Portafoglio titoli, cos’è e come costruirne uno adatto alle proprie esigenze

16 Gennaio 2017

portafoglio-titoli

Il portafoglio titoli ideale è quel mix di strumenti finanziari che massimizza il rendimento atteso in base alla tolleranza al rischio dell’investitore.

Articolo aggiornato il 27 settembre 2021

Il portafoglio titoli ideale

Un portafoglio titoli è l’insieme ragionato di strumenti finanziari, preferibilmente a basso costo come gli ETF, che cerca di massimizzare il rendimento per un dato livello di rischio. Dato che nessuno può prevedere l’andamento dei mercati la regola base per la gestione di un mix efficiente è la diversificazione.

Sebbene ogni investitore debba scegliere il “suo” portafoglio investimenti perfetto, esistono alcune linee guida importanti da conoscere. In primo luogo è bene evitare l’inserimento di un numero eccessivo di strumenti finanziari (polverizzazione). D’altro canto, però, è bene non attribuire un’importanza eccessiva alle singole asset class.

Backstage: 4 portafogli diversificati in base al rendimento desiderato e al rischio sopportato.

Ecco tre regole semplici per la creazione di un portafoglio redditizio nel lungo periodo.

Come creare un portafoglio titoli efficace

Tutti gli investitori sono alla ricerca del portafoglio titoli ideale in un certo momento. È importante, però, tenere a mente che non esiste una soluzione ideale per tutti. Sebbene la Moderna Teoria di Portafoglio definisca un mix ottimale di strumenti finanziari, ciascun investitore dovrà procedere alla personalizzazione del “portafoglio di mercato“.

Ecco, in breve, tre linee guida importanti sempre valide per la costruzione di un mix efficace e redditizio.

Portafoglio titoli: la determinazione dei pesi

In base alle regole della diversificazione, è bene che nessuna classe di attivo superi il 30% del totale. Questo permetterà di mantenere un certo equilibrio all’interno dei vari investimenti. Si eviterà, in altre parole, che il rendimento del portafoglio dipenda in modo eccessivo da ciò che accade ad uno dei suoi componenti.

Al tempo stesso è bene che nessuna classe di attivo rappresenti meno del 5% del totale. In caso contrario avremmo un eccesso di diversificazione, nota anche come “polverizzazione“.

Il ruolo delle azioni in un portafoglio equilibrato

Sappiamo che le azioni sono i migliori investimenti di lungo periodo. Sappiamo inoltre che l’inserimento di una quota di azioni all’interno dei portafogli titoli prudenti, se inferiore al 20-30%, ne aumenta i rendimenti senza accrescere il rischio.

Sulla base di ciò la quota ottimale di azionario da avere in tasca dovrebbe variare da un minimo del 20% ad un massimo dell’80%, a seconda dei casi. Tanto più l’orizzonte temporale è lungo, tanto più alta è la tolleranza al rischio, tanto più elevata potrà essere la quota investita in azioni.

Un errore comune che gli investitori commettono è quello di focalizzarsi sulla stabilità del proprio portafoglio nel breve periodo, compromettendone la redditività a lungo termine. Come osservava Jack Bogle, infatti, “un punto di volatilità addizionale, nel lungo periodo, è privo di valore. Viceversa un punto in più di rendimento annuo, nel tempo, è inestimabile“. Ciò avviene grazie alla potenza dell’interesse composto.

L’incidenza dei costi

Mantenere i costi bassi è di fondamentale importanza per ottenere guadagni elevati. Ad esempio all’interno del servizio Investment Club usiamo in prevalenza ETF, più singoli titoli, per contenere al massimo l’impatto dei costi.

Ti invito a fare altrettanto, se vorrai evitare di regalare circa la metà dei tuoi guadagni all’industria del risparmio gestito.

Portafoglio titoli consigliato

In estrema sintesi, ecco tre portafogli titoli consigliati per diversi tipi di investitore. In questa sede daremo solo delle indicazioni di massima sui pesi delle azioni e delle obbligazioni. Chi è interessato ad andare più nel dettaglio potrà iscriversi gratis a Backstage e avere tutti i dettagli della composizione.

Portafoglio a basso rischio

La quota ideale di azioni dovrebbe variare da un minimo del 20% ad un massimo del 40%, a seconda dei momenti di mercato. Nelle situazioni “neutre” un peso del 30% potrà andare bene.

Viceversa le obbligazioni, nelle diverse forme, dovranno rappresentare circa il 70% del totale. L’obiettivo di questo portafoglio è ottenere un rendimento positivo anno su anno, in presenza di una variabilità contenuta dei controvalori investiti.

Portafoglio a medio rischio

Chi vuole un guadagno maggiore potrà accrescere la quota di azioni. In particolare il portafoglio titoli dinamico oscilla tra un minimo del 40% impiegato in “equity” ed un massimo del 60%.

Quando non ci sono motivi per essere ottimisti né pessimisti, la quota di azioni ideale potrà essere del 50%. L’obiettivo è l’ottenimento di un guadagno buono, diciamo intorno al 6-7% annuo, con una volatilità di circa il 12-20%.

Portafoglio ad alto rischio

I più ardimentosi potranno spostare verso l’alto la “forchetta” azionaria. In breve la quota neutra di azioni è del 65%. In dettaglio essa andrà da un minimo del 50% ad un massimo dell’80%, a seconda dei momenti di mercato. Obiettivo di questo portafoglio è la crescita elevate nell’arco di 5-10 anni sopportando, però, una volatilità pari o leggermente superiore al 20%.

Il rendimento medio annuo atteso è di circa il 9-10%.

Ribilanciamento e gestione di un portafoglio titoli

Una delle tecniche di gestione del portafoglio è il ribilanciamento. Esso, in breve, assume due forme.

Ribilanciamento passivo

Consiste nel riportare, periodicamente, i pesi delle varie attività finanziarie al loro valore iniziale, ritenuto ottimale. In questo scenario non si aggiungono né si tolgono attività finanziarie rispetto a quelle previste dalla suddivisione iniziale.

Il ribilanciamento del portafoglio titoli può essere fatto a scadenza temporale fissa (ad esempio ogni tre mesi), oppure in base alla volatilità dei sottostanti.

Ribilanciamento attivo

È quello che adottiamo nell’Investment Club. Esso consiste sia nella variazione dei pesi, sia nel cambio tattico degli investimenti. Accade quindi che in un certo momento ci siano più ETF che in un altro, e viceversa.

L’investitore fai da te farà bene a limitare la gestione del proprio portafoglio titoli al solo ribilanciamento passivo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari