1. @ Vittorio
      Sì puoi usarla ma solo se ti trovi nel regime dichiarativo. Grazie per i complimenti e buon proseguimento 🙂

      Rispondi
  46. Buonasera Giacomo,
    per un non addetto ai lavori le tue risposte sono illuminanti!!
    Ti chiedo questo: a seguito dell’estinzione di un rapporto in regime amministrato, la banca mi ha rilasciato certificazione relativamente alle minusvalenze non compensate negli anni dal 2015 al 2017.
    Hai già risposto che, trattandosi di regime amministrato, nulla va indicato in dichiarazione dei redditi.
    Ciò vale anche a seguito della chiusura del regime amministrato?
    Qualora con lo stesso intermediario avviassi un secondo rapporto e realizzassi plusvalenze, la compensazione avverrà sempre senza che nulla debba transitare dalla dichiarazione dei redditi, è corretto?

    Grazie davvero

    Rispondi
    1. @ Giada
      Sì è corretto. La certificazione delle minusvalenze andrà consegnata al nuovo intermediario, quello presso cui hai un conto titoli “attivo”. Sarà quest’ultimo ad occuparsi della compensazione delle plusvalenze successive, sempre nel regime amministrato, senza bisogno di alcun intervento da parte tua.

      Rispondi
      1. L’unico caso in cui dovrei inserire in dichiarazione dei redditi le minusvalenze certificate dall’intermediario e derivanti da chiusura di un rapporto amministrato è qualora le volessi compensare con le plusvalenze da regime dichiarativo (che, proprio essendo in regime dichiarativo, devono per forza comparire in dichiarazione dei redditi).
        Corretto?
        Grazie ancora, buona giornata

        Rispondi
        1. @ Giada
          Sì. Ma in quel caso sarebbe interamente nel dichiarativo.

          Rispondi
  47. Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    una precisazione: le plusvalenze sui soli titoli di stato, abbattono soltanto una percentuale delle minusvalenze pregresse, cioè il 48,08% (dato dagli strumenti tassati al 12,5% che vengono abbattuti di 12,5/26*100). Pertanto, se si hanno minusvalenze da recuperare pari a 1000, la plusvalenza da generare (solo e soltanto se si hanno plusvalenze su titoli di stato) sarà pari a 2079,867 (1000*100/48,08).
    Un caro saluto a tutti e radar sempre accesi!

    Rispondi
  48. Modificando un poco il tuo esempio numerico:
    – vendo a 13000 un’azione pagata 15000 euro (e genero una perdita di 2000 €)
    – vendo a 15.000 un’azione comprata a 13.000 (e genero una plusvalenza di 2.000 €)

    significa che sul plus valenza non pago un cent di tassa?
    Grazie,
    saluti

    Rispondi
    1. @ Giancarlo
      Sì, esatto.

      Rispondi
  49. Buongiorno,
    E’ possibile recuperare minusvalenze di anni passati rispetto a quello di dichiarazione anche nel caso in cui non siano state indicate nelle dichiarazioni precedenti? Ovvero, nella dichiarazione 2020 indicare le perdite finanziarie subite nel 2018, se non sono state dichiarete nella dichiarazione 2019. O in quel caso sono andate perse, senza possibilità di recupero?
    Grazie mille in anticipo per la cordiale risposta.
    Saluti.

    Rispondi
  50. Bgiorno dr.saver,mi trovo d’accordo sul fatto che le minus non ci devono nevrotizzare e farci fare interventi inappropriati.reputo piu’ saggio stimarle come perdite secche e procedere lateralmente con. A ltri investimenti a bilanciarle nella misura.alla fine una volta bilanciate rimarra sempre lo zainetto fiscale per le ritenute fiscali

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  51. Buon giorno.Su un conto corrente che intendo chiudere(ho già estinto il deposito titoli e trasferito la liquidità su un altro conto lasciando su quello da estinguere solo € 68))quando devo richiedere la certificazione delle minusvalenze per portarle sul nuovo conto corrente? Prima dell’estinzione del conto,contestualmente o dopo?Sperando di essere stata chiara nella domanda ringrazio per la risposta.

    Rispondi
    1. @ Anna Maria
      La richiesta del certificato delle minusvalenze va fatta solo dopo la chiusura del conto. Un cordiale saluto e buon proseguimento con Segreti Bancari.

      Rispondi
  52. Buonasera o un dubbio…..avendo delle minusvalenze da recuperare e avendo plusvalenze sia su azioni che titoli di stato italiani e sapendo che la tassazione e del 26% su azioni e del 12,5% su obbligazioni e più conveniente utilizzare le minusvalenze su azioni o obbligazioni o è indifferente.
    Grazie Franco

    Rispondi
    1. @ Franco
      Credo che sia la banca a fare tutto e che lei non possa scegliere quale minus usare, purtroppo.

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  53. Buonasera e complimenti x i preziosi consigli: avendo delle azioni con plusvalenze e volendole realizzare e possibile vendere titoli in perdita realizzando minusvalenze in modo da evitare la tassazione sulle plusvalenze.
    Faccio un esempio: vendo oggi 1000 azioni X in perdita e domani compro le stesse 1000 Azioni X realizzando una minusvalenza.
    Naturalmente il prezzo di carico e più alto e devo pagare le commissioni alla Banca.
    Grazie Bruna

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    1. @ Bruna
      Il ragionamento è corretto, a patto che si generi prima la minus e poi la plusvalenza. La compensazione, infatti, segue l’ordine temporale e se al momento della realizzazione della plus non ci sono minus non sarà possibile fare la compensazione in un secondo momento.

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  54. Buongiorno, Dottore.
    Se si cambia regime fiscale da regime amministrato a regime dichiarativo con decorrenza ovviamente dal 1 gennaio del nuovo anno, se si hanno in guadagno dei titoli in tale regime fiscale amministrato, anche se non si vendono e si intendono mantenere nel nuovo regime fiscale dichirativo, vi è il rischio che la banca alla data di cessazione cioè il 31 dicembre del regime fiscale amministrato addebiti comunque al cliente il capital gain calcolato su una plusvalenza e vendita solo fittizia e virtuale di tali titoli alla suddetta data 31.12 di cessazione del regime fiscale amministrato, inserendo in tal caso tale prezzo di vendita solo fittizia al 31.12 dei titoli in portafoglio come nuovo prezzo medio di carico dei suddetti titoli alla data di inizio cioè il 1.01 del nuovo regime fiscale dichiarativo?
    Oppure senza nessun calcolo e addebito di plusvalenza e Capital gain solo virtuale i titoli proseguono con l’originario loro prezzo medio reale ed effettivo di carico pure nel nuovo regime fiscale dichiarativo ? Grazie e complimenti, luigi

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  55. Buongiorno. Premesso che sono pienamente d’accordo quando si afferma che non bisogna tentare di recuperare a tutti i costi le minusvalenze generate dalla vendita in perdita degli ETF, mi chiedo ragionando con la logica dell’investitore razionale se per recuperare una minusvalenza sugli ETF convenga acquistare azioni con stile di gestione growth, blend o value? O è una scelta che tiene conto anche dell’anno di scadenza delle minusvalenza accumulate? Il mio ragionamento é sbagliato quando affermo che se ho da recuperare una minusvalenza che scade nel 2021 mi conviene acquistare un titolo growth perché più volatile mentre per recuperare una minusvalenza che scade nel 2024 è più ragionevole scegliere tra titoli azionari blend o value che essendo meno volatili crescono più lentamente di valore ma crescono costantemente? O la volatilità di un titolo prescinde dal suo stile di gestione?

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    1. @ Vincenzo
      Se vuole conoscere quali sono, secondo noi, le azioni migliori da comprare anche nell’ottica del recupero delle minusvalenze, le consiglio l’Investment Club Platinum.
      Per qualunque delucidazione in merito sono a sua disposizione e la saluto cordialmente.

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