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	<title>Investire in Borsa - Come Giocare in Borsa</title>
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	<description>Investire in modo consapevole</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Feb 2026 10:07:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Migliori azioni da comprare oggi? La risposta che pochi ti danno</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/migliori-azioni-da-comprare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se stai cercando le migliori azioni da comprare oggi, aziende solide come Abbott, Walmart, Berkshire Hathaway e Alphabet possono rappresentare esempi di qualità nel lungo periodo. Tuttavia, per patrimoni superiori a 300.000 euro, la vera differenza non la fa la singola azione, ma la costruzione di un portafoglio basato su una corretta asset allocation. Le [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/02/migliori-azioni-da-comprare-oggi.png" alt="migliori azioni da comprare oggi" class="wp-image-28951" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/02/migliori-azioni-da-comprare-oggi.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2022/02/migliori-azioni-da-comprare-oggi-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px">Se stai cercando le migliori azioni da comprare oggi, aziende solide come Abbott, Walmart, Berkshire Hathaway e Alphabet possono rappresentare esempi di qualità nel lungo periodo.</p>



<p style="font-size:18px">Tuttavia, per patrimoni superiori a 300.000 euro, la vera differenza non la fa la singola azione, ma la costruzione di un portafoglio basato su una corretta asset allocation.</p>



<p style="font-size:18px">Le azioni sono strumenti.</p>



<p style="font-size:18px">La strategia è ciò che determina il risultato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa davvero “migliori azioni”</h2>



<p>Quando si parla di migliori azioni da comprare oggi, spesso si pensa a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>titoli con alta crescita</li>



<li>aziende sottovalutate</li>



<li>società che pagano dividendi elevati</li>



<li>settori in forte espansione</li>
</ul>



<p>Ma nel lungo periodo (10 anni o più), le aziende migliori condividono caratteristiche strutturali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>vantaggio competitivo duraturo</li>



<li>solidità finanziaria</li>



<li>capacità di generare cassa</li>



<li>leadership di settore</li>



<li>adattabilità ai cambiamenti</li>
</ul>



<p>Non è una questione di “momento giusto”.</p>



<p>È una questione di resilienza.</p>



<p class="has-medium-font-size">Scopri dove investire oggi, scarica subito un nostro <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">portafoglio modello &#8220;angolare&#8221;</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">4 esempi di azioni solide nel lungo periodo</h2>



<p>Uno scenario globale caratterizzato dall&#8217;incertezza ci spinge a privilegiare le azioni di società con un forte posizionamento strategico. Crediamo, infatti, che gli investitori saranno sempre più <strong>selettivi</strong>, rispetto al passato e che chi vuole puntare sui singoli titoli debba fare attenzione a cosa sceglie.</p>



<p>Ecco allora le prime società che, secondo noi, sono degne di nota.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Abbott (Healthcare globale)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Settore difensivo</li>



<li>Domanda strutturale legata all’invecchiamento</li>



<li>Business diversificato</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Walmart (Consumi di base)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Flussi di cassa stabili</li>



<li>Resilienza in fasi recessive</li>



<li>Dividendi nel tempo</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Berkshire Hathaway (Conglomerato diversificato)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Allocazione prudente del capitale</li>



<li>Diversificazione interna</li>



<li>Approccio disciplinato</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Alphabet (Tecnologia e AI)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership digitale globale</li>



<li>Forte generazione di cassa</li>



<li>Capacità di innovazione</li>
</ul>



<p>Questi titoli hanno qualità interessanti.</p>



<p>Ma non sono una strategia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la domanda è incompleta</h2>



<p>La ricerca “migliori azioni da comprare oggi” è legittima.</p>



<p>Ma manca un pezzo fondamentale:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Come si inseriscono queste azioni nel tuo portafoglio?</p>
</blockquote>



<p>Per un investitore con 300.000, 500.000 o un milione di euro, il rischio non è scegliere un titolo sbagliato.</p>



<p>Il rischio è concentrare troppo il capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa conta davvero nel lungo periodo</h2>



<p>Gli studi accademici e l’esperienza pratica convergono su un punto:</p>



<p>La maggior parte del risultato dipende dall’asset allocation, cioè dalla distribuzione tra:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>azioni globali</li>



<li>obbligazioni</li>



<li>liquidità</li>



<li>eventuali asset reali</li>
</ul>



<p>La selezione del singolo titolo incide meno di quanto si pensi.</p>



<p>Soprattutto su orizzonti di 10–15 anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Differenza tra approccio previsionale e approccio strategico</h2>



<p><strong>Approccio previsionale:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Scelgo 5–10 titoli</li>



<li>Spero che sovraperformino</li>



<li>Accetto alta volatilità</li>
</ul>



<p><strong>Approccio strategico:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Definisco il livello di rischio</li>



<li>Costruisco un’asset allocation coerente</li>



<li>Inserisco eventualmente titoli di qualità</li>



<li>Controllo la concentrazione</li>
</ul>



<p>Il secondo metodo è meno emozionante.</p>



<p>Ma più efficace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è allora la risposta corretta?</h2>



<p>Le migliori azioni da comprare oggi sono quelle che:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li>Hanno fondamentali solidi</li>



<li>Sono inserite in un portafoglio diversificato</li>



<li>Sono coerenti con il tuo orizzonte temporale</li>



<li>Non rappresentano una concentrazione eccessiva</li>
</ol>



<p>Senza questi elementi, anche la miglior azienda può diventare un errore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione operativa</h2>



<p>Se vuoi davvero investire nel lungo periodo, non partire dalla lista dei titoli.</p>



<p>Parti dalla struttura.</p>



<p>Abbiamo preparato un <strong>portafoglio modello basato sull’asset allocation</strong>, pensato per investitori con patrimoni importanti che vogliono passare da una logica previsionale a una strategia disciplinata.</p>



<p class="has-medium-font-size"><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">👉 Iscriviti ai Portafogli Consulenza e scarica il portafoglio modello.</a></p>



<p>Non ti diciamo quale sarà il titolo migliore domani.</p>



<p>Ti mostriamo come costruire un portafoglio che abbia senso tra 10 anni.</p>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver &#8211; CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>Ribassi di mercato: non tutte le scosse sono uguali</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/ribassi-mercato-recessione-come-riconoscerli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo della finanza, visto da lontano, può apparire come un mare in perenne movimento, a volte calmo, a volte squassato da tempeste improvvise. Quando le onde si alzano e i grafici si tingono di rosso, la reazione più comune è la preoccupazione. Ma, come un geologo che studia un terremoto, dobbiamo chiederci: tutte le [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/09/ribassi-crollo-recessione.png" alt="ribassi crollo recessione" class="wp-image-28861" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/09/ribassi-crollo-recessione.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/09/ribassi-crollo-recessione-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p>Il mondo della finanza, visto da lontano, può apparire come un mare in perenne movimento, a volte calmo, a volte squassato da tempeste improvvise. Quando le onde si alzano e i grafici si tingono di rosso, la reazione più comune è la preoccupazione. Ma, come un geologo che studia un terremoto, dobbiamo chiederci: <strong>tutte le scosse sono uguali? Annunciano tutte un cataclisma imminente?</strong></p>



<p>La risposta, come spesso accade quando si analizzano fenomeni complessi, è no. <strong>Esiste una differenza fondamentale, un po&#8217; come quella che passa tra una semplice febbre e una polmonite</strong>. Vediamo insieme di fare un po&#8217; di chiarezza.</p>



<p>Serve un consiglio indipendente e gratuito per investire meglio? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Eccolo!</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il viaggio all&#8217;interno di un ribasso: due specie a confronto</h2>



<p>Nel grande ecosistema dei mercati, possiamo identificare due &#8220;specie&#8221; dominanti di ribasso.</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>La Correzione (o ribasso non recessivo):</strong> immaginala come un assestamento del terreno. Dopo una lunga corsa, è naturale che qualcuno voglia &#8220;portare a casa&#8221; i guadagni. Questi movimenti sono spesso rapidi, causati da prese di profitto o da notizie esterne che creano un&#8217;agitazione temporanea. Sono, per così dire, il respiro fisiologico del mercato.</li>



<li><strong>Il Crollo da Recessione (o ribasso recessivo):</strong> questo è un fenomeno di natura diversa, più profondo. Non si tratta più solo di un assestamento, ma di un indebolimento delle fondamenta. L&#8217;economia reale rallenta, le aziende producono meno utili e la fiducia degli investitori vacilla. Il ribasso, in questo caso, non è più solo un evento finanziario, ma lo specchio di una malattia dell&#8217;intera economia.</li>
</ol>



<p>Ma in che modo queste differenze si traducono in numeri? Andiamo a vedere cosa ci dice la storia, il nostro straordinario laboratorio per comprendere il presente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I numeri non mentono: cosa dice il nostro &#8220;sismografo&#8221; storico</h3>



<p>Analizzando i dati del mercato americano dal 1945 a oggi (un ottimo indicatore per l&#8217;economia globale), gli studiosi del <em>National Bureau of Economic Research</em> hanno fatto una scoperta illuminante.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Quando un ribasso si è verificato <strong>in assenza di una recessione</strong>, il calo medio è stato del <strong>15%</strong> e il tempo per recuperare le perdite di circa <strong>6 mesi</strong>.</li>



<li>Ma quando il ribasso si è accompagnato a una <strong>recessione economica</strong>, la discesa media è stata del <strong>-29%</strong> e il periodo di recupero si è allungato fino a <strong>15 mesi</strong>.</li>
</ul>



<p>I dati, quindi, parlano chiaro: <strong>un ribasso recessivo è due volte più profondo e richiede quasi tre volte più tempo per essere superato. </strong>È evidente, allora, che saper riconoscere il contesto in cui ci si muove è di un&#8217;importanza cruciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una macchina del tempo che guarda al futuro</h2>



<p>C&#8217;è un&#8217;altra caratteristica affascinante dei mercati, quasi un paradosso. Spesso, essi non si limitano a reagire a ciò che accade, ma tentano di prevederlo. Durante la <em>grande crisi del 2008, la recessione terminò ufficialmente a giugno del 2009. Eppure, il punto più basso dei mercati fu toccato tre mesi prima, a marzo</em>.</p>



<p>Mentre l&#8217;informazione comune parlava ancora di catastrofe imminente, il mercato, come un complesso organismo collettivo, stava già &#8220;fiutando&#8221; l&#8217;inizio della ripresa. Questo ci insegna una lezione fondamentale: gli &#8220;scricchiolii&#8221; di un mercato possono iniziare molto prima che i telegiornali parlino di recessione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E oggi? Come orientare la nostra bussola?</h2>



<p>Attualmente, si osservano alcuni segnali di rallentamento nell&#8217;economia americana. Questo significa che una tempesta è certa? Assolutamente no. Le previsioni, anche quelle degli esperti più illustri, possono essere smentite.</p>



<p>L&#8217;approccio più saggio non è quello di tentare di prevedere il futuro, ma di <strong>essere preparati.</strong> Come un buon pilota non sterza bruscamente alla prima curva, ma adatta la guida con fluidità, così l&#8217;investitore consapevole non prende decisioni impulsive.</p>



<p><strong>Una strategia? Mentre i mercati più &#8220;maturi&#8221; come quello USA mostrano segni di affaticamento, altre aree del mondo, come i mercati emergenti, potrebbero offrire opportunità di diversificazione interessanti.</strong> È un modo per non mettere tutte le uova nello stesso paniere, soprattutto se quel paniere inizia a mostrare qualche crepa.</p>



<p>In conclusione, imparare a distinguere la natura di un ribasso ci trasforma da passeggeri in balia delle onde a navigatori consapevoli, capaci di leggere la mappa e interpretare i venti per condurre la nostra nave in un porto sicuro.</p>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>La Redazione di Bert Consulting SCF</p>
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		<item>
		<title>Trading online e perdite: la psicologia per recuperare minusvalenze senza stress</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/trading-online-perdite-recuperare-minusvalenze-psicologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai provato il trading online, magari spinto dalla promessa di guadagni facili e veloci, e ti sei ritrovato con perdite significative e l&#8217;ansia di dover recuperare minusvalenze? Non sei l&#8217;unico. Moltissimi risparmiatori italiani si sono trovati in questa situazione. Il problema non è solo economico, ma anche e soprattutto psicologico. In questo articolo, ti spiegheremo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Trading online e perdite: la psicologia per recuperare minusvalenze senza stress' data-link='https://www.segretibancari.com/trading-online-perdite-recuperare-minusvalenze-psicologia/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/06/trading-on-line-perdite-recupero.png" alt="trading-on-line-perdite-recupero" class="wp-image-28818" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/06/trading-on-line-perdite-recupero.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/06/trading-on-line-perdite-recupero-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p>Hai provato il <strong>trading online</strong>, magari spinto dalla promessa di guadagni facili e veloci, e ti sei ritrovato con <strong>perdite significative</strong> e l&#8217;ansia di dover <a href="https://www.segretibancari.com/minusvalenze-conviene-recuperarle/"><strong>recuperare minusvalenze</strong>?</a> Non sei l&#8217;unico. Moltissimi risparmiatori italiani si sono trovati in questa situazione. Il problema non è solo economico, ma anche e soprattutto <strong>psicologico</strong>.</p>



<p>In questo articolo, ti spiegheremo come la giusta mentalità può aiutarti a superare le perdite e a gettare le basi per un <strong>investimento più sereno e profittevole nel lungo periodo</strong>, lontano dalle dinamiche stressanti del trading.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il trading online spesso porta a perdite?</h2>



<p>Il miraggio dei &#8220;soldi facili&#8221; è potente, ma la realtà del trading online è ben diversa da quella che viene spesso promossa. Ecco alcuni motivi principali per cui si incorrono in perdite:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Mancanza di preparazione:</strong> molti iniziano senza una conoscenza approfondita dei mercati, delle strategie o della gestione del rischio. Si improvvisa, seguendo &#8220;consigli&#8221; non verificati.</li>



<li><strong>Emotività:</strong> la paura di perdere e l&#8217;avidità di guadagnare influenzano pesantemente le decisioni. Si compra quando i prezzi sono alti (per paura di restare fuori) e si vende quando sono bassi (per panico), proprio il contrario di ciò che si dovrebbe fare.</li>



<li><strong>Conflitto di interessi:</strong> molte piattaforme di trading non sono <em>veramente</em> interessate al tuo successo. Guadagnano sulle commissioni, indipendentemente dal fatto che tu vinca o perda. Anzi, spesso i loro strumenti sono studiati per incentivare operazioni frequenti e rischiose.</li>



<li><strong>Aspettative irrealistiche:</strong> si crede di poter diventare ricchi in poco tempo, ignorando che il trading professionale richiede anni di studio, disciplina e capitali consistenti.</li>



<li><strong>Overtrading:</strong> la tendenza a operare troppo spesso, mossi dalla smania di recuperare subito le perdite o di massimizzare i guadagni, aumentando esponenzialmente i rischi.</li>
</ul>



<p>Cerchi consigli super partes per investire? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Eccoli, gratis per te</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La mente dell&#8217;investitore: il vero ostacolo al recupero</h2>



<p>Quando si subiscono perdite, entrano in gioco <em>meccanismi psicologici complessi</em> che possono impedire un recupero lucido e razionale.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Il bias di conferma:</strong> dopo una perdita, si tende a cercare informazioni che confermino le proprie convinzioni iniziali, ignorando i segnali contrari. Questo può portare a ripetere gli stessi errori.</li>



<li><strong>L&#8217;avversione alla perdita:</strong> il dolore di una perdita è mediamente doppio rispetto alla gioia di un guadagno equivalente. Questo spinge a tenere posizioni in perdita nella speranza che risalgano, trasformando piccole perdite in disastri.</li>



<li><strong>L&#8217;illusione del controllo:</strong> si crede di poter &#8220;controllare&#8221; il mercato con le proprie operazioni, quando in realtà è un&#8217;illusione. Il mercato è imprevedibile, specialmente nel breve termine.</li>



<li><strong>La smania di &#8220;rifarsi&#8221;:</strong> il desiderio impellente di recuperare subito le perdite porta spesso a prendere decisioni ancora più rischiose e impulsive, peggiorando la situazione.</li>



<li><strong>La stanchezza decisionale:</strong> operare sotto stress costante porta a esaurimento mentale, rendendo difficile prendere decisioni ponderate.</li>
</ol>



<p>Capire questi meccanismi è il primo passo per non cadere di nuovo nella trappola. Il recupero delle minusvalenze non passa dal raddoppio del rischio, ma da un <strong>cambio di strategia e di mentalità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come recuperare minusvalenze senza stress: un approccio psicologico e strategico</h2>



<p>Recuperare le minusvalenze non significa fare operazioni azzardate per un &#8220;tutto o niente&#8221;. Significa invece adottare un approccio ragionato, basato sulla <strong>disciplina</strong> e sulla <strong>pazienza</strong>, tipico dell&#8217;<strong>investimento di lungo periodo</strong>.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Accetta le perdite passate:</strong> <em>lascia andare</em> l&#8217;amarezza. Le perdite sono lezioni, non fallimenti definitivi. Questa accettazione libera la mente dallo stress e permette di guardare avanti.</li>



<li><strong>Rivedi le tue aspettative:</strong> dimentica i guadagni fulminei. L&#8217;investimento serio e profittevole è un percorso graduale. Focalizzati sulla <strong>crescita del capitale nel tempo</strong>, non sull&#8217;arricchimento istantaneo.</li>



<li><strong>Costruisci un piano:</strong> non operare a caso. Definisci obiettivi chiari (recupero delle minusvalenze, crescita del patrimonio), un orizzonte temporale e una strategia d&#8217;investimento. Questo riduce l&#8217;incertezza e lo stress.</li>



<li><strong>Diversifica:</strong> non puntare tutto su un solo titolo o mercato. La <strong>diversificazione</strong> è la chiave per ridurre il rischio e proteggere il capitale, anche in un&#8217;ottica di recupero.</li>



<li><strong>Punta al lungo periodo:</strong> il mercato azionario, pur con le sue fluttuazioni, tende a crescere nel lungo periodo. Gli investimenti in <strong>ETF azionari o fondi diversificati</strong> possono offrire rendimenti solidi nel tempo, permettendoti di recuperare le perdite passate in modo graduale ma efficace, senza lo stress del trading quotidiano.</li>



<li><strong>Formati in modo indipendente:</strong> non fidarti dei &#8220;guru&#8221; del trading. Cerca fonti di informazione affidabili e indipendenti che ti spieghino i veri meccanismi dell&#8217;investimento, non le illusioni.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">La consulenza indipendente: il tuo alleato contro lo stress da investimento</h2>



<p>Se ti senti sopraffatto dalle perdite passate e non sai come ripartire, un <strong>consulente finanziario indipendente</strong> può fare la differenza. A differenza delle banche, che spesso propongono prodotti in conflitto di interessi, un consulente indipendente è focalizzato esclusivamente sui tuoi obiettivi.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ti aiuta a fare il punto sulla tua situazione finanziaria, incluse le minusvalenze.</li>



<li>Ti supporta nel definire un piano d&#8217;investimento realistico e senza stress.</li>



<li>Ti educa sui principi dell&#8217;investimento di lungo periodo, lontano dalle dinamiche del trading speculativo.</li>



<li>Ti fornisce strumenti per gestire le emozioni e prendere decisioni razionali.</li>
</ul>



<p>Il recupero delle minusvalenze non deve essere una corsa contro il tempo o una fonte di ansia. Può essere il punto di partenza per un <strong>approccio all&#8217;investimento più consapevole, solido e sereno</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>E se stessi sbagliando tutto? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>La Redazione di Bert Consulting SCF</p>
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		<title>Crollo mercati 2025: come resistere alla tempesta finanziaria con disciplina e strategia</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/crollo-mercati-2025-resistere-disciplina-strategia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La volatilità estrema che sta caratterizzando i mercati finanziari nel 2025 ha fatto riaffiorare timori e incertezze tra gli investitori. Si parla persino di un crollo mercati 2025, un’espressione che rimbalza su notiziari e social alimentando l’ansia di chi teme di vedere svanire in poco tempo una parte dei propri risparmi. Di fronte a indici [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/crollo-mercati-2025-1024x576.png" alt="crollo mercati 2025" class="wp-image-28743" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/crollo-mercati-2025-1024x576.png 1024w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/crollo-mercati-2025-980x551.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2025/03/crollo-mercati-2025-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p><br>La <strong>volatilità estrema</strong> che sta caratterizzando i mercati finanziari nel 2025 ha fatto riaffiorare timori e incertezze tra gli investitori. Si parla persino di un <em>crollo mercati 2025</em>, un’espressione che rimbalza su notiziari e social alimentando l’ansia di chi teme di vedere svanire in poco tempo una parte dei propri risparmi. Di fronte a indici in picchiata e titoli allarmistici, anche investitori tecnicamente esperti possono sentirsi emotivamente vulnerabili, travolti da reazioni impulsive e dal panico generale.</p>



<p><br>Eppure è proprio in fasi come queste che si misura la vera resilienza finanziaria. Resistere alla tentazione di vendere tutto in preda al panico e mantenere la calma richiede disciplina, ed è questa qualità che distingue l’investitore di successo. È fondamentale capire quali comportamenti irrazionali evitare, fare tesoro delle lezioni storiche e applicare alcuni principi di resilienza finanziaria. Così sarà possibile affrontare il <strong>crollo dei mercati del 2025</strong> con lucidità e determinazione, evitando il panico e mantenendo una visione strategica di lungo termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Reazioni emotive e comportamenti irrazionali durante un crollo di mercato</h2>



<p><br>La prima reazione di fronte a un crollo di mercato è spesso dettata dall’<strong>emotività più che dalla razionalità</strong>. Quando vediamo i valori del nostro portafoglio scendere rapidamente, scatta un <em>istinto di autoprotezione</em>: vendere tutto e uscire dal mercato per evitare perdite ulteriori. Questo impulso è umano e comprensibile – la paura è un meccanismo naturale – ma applicato agli investimenti rischia di portare a decisioni poco sagge. Sotto l’effetto del panico, anche investitori navigati possono accantonare la lucidità e seguire la massa nelle vendite indiscriminate.</p>



<p>Tra i comportamenti tipici (e irrazionali) osservati durante un crollo troviamo:</p>



<p>• <strong>Vendere in preda al panico</strong> – Molti liquidano i propri investimenti dopo un forte ribasso, trasformando perdite temporanee in perdite permanenti e rinunciando al recupero quando i prezzi rimbalzeranno.</p>



<p>• <strong>Tentare di fare market timing</strong> – Spinti dalla paura, alcuni vendono tutto con l’idea di ricomprare più in basso. Ma prevedere il minimo è quasi impossibile: chi esce rischia di rientrare tardi perdendo il rimbalzo iniziale e compromettendo i rendimenti futuri.</p>



<p>• <strong>Effetto gregge e rumore mediatico</strong> – Le notizie allarmistiche amplificano il pessimismo e offuscano la capacità di giudizio, spingendo molti a imitare la massa senza un’analisi oggettiva. Così si finisce per agire sulla scia del panico anziché seguire una strategia ragionata.</p>



<p>• <strong>Dimenticare gli obiettivi di lungo termine</strong> – Nel pieno della crisi ci si concentra solo sul crollo in atto e ci si dimentica degli obiettivi finanziari a lungo termine. Questa miopia può portare a cambi di strategia avventati, in contrasto con il piano costruito a mente fredda.</p>



<p>Prendere coscienza di queste reazioni istintive è già un primo passo per evitarle. Invece di farsi guidare dalla paura, occorre fare un passo indietro e analizzare la situazione con lucidità, ricordando che le decisioni prese sull’onda emotiva sono raramente vincenti. La buona notizia è che la storia dei mercati offre conforto: dopo ogni crollo, per quanto grave, c’è sempre stata una ripresa. E coloro che hanno mantenuto la calma nelle fasi peggiori, in genere ne hanno tratto beneficio quando la tempesta è passata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Lezioni storiche e principi di resilienza finanziaria per affrontare un crollo senza panico</h2>



<p><br>Guardando alle crisi del passato troviamo esempi concreti del valore della resilienza durante un crollo. La crisi finanziaria del 2008 e il crollo lampo legato alla pandemia del 2020 sono due casi emblematici. Nel 2008 i mercati globali persero oltre il 50% del loro valore in pochi mesi; eppure chi evitò di vendere in panico vide le proprie posizioni tornare in pari e poi crescere negli anni successivi con la ripresa. Ancora più sorprendente fu la brusca caduta di marzo 2020: in poche settimane gli indici azionari crollarono di circa un terzo, ma recuperarono completamente nel giro di pochi mesi, premiando gli investitori che erano rimasti calmi e fiduciosi nonostante la paura generale. Al contrario, chi disinvestì durante quei crolli bloccò le perdite e mancò la successiva risalita dei mercati, finendo per rimpiangere le vendite affrettate.</p>



<p>Questo andamento – crollo seguito da recupero – si è ripetuto più volte nella storia. La lezione è chiara: i ribassi dei mercati sono temporanei, mentre la crescita di lungo termine tende sempre a prevalere.</p>



<p>Da questi episodi storici emergono alcuni principi chiave di <strong>resilienza finanziaria</strong> che ogni investitore dovrebbe tenere a mente nelle fasi di crisi:</p>



<p>• <strong>Mantenere la prospettiva a lungo termine</strong> – Le fluttuazioni di breve periodo fanno meno paura se inquadrate su un orizzonte più ampio: ciò che conta è la traiettoria generale negli anni, non le oscillazioni di qualche mese. Questa consapevolezza aiuta a ridimensionare l’impatto emotivo dei ribassi.</p>



<p>• <strong>Diversificare il portafoglio</strong> – La diversificazione è fondamentale per limitare i danni. Distribuendo gli investimenti su più asset class (azioni di settori diversi, obbligazioni, liquidità, ecc.) il portafoglio risulta più resiliente, attenuando le perdite e preparando il terreno per la ripresa.</p>



<p>• <strong>Attenersi al piano prestabilito</strong> – Se hai definito una strategia d’investimento adatta al tuo profilo, stravolgerla nel mezzo di una crisi è spesso un errore. Un buon piano prevede anche momenti negativi: seguirlo con disciplina, senza farsi deviare dal panico, è fondamentale per superare la tempesta.</p>



<p>• <strong>Cogliere opportunità in modo graduale</strong> – “Non bisogna mai sprecare una buona crisi”, diceva Winston Churchill. Se la tua situazione lo consente, un crollo può offrire l’occasione di investire a prezzi più bassi. Non si tratta di mosse azzardate, ma di valutare con prudenza qualche acquisto graduale di asset di qualità a prezzi scontati. Chi lo fa con criterio potrà raccogliere i frutti quando il mercato si riprenderà.</p>



<p>La storia, in sostanza, insegna che mantenere la rotta paga. Chi non si lascia sopraffare dal panico durante un crollo finisce per trasformare quelle settimane difficili in un ricordo, mentre il patrimonio si riprende e torna a crescere. Mettere in pratica questi principi durante la tempesta del 2025 significa affrontare al meglio quello che molti definiscono il <em>crollo mercati 2025</em>, trasformandolo in un capitolo superato anziché in una ferita permanente nel proprio percorso finanziario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: l’importanza della disciplina e della visione strategica</h2>



<p>La <strong>disciplina</strong> e la <strong>visione strategica</strong> diventano fondamentali proprio nei momenti di crisi. Di fronte a un mercato in caduta, la disciplina significa attenersi alle proprie regole senza cedere a scelte impulsive, mentre la visione strategica implica guardare oltre l’orizzonte immediato della crisi mantenendo chiari gli obiettivi finali.</p>



<p>Affrontare un crollo di mercato è un po’ come navigare in una tempesta: il capitano esperto non abbandona il timone, ma segue la rotta stabilita finché la burrasca non passa. Allo stesso modo, l’investitore accorto resta saldo, protetto dalla propria strategia, e continua il viaggio verso le proprie mete finanziarie. In questa ottica, <em>non arrendersi mai</em> è il mantra dell’investitore resiliente, che attraversa i periodi più bui nella consapevolezza che dopo la notte torna sempre il giorno sui mercati.</p>



<p>La tempra dimostrata durante il <strong>crollo dei mercati del 2025</strong> sarà ricompensata. Chi avrà resistito guarderà a questa fase come a una prova superata, a conferma della validità della propria strategia di investimento. In definitiva, mantenere la disciplina e la visione strategica non è solo un buon proposito: è la strada maestra per trasformare la paura di oggi nelle opportunità di domani.</p>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>P.S. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">ecco cosa stiamo facendo noi ora&#8230;</a></strong></p>
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		<title>Investire in azioni europee o americane nel 2025: qual è la scelta migliore?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/e-tempo-di-investire-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per gli investitori azionari, chiamati a decidere se puntare sull’Europa o sugli Stati Uniti. Negli ultimi anni, Wall Street ha spesso surclassato le Borse del Vecchio Continente, ma le valutazioni attuali e il contesto economico stanno cambiando gli equilibri. In questo articolo faremo un’analisi approfondita e aggiornata [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2019/09/investire-in-europa.png" alt="investire in europa" class="wp-image-28754" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2019/09/investire-in-europa.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2019/09/investire-in-europa-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p><br>Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per gli investitori azionari, chiamati a decidere se puntare sull’Europa o sugli Stati Uniti. Negli ultimi anni, Wall Street ha spesso surclassato le Borse del Vecchio Continente, ma le valutazioni attuali e il contesto economico stanno cambiando gli equilibri. In questo articolo faremo un’analisi approfondita e aggiornata della convenienza di investire in <strong>azioni europee</strong> rispetto a quelle <strong>americane</strong>, esaminando le <strong>performance storiche</strong>, i <strong>multipli di mercato</strong> (come P/E e P/B), le <strong>politiche economiche e monetarie</strong> e i fattori <strong>geopolitici</strong>. </p>



<p>Scopriremo inoltre l’importanza di una <strong>diversificazione geografica</strong> equilibrata – anche alla luce di un’esperienza diretta in banca sul finire degli anni &#8217;90 – e proporremo una strategia concreta per allocare il portafoglio tra USA, Europa e mercati emergenti. Prepariamoci dunque a un viaggio divulgativo nello stile chiaro ed educativo, rivolto a risparmiatori evoluti e attenti alle opportunità globali.</p>



<p class="has-medium-font-size">Vuoi andare dritto al punto e sapere dove investire adesso? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Vai qui, senza impegno 🙂</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Andamento storico: Europa vs USA</h2>



<p>Le borse europee e americane hanno vissuto fasi alterne di leadership nel corso degli ultimi decenni. <strong>Storicamente</strong>, prima della crisi finanziaria del 2008, l’Europa aveva spesso tenuto testa – e a tratti superato – la performance di Wall Street. Ad esempio, <strong>tra gli anni ’80 e metà 2000 le azioni europee ebbero periodi di forte sovraperformance</strong>; al culmine del 2007, infatti, i mercati europei avevano nettamente battuto quelli statunitensi in termini di rendimento cumulativo . Tuttavia, <strong>dopo il 2008 lo scenario si è capovolto</strong>: complice il boom tecnologico e la rapida ripresa post-crisi negli USA, l’S&amp;P 500 ha inanellato una serie di risultati straordinari, distanziando l’Europa in maniera marcata. </p>



<p>Negli <strong>ultimi 5 anni</strong> la differenza è stata notevole: dal 2020 a fine 2024, un portafoglio di azioni USA avrebbe quasi raddoppiato il proprio valore, mentre uno investito in titoli europei sarebbe aumentato di circa la metà. In particolare, il 2022 ha visto cali generalizzati su entrambe le sponde dell’Atlantico, ma il 2023 ha segnato una <strong>forte divergenza</strong>: l’indice S&amp;P 500 americano ha guadagnato oltre il <strong>25%</strong> (grazie al traino dei titoli tecnologici), mentre l’MSCI Europe è rimasto quasi piatto (intorno al +2-4% in dollari) . Il risultato? <strong>Nel 2024 gli Stati Uniti hanno sovraperformato l’Europa di ben 23 punti percentuali (25% vs 2%)</strong>, uno scarto annuo secondo solo al record del 1976 . Questa differenza eccezionale conferma il dominio recente di Wall Street.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<p>Se ampliamo l’orizzonte, il divario diventa ancora più evidente. <strong>Su 10 anni</strong> (2015-2024), le azioni americane hanno prodotto guadagni cumulativi straordinari, circa tripli rispetto a quelle europee. Chi avesse investito 100 euro a fine 2014 nell’S&amp;P 500 oggi si ritroverebbe con oltre 300, mentre la stessa somma sul mercato europeo (indice Euro Stoxx 50) sarebbe poco più che raddoppiata.</p>



<p>Infine, <strong>su un orizzonte di 20 anni</strong> la supremazia americana appare schiacciante. Dal 2005 ad oggi il mercato USA ha moltiplicato il capitale iniziale di circa <strong>7 volte</strong>, mentre l’Europa solo di circa <strong>2-3 volte</strong> (considerando i dividendi reinvestiti). Un dato eloquente: <strong>1 dollaro investito a inizio 2008 negli USA sarebbe diventato 5,6 dollari oggi, contro appena 1,7 dollari investito in Europa</strong> . In altre parole, negli ultimi 15-20 anni <strong>Wall Street ha reso oltre il 330% in più rispetto all’Europa</strong>.</p>



<p><strong>Cosa spiegano questi dati storici?</strong> Anzitutto, che la <strong>leadership di mercato è ciclica</strong>. L’ultima volta in cui le borse internazionali hanno davvero battuto gli USA fu negli anni 2000 (dopo lo scoppio della bolla dot-com e durante la grande crescita dei mercati emergenti): in quel decennio, complici il crollo del Nasdaq nel 2000-2002 e la crisi finanziaria globale del 2008, <strong>l’S&amp;P 500 rimase indietro</strong> mentre l’Europa (e in generale i mercati extra-USA) beneficiava della crescita cinese e di valutazioni più contenute . Basti pensare che <strong>nel biennio 1985-1986</strong> le borse europee registrarono rialzi impressionanti (+80% nel 1985 in Europa vs +30% negli USA) , e ancora <strong>nel periodo 2003-2007 l’Europa sovraperformò nettamente</strong> Wall Street . Dunque, se è vero che l’ultimo quindicennio è stato l’“età dell’oro” per le azioni americane, la storia ci insegna che <strong>nessun mercato domina per sempre</strong>. Come nota l’economista Jesper Rangvid, non bisogna dare per scontato che “un mercato azionario che ha dominato in passato continui a farlo in futuro” . I cicli si invertono: <strong>ieri l’errore sarebbe stato sottopesare gli USA, domani potrebbe essere sottovalutare l’Europa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazioni di mercato attuali: Europa a sconto, USA a premio</h2>



<p>Alla luce delle performance divergenti, le <strong>valutazioni azionarie</strong> oggi presentano uno scenario quasi speculare: <strong>i listini europei appaiono economici rispetto a quelli americani</strong>. In media, l’Europa tratta a multipli più bassi sugli utili e sul patrimonio, offrendo al contempo dividendi più generosi.</p>



<p><strong>Le azioni europee scambiano a circa la metà del multiplo utili delle americane</strong>. Il rapporto prezzo/utili intorno a 13× per l’Europa è vicino alla media di lungo termine (12,6× sugli ultimi 20 anni) , mentre l’S&amp;P 500 viaggia su P/E superiori a 22×, tra i più alti di sempre . Questa differenza di oltre il 40% nei multipli <strong>non è mai stata così ampia nella storia recente</strong> , segno di quanto l’Europa sia a sconto rispetto agli USA. Anche considerando i <strong>settori</strong> dominanti, la discrepanza si conferma: l’indice USA è ricco di titoli tecnologici ad alta crescita (che giustificano P/E più elevati), mentre l’Europa è più concentrata su settori value tradizionali come banche, energia e industriali, tipicamente con multipli più bassi . Ma <strong>anche a parità di settore</strong>, i titoli europei quotano a valutazioni inferiori rispetto ai concorrenti americani: ogni settore dell’MSCI Europe tratta al di sotto del consueto sconto di lungo periodo rispetto all’analogo USA , segno che il “gap” non dipende solo dal mix settoriale ma da una <strong>sottovalutazione generalizzata</strong> delle società europee.</p>



<p>Parallelamente, <strong>il rendimento da dividendo in Europa è circa doppio rispetto a Wall Street</strong>. L’indice Stoxx Europe 600 offre cedole annue intorno al 3,3-3,5% , contro l’1,3-1,5% dell’S&amp;P 500 . In alcuni mercati europei il dividend yield è ancora più alto (ad esempio il FTSE 100 di Londra rende circa il 4% ). Questo riflette un approccio più <em>income oriented</em> delle aziende europee – che distribuiscono agli azionisti una quota maggiore degli utili sotto forma di dividendi e buyback (circa il 60% degli utili nello Stoxx 600 contro il 35% nell’S&amp;P) . <strong>Azioni “value” a basso P/B tipiche dell’Europa</strong> tendono infatti a pagare dividendi più ricchi, mentre i titoli growth USA reinvestono di più (cedole minori) . Per un investitore a caccia di reddito, dunque, l’Europa è attualmente più attraente. Inoltre, negli ultimi anni anche le società europee hanno iniziato ad aumentare i piani di <strong>buyback azionari</strong> (riacquisto di proprie azioni) – una pratica comune negli USA – portando il <strong>rendimento totale per gli azionisti (dividendi + buyback) oltre il 4% annuo in Europa</strong>, un livello paragonabile a quello americano .</p>



<p>Un indicatore interessante è anche il rapporto <strong>PEG</strong> (P/E rapportato alla crescita degli utili attesa). Alcune analisi mostrano che nei segmenti <strong>small e mid cap</strong> il PEG europeo è decisamente inferiore a quello americano, segno che a parità di crescita prevista, le aziende europee sono prezzate più a buon mercato . Ad esempio, le piccole cap europee trattano intorno a 12,8× utili con crescita attesa del 18%, mentre le small cap USA a 19,4× con crescita 9% – una differenza enorme. Questo suggerisce <strong>potenziale di rivalutazione</strong> per l’Europa qualora il sentiment degli investitori dovesse migliorare.</p>



<p>In sintesi, <strong>il mercato europeo oggi offre valutazioni più convenienti</strong>: prezzi più bassi rispetto ai fondamentali (utili e patrimoni) e flussi di cassa agli azionisti più elevati. Questa situazione è in parte frutto della <strong>sfiducia e degli afflussi di capitale divergenti</strong> degli ultimi anni: nel 2024 si è osservato un enorme flusso di investimenti verso gli USA (oltre 480 miliardi di dollari di nuovi capitali) a fronte di continui deflussi dall’Europa (circa 65 miliardi in uscita) . Il peso dell’Europa nei portafogli globali non è mai stato così basso , il che paradossalmente può essere una <strong>opportunità contrarian</strong> – molti titoli europei sono rimasti indietro nonostante fondamentali solidi, e basterebbe qualche segnale positivo per innescare un recupero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contesto macroeconomico e geopolitico: USA vs Europa nel 2025</h2>



<p>Le differenze di performance e valutazioni tra Europa e USA vanno lette anche alla luce del <strong>contesto macroeconomico</strong> e geopolitico, che nel 2025 presenta sfide e dinamiche differenti sui due lati dell’Atlantico.</p>



<p><strong>Crescita economica e utili societari:</strong> Nel 2024 l’economia americana ha mostrato una <strong>forza sorprendente</strong>, con PIL in accelerazione e utili aziendali robusti, mentre l’Europa ha arrancato per via di shock energetici e indebolimento della domanda. Questo “eccezionalismo americano” ha supportato Wall Street, generando quella sovraperformance di cui parlavamo . Per il 2025 le aspettative indicano ancora una crescita USA intorno al <em>2% annuo</em>, superiore a quella europea prevista intorno all’<em>1%</em> . Anche gli utili aziendali attesi riflettono questo gap: il consenso stima per l’S&amp;P 500 un aumento degli utili di circa +10% nel 2024 e +15% nel 2025, contro un più modesto +7-8% per l’Europa . L’Eurozona flirta con la stagnazione (PMI manifatturieri sotto quota 50 indicano contrazione industriale) , mentre il consumatore americano mantiene una domanda vivace. In parte questa divergenza è dovuta alle diverse risposte di <strong>politica fiscale</strong>: gli Stati Uniti hanno varato ingenti stimoli (es. piani infrastrutturali, <em>Inflation Reduction Act</em> per la transizione energetica, maxi-investimenti tech) alimentando crescita e anche inflazione, mentre in Europa le politiche di bilancio sono state più timide e frenate da vincoli di deficit (fatta eccezione per il programma NextGeneration EU post-Covid).</p>



<p><strong>Inflazione e tassi di interesse:</strong> Dopo lo shock inflattivo del 2022, la traiettoria dei prezzi al consumo sta divergendo: <strong>negli USA l’inflazione core resta più tenace</strong>, alimentata da una domanda interna resiliente e da politiche fiscali espansive, mentre <strong>in Europa l’inflazione sta rientrando più rapidamente</strong> (complice il calo dei prezzi energetici e la domanda debole). A fine 2024 l’inflazione europea è rientrata vicino al <strong>3%</strong> con prospettive di convergere al 2%, mentre negli USA oscilla ancora attorno al <strong>3-4%</strong> con pressioni salariali elevate. Di conseguenza, le banche centrali potrebbero muoversi in modo diverso nel 2025: la <strong>Fed</strong> (Federal Reserve americana) dopo aver alzato aggressivamente i tassi fino a oltre il 5% nel 2023, potrebbe mantenere un atteggiamento cauto e <strong>più restrittivo più a lungo</strong>, temendo che una politica fiscale espansiva e un mercato del lavoro tirato rendano difficile riportare l’inflazione al 2%. La <strong>BCE</strong>, dal canto suo, avendo portato il tasso di riferimento intorno al 4%, vede ora un’economia in rallentamento e un’inflazione in calo: è <strong>probabile che l’Eurotower inizi ad allentare la politica monetaria prima della Fed</strong>, forse tagliando i tassi già nella seconda metà del 2025 . Questo differenziale di tempistiche potrebbe sostenere i mercati azionari europei (che beneficiano di tassi più bassi) rispetto a quelli USA. Già ora si ipotizza che nel 2025 la BCE possa ridurre i tassi di oltre 1 punto (dal 3,25% verso il 2%) mentre la Fed resterà più prudente . Un costo del denaro in calo in Europa significa credito più accessibile e minor onere per le imprese, un potenziale volano per gli utili.</p>



<p><strong>Politiche fiscali e riforme:</strong> Un elemento nuovo che potrebbe giocare a favore dell’Europa è il cambio di approccio di alcuni Paesi chiave verso politiche fiscali più espansive. In Germania, ad esempio, si sta discutendo di sospendere il rigido <em>“Schuldenbremse”</em> (freno al debito) per avviare un massiccio piano di investimenti pubblici in infrastrutture e difesa, pari a oltre <strong>500 miliardi di euro (12% del PIL)</strong> da spendere nel prossimo decennio . È un cambiamento storico – la cosiddetta <em>“Zeitenwende”</em> (svolta epocale) – che romperebbe anni di austerità tedesca. Inoltre, l’UE sta valutando un <strong>piano di riarmo europeo</strong> da 150 miliardi in prestiti, con l’idea di escludere le spese per la difesa dai conteggi dei deficit . Se gli Stati membri aumentassero la spesa militare di 1,5% del PIL (come suggerito), ciò equivarrebbe a <strong>800 miliardi extra</strong> in 10 anni (oltre 4% del PIL UE) . Secondo alcune analisi, l’insieme di queste misure fiscali potrebbe <strong>alzare il tasso di crescita tendenziale annuo dell’UE da ~1,6% a livelli simili a quelli previsti per gli USA (~2,1%) nel prossimo decennio</strong> . In pratica, l’Europa potrebbe colmare il gap di crescita strutturale grazie a maggior spesa pubblica. Ciò si tradurrebbe anche in una <strong>crescita degli utili aziendali più rapida in Europa</strong> (stimata ~7% annuo per gli EPS europei contro ~6% per quelli USA nei prossimi 10 anni) , invertendo la tendenza degli ultimi 15 anni . Se queste previsioni si realizzassero, i mercati potrebbero dover <em>ri-prezzare</em> al rialzo gli asset europei rispetto a quelli statunitensi.</p>



<p><strong>Geopolitica:</strong> Sul fronte dei rischi geopolitici, l’Europa resta più esposta alle tensioni vicine ai propri confini. La <strong>guerra in Ucraina</strong> ha colpito la fiducia e l’economia europea più di quanto gli eventi globali abbiano impattato gli USA. Prezzi energetici elevati, incertezza politica (si pensi alle crisi di governo in grandi economie come Italia, Francia o Germania nel 2024) e timori sul conflitto hanno mantenuto un <strong>“risk premium”</strong> sui mercati europei, frenandone le valutazioni. Una possibile risoluzione del conflitto russo-ucraino – non improbabile nei prossimi anni – potrebbe quindi essere un catalizzatore positivo soprattutto per l’Europa, riducendo quel premio al rischio che pende sulle Borse del continente . Da notare che negli USA il dibattito politico (con l’avvicinarsi delle elezioni) include posizioni favorevoli a una rapida chiusura del conflitto: se la futura amministrazione americana dovesse spingere per un accordo di pace, l’Europa ne beneficerebbe in modo diretto con un ritorno di fiducia .</p>



<p>Al contempo, gli <strong>Stati Uniti</strong> affrontano altre sfide geopolitiche: la crescente competizione strategica con la <strong>Cina</strong> e le tensioni commerciali potrebbero penalizzare alcune multinazionali USA esposte al mercato cinese o alle catene globali, mentre l’Europa – pur toccata dalla stessa dinamica – tende ad avere un profilo più neutrale verso Pechino. Se le relazioni USA-Cina dovessero peggiorare (ad esempio restrizioni sull’export tech, rischio Taiwan, ecc.), gli investitori potrebbero preferire asset europei come alternativa meno coinvolta nello scontro tra superpotenze. D’altro canto, è vero anche che gli USA mantengono una <strong>stabilità politica interna</strong> e istituzionale percepita come maggiore (nonostante le polarizzazioni), con mercati finanziari più profondi e liquidi che fungono da <em>porto sicuro</em>. L’Eurozona invece sconta latenti rischi di frammentazione (differenziali tra titoli di Stato, elezioni delicate in alcuni Paesi, ecc.) che possono alimentare sconti di rischio.</p>



<p><strong>In sintesi sul macro:</strong> le politiche monetarie nel 2025 potrebbero diventare un <strong>vento in poppa per l’Europa</strong> (grazie a possibili tagli tassi BCE) e un freno relativo per gli USA (Fed restrittiva più a lungo). Le politiche fiscali stanno passando da divergenti a forse più simili, con l’Europa pronta a stimolare di più la propria economia. E sullo sfondo, la fine della guerra in Ucraina o nuove spinte industriali (come gli investimenti green e digitali continentali) potrebbero ridare appeal all’azionario europeo. Gli USA restano favoriti in termini di dinamismo economico e innovazione, ma <strong>molto è già prezzato nei corsi azionari americani</strong> (oggi costosi), mentre l’Europa si trova in una posizione inusuale di <em>underdog</em> sottovalutato che potrebbe sorprendere positivamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Importanza della diversificazione geografica</h2>



<p>Di fronte a questi scenari contrastanti, quale deve essere l’approccio di un risparmiatore evoluto? La parola chiave è <strong>diversificazione geografica</strong>. Nessun investitore, per quanto esperto, può prevedere con certezza quale mercato sovraperformerà nei prossimi anni: gli ultimi vent’anni hanno premiato gli USA, ma in passato non è sempre stato così e in futuro la storia potrebbe cambiare. Puntare tutto su un solo mercato equivale a fare una scommessa rischiosa sul mantenimento dello status quo – scommessa che potrebbe non pagare se le cose dovessero evolvere diversamente dal recente passato.</p>



<p>Ricordo bene una <strong>esperienza personale in banca nel 2000</strong>: all’epoca lavoravo come consulente finanziario e molti clienti italiani mostravano scetticismo verso il mercato americano. Venivamo dai favolosi anni ’90 della Borsa italiana ed europea – basti pensare al boom della <em>New Economy</em> che coinvolse anche il Vecchio Continente – e la convinzione diffusa era che convenisse restare “vicino a casa”, investendo in titoli nostrani o europei, considerati più conosciuti e sicuri. L’S&amp;P 500, dopo aver corso tantissimo negli anni ’90 con i titoli tech, veniva giudicato <strong>sopravvalutato</strong> e prossimo a una correzione duratura. Molti investitori <strong>trascurarono quindi il mercato USA</strong> proprio allo scoccare del nuovo millennio. In parte, nel breve termine, quella prudenza sembrò fondata – la bolla Internet scoppiò nel 2000-2002 e il Nasdaq crollò – ma guardando a qualche anno dopo, fu un errore strategico: già dal 2003 gli USA ripresero vigore e negli anni seguenti <strong>Wall Street tornò a brillare</strong>, trainata da settori innovativi e da una crescita più rapida dell’economia americana. Chi all’epoca aveva escluso o sottoponderato gli USA in portafoglio <strong>perse importanti opportunità</strong> di rendimento e di diversificazione. Questa lezione mi ha insegnato che <strong>non bisogna mai “innamorarsi” di un solo mercato</strong> né farsi condizionare dal recente passato dando per scontato che nulla cambierà.</p>



<p><strong>Diversificare globalmente</strong> permette di beneficiare della crescita dove essa si manifesta e di attenuare i rischi specifici di una singola area. Se avessimo uno sguardo al 2030, potremmo scoprire che l’Europa avrà finalmente vissuto il suo “decennio d’oro” (magari grazie a valutazioni iniziali basse e a riforme strutturali), oppure che gli USA avranno continuato a dominare spinti da nuove rivoluzioni tecnologiche (pensiamo all’AI, alla biotecnologia, allo spazio) – o ancora, che i mercati emergenti asiatici saranno stati la vera sorpresa con tassi di crescita nettamente superiori. <strong>Nessuno ha la sfera di cristallo</strong>, per cui la scelta più saggia è non farsi trovare scoperti su nessun fronte: avere in portafoglio una quota di azioni USA, una di azioni europee e una di Paesi emergenti/Asia significa essere pronti a qualunque cambiamento di leadership, riducendo la volatilità complessiva e cogliendo le opportunità ovunque esse si presentino.</p>



<p>Vale la pena sottolineare anche un altro aspetto: la diversificazione geografica non riguarda solo i rendimenti, ma anche i <strong>benefici di correlazione</strong>. I mercati azionari tendono a muoversi in sincronia nelle grandi crisi globali, è vero, ma in fasi normali possono reagire in modo diverso a seconda delle notizie economiche locali, delle valute e di altri fattori. Ad esempio, nel 2022 l’Europa è scesa meno di Wall Street (in valuta locale) perché aveva meno titoli tecnologici iper-valutati e più titoli “value” beneficiari di inflazione (come banche ed energetici). Avere entrambi i mercati in portafoglio <strong>mitiga gli alti e bassi</strong>: quando l’America arranca l’Europa potrebbe tenere, e viceversa. Inoltre, aggiungere anche un’esposizione all’<strong>Asia ed emergenti</strong> introduce fonti di rendimento aggiuntive (legate alla crescita demografica e industriale di quei Paesi) e rischi non correlati con l’Occidente (ad esempio, mercati che possono salire anche quando Europa/USA scendono, e viceversa, a seconda del ciclo).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strategia di portafoglio: la regola del 33/33/33</h2>



<p>Alla luce di tutto ciò, ecco una strategia concreta e prudente per un investitore di lungo periodo: <strong>allocare circa un terzo del portafoglio azionario negli USA, un terzo in Europa e un terzo in Asia/emergenti</strong>. Questo bilanciamento 33/33/33% garantisce una copertura globale ben distribuita. Vediamo i punti di forza di ciascuna componente:</p>



<p>• <strong>Azioni USA (~33%):</strong> continuano a rappresentare il pilastro della crescita globale. Pur con multipli elevati, includono aziende leader nei settori più innovativi (tecnologia, digital, farmaceutica avanzata, difesa, ecc.) che hanno mostrato capacità di generare valore e utili crescenti. Questa quota offre al portafoglio <strong>dinamismo e innovazione</strong>, beneficiando della solidità dell’economia statunitense e della sua capacità di reagire rapidamente alle crisi. È la parte “offensiva” orientata alla crescita di qualità.</p>



<p>• <strong>Azioni Europa (~33%):</strong> forniscono valutazioni interessanti e <strong>alti dividendi</strong>. Questa fetta del portafoglio dà esposizione a settori tradizionali (industria manifatturiera, lusso, energie rinnovabili, banche) in fase di possibile rivalutazione. L’Europa offre inoltre <strong>diversificazione valutaria</strong> (per un investitore in euro, è la componente nella propria valuta, riducendo il rischio cambio sugli USA) e potrebbe beneficiare di politiche economiche più accomodanti nei prossimi anni. Rappresenta la parte “value e income” del portafoglio, generatrice di flussi cedolari e potenziale recupero dai prezzi compressi.</p>



<p>• <strong>Azioni Asia ed Emergenti (~33%):</strong> includono economie in rapido sviluppo come Cina, India, Sud-Est asiatico e America Latina. Questi mercati apportano <strong>crescita potenziale più elevata</strong>, grazie a trend demografici e di urbanizzazione favorevoli. Sebbene più volatili e soggetti a rischi politici, nel lungo termine possono offrire rendimenti superiori se si materializza la convergenza economica con i Paesi sviluppati. Inoltre, molte aziende emergenti sono oggi competitive a livello globale (si pensi al tech asiatico, all’e-commerce cinese, ai produttori di materie prime). Questa quota funge da elemento di <strong>diversificazione extra</strong>: spesso gli emergenti hanno cicli non allineati al 100% con Occidente e possono beneficiare, ad esempio, di un dollaro debole o di fasi di boom delle commodities.</p>



<p>Naturalmente, la ripartizione esatta può variare in base al profilo di rischio individuale e alle aspettative personali: alcuni investitori potrebbero preferire un 40/30/30 dando più peso agli USA per comfort, altri un 30/40/30 credendo nel rilancio europeo, altri ancora inserire una piccola quota del 5-10% in settori specifici (es. <strong>mercati di frontiera</strong> o <strong>settori globali tematici</strong> come tecnologia o energia pulita). Ma l’importante è evitare squilibri estremi (es. 70-80% tutto su un’area geografica) che esporrebbero a rischi idiosincratici elevati. La regola del <strong>“tre volte 33%”</strong> è un ottimo punto di partenza, semplice da implementare magari tramite ETF o fondi indicizzati regionali, e consente di <strong>riequilibrare periodicamente</strong> (rebalance) mantenendo costanti le proporzioni: così si tende a vendere un po’ l’area che è salita di più e comprare quella rimasta indietro, automaticamente “buy low, sell high”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Investire nel 2025 in azioni europee rispetto a quelle americane richiede dunque un’attenta valutazione di <strong>pro</strong> e <strong>contro</strong>. Le <strong>Borse USA</strong> hanno dalla loro un track record eccezionale e un ecosistema di imprese leader mondiali, ma quotano a prezzi cari e scontano già molto ottimismo. Le <strong>Borse europee</strong> appaiono oggi come il “<strong>valore nascosto</strong>” sul palcoscenico globale: sottovalutate, snobbate da anni di flussi negativi, ma fondamentalmente solide e con possibili catalyst (tassi in discesa, politiche espansive, riduzione rischi geopolitici) che potrebbero innescare una riscossa. In questo scenario, più che schierarsi in modo binario Team Europa o Team USA, la scelta vincente è abbracciare <strong>entrambe</strong>, nel giusto equilibrio, e aggiungere al mix anche la terza colonna dei <strong>mercati emergenti</strong> per completare la diversificazione.</p>



<p>Come ci insegna l’approccio divulgativo di Piero Angela, cui sono stato spesso paragonato, è dalla <strong>conoscenza approfondita e dall’equilibrio</strong> che nascono le decisioni migliori. Un risparmiatore evoluto deve saper guardare oltre i risultati recenti, capire le forze in gioco (performance storiche, valutazioni, macroeconomia) e preparare il proprio portafoglio a ogni evenienza. <strong>Europa o America?</strong> La risposta è: <em>entrambe, e non solo</em>. Diversificando geograficamente si potrà navigare il 2025 – e gli anni a venire – con la tranquillità di chi sa di aver costruito un portafoglio robusto, pronto a cogliere le opportunità di crescita ovunque esse si manifestino. E chissà che proprio questa strategia bilanciata non ci permetta di partecipare da protagonisti alla prossima storia di successo, sia essa scritta a Wall Street, a Francoforte o a Shanghai. In bocca al lupo e buon investimento globale!</p>



<p><em>Think different, invest differently</em></p>



<p>Giacomo Saver &#8211; CEO di Segreti Bancari</p>
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		<title>Prospettive economiche e di mercato per il 2025: cosa aspettarsi e come pianificare gli investimenti</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/previsioni-borsa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2025 si preannuncia come un anno cruciale per gli investitori. Le previsioni economiche e di mercato, frutto di analisi provenienti da fonti autorevoli come Morningstar, DWS, Investing.com, e We Wealth, offrono uno spunto utile per comprendere le sfide e le opportunità che potrebbero caratterizzare l’anno prossimo. Se sei un investitore che cerca di navigare [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/04/previsioni-mercati-finanziari.png" alt="previsioni mercati finanziari" class="wp-image-28409" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/04/previsioni-mercati-finanziari.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2023/04/previsioni-mercati-finanziari-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p><br>Il 2025 si preannuncia come un <strong>anno cruciale per gli investitori</strong>. Le previsioni economiche e di mercato, frutto di analisi provenienti da fonti autorevoli come Morningstar, DWS, Investing.com, e We Wealth, offrono uno spunto utile per comprendere le sfide e le opportunità che potrebbero caratterizzare l’anno prossimo. Se sei un investitore che cerca di navigare in un mercato sempre più complesso, potresti considerare di fare un passo in più nella tua strategia. Iniziamo ad analizzare le principali tendenze economiche e i suggerimenti per affrontare al meglio il 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Rallentamento della crescita globale</h2>



<p><br>Secondo le previsioni di Morningstar, il 2025 vedrà un<strong> rallentamento significativo dell’economia globale. </strong>La crescita economica dell’Eurozona sarà contenuta, con un tasso di crescita del PIL dello 0,9%, mentre gli Stati Uniti potrebbero crescere a un ritmo più moderato del 2%. Nonostante ciò, DWS prevede che questo rallentamento non debba essere letto come un segno negativo, ma piuttosto come una situazione di “<strong>ragionevole positività</strong>”, con sfide da affrontare, come la guerra in Ucraina e il rischio di aumenti dei dazi. Se ti stai chiedendo come sfruttare al meglio queste previsioni, la diversificazione del tuo portafoglio potrebbe essere un buon punto di partenza. Contattaci per discutere come costruire una strategia che si adatti a queste dinamiche.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><br>Inflazione in calo, ma non ancora domata</h2>



