Portafoglio titoli, cos’è e come costruirne uno adatto alle proprie esigenze

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Il portafoglio titoli ideale è quel mix di strumenti finanziari che massimizza il rendimento atteso in base alla tolleranza al rischio dell’investitore.

Articolo aggiornato il 27 settembre 2021

Il portafoglio titoli ideale

Un portafoglio titoli è l’insieme ragionato di strumenti finanziari, preferibilmente a basso costo come gli ETF, che cerca di massimizzare il rendimento per un dato livello di rischio. Dato che nessuno può prevedere l’andamento dei mercati la regola base per la gestione di un mix efficiente è la diversificazione.

Sebbene ogni investitore debba scegliere il “suo” portafoglio investimenti perfetto, esistono alcune linee guida importanti da conoscere. In primo luogo è bene evitare l’inserimento di un numero eccessivo di strumenti finanziari (polverizzazione). D’altro canto, però, è bene non attribuire un’importanza eccessiva alle singole asset class.

Backstage: 4 portafogli diversificati in base al rendimento desiderato e al rischio sopportato.

Ecco tre regole semplici per la creazione di un portafoglio redditizio nel lungo periodo.

Come creare un portafoglio titoli efficace

Tutti gli investitori sono alla ricerca del portafoglio titoli ideale in un certo momento. È importante, però, tenere a mente che non esiste una soluzione ideale per tutti. Sebbene la Moderna Teoria di Portafoglio definisca un mix ottimale di strumenti finanziari, ciascun investitore dovrà procedere alla personalizzazione del “portafoglio di mercato“.

Ecco, in breve, tre linee guida importanti sempre valide per la costruzione di un mix efficace e redditizio.

Portafoglio titoli: la determinazione dei pesi

In base alle regole della diversificazione, è bene che nessuna classe di attivo superi il 30% del totale. Questo permetterà di mantenere un certo equilibrio all’interno dei vari investimenti. Si eviterà, in altre parole, che il rendimento del portafoglio dipenda in modo eccessivo da ciò che accade ad uno dei suoi componenti.

Al tempo stesso è bene che nessuna classe di attivo rappresenti meno del 5% del totale. In caso contrario avremmo un eccesso di diversificazione, nota anche come “polverizzazione“.

Il ruolo delle azioni in un portafoglio equilibrato

Sappiamo che le azioni sono i migliori investimenti di lungo periodo. Sappiamo inoltre che l’inserimento di una quota di azioni all’interno dei portafogli titoli prudenti, se inferiore al 20-30%, ne aumenta i rendimenti senza accrescere il rischio.

Sulla base di ciò la quota ottimale di azionario da avere in tasca dovrebbe variare da un minimo del 20% ad un massimo dell’80%, a seconda dei casi. Tanto più l’orizzonte temporale è lungo, tanto più alta è la tolleranza al rischio, tanto più elevata potrà essere la quota investita in azioni.

Un errore comune che gli investitori commettono è quello di focalizzarsi sulla stabilità del proprio portafoglio nel breve periodo, compromettendone la redditività a lungo termine. Come osservava Jack Bogle, infatti, “un punto di volatilità addizionale, nel lungo periodo, è privo di valore. Viceversa un punto in più di rendimento annuo, nel tempo, è inestimabile“. Ciò avviene grazie alla potenza dell’interesse composto.

L’incidenza dei costi

Mantenere i costi bassi è di fondamentale importanza per ottenere guadagni elevati. Ad esempio all’interno del servizio Investment Club usiamo in prevalenza ETF, più singoli titoli, per contenere al massimo l’impatto dei costi.

Ti invito a fare altrettanto, se vorrai evitare di regalare circa la metà dei tuoi guadagni all’industria del risparmio gestito.

Portafoglio titoli consigliato

In estrema sintesi, ecco tre portafogli titoli consigliati per diversi tipi di investitore. In questa sede daremo solo delle indicazioni di massima sui pesi delle azioni e delle obbligazioni. Chi è interessato ad andare più nel dettaglio potrà iscriversi gratis a Backstage e avere tutti i dettagli della composizione.

Portafoglio a basso rischio

La quota ideale di azioni dovrebbe variare da un minimo del 20% ad un massimo del 40%, a seconda dei momenti di mercato. Nelle situazioni “neutre” un peso del 30% potrà andare bene.

