Crollo di Borsa: Come Proteggersi dai Crack di Mercato

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Articolo aggiornato il 10 maggio 2019

Il crollo delle borse spaventa. Mette a dura prova la nostra resistenza di investitori e ci fa temere il peggio. Ecco come superare indenni i ribassi che, fisiologicamente, di tanto in tanto arrivano.

Crash di Borsa

Un crollo di borsa è una discesa rapida, repentina e imprevista delle quotazioni che nel giro di pochi giorni “brucia” i guadagni accumulatisi nel corso degli anni. Un crack di borsa può avere origine in seguito ad un fenomeno di panico generalizzato, innescato da qualche notizia deludente, da una crisi finanziaria o da una recessione economica.

La discesa delle quotazioni durante le fasi di crash è molto acuta e può superare tranquillamente il 20%. In occasione del crollo di borsa di Wall Street del 1929, del 2002 e del 2008, gli indici persero più della metà del proprio valore.

Riassunto delle Grandi Crisi  Finanziarie

Negli ultimi 200 anni abbiamo attraversato tre grandi crolli di borsa. Esaminarli ti aiuterà a comprendere come superare il prossimo “market crash”.

Crollo della borsa di Wall Street del 1929

Uno dei peggiori crolli di borsa di tutti i tempi si verificò negli USA nel 1929. Il ribasso fu così forte che innescò la Grande Depressione. La crisi fu provocata da una eccessiva sopravvalutazione delle azioni. L’indice Dow Jones in dollari era cresciuto, nei 5 anni precedenti, del 500% mentre il rapporto price earning era arrivato a 30.

Ci vollero 25 anni prima che le quotazioni ritornassero al livello precedente lo scoppio della bolla.

La Crisi High Tech

La seconda grande bolla speculativa esplose nei primi anni 2000, in occasione dell’avvento della New Economy. L’avvento di Internet sconvolse il mondo, trascinando con sé le attese per una crescita senza fine degli utili delle imprese ad alta tecnologia. Poiché molte aziende erano appena state fondate e non producevano utili, il rapporto price earning perse significato a favore del più ambiguo indicatore “prezzo/fatturato”.

L’indice Nasdaq Composite toccò il suo massimo il 10 marzo del 2000 a 5.048,62 per poi scendere ad un minimo di 1.221,09 il 20 settembre del 2002, con un ribasso del 75,8%. Il tempo di recovery fu inferiore rispetto alla crisi del 1929: il 24 aprile del 2015, 13 anni dal picco massimo precedente, il Nasdaq Composite rivide quota 5.000 punti.

Crollo Borse 2008

La borsa Usa (continuo a parlarti di quella perché è il mercato azionario più importante del pianeta), perse circa il 50% del proprio valore tra il 2007 ed il 2008. L’indice S&P500 passo da 1,561,80 il 12 ottobre 2007 a 683,38 il 6 marzo 2009, lasciando sul campo il 56,24%. Il tempo di recupero si accorciò ulteriormente. Ad aprile 2013 l’indice aveva recuperato tutto il terreno perso in precedenza.

Occorre ricordare come in questo caso il ribasso fu innescato da una recessione economica e non da una sopravvalutazione delle quotazioni.

Crollo delle Borse Oggi

I ribassi delle borse sono un fenomeno intrinseco al mercato. Sempre ci sono stati e sempre ci saranno, ma analizzarne le statistiche ti aiuterà a non commettere errori di cui domani potresti pentirti.

Secondo quanto riportato da Morgan Stanley, dal 1988 al 2015 i ribassi di borsa di magnitudo pari o superiore al 5% si verificano all’incirca due volte l’anno ed hanno una durata di 67 giorni. Faccio riferimento all’indice azionario globale MSCI World, ovviamente, e non a indici delle borse “locali” che potrebbero essere più volatili.

Discese di borsa superiori al 10% capitano una volta ogni due anni e durano circa 170 giorni.

Ribassi superiori al 15% accadono ogni 3 anni e mezzo e durano 255 giorni.

Per concludere, discese superiori al 20% si vedono ogni 6 anni circa e la loro durata si estende mediamente a 465 giorni.

Tre Regole per Passare Indenni Attraverso i Ribassi

Riflessione

Se affrontate nel modo giusto, le crisi sono un’ottima occasione per analizzare in modo freddo i tuoi investimenti. La sensazione di panico che avverti è lì per avvertirti che hai progettato male il tuo portafoglio.

Al contrario, se avverti l’impulso a comprare, vuol dire che puoi sopportare maggiori rischi di quelli che stai correndo adesso.

Progettazione

Dopo aver constatato i punti critici del tuo attuale portafoglio, è tempo di progettarlo da capo. Fissa con cura la quota di azioni, quella di obbligazioni e di liquidità e fai in modo che esse siano coerenti sia con i tuoi obiettivi finanziari sia con la tua tolleranza al rischio.

Implementazione

Dopo aver esaminato le differenze tra il tuo portafoglio attuale e quello desiderato, è tempo di passare all’azione. MA NON AGIRE SUBITO. Sei sotto l’influsso della emotività.

Inoltre se il crollo di borsa oggi è solo una correzione temporanea rischi di vendere quando ormai il punto di minimo relativo è stato toccato.

Se sceglierai di aspettare un mese avrai le idee più chiare e eviterai ulteriori ribassi qualora il crollo fosse davvero “importante”.

Ti ricordo di visitare la pagina Segretibancari.com per scaricare risorse utili per aiutarti ad investire in modo consapevole, semplice ed indipendente.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

10 commenti
  1. Buona serata GIACOMO,quale etf sarebbe opportuno acquistare facendo degli ingressi graduali sul mercato, in concreto un Pac. Grazie.

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    1. @ Antonio
      Un ETF azionario globale andrà benissimo per fare un PAC…

      Rispondi
  2. Buongiorno Giacomo,
    non vorrei essere off topic, potresti consigliare un fondo pensione adeguato? vorrei fare un pac previdenziale
    grazie
    fabrizio

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    1. @ Fabrizio
      Sei Off Topic 😉 Posta le domande che non sono inerenti al contenuto del post qui:https://www.facebook.com/groups/investiamodasoli.
      Grazie!!

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    1. @ Antonio
      Di nulla, grazie a te.

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  3. Ciao Giacomo,

    Vorrei sapere cosa lei pensa delle protezione contra dei crolli con l’uso dei derivati, sopratutto con PUT.

    Grazie per tutto che scrive!

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    1. @ Gabriel
      L’uso delle opzioni per proteggersi dai ribassi è davvero interessante. Tenga però presente che si tratta di una scelta fiscalmente inefficiente perché se il mercato scende il guadagno derivante dalle opzioni sarà tassato, pur non essendo un guadagno ma un “hedging” ossia una copertura dei suoi investimenti precedenti.
      Grazie a lei per l’attenzione che mi dona. Per qualunque domanda o dubbio sono qui!!

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  4. Ciao Giacomo, nelle tue allocazioni portafoglio la parte obbligazionaria é sempre EUR MTS e mai Global Aggregate EUR HEDGED. Nel caso in Europa crolli l’euro, l’investimento obbligazionario ne risentirebbe molto e credo sarebbe più opportuno diversificare al massimo. Aspetto un tuo feed

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    1. @ Roberto
      Le mie allocazioni sono molto più complesse e articolate di quelle che posto qui. Se fosse come dici tu avresti ragione, anche se occorre fare attenzione ai costi della copertura valutaria se scegli di diversificare all’estero comprendo il cambio.

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