Tassazione Rendite Finanziarie 2017: Come Pagare Meno Tasse sui tuoi Investimenti

tassazione rendite finanziarieTassazione rendite finanziarie:  ecco come ottimizzare le imposte sul capital gain.

Articolo aggiornato il 13 novembre 2017

La tassazione delle rendite finanziarie ha subito un profondo mutamento negli scorsi anni. Ora le aliquote di riferimento sono solo più due: il 26% (imposta standard) e il 12,50% (imposta agevolata). Tutto quello che devi conoscere per pagare le “giuste” tasse ma non un centesimo di più.

COSA SONO LE RENDITE FINANZIARIE

Le rendite finanziarie sono i frutti che derivano dall’investimento dei tuoi soldi in strumenti finanziari, come, ad esempio, le azioni, le obbligazioni, i fondi comuni di investimento, le polizze vita e gli ETF.

In particolare i proventi, secondo la normativa attuale, si distinguono in:

  • redditi da capitale
  • redditi diversi

I primi sono la remunerazione del capitale investito in quanto tale e non hanno natura speculativa. Rientrano in questa categoria gli interessi maturati sulle obbligazioni, sui conti deposito, i dividendi pagati dagli ETF, dai fondi di investimento e dalle azioni.

I redditi diversi hanno natura speculativa, sono anche detti capital gain, e derivano dal guadagno ottenuto grazie alla vendita di un prodotto finanziario ad un prezzo superiore a quello di acquisto.

La cosa interessante è che solo i redditi diversi possono compensarsi tra loro. La conseguenza è che se hai degli interessi o dividendi, su essi pagherai l’imposta pur avendo avuto in precedenza delle perdite da negoziazione, perché i primi sono redditi da capitale, i secondi redditi diversi. Purtroppo anche gli utili positivi derivanti dalla vendita di fondi di investimento o ETF sono considerati “redditi da capitale”, mentre le perdite relative sono redditi diversi e tra loro non si possono compensare.

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE 2017: LE ALIQUOTE

Nel 2017 le aliquote di tassazione sono solo due:

  • l’imposta standard del 26%
  • l’aliquota agevolata del 12,50%.

Le rendite prodotte dagli investimenti pagano il 26% di tassazione, ad ESCLUSIONE dei titoli di stato, garantiti dallo Stato, buoni postali, titoli emessi da Stati esteri facenti parte della “white list” ed obbligazioni emesse da enti sovranazionali che pagano il 12,50%.

Sebbene la volontà del legislatore sia quella di favorire l’investimento in titoli pubblici, la tassazione agevolata non deve essere un criterio fondamentale nella scelta del dove investire. Tieni presente che puoi comparare strumenti finanziari aventi tassazione differente grazie alla comparazione del rendimento netto delle obbligazioni.

La novità del 2017 è che anche i proventi delle polizze vita, se emesse dal 1 luglio 2014, sono soggetti alla tassazione con aliquota 26%.

 COME PAGARE MENO TASSE SUGLI INVESTIMENTI

Se hai delle minusvalenze pregresse, ossia un credito nei confronti del fisco derivanti dalla vendita in perdita di strumenti finanziari fatta in precedenza, ricorda che hai 5 anni di tempo per usufruire di questo credito (quello in cui la minusvalenza si è realizzata ed i 4 successivi). Terminato il periodo indicato le minusvalenze non saranno più recuperabili.

Se negli ultimi mesi dell’anno hai delle minus che con il 1 gennaio successivo andranno perdute, puoi usarle per ridurre la tassazione delle tue rendite finanziarie. In che modo?

Semplicemente vendi degli investimenti che ti stanno generando un utile uguale o inferiore all’importo delle minusvalenze che vuoi usare. Ecco, ad esempio, come potrebbe presentarsi una situazione ideale:

  • posseggo 1000 azioni  X pagate 10 € dal valore attuale di 12 €
  • negli anni precedenti ho accusato una perdita pari a 5.000 €

Se io vendo le azioni prima del 31/12 e le ricompro il giorno dopo, ecco cosa accade:

  • realizzo un guadagno di 2.000 € sui quali dovrei pagare la tassazione;
  • avendo una minusvalenza precedente di 5.000 € non pagherò nessuna tassazione
  • avrò ancora un credito di 3.000 e da usare per una seconda operazione di questo tipo
  • il nuovo prezzo di carico delle azioni sarà il nuovo costo di acquisto. Ad essere tassato sarà quindi solo l’ulteriore utile a partire da adesso, perché il guadagno precedente è stato compensato.

