Il crollo di Wall Street secondo Dalio

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Ci sarà un nuovo pesante crollo di Wall Street nei prossimi mesi. Parola di Ray Dalio. Che tuttavia tiene per sé una parte “succosa” della questione.

Chi è Ray Dalio?

Ray Dalio, l’uomo che secondo una opinabile interpretazione della sua operatività, crede in un crollo di Wall Street, è il patron di Bidgewater.

Si tratta, in breve, del più grande fondo speculativo al mondo. Dalio ha guadagnato parecchi soldi grazie alle sue previsioni azzeccate circa il futuro andamento dei mercati. Sia azionari sia obbligazionari.

A titolo di esempio ha venduto allo scoperto azioni di banche italiane ipotizzando che una salita dello spread ne avrebbe fatto scendere le quotazioni. Poiché le banche sono piene di BTP, una discesa del valore di questi ultimi si sarebbe propagata al valore delle azioni.

Se è indubbio che Dalio sia un investitore di grande successo, è altrettanto vero che occorre saper leggere le notizie e non attribuire alle stesse un significato che non hanno.

Prima di vedere perché alcuni pensano che Dalio si aspetti un crollo a Wall Street, permettimi di ricordarti che senza un metodo e una ferrea psicologia farai poca strada nel mondo degli investimenti.

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Bridgewater punta sul crollo di Wall Street

A fare esplodere i timori di un crollo di Wall Street ci hanno pensato le agenzie stampa. In particolare la notizia secondo cui il fondo gestito da Dalio ha investito un miliardo di dollari in opzioni ribassiste su Europa e Usa fa riflettere.

Tuttavia dedurre da ciò che Bridgewater si aspetta un crollo imminente è fuorviante. Di certo, ciò che preoccupa Dalio è una possibile crisi del debito.

Ne parla diffusamente nel suo libro Big Debt Crisis dove evidenzia le possibili ripercussioni dell’esplosione di una crisi debitoria a livello globale.

Prima di trarre conclusioni affrettate è bene sapere che è sempre difficile, se non impossibile, fare il “reverse engineering” dell’operatività altrui. La sola osservazione dei fatti non basta. Ci sono elementi che il mero dato non comunica.

A cosa servono le opzioni put

Chi compra un’opzione put guadagna nel caso in cui il sottostante (gli indici delle borse europee ed americane, nel nostro caso) scendono. Però esiste anche un altro utilizzo delle opzioni, di certo meno speculativo.

Esse servono, infatti, a consolidare utili accumulati senza per questo vendere il sottostante. In breve, attraverso l’acquisto di opzioni put, si attiva una sorta di assicurazione di portafoglio proteggendo i guadagni in caso di storno.

E se la mossa di Dalio fosse dolo di tipo conservativo?

A quanto ammonta la copertura

Un secondo aspetto da prendere in considerazione è l’ammontare della posizione rispetto al totale degli attivi di Bridgewater. Il costo delle opzioni, in effetti, rappresenta solo l’1% circa del patrimonio del fondo.

Ricordo inoltre che le stesse opzioni possono essere usate efficacemente per attivare posizioni neutrali che sfruttano la sola volatilità. Un chiaro esempio è l’acquisto simultaneo di un call e di un put avente la stessa base. (straddle).

Ciò potrebbe anche derivare dalla volontà di sfruttare la bassa volatilità dei mercati azionari e dal presumibile “ritorno in media” della stessa.

Serve seguire le notizie?

Nei nostri corsi di formazione mettiamo sempre in guardia contro l’uso incauto delle notizie. Scopri perché.

Anche chi si affida alle nostre indicazioni a volte si fa fuorviare dalle notizie. Ma noi siamo pronti a correggerlo.

Le notizie economiche e la loro personale o manipolata interpretazione sono spesso fonte di errori. La verità è che un crollo dei mercati è sempre possibile e dobbiamo imparare a convivere con esso.

Sciocco è il tentativo di prevedere il futuro, attraverso l’attesa di un ribasso prima di investire. L’esperienza insegna che nei momenti di crollo gli investitori incauti semmai scappano dai mercati.

Intendo dire che circolano frasi del tipo “se continua così perdo tutto“. Oppure “questa volta è diverso“. Così la massa perde e chi sa cosa fare guadagna. Sia che il crollo di Wall Street si verifichi oppure no.

Quasi trent’anni di esperienza nella finanza personale e dieci anni di presenza costante sul web con il sito SegretiBancari mi attribuiscono l’autorevolezza necessaria per fare una affermazione così audace.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – Ceo SegretiBancari.com

3 commenti
  1. Bravo Daniele, hai sempre le giuste argomentazioni per commentare le NEWS, concordo con l’affermazione: “impostare operazioni PUT per un ammontare del 1% del Patrimonio, sia esso Personale e/o Gestito , è come stipulare un’assicurazione sul futuro andamento dei MKTS, sempre imprevedibili.
    saluti
    gianni

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    1. @ Gianni
      Fare il reverse engineering dell’operatività altrui è sempre difficile. La cosa importante è stare ai fatti, con i piedi per terra. Il resto si vedrà…

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  2. Io non ho letto il libro di Ray Dalio, tra l’altro di origini italiane, ma da un’intervista fatta nel 2018 ad una giornalista dice anche (ho fatto il copy/paste dal sito in questione): «……..posso spiegare brevemente il mio pensiero sul vostro Paese. L’Italia e le banche italiane soffrono il classico caso di avere troppo debito insieme a divari di ricchezza e opportunità. Ciò sta causando più conflitti sia interni sia esterni. È una situazione particolarmente difficile, nel momento in cui la Bce sta ritirando i suoi acquisti di obbligazioni mentre non può esserci un cambiamento del tasso di cambio e l’Europa non ha un’unione fiscale. Se ci sarà una crisi economica, come sarà probabile nei prossimi due o tre anni, queste condizioni peggioreranno in modo secondo me preoccupante». Beh dice delle cose logiche, ma che piu’ o meno tutti pensano, non trovo particolarmente strane le sue risposte. Sono argomenti che a distanza di un anno si sono rafforzati. Il problema, forse, è che un probabile crollo di wall street si realizzerebbe in concomitanza di questa minibolla obbligazionaria dovuto ai tassi bassissimi che crea problemi alle banche.

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