<p>Le previsioni sull’inflazione per il 2025 vedono un possibile rallentamento, ma con livelli che restano ancora significativi. DWS stima che l’inflazione si attesterà al 2,1% negli Stati Uniti e al 2,4% nell’Eurozona. La preoccupazione di Moody’s, citata da Investing.com, riguarda il rischio che eventuali politiche fiscali di Trump possano causare rialzi temporanei dell’inflazione. In un contesto come questo, comprendere come l’inflazione influirà sui tuoi investimenti è fondamentale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Politiche monetarie più flessibili</h2>



<p>Un altro tema centrale per il 2025 riguarda le politiche monetarie.<em> Dopo un periodo di strette fiscali, le banche centrali potrebbero procedere con un allentamento delle politiche.</em> Le previsioni suggeriscono che la Federal Reserve potrebbe ridurre i tassi sui fondi federali tra il 3,75% e il 4,00%. Inoltre, la Banca Centrale Europea potrebbe rivedere la sua politica monetaria, con l’intenzione di abbassare il tasso di deposito al 2,0%. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Mercati azionari: valutazioni elevate, ma con potenziale di crescita</h2>



<p>Nonostante le valutazioni elevate,<strong> i mercati azionari dovrebbero vedere un continuo potenziale di crescita nel 2025</strong>. Secondo Goldman Sachs, l’indice S&amp;P 500 potrebbe arrivare a 6.500 punti entro la fine dell’anno, mentre Morningstar segnala che i mercati europei sono leggermente sottovalutati, con interessanti opportunità di investimento. Se stai pensando di entrare o diversificare i tuoi investimenti azionari, un’analisi approfondita del mercato potrebbe rivelarsi utile. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Opportunità nel reddito fisso</h2>



<p>In un contesto di tassi di interesse in calo, alcune fonti, come T. Rowe Price e Invesco, suggeriscono di guardare al reddito fisso, in particolare alle obbligazioni high yield e ai prestiti bancari. Morningstar, inoltre, consiglia di considerare le obbligazioni come alternativa ai conti deposito, data la tendenza dei tassi di interesse a diminuire. Le opportunità nel reddito fisso sono in continua evoluzione, e dovresti esplorare come integrare questi strumenti nel tuo portafoglio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Oro come copertura</h2>



<p>Con <strong>l’incertezza geopolitica che persiste, l’oro continua a rappresentare una copertura interessante</strong>. Goldman Sachs e JP Morgan prevedono che il metallo prezioso possa raggiungere i 3.000 dollari per oncia entro la fine del 2025, alimentato dalla domanda crescente da parte delle banche centrali e dalle tensioni geopolitiche. Se stai cercando un modo per proteggere il tuo capitale, l’oro potrebbe essere un’opzione da non trascurare.  L&#8217;oro è presente in alcuni dei nostri portafogli e ci ha permesso di ottenere risultati ragguardevoli nel corso degli anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rischio di una bolla legata all’intelligenza artificiale</h2>



<p>Un altro rischio crescente è legato all’<strong><a href="https://www.segretibancari.com/investire-nell-intelligenza-artificiale/">intelligenza artificiale</a></strong>, un settore in forte espansione ma con valutazioni che destano preoccupazione. La Banca Centrale Europea ha espresso preoccupazioni circa il rischio di una bolla finanziaria legata alle aziende operanti in questo ambito, con valutazioni elevate che potrebbero essere insostenibili. Il settore dell’IA presenta tanto opportunità quanto rischi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Incognite e rischi principali</h2>



<p>Diversi fattori di rischio potrebbero influenzare i mercati nel 2025. L’incertezza politica, in particolare le politiche commerciali di Trump, potrebbero avere un impatto sul mercato globale. Inoltre, le tensioni geopolitiche, come la guerra in Ucraina e le problematiche legate alla Cina e a Taiwan, continuano a rappresentare un’incognita. Un altro rischio importante è il <strong>debito pubblico elevato in molti paesi</strong>, che potrebbe frenare la crescita economica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Suggerimenti per gli investitori</h2>



<p>In un contesto di incertezze e potenziali cambiamenti, la strategia d’investimento deve essere ben ponderata. Ecco alcuni consigli per navigare nel 2025:</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p>• <strong>Diversificare il portafoglio:</strong> Diversificare tra diverse aree geografiche, classi di asset e stili di investimento è essenziale per ridurre il rischio.</p>



<p>• <strong>Pianificare a lungo termine:</strong> Non farsi prendere dal panico durante i momenti di volatilità. Concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine aiuta a mantenere la rotta.</p>



<p>• <strong>Monitorare i mercati:</strong> Rimanere informati sulle dinamiche economiche e politiche per adattare la strategia d’investimento di conseguenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Il 2025 si presenta come un anno con molte sfide, ma anche con opportunità da cogliere. La crescita globale rallenterà, l’inflazione sarà sotto controllo ma ancora una preoccupazione, e i mercati potrebbero continuare a crescere, seppur con rischi elevati. La diversificazione, la pianificazione a lungo termine e un monitoraggio costante dei mercati saranno elementi fondamentali per il successo degli investimenti. Per orientarti al meglio in questo panorama, chiedi una consulenza personalizzata: siamo pronti a supportarti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>
</div></div>



<p>Dal 2010 siamo qui per aiutare le persone ad investire&nbsp;<em>diversaMente</em>&nbsp;partendo da ciò che sappiamo di non sapere, e usando un linguaggio semplice, pacato e coinvolgente. Ecco due risorse di approfondimento che ti consigliamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stai sbagliando approccio con gli investimenti? Scopri come&nbsp;<strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">raddrizzare il tiro</a></strong>;</li>



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</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché il mercato azionario potrebbe crescere ancora per i prossimi 7-8 anni: una visione storica e prospettive future</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/trend-secolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.segretibancari.com/?p=28660</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mercato azionario globale potrebbe continuare a crescere nei prossimi 7-8 anni, grazie a una serie di fattori che ricordano i cicli di crescita passati. Ma come possiamo essere così sicuri di questa &#8220;previsione&#8221;, noi che per principio previsioni non ne facciamo? Per rispondere, è utile fare un viaggio attraverso la storia dei mercati finanziari, [&#8230;]</p>
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<p><br>Il mercato azionario globale potrebbe <strong>continuare a crescere nei prossimi 7-8 anni</strong>, grazie a una serie di fattori che ricordano i cicli di crescita passati. Ma come possiamo essere così sicuri di questa &#8220;previsione&#8221;, noi che per principio previsioni non ne facciamo? Per rispondere, è utile fare un viaggio attraverso la storia dei mercati finanziari, osservando i principali trend secolari che hanno guidato la crescita del mercato azionario negli ultimi decenni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><br>Il ciclo di crescita dopo la Grande Depressione (1950-1960)</h2>



<p><br>Dopo la Grande Depressione, l’economia mondiale ha vissuto un periodo di <em>stagnazion</em>e. Tuttavia, <strong>dal 1950 al 1960, si è avviato un trend rialzista che ha durato circa vent’anni.</strong> Il motore di questa crescita è stato l’avvento del consumismo e la diffusione degli elettrodomestici: televisori, lavatrici e altri prodotti tecnologici hanno cambiato il modo di vivere delle persone, stimolando un’espansione senza precedenti.</p>



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<h2 class="wp-block-heading"><br>Gli anni ’70: una pausa nella crescita dei mercati finanziari (1971-1978)</h2>



<p><br>Non tutte le decadi sono state caratterizzate da una crescita continua. <strong>Tra il 1971 e il 1978, i mercati finanziari non hanno reso molto</strong>, in gran parte a causa delle <strong>crisi energetiche e dell’inflazione elevata</strong>. Inoltre, il sistema di Bretton Woods è crollato, influenzando negativamente la stabilità economica globale. Durante questo periodo, l’economia ha sofferto, ma le basi per un futuro rimbalzo erano già in fase di preparazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione di Internet e il boom degli anni ’80 e ’90 (1980-2000)</h2>



<p>Gli anni successivi hanno visto un’altra <em>accelerazione</em>, questa volta grazie alla <strong>diffusione di Internet.</strong> L’evoluzione tecnologica e l’emergere di aziende come Microsoft, Apple e Google hanno alimentato una crescita straordinaria, che ha portato il mercato azionario a un nuovo picco, durato fino al 2000. Il mercato è stato trainato da una trasformazione globale, con l’adozione di nuove tecnologie e l’espansione della digitalizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crisi e recupero: bolla dot-com e crisi dei mutui subprime (2000-2009)</h2>



<p>Tuttavia, <em>ogni ciclo di crescita è seguito da una crisi.</em> La fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000 hanno visto due importanti crolli: la bolla delle dot-com (2000) e la crisi dei mutui subprime (2008). Questi eventi hanno fatto tremare i mercati, ma la <strong>capacità di recupero è stata notevole</strong>. La crisi del 2000, per esempio, ha richiesto circa 10 anni per essere completamente superata, mentre il crollo del 2022 è stato riassorbito in meno di un anno e mezzo, segnalando la resilienza del mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trend secolare post-2009: crescita sostenibile (2009-2024)</h2>



<p>Dal 2009, il mercato azionario ha intrapreso un nuovo ciclo di crescita, alimentato da innovazioni tecnologiche come il <strong>cloud computing, l’intelligenza artificiale e la rivoluzione digitale.</strong> Questi settori emergenti hanno dato nuova spinta al mercato, e l’aspettativa è che questo trend rialzista possa continuare per almeno altri 7-8 anni. Proprio come in passato, le nuove tecnologie hanno il potenziale per guidare la crescita e portare il mercato a nuovi massimi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crolli e riprese: la psicologia del mercato azionario</h2>



<p>Nel corso degli ultimi decenni, non sono mancati crolli improvvisi, come quello del 2020 causato dal Covid-19 o quello del 2022. Tuttavia, la risposta del mercato è stata rapida, con un recupero che ha spesso sorpreso gli investitori. Nel 2020, ad esempio, i <strong><a href="https://www.segretibancari.com/crollo-di-borsa/">mercati sono crollati inizialmente,</a></strong> ma sono tornati rapidamente a crescere grazie all’intervento delle banche centrali e alla forte ripresa economica.</p>



<p>Questa capacità di recupero rapido evidenzia la resilienza dei mercati finanziari. <em>Gli investitori spesso reagiscono impulsivamente a crisi a breve termine, focalizzandosi su rialzi o ribassi di 8-12 mesi, ma la storia ci insegna che, su periodi più lunghi, i trend di crescita sono prevalenti.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro del mercato azionario: 7-8 anni di crescita</h2>



<p>Guardando al futuro, il mercato azionario potrebbe continuare a crescere per i prossimi 7-8 anni. Le ragioni principali sono le stesse che hanno alimentato le crescite passate:<em> l’innovazione tecnologica e l’adattamento ai cambiamenti globali. </em>L’intelligenza artificiale, il cloud computing e la digitalizzazione sono solo alcuni dei driver che sosterranno questo trend secolare.</p>



<p>Investire in un periodo di crescita secolare implica, però, una mentalità paziente e a lungo termine. Non bisogna farsi influenzare dalle fluttuazioni giornaliere del mercato, ma concentrarsi sui fondamentali e sulle opportunità che si presenteranno nei prossimi anni. Occorre, inoltre, una <strong>strategia robusta e complessa, concreta e resiliente</strong> per entrare sul mercato e adattarsi ai cambiamenti dello stesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: la resilienza del mercato azionario</h2>



<p>La storia ci insegna che i mercati azionari seguono cicli di crescita e correzioni, ma che alla fine la tendenza di lungo termine è positiva. Gli investitori che comprendono questi cicli e sono pronti ad affrontare le fluttuazioni del mercato con una visione di lungo periodo sono quelli che otterranno i migliori risultati.</p>



<p>Investire nel mercato azionario può sembrare rischioso, ma, come dimostra la storia, può anche essere una delle scelte più proficue per chi sa navigare con pazienza e strategia. Se desideri approfondire ulteriormente queste dinamiche e scoprire come costruire un portafoglio che possa beneficiare di questi trend, ti invitiamo a esplorare le risorse e i servizi di consulenza che possiamo offrirti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>Perché le azioni con alti dividendi non sono la scelta giusta per arricchirsi</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/azioni-alto-dividendo-convengono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vedremo perché le azioni con alti dividendi spesso non sono la scelta migliore per un investimento a lungo termine. Analizzeremo i rischi nascosti dietro i dividendi elevati e come scegliere aziende con crescita sostenibile per ottenere rendimenti più solidi e duraturi. Se vuoi proteggere i tuoi risparmi, continua a leggere. Il fascino [&#8230;]</p>
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<p style="font-size:18px"><strong>In questo articolo vedremo perché le azioni con alti dividendi spesso non sono la scelta migliore per un investimento a lungo termine. Analizzeremo i rischi nascosti dietro i dividendi elevati e come scegliere aziende con crescita sostenibile per ottenere rendimenti più solidi e duraturi. Se vuoi proteggere i tuoi risparmi, continua a leggere.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascino dei dividendi elevati</h2>



<p>Se sei un investitore che cerca rendimenti rapidi e apparenti, probabilmente ti sei imbattuto nelle famose <strong>azioni ad alto dividendo</strong>. Inizialmente, sembrano una promessa allettante: una rendita costante e un flusso di cassa che può sembrare una sicurezza. Ma dietro questa facciata, si nascondono spesso insidie che potrebbero ostacolare la crescita del tuo portafoglio a lungo termine.</p>



<p>Infatti In un mondo in cui molti investitori cercano la <strong>stabilità</strong>, le azioni ad alto dividendo sembrano una soluzione semplice. Le società che distribuiscono flussi di cassa elevati sono spesso viste come &#8220;affidabili&#8221;, in grado di generare liquidità continua. E chi non vorrebbe una fonte di reddito passivo? È un concetto che fa leva su un istinto naturale: guadagnare senza dover fare troppo.</p>



<p>Tuttavia, c&#8217;è un aspetto fondamentale da considerare: un alto dividendo non è necessariamente sinonimo di valore. Anzi, potrebbe essere l’indicatore di problemi sottostanti nella società, come una crescita scarsa o una mancanza di opportunità per reinvestire i profitti in modo produttivo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">La trappola del dividendo elevato</h2>



<p>Quando una società offre dividendi molto alti, spesso significa che ha <em>poco spazio per crescere ulteriormente. </em>L&#8217;azienda potrebbe non avere progetti di investimento interessanti o opportunità per espandersi in nuovi mercati. Per mantenere i dividendi elevati, potrebbe essere addirittura costretta a ridurre gli investimenti in innovazione o a prendere decisioni finanziarie che limitano la sua crescita futura.</p>



<p>Inoltre, è importante sapere che un <strong>dividendo troppo elevato</strong> potrebbe nascondere un rischio maggiore. Se il rendimento del dividendo è particolarmente alto, infatti, ciò potrebbe indicare che il valore delle azioni è sceso in modo significativo. In altre parole, il mercato potrebbe aver deprezzato il titolo a causa di preoccupazioni sul futuro dell&#8217;azienda. Questo porta alla famosa situazione del &#8220;<strong>dividendo alto, ma rischio altrettanto alto</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della sostenibilità</h2>



<p>Un dividendo elevato può sembrare una buona notizia nel breve termine, ma senza <strong>sostenibilità</strong> rischia di diventare un boomerang. Se una società non è in grado di generare abbastanza flussi di cassa per coprire i suoi dividendi, potrebbe essere costretta a indebitarsi o addirittura a ridurli in futuro. In questo caso, non solo il dividendo diminuisce, ma il valore delle azioni potrebbe anche subire un calo drastico.</p>



<p>Le aziende con un forte potenziale di crescita, invece, <strong>reinvestono</strong> i loro profitti per espandersi, innovare e aumentare la loro competitività. Non distribuendo tutto ai propri azionisti, hanno le risorse per sviluppare nuovi prodotti, entrare in nuovi mercati e migliorare le proprie operazioni. Questo tipo di strategia può generare ritorni molto più consistenti e duraturi per gli investitori a lungo termine.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.segretibancari.com/perche-segreti-bancari/"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png" alt="" class="wp-image-21993" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3.png 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2021/06/SB-Banner-Website-300x250-3-20x17.png 20w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">Il rischio di inseguire rendimenti facili</h3>



<p>Gli investitori che si concentrano esclusivamente su <strong>azioni con alti dividendi</strong> rischiano di perdere di vista un principio fondamentale dell&#8217;investimento: <strong>la crescita del capitale</strong>. In molti casi, infatti, le azioni con dividendi alti non sono in grado di offrire una crescita del valore del titolo sufficiente a generare guadagni reali nel lungo periodo. Mentre il flusso di dividendi può sembrare allettante, il capitale investito potrebbe non crescere altrettanto rapidamente, portando a un rendimento complessivo del portafoglio inferiore a quello che si potrebbe ottenere con un approccio più bilanciato e orientato alla crescita.</p>



<p>Investire in azioni che pagano dividendi troppo elevati può quindi diventare una <strong>trappola</strong>, facendoti concentrare su una fonte di reddito immediata senza pensare all&#8217;equilibrio complessivo del portafoglio. L&#8217;ideale sarebbe individuare aziende che, pur offrendo dividendi, abbiano anche un buon potenziale di crescita, creando così un mix di rendimento passivo e valorizzazione del capitale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La soluzione: puntare su una strategia equilibrata</h3>



<p>Piuttosto che focalizzarsi su azioni con alti dividendi, una strategia più intelligente potrebbe essere quella di scegliere società con una buona crescita e una politica di dividendi <strong>sostenibile</strong>. Ciò significa cercare aziende che investono in innovazione e sviluppo, pur mantenendo una politica di distribuzione dei dividendi ragionevole. Queste società hanno maggiori probabilità di creare valore per gli azionisti a lungo termine.</p>



<p>Inoltre, <strong>diversificare</strong> il portafoglio tra azioni ad alto dividendo e azioni a crescita elevata, come quelle tecnologiche, può essere una strategia vincente. Questo approccio consente di ottenere un flusso di reddito costante senza sacrificare il potenziale di apprezzamento del capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>In conclusione, sebbene le <strong>azioni con alti dividendi</strong> possano sembrare allettanti per chi cerca rendimenti immediati, è fondamentale considerare il loro valore a lungo termine. Non farti ingannare dal rendimento apparente. Investire in aziende con un buon potenziale di crescita, con una politica di dividendi sostenibile, ti offrirà probabilmente migliori opportunità di arricchirti nel lungo periodo.</p>



<p>La chiave è ricordare che l&#8217;investimento non deve mai essere solo una questione di flussi di cassa immediati, ma di costruire un portafoglio solido e diversificato, adatto alle tue particolari esigenze, pianificato ed ottimizzato con cura e periodicamente, che possa crescere nel tempo. E se vuoi evitare le insidie degli alti dividendi e scegliere le migliori opportunità, lascia che un consulente esperto ti guidi nelle tue scelte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



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<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>Berkshire Hathaway: conviene investire con Buffett?</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/berkshire-hathaway-conviene-investire-con-buffett/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 06:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1995 al 2019 la Berkshire Hathaway ha ridotto la sovraperformance rispetto all&#8217;S&#38;P 500. L&#8217;Oracolo di Omaha alle prese con la grande sfida della gestione passiva e con una domanda ancora più importante: conviene investire nel titolo? Ed esso va considerato come un&#8217;azione normale o come un&#8217;alternativa ad un ETF sull&#8217;S&#38;P 500? Cos&#8217;è la Berkshire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='Berkshire Hathaway: conviene investire con Buffett?' data-link='https://www.segretibancari.com/berkshire-hathaway-conviene-investire-con-buffett/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/investire-in-berkshire-hathaway-conviene.png" alt="investire in berkshire hathaway conviene" class="wp-image-28574" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/investire-in-berkshire-hathaway-conviene.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/investire-in-berkshire-hathaway-conviene-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Dal 1995 al 2019 la Berkshire Hathaway ha ridotto la sovraperformance rispetto all&#8217;S&amp;P 500. L&#8217;Oracolo di Omaha alle prese con la grande sfida della gestione passiva e con una domanda ancora più importante: conviene investire nel titolo? Ed esso va considerato come un&#8217;azione normale o come un&#8217;alternativa ad un ETF sull&#8217;S&amp;P 500?</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la Berkshire Hathaway</h2>



<p>Nota come la cassaforte di Buffett, la Berkshire Hathaway è la<strong> holding di partecipazioni </strong>attraverso la quale l&#8217;Oracolo di Omaha, il più grande investitore al mondo, fa le sue operazioni. Sebbene all&#8217;origine fosse una società tessile, essa ha cambiato pelle nel 1962 quando Buffett entrò nel capitale azionario. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, infatti, Warren Buffett non gestisce fondi di investimento. Vedremo, tuttavia, che per come è strutturata l&#8217;azienda, investire in azioni Berkshire equivale a prendere posizione sull&#8217;intero indice azionario USA.</p>



<p>Intendo dire che per essere &#8220;seguiti&#8221; da lui occorre comprare azioni della Berkshire Hathaway. Il titolo è disponibile in due classi, A e B, con diverso taglio. Chi le compra otterrà gli stessi risultati di Buffett. Ma la Berkshire è anche una comune società quotata con fondamentali propri che vale la pena esaminare.</p>



<p><strong>Disclaimer: Bert Consulting SCF, la società di consulenza finanziaria indipendente che detiene il brand Segreti Bancari ha consigliato ai propri clienti di investire nel titolo.</strong></p>



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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;asset allocation di Berkshire Hathaway</h2>



<p>La Berkshire Hathaway ha dei <strong>fondamentali ottimi</strong>, che riflettono la politica di gestione prudente di Buffett e del suo defunto socio Charlie Munger. Investire in azioni della società equivale ad assumere lo stesso Buffett ed il suo tema come gestori del proprio denaro. Ciò è conveniente per tre ragioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>competenza</strong>: lo stile di Warren è inconfondibile, mentre il suo metodo gli ha permesso di diventare uno dei più grandi investitori mai esistiti;</li>



<li><strong>costo basso</strong>: a differenza di un fondo comune, il cui costo arriva tranquillamente al 3% l&#8217;anno, farsi gestire da Buffett virtualmente non costa nulla. Sommando il suo stipendio ai benefit aziendali arriveremo ad un onere di circa lo 0,01% l&#8217;anno o poco più;</li>



<li><strong>coerenza</strong>: lo stesso Buffett ha investito il suo intero patrimonio nella sua azienda, a differenza di molti gestori di portafoglio che non mettono i soldi nel fondo che loro stessi gestiscono.</li>
</ul>



<p>Il portafoglio della società, che ad agosto 2024 aveva una capitalizzazione di 958 miliardi di $, risulta così ripartito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>azioni quotate</strong>: 267 miliardi di $</li>



<li><strong>liquidità</strong>: 381 miliardi di $</li>



<li><strong>attività private non quotate</strong>: 310 miliardi.</li>
</ul>



<p>L&#8217;ultimo valore, non essendo pubblico, è stato ricavato per differenza partendo dalla capitalizzazione complessiva e sottraendo gli altri due. La quota azionaria dell&#8217;azienda ammonta al 60% circa, mentre la liquidità al 40%. Commenteremo più avanti questi dati, per trarre lezioni utili anche per l&#8217;investitore &#8220;fai da te&#8221;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLDsdTvqjkArBHOVud6BBUpXc5tD-LIvyg"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png" alt="" class="wp-image-28336" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png 350w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Berkshire Hathaway: rendimento</h2>



<p>In una delle primissime edizioni di <a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">INVESTO</a>  abbiamo fatto un confronto tra l&#8217;andamento della Berkshire Hathaway e l&#8217;indice della borsa americana.</p>



<p>La tabella che segue, presa dalla newsletter,  mostra una cosa davvero interessante:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="450" height="197" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/performance-buffett-berkshire.jpg" alt="performance-buffett-berkshire" class="wp-image-20961" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/performance-buffett-berkshire.jpg 450w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/performance-buffett-berkshire-300x131.jpg 300w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2020/07/performance-buffett-berkshire-20x9.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></figure>
</div>


<p>Nonostante il grande Buffett sia riuscito a battere l&#8217;indice per un lunghissimo periodo di tempo, il suo tocco magico perde smalto a partire dagli anni &#8217;90. Da quella data, infatti, il valore della gestione attiva della Berkshire Hathaway, seppur positivo, si è &#8220;appiattito&#8221; sull&#8217;indice. </p>



<p>Lo stesso Buffet, inoltre, ha comprato 12,7 miliardi di dollari dell’ETF <strong>SPDR S&amp;P 500</strong>, mentre ha investito 12,7 miliardi nell’ETF <strong>Vanguard su S&amp;P 500</strong> sdoganando, di fatto una gestione semi passiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comprare azioni Berkshire Hathaway conviene?</h2>



<p><em>Investire nel titolo secondo noi è conveniente</em> perché ti permette sia di prendere posizione sull&#8217;intero listino americano, sia di fare un investimento alternativo sfruttando i vantaggi offerti da una società privata, libera dai limiti che gravano sui tradizionali fondi comuni di investimento.</p>



<p>Anzitutto la società ha un beta di 0,80. Ciò significa che in caso di ribasso dell<strong><a href="https://www.segretibancari.com/indice-sp-500/">&#8216;indice S&amp;P 500 </a></strong>l&#8217;azione prenderà circa l&#8217;80% del ribasso, difendendo il capitale. Ciò è coerente con la filosofia di gestione che preferisce aziende tradizionali, con una storia di utili consolidata alle spalle. Ma a questo si aggiungono i seguenti punti di forza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>concretezza</strong>: Buffett preferisce <em>aziende che paghino utili oggi, piuttosto che puntare sulla capacità di prevedere in anticipo quali saranno le società vincenti di domani.</em> Mentre il futuro è tutto da scrivere il presente è una realtà inconfutabile, come lo sono i dividendi che Berkshire incassa dalle aziende in cui ha investito;</li>



<li><strong>reinvestimento degli utili:</strong> la holding non paga dividendi ma reinveste, in modo sistematico, la liquidità che incassa. Questo permette sia di ottimizzare la fiscalità in capo agli azionisti-investitori, sia di sfruttare l&#8217;effetto della capitalizzazione composta nel lungo periodo;</li>



<li><strong>equilibrio</strong>: nell&#8217;estate 2024 Buffett ha venduto una grossa fetta delle azioni <strong>Apple</strong> che Berkshire aveva in portafoglio, in quanto riteneva che il suo rapporto prezzo/utili fosse troppo alto, ma non ha chiuso del tutto la posizione. Si sarebbe trattato, in breve, di un gesto troppo avventato. Inoltre nessuno in Berkshire si basa sulle previsioni future per decidere dove e quanto investire;</li>



<li><strong>consapevolezza del trend secolare</strong>: il fatto che nel lungo andare il mercato azionario USA cresca sempre è ben noto a Buffett. Questi, infatti, non liquida tutte le azioni quando crede che il mercato stia per scendere ma adotta un approccio flessibile, aumentando o riducendo la quota complessiva di azioni sul portafoglio;</li>



<li><strong>pazienza</strong>: non vincola la liquidità ma la tiene <em>pronta per essere investita al momento opportuno</em>. E gli unici impieghi presi in considerazione sono, per lo più, i buoni del Tesoro Usa. Buffett sa benissimo che sono le azioni il &#8220;driver&#8221; di rendimento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come gestire il &#8220;dopo&#8221; Buffett</h2>



<p>Una delle domande che i nostri clienti ci pongono, quando consigliamo loro di comprare azioni della Berkshire, riguarda <strong>cosa potrà succedere quando il mitico Warren non sarà più su questa Terra.</strong> Stiamo parlando, infatti, di un uomo con più di 90 anni il cui socio è deceduto recentemente.</p>



<p>Io credo che se la vita terrena dell&#8217;ideatore della strategia della Berkshire è limitata, <strong>il metodo Buffett sopravviverà nel tempo</strong>. Anche se non ho le prove per affermarlo credo fermamente che sia il &#8220;Team&#8221; dell&#8217;azienda a prendere decisioni, facendo proprie le regole impostate dallo stesso fondatore. Non credo che ci siano pertanto grossi problemi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Investire senza prevedere? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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		<title>La Forza Relativa, un grande alleato per i tuoi investimenti</title>
		<link>https://www.segretibancari.com/forza-relativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercati azionari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stai cercando di migliorare le performance dei tuoi investimenti scegliendo le asset class che corrono di più? La Forza Relativa è l&#8217;indicatore che ti serve. Ecco come funziona e come puoi utilizzarlo in modo semplice. Definizione di Forza Relativa La forza relativa misura il rendimento di un titolo, o di una classe di attivo, rispetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style='display:none;' class='shareaholic-canvas' data-app='share_buttons' data-title='La Forza Relativa, un grande alleato per i tuoi investimenti' data-link='https://www.segretibancari.com/forza-relativa/' data-app-id-name='category_above_content'></div>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="722" height="406" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/08/forza-relativa.png" alt="forza relativa" class="wp-image-28541" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/08/forza-relativa.png 722w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/08/forza-relativa-480x270.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 722px, 100vw" /></figure>



<p style="font-size:18px"><strong>Stai cercando di migliorare le performance dei tuoi investimenti scegliendo le asset class che corrono di più? La Forza Relativa è l&#8217;indicatore che ti serve. Ecco come funziona e come puoi utilizzarlo in modo semplice.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Definizione di Forza Relativa</h2>



<p>La forza relativa misura il rendimento di un titolo, o di una classe di attivo, <strong>rispetto a un altro titolo o a un indice</strong>. Se un&#8217;azione ha un indicatore crescente, significa che sta <em>sovraperformando</em> rispetto al benchmark di riferimento. Al contrario, un valore decrescente indica che l&#8217;azione o l&#8217;ETF sta <em>sottoperformando</em>.</p>



<p class="has-medium-font-size">Serve aiuto? Siamo qui per aiutarti a migliorare i tuoi rendimenti di lungo periodo. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come</a>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Calcolo </h2>



<p>Il calcolo dell&#8217;indicatore è relativamente semplice. Si può utilizzare la formula:</p>



<p><strong>Indice di forza relativa = variazione percentuale giornaliera del titolo/variazione percentuale giornaliera del mercato​</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Un <em>rapporto maggiore di uno significa che il titolo o l&#8217;ETF sta guadagnando di più o perdendo meno</em> del mercato o dell&#8217;attività con cui si confronta;</li>



<li>Un <em>rapporto inferiore ad uno significa che il settore o il mercato sta facendo &#8220;peggio&#8221; </em>rispetto all&#8217;indice di confronto.</li>
</ul>



<p>Peraltro è possibile trovare questo indicatore già pronto su siti specializzati come, ad esempio, tradingview.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Utilizzo dell&#8217;indicatore</h2>



<p>Per comprendere cosa vada &#8220;meglio&#8221; o p&#8221;peggio&#8221; non serve guardare al valore assoluto dell&#8217;indicatore quanto, piuttosto, al suo <strong>trend</strong>. Una <strong>tendenza positiva</strong> della forza relativa indica che il <strong>mercato di riferimento o il titolo sta facendo meglio dell&#8217;altro</strong> e viceversa.</p>



<p>La cosa importante è fare confronti omogenei come, ad esempio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLDsdTvqjkArBHOVud6BBUpXc5tD-LIvyg"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png" alt="" class="wp-image-28336" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST.png 350w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/04/IL-PODCAST-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list">
<li>l&#8217;andamento di un&#8217;area geografica paragonata con <strong><a href="https://www.segretibancari.com/etf-azionari-globali/">l&#8217;indice azionario globale</a></strong></li>



<li>l&#8217;andamento di un Paese rispetto all&#8217;area geografica di appartenenza</li>



<li>l&#8217;andamento di un titolo rispetto all&#8217;indice di appartenenza.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi Pratici</h2>



<p>Consideriamo un esempio pratico. Supponiamo che un investitore stia valutando due azioni, A e B, rispetto all&#8217;indice S&amp;P 500. Se il prezzo dell&#8217;azione A ha una forza relativa in aumento rispetto all&#8217;S&amp;P 500, mentre il prezzo dell&#8217;azione B mostra una forza relativa in calo, l&#8217;investitore potrebbe preferire l&#8217;azione A, aspettandosi che continui a sovraperformare l&#8217;indice.</p>



<p>Il grafico che segue confronta l&#8217;andamento dell&#8217;indice S&amp;P 500 con l&#8217;azionario globale:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="475" src="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/08/SP-500-vs-World-1024x475.png" alt="S&amp;P 500 vs World" class="wp-image-28544" srcset="https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/08/SP-500-vs-World-980x455.png 980w, https://www.segretibancari.com/wp-content/uploads/2024/08/SP-500-vs-World-480x223.png 480w" sizes="auto, (min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></figure>



<p>Come puoi notare gli <em>USA hanno reso di più dell&#8217;azionario internazionale durante le fasi positive di mercato</em>, in modo particolare dal 2022 ad oggi grazie al peso notevole delle <strong>società tecnologiche</strong>. Tuttavia durante le fasi ribassiste la presenza di titoli volatili ha posto gli States in secondo piano rispetto ad altre aree geografiche, come ad esempio l&#8217;Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Limitazioni dell&#8217;indicatore</h2>



<p>Nonostante i vantaggi, l&#8217;indice presenta alcune limitazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Volatilità del mercato</strong>: l&#8217;indice può essere influenzato dalla volatilità contingente, rendendo difficile distinguere tra tendenze reali e fluttuazioni temporanee.</li>



<li><strong>Falsi segnali</strong>: come con qualsiasi indicatore tecnico, anche quello in esame può generare falsi segnali. È essenziale utilizzarlo sapientemente insieme ad altri strumenti di analisi tecnica e fondamentale.</li>



<li><strong>Periodo di riferimento</strong>: la scelta del periodo di riferimento per il calcolo può influenzare i risultati. Periodi troppo brevi possono essere soggetti a rumore di mercato, mentre periodi troppo lunghi possono non riflettere cambiamenti recenti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Per questo siamo qui…</h2>



<p>Era il 7 dicembre del 2009 quando pubblicammo il nostro primo articolo su blogspot. Una data simbolica, perché a Milano è festa patronale e Milano è la capitale della finanza. Da allora non abbiamo mai interrotto la nostra missione per aiutarti ad&nbsp;<em>investire in modo diverso, usando la testa</em>&nbsp;e non lo stomaco e credendo nella semplicità.</p>



<p>Ecco come si concretizza il nostro impegno per te:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Investire senza prevedere? <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/pages/investment-club">Scopri come investire in modo sano</a></strong></li>



<li>all’interno del nostro Ufficio Studi con analisi e approfondimenti settimanali premium. <strong><a href="https://servizi.segretibancari.com/courses/investo-la-newsletter-dell-investitore-consapevole">Scopri di più.</a></strong></li>
</ul>



<p><em>Think different. Invest differently.</em></p>



<p>Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari</p>
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