Viceversa le obbligazioni, nelle diverse forme, dovranno rappresentare circa il 70% del totale. L’obiettivo di questo portafoglio è ottenere un rendimento positivo anno su anno, in presenza di una variabilità contenuta dei controvalori investiti.

Portafoglio a medio rischio

Chi vuole un guadagno maggiore potrà accrescere la quota di azioni. In particolare il portafoglio titoli dinamico oscilla tra un minimo del 40% impiegato in “equity” ed un massimo del 60%.

Quando non ci sono motivi per essere ottimisti né pessimisti, la quota di azioni ideale potrà essere del 50%. L’obiettivo è l’ottenimento di un guadagno buono, diciamo intorno al 6-7% annuo, con una volatilità di circa il 12-20%.

Portafoglio ad alto rischio

I più ardimentosi potranno spostare verso l’alto la “forchetta” azionaria. In breve la quota neutra di azioni è del 65%. In dettaglio essa andrà da un minimo del 50% ad un massimo dell’80%, a seconda dei momenti di mercato. Obiettivo di questo portafoglio è la crescita elevate nell’arco di 5-10 anni sopportando, però, una volatilità pari o leggermente superiore al 20%.

Il rendimento medio annuo atteso è di circa il 9-10%.

Ribilanciamento e gestione di un portafoglio titoli

Una delle tecniche di gestione del portafoglio è il ribilanciamento. Esso, in breve, assume due forme.

Ribilanciamento passivo

Consiste nel riportare, periodicamente, i pesi delle varie attività finanziarie al loro valore iniziale, ritenuto ottimale. In questo scenario non si aggiungono né si tolgono attività finanziarie rispetto a quelle previste dalla suddivisione iniziale.

Il ribilanciamento del portafoglio titoli può essere fatto a scadenza temporale fissa (ad esempio ogni tre mesi), oppure in base alla volatilità dei sottostanti.

Ribilanciamento attivo

È quello che adottiamo nell’Investment Club. Esso consiste sia nella variazione dei pesi, sia nel cambio tattico degli investimenti. Accade quindi che in un certo momento ci siano più ETF che in un altro, e viceversa.

L’investitore fai da te farà bene a limitare la gestione del proprio portafoglio titoli al solo ribilanciamento passivo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

25 commenti
  1. Questo portafoglio è denominato constant mix ?

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    1. @ Marco
      Sì. Il ribilanciamento annuale dei pesi fa sì che il portafoglio presenti “SEMPRE” la medesima composizione. Ottima osservazione 🙂

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  2. La perdita massima in % e la regola del “per 2” va stimata su intero patrimonio oppure solo su parte investita? Per es: patrimonio = a 100. 20 liquidi , 80 verranno investiti. la perdita massima in % tollerabile va calcolata su 80 o 100?

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    1. @ Marco
      Sempre su 100 ossia sull’intero patrimonio investito. E’ sul totale che devi calcolare “la perdita massima accettabile”. Grazie per avermi scritto e a presto.

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      1. qualcosa non torna giacomo: se la perdita max e 5 su 100 avro’ 10 azioni, 20 liquidita, 75 bond. Ma il 75 dei bond puo’ perdere magari meno dell’azionario e quindi sforo il badget!
        la regola del raddoppio sul azionario vale solo se investo in liquidita e azioni. Come ci si comporta con obbligazionario? un cordiale saluto

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        1. lapsus! 70 bond no 75

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        2. @ Marco
          Giusto. L’ipotesi sottostante è che nel tempo l’obbligazionario non perda per due ragioni:
          1) azioni ed obbligazioni sono negativamente correlate perché “rispondono” a diverse fasi del ciclo economico. Quando le azioni scendono le obbligazioni si apprezzano;
          2) le obbligazioni tendono a salire nel tempo per effetto degli interessi che esse pagano. A meno che il loro rendimento a scadenza sia negativo se il prezzo di un bond scende la sua diminuzione verrà compensata dalla maturazione degli interessi.
          Un caro saluto anche a te…

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  3. E se, dopo un anno, fossimo nello sfortunato caso di un calo sia sull’etf azionario sia su quello obbligazionario, come ci si dovrebbe comportare?

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    1. @ Ennio
      Ipotesi intrigante ma poco probabile perché di solito azioni ed obbligazioni sono negativamente correlati. In ogni caso il travaso avverà dalla classe di attivo che è scesa di meno verso quella che ha perso di più. Ottima domanda, grazie per averla posta.