Puoi pensare che sia facile e conveniente ridurre la tassazione delle rendite finanziarie, ma prima di procedere come ti ho detto ricorda che sulla vendita e sul successivo riacquisto pagherai la commissione bancaria (che inciderà per circa lo 0,40% dell’importo negoziato se operi con una banca on line), lo spread  denaro – lettera ossia la differenza tra la miglior proposta in acquisto e la miglior proposta in vendita e potrai subire gli effetti della volatilità.

Se il titolo oggetto della vendita e del riacquisto è molto volatile il prezzo al quale lo ricomprerai potrà essere di molto  superiore a quello di vendita per cui fai con attenzione le tue valutazioni prima di procedere…

 

44 commenti
  1. Giacomo, grazie per la spiegazione. Il ragionamento mi sembra chiaro e semplice pensando a strumenti finanziari con cedola. Non capisco se è applicabile anche a strumenti tipo etf che semplicemente replicano un indice. Mi sembrerebbe che questo ragionamento non si applica a questo caso. Sbaglio?

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    1. @ Marco
      Purtroppo sì, perché gli ETF sono dei contenitori il cuo prezzo risente dell’andamento delle quotazioni dei titoli in esso contenuti, quindi le sorti degli ETF sono le stesse dei titoli che hanno in ‘pancia’.
      Un abbraccio e buona settimana.

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  2. Ciao Giacomo, l’aumento riguarda anche le plusvalenze sui titoli (oggi al 20%) ?

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  3. Come sempre ottimo articolo, molto chiaro. Mi rimane un dubbio sugli etf: finora avevo preferito quelli a distribuzione, cioè quelli che pagano un dividendo, per avere un reddito supplementare. Ma se la tassazione sale al 26%, cioè oltre un quarto del dividendo, forse è meglio acquistare etf a capitalizzazione?
    Grazie

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    1. @ Vincenzo
      No, perché la tassazione colpisce anche le plusvalenze di quelli ad accumulazione. L’unico effetto che ottieni scegliendo questi ultimi è di posticipare il momento del pagamento ma nulla di più.
      Grazie per i complimenti e a presto!!

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  4. …e se uno ha, ad esempio, un “congruo” bond con scadenza Giugno 2014 ?
    A lasciarlo scadere si incapperebbe nella nuova tassazione, ma allo stesso tempo vendendolo prima della scadenza si pagherebbero le commissioni, bisogna fare due calcoli.

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    1. @ Marcello
      Proprio così. Inoltre bisogna valutare il prezzo del titolo, perché se è sopra 100 può addirittura oconvenire la vendita anticipata a resciendere dalla futura tassazione. Fai i tuoi calcoli e postali qui o mandami una email e ti aiuterò nella valutazione.

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  5. Resto invece un po’ piu’ perplesso su sio’ che potrebbe accadere ai prezzi di etf azionari e obbligazionari…

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    1. @ Marcello
      Purtroppo “lo scopriremo solo vivendo”, perché al di là delle ipotesi è impossibile sapere le cose in anticipo. Un abbraccio e buona settimana.

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  6. Ciao Giacomo,
    per il prestito titoli di TDS(titoli di stato italiani ed europei) la tassazione rimane invariata (oggi al 12,50%) o verra’ aumentata ?

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    1. @ Roberto
      Dovrebbe restare al 12,50% perché la tassazione relativa ai proventi dei titoli di stato non è in discussione…

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  7. Post illuminante, come sempre. Ottimo Giacomo!
    In relazione a quanto spieghi, potrebbe essere conveniente vendere ora bond su cui si è in guadagno, ricavando una plusvalenza, per poi riacquistarli a un prezzo più basso dopo il rialzo dell’aliquota, che ne pensi? Vorrei chiederti, poi, se il ragionamento che hai fatto per le obbligazioni può ritenersi valido anche per le azioni e gli Etf.
    Un abbraccio.

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    1. @ Gianfranco
      Sì, il ragionamento è assolutamente valido anche se non bisogna mai basare le proprie scelte di investimento solo su considerazioni di natura fiscale. Non è detto che il prezzo dei bond, nella pratica, scenda dopo l’aumento della tassazione, per cui fare una mera speculazione non ha senso.
      Certo è che se il bond è in utile allora hai un motivo in più per venderlo 🙂

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  8. Caro Giacomo,come dici,mi conviene vendere tutti i Btp e Btpi che ho in portafoglio?Visto che il mio portafoglio e’quasi tutto composto da Btp?Saluti

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    1. Sui btp e titoli di stato in generale la tassazione rimane la stessa. É scritto a inizio articolo, quindi eviterei di vendere.

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    2. @ Raffaele
      Assolutamente no, sia perché i BTP non sono toccati dalla nuova tassazione si aperché prima di vendere bisogna sapere che cosa comprare. Se hai un programma di investimento in cui è prevista una riduzione del ‘peso’ dei BTP allora procedi, ma non muoverti “tanto per”.

      Per qualunque cosa sono qui per te. Fatti risentire…

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  9. Anch’io ho tutti titoli di stato in portafoglio….
    mica ch’ho voglia di suicidarmi ,tanto pago
    meta’ tasse,ed il portafoglio e’ tutto bello verde.
    Impostare una strategia di investimento,penso
    sia un bene,che poi sia efficace e redditizia,e’
    un assioma tutto da dimostrare,e peggio
    ancora difficile da realizzare.

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    1. @ Grisostomo
      Concordo in pieno. E’ FONDAMENTALE avere una strategia per investire i propri soldi. Essa viene prima di tutto, per cui se non l’avete già impostata fatelo ora. Un abbraccio…

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  10. Io ho tutto il portafoglio in BTP…sarò anche un suicida ma per ora sono a 30 mila euro in più in conto capitale di quanto investito inizialmente…con cedole al 6 e 5%…

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  11. Considerando che gli investitori istituzionali sono lordisti (quindi per loro l’aumento della tassazione dal 20% al 26% non cambierà niente) c’è il rischio che il prezzo dei bond non sia influenzato dall’aumento della tassazione, perché la maggior parte del volume scambiato (ammesso che sia vero: è soltanto una mia ipotesi) è dato proprio dagli investitori istituzionali?

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    1. @ Alessandro
      Ni, nel senso che la mia ipotesi di partenza (tutti ‘nettisti’) non èvera ma nemmeno falsa. purtroppo è impossibile sapere in anticipo cosa accadrà. Ad esempio i titoli a tasso variabile non dovrebbero avere oscillazioni di prezzo consistenti, vero? Eppure nel 2008 anche i CCT persero circa il 10% del loro valore. Il bello in finanza è che certezze assolute non ce ne sono…
      Un abbraccio e a presto!!

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      1. Il maggior volume totale scambiato dei bond è dovuto agli investitori istituzionali oppure agli investitori non istituzionali?

        Il dubbio mi sorge perché penso che è vero che gli istituzionali scambiano grossi volumi , però sono pochi investitori, mentre i non istituzionali scambiano piccoli volumi, ma sono molti investitori: ovviamente è soltanto una mia ipotesi .

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        1. @ Alessandro
          Impossibile ‘distinguere’ da dove arrivino gli ordini, per lo meno per un soggetto ‘normale’ come noi… Solo chi è nelle sale operative può comprendere da dove arrivini i flussi finanziari…

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          1. Pensavo che, mediamente, la differenza di volumi scambiati totali tra istituzionali e non istituzionali fosse talmente diversa che anche senza i dati reali si potesse sapere chi scambia in totale di più.

  12. L’aumento dal 20% al 26% è un altro modo per affossare le aziende che dovranno pagare piu’ interessi per essere competitivi rispetto allo stato, se non sbaglio i titoli statali sono nelle mani dei privati per il 5% del complessivo, sara’ forse una manovra per renderli piu attraenti in modo tale che fra 2/5 anni aumentano i tassi e crollando i corsi , il privato perdera’ in conto capitale in caso di vendita anticipata rispetto alla scadenza ? del resto a fine 2011 quanto i corsi dei btp erano stracciati il Tizio allo sportello sconsigliava l’acquisto perchè secondo loro i btp erano troppo pericolosi e nel frattempo le banche facevano man bassa all’acquisto con i soldi prestati dalla BCe al 1%
    Grazie

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    1. @ Raffaele
      Certo che l’aumento della tassazione aumenterà l’effetto “spiazzamento” dei titoli pubblici a scapito di quelli privati inasprendo le difficoltà creditizie in cui versano le imprese.
      Ottima osservazione Raffaele!!

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  13. La tassazione sugli interessi dei conti deposito rimarrà al 20% oppure salirà al 26%?

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    1. @ Antonio
      Purtroppo salirà al 26% come per tutti gli strumenti finanziari. Un caro saluto.

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      1. potrei sbagliarmi, ma ho letto su diversi quotidiani che i conti deposito conservano la tassazione al 20%. A chi credere?

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        1. @ Fausta73
          Come sempre bisognerà attendere che la legge (o il decreto) sia approvato perché prima si parla solo di ipotesi.
          Un caro saluto e a presto!!

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  14. Se compro uno dei conti deposito che paga in anticipo gli interessi e lo faccio entro aprile
    pago il 20% anche se sono gli interessi anticipati dei 2 anni successivi?Grazie

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    1. @ Christian
      Non so risponderti con precisione. penso però che la banca ti applichi il conguaglio addebitandoti una maggiore imposta 8del 26%) sottraendola dal saldo alla scadenza. Lo Stato è avido e non penso si lasci sfuggire questa occasione.
      Un caro saluto e resta con noi!!

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  15. Carissimo Giacomo,
    se tutta la plusvalenza sulle obbligazioni che potrei vendere è assorbita dalle minusvalenze degli anni precedenti,
    è ancora valida la convenienza della vendita? Questo per usufruire della mancata tassazione e poi comunque dovrei vendere a fine aprile e riacquistare a maggio sperando nella diminuzione dei prezzi?
    Sarebbe troppo bello, forse c’è qualcosa che mi sfugge che tu senz’altro saprai evidenziare.
    Grazie
    Adriano

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    1. @ Adriano
      Purtroppo certezze non ve ne sono e tentare la sorte vendendo nella speranza di ricomprare a prezzi più bassi può essere fuorviante.
      Di certo l’aumento dell’aliquota fiscale creerà una necessità di adeguare la deducibilità delle minusvalenze (forse ci sarà un altro affrancamento?) per cui la vendita anticipata è senza dubbio da valutare.

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  16. Ciao Giacomo ottimo post come sempre.
    Quindi possiamo dire che se ho intenzione di comprare qualche etf o qualche titolo di stato che ho visto nel portafoglio di trend e strategie mi conviene effettuare l’operazione dopo che sia uscito il decreto sulla tassazzione del 26%?
    Come posso replicare il portafoglio di trend e strategie se il mio capitale è di soli 5mila euro?
    Grazie e Buona giornata

    Rispondi
    1. @ Daniel
      Secondo me non conviene attendere, perché l’impatto della tassazione sul controvalore degli strumenti finanziari è tutt’altro che scontato. Replicare il portafoglio con 5.000 euro è praticamente impossibile perché il capitale a disposizione non consente una ottimizzazione dei costi.

      Dovresti scegliere solo due tra gli strumenti finanziari suggeriti ma questo mina la diversificazione e l’efficacia della strategia. Per qualunque cosa sono a tua completa disposizione. Un abbraccio.

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  17. Mi sembra interessante questa proposta di Altroconsumo. Cosa ne pensate?
    Ciao a tutti.
    http://www.altroconsumo.it/soldi/imposte-e-tasse/news/tassa-sulle-rendite-finanziarie

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    1. @ Antonella
      Interessante ma a mio avviso troppo macchinosa. si tratterebbe di fare un passso indietro rispetto all’imposta sotitutiva, ripristinando la tassazione ‘per scaglioni’ che a pochi piace. Tant’è che pure per gli affitti è stata sostituita con la “cedolare secca”.

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  18. Ciao Giacomo ,
    avendo minusvalenze da recuperare entro il 2015 conviene vendere btp in quadagno prima della nuova tassazione (quindi nuovo affrancamento) oppure no?

    grazie

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    1. @ Roberto
      E’ una buona idea. Ma solo se hai individuato delle alternative di investimento. La variabile fiscale è importantissima per la gestione di un portafoglio ma non deve arrivare per prima. Prima scegli un piano di investimento e poi otimizzi la fiscalità, dove possibile…

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  19. Ciao Giacomo, ho dsinvestito degli eurobond su cui è ‘ stata applicata ritenuta fiscale del 26%. Poi me li hanno investiti in quote del loro borsello liquido (abbinato al c/c) per ‘sbaglio’ (errore che poi il promotore ha riconosciuto, avendo io firmato precedentemente di mettere la somma sul c/c). Cosi’ ho visto altre ritenute-spese, penso di commissioni per trasferire la somma sul c/c. C’e’ una voce (minuscapitale+spese) che penso si riferisca proprio infatti a quello. . Come poter farmi non addebitare spese extra per un errore causato dal promotore o sua segretaria disattenta? I sistemi automatizzati non considerano l’errore dei loro dipendenti e quindi deve pagare il cliente? Grazie mille se puoi rispondermi, ciao.

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    1. @ Anna
      I sistemi automatici non possono riconoscere l’errore, ma la mano umana invece sì. Se il promotore sbaglia dovrebbe risarcire il cliente attraverso l’accredito delle somme sottratte per errore; nel caso in cui ciò non fosse possibile dovrebbe mettere lui mano al portafoglio e regolarizzare le cose. Fai un reclamo scritto alla banca in cui esponi le tue ragioni e chiedi il rimborso di quanto addebitato in modo scorretto. Ti risponderanno in modo formale e probabilmente sarà la banca stessa a porre rimedio.

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  20. Ha senso creare una minusvalenza vendendo titoli in perdita al solo fine di evitare di pagare tasse su di una plusvalenza che si è certi che si verificherà perché, ad esempio, si ha in animo di vendere un btp il cui prezzo attuale e più alto di quello di acquisto?

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    1. @ Rossano
      Sì ha senso. La cosa importante è vendere prima il titolo in perdita per creare la minus e poi il titolo in utile per creare la plus.

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