La Crisi Raccontata da un Esperto

Un Video Intervento che ci parla della Grande Crisi

Voglio condividere con Te questo video in cui Paolo Sassetti parla della crisi che stiamo vivendo

Ho voluto condividere questo video con te perché sono un ammiraotre di Paolo Sassetti. Da lui ho appreso molto, compreso il concetto della trasformata di cui ogni tanto pubblico il grafico nei post relativi ai commenti sui mercati.

Tra l’altro Paolo ha realizzato per noi una bellissima intervista in cui ci parla del perché i fondi comuni non riescono (o non vogliono) a battere i propri benchmark. Ho atteso un anno per avere mio ospite Paolo, ma ora ce l’ho fatta. E sono felice di metterla a tua disposizione.

Una cortesia: dopo averla ascoltata posta un commento per dirmi se l’hai trovata utile 🙂

A domani!!

11 commenti
  1. Il video è interessante, forse un po’ complesso per un neofita.
    C’è un problema più grosso però: non parla affatto del perchè i fondi comuni non battono il benchmark, ma spiega i benefici che avrebbe sul PIL dei vari paesi dell’euro il mettere in circolazione una quantità moderata di denaro (stamparla) . Non credo centri nulla coi fondi…..
    Un saluto a tutti!

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    1. @ Carlo
      Il perché i fondi non battono il benchmark è spiegato nell’intervista che ha rilasciato alla mia collaboratrice e che puoi scaricare qui

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  2. Scusi ma chi è sto Paolo Sassetti?

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    1. @ Gianni
      Paolo è un consulente di patrimoni, ex socio AIAF (Associazione Italiana Analisti Finanziari) e uno dei pionieri in Italia della gestione sistematica di portafoglio. Ha scritto alcuni best seller tra cui “Investire Controcorrente” e “Perché liberalizzare la gestione del risparmio”. E’ un grande esperto di finanza con il dono di pensare con la sua testa.

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      1. Stampare moneta al 5% del PIL per 4/5 anni!!!! In pratica si svaluta il proprio debito di un bel 20% e si restituisce ai creditori dello stato (= i risparmiatori che hanno acquistato BTP) della bella carta igienica, che nella migliore delle ipotesi vale l’80% di quello che valelva prima della monetizzazione del debito.

        Monetizzare il debito, cioè restituire carta straccia che non vale niente, è roba da ladruncoli, non da Statisti od anche solo da economisti. Almeno l’Argentina ci ha messo la faccia ed ha detto “i soldi non ve li ridiamo più”, con la monetizzazione ci si nasconde dietro un dito ma ci si comporta allo stesso modo.

        Fa bene la Germania ad opporsi. Gli stati spendaccioni ed indebitati devono capire una volta per tutte che DEVONO RIDURRE LE SPESE. Non c’è altra via.

        E dopo che hanno tirato la cinghia per raggiungere il pareggio di bilancio, la tirano di un altro buco ancora per ripagare il debito pregresso. E se vogliono far ripartire l’economia la tirano ancora di un ulteriore buco per ridurre le tasse e lasciare più soldi in tasca ai cittadini.

        Tutte le altre “soluzioni” sono furbate da ladri di polli. Di chi ruba alle formiche per dare alle cicale. NON E’ GIUSTO. W la Germania che mantiene la barra e la schiena dritta.

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        1. @ Marco
          Purtroppo non tutto quello che luccica è oro. Mi sto riferendo alla Germania il cui rigore eccessivo sta facendo avvitare la sua (e le altre economia). Sono d’accordo che la svalutazione del debito si auna via ‘subdola’ per non ripagare lo stesso, ma è anche quella meno onerosa dal punto di vista dell’opinione pubblica.

          Apparentemente si restituisce la stessa quantità di moneta che però ha meno potere di acquisto. Un caro saluto.

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        2. @Marco

          Non sono un leghista, anzi, però devo sottolineare che finché ci saranno regioni come la Calabria (bella ma morire) che finanziano ONLUS del personale pubblico con 50 mln di euro in pochi anni, non ci rialzeremo mai. Ieri alle Iene c’era un servizio che metteva a nudo come sia semplice RUBARE soldi ai contribuenti in Regione con il sistema “ONLUS”. Di cosa stiamo parlando ? La nostra crisi non è affatto economica, è SOCIALE, siamo un popolo malato dove vige la legge dell’essere più furbo di un altro. E’ vergognoso come le regioni del nord (Formigoni) e del centro (Fiorito) facciano esattamente la stessa cosa (quindi non sono affatto leghista in quello che asserisco). Ci dovremmo vergognare e stare zitti quando la Germania ci intima di mettere i conti apposto perché abbiamo la forza per farlo, dobbiamo rubare meno, questa è la SPENDING REVIEW!

          Un abbraccio

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  3. Il video è interessante; ma mi associo a quanto detto da @Carlo sul fatto che forse, in alcuni passaggi, è per “addetti ai lavori”. Concordo con il Prof. sul fatto che una soluzione sia quella di consentire alla Bce di stampare moneta (a mio avviso attualmente è l’unica via percorribile). Ed è, anche, molto interessante la proposta di distribuire la nuova liquidità con un sistema “proporzionale”. Giustamente sul finale del video viene evidenziata quella che può essere una giusta obiezione a tale via, ovvero il rischio di generare inflazione. Effettivamente stampare moneta e dare luogo a svalutazione è una soluzione “all’italiana” che sicuramente non può essere concepita neanche lontanamente dalla Merkel (Ah, i soliti italiani: pizza, mandolino e svalutazione…). Però,se non erro, nei casi di difficoltà anche la FED adotta il sistema si immettere liquidità sul mercato e non stiamo parlando dell’ultima economia del mondo. D’altra parte quanto può andare avanti la Bce ad acquistare TdS?!
    Permettere alla Bce di stampare moderatamente e limitatamente moneta, come proposto dal prof. Sassetti, secondo me è una buona soluzione con impatto minimo sull’inflazione. A questo, però, deve seguire o essere contemporanea una rinforma radicale dell’Unione Europea.
    P.S.: La Bce nel momento in cui presta soldi al tasso agevolato dell’1%, deve anche controllare che uso ne facciano le banche che lo ricevono!!

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    1. @ Luca
      Purtroppo la BCE non ha verificato che i soldi immessi nel sistema bancario con gli LTRO finissero all’economia reale. Con la conseguenza che le banche hanno comprato titoli di stato, risanato (in parte) i loro bilanci mentre le imprese sono ancora soffocate dalla mancanza di liquidità.

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  4. Ciao Giacomo!
    Ho trovato questo articolo:

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-09/cambio-euro-rigido-vince-122745.shtml?uuid=AbgMXdIH

    Penso che un tuo commento potrebbe interessare molti utenti ( me per primo! :))

    Grazie ancora, ciao

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    1. @ Enrico
      Nell’articolo si fa riferimento al cambio tra le varie divise che compongono l’euro. Ora visto che la conversione è stata fatta sulla base di un tasso fisso (1936,27 lire per 1 euro nel nostro caso), è come se il cambio tra lira ed euro fosse fisso. A questo punto la maggiore inflazione italiana non può ‘scaricarsi’ sul cambio attraverso un deprezzamento dello stesso, per cui la nostra Penisola di fatto perde competitività dato che il maggior incremento del prezzo dei beni esportati non può essere compensato da un cambio più favorevole. Grazie a te e buon week end!!

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