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  4. Per chi costruisce un portafoglio tramite Pac come si dovrebbe comportare ?

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    1. @ Gab
      Segretibancari.com si rivolge ad investitori con un capitale che va da 100.000 euro in su. Questo tipo di investitore non è interessato a fare Pac, ragione per cui ho scelto di non trattare più questo argomento. Mi dispiace 🙁

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  5. Buongiorno Giacomo, al teleseminario hai confermato che i prezzi delle obbligazioni risultano alti sconsigliandone l’acquisto. Nell’ottica di costruzione di un portafoglio, non ritieni che possa essere utile un etf obbligazionario short sulle lunghe scadenze come il seguente: FR0010823385 .
    Saluti

    Francesco

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    1. @ Francesco
      A mio avviso no, perché sarebbe comunque una “scommessa” su un possibile ribasso delle quotazioni il che non è detto. Io sui bond, starei “long” in via di massima…

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  6. Giacomo, mi potresti fornire un esempio di utilizzo di approccio RISK ON e RISK OFF su un portafoglio ideale di 10.000 euro da investirsi su etf liquidità, etf azionario ed etf obbligazionario di m/l su un orizzonte di 3 mesi con operazioni limitate per minimizzare i costi di gestione?
    Ti ringrazio in anticipo,
    Cordialmente

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    1. @ Serena
      Purtroppo non mi occupo di portafogli di investimento inferiori a 100.000 euro per cui non riesco ad esserti di aiuto. Mi dispiace davvero…

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  7. Se io pensassi che adesso l’azionario èun grosso rischio e dovessi costruire un portafoglio in questo momento? Grazie

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    1. @ Fulvio
      Lei sta partendo dalla tattica e non dalla strategia. Il mercato azionario è SEMPRE per definizione rischioso, per cui per prima cosa dovrebbe decidere quanta parte del portafoglio mettere a rischio e solo successivamente darsi delle regole di entrata che tengano conto, giustamente, della situazione attuale.
      Ottima domanda, grazie per averla fatta.

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  8. Salve, si parla sempre di diversificare, un portafoglio creato con solo 2 fondi comuni con parte azionaria 20 e 40 % e 2 fondi a cedola, può ritenersi una scelta corretta ? È equilibrato considerando che sono tutti fondi dello stesso gestore di investimento? Non si bilancia con qualcosa di diverso per ammortizzare le perdite ? Grazie anticipatamente.

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    1. @ Anto
      Ci sono due problemi nel suo ragionamento:
      1 – non abbiamo considerato il rischio che vogliamo correre ed il capitale disponibile
      2 – usiamo fondi di investimento che di solito sono cari ed inefficienti.

      Un buon portafoglio va costruito partendo da un altro punto di vista…

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      1. Grazie per la risposta… La mia cifra è di 40.000 e il rischio è basso Profilo Prudente
        Purtroppo è già composto così ! Lo trova bilanciato
        ?
        Perdo su tutti i fondi

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        1. @ Anto
          Bisognerebbe analizzare caso per caso i fondi che ha in portafoglio e vedere se sia il caso di sostituirli con prodotti migliori, oppure addirittura cambiare asset allocation.
          L’argomento è troppo esteso per poter essere trattato qui, ma lo affronteremo alla prossima edizione annuale di Investitore Libero.

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  9. Giacomo, non potrebbe essere più efficiente ribilanciare il portafoglio invece che una volta l anno ogni volta che le attività che compongono il portafoglio hanno avuto uno scostamento dalla distribuzione iniziale superiore ad una soglia fissata ? Si potrebbe fissare anche una soglia maggiore del 5% (fino al 10% ?) per minimizzare queste operazioni e i relativi costi. Cosa ne pensi ? Grazie Saluti

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    1. @ Maurizio
      Dipende dai casi, a volte sì a volte no. Molto fanno i costi che sopporti ad ogni transazione, perché sono decisivi ai fini del risultato finale che otterrai.

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  10. Buongiorno Giacomo, che ragionamento c’è dietro alla regola del (x2) ?
    Se io sono disposto a perdere un massimo del 10% sul mio patrimonio, perchè devo raddoppiare la quota delle azioni da inserire nel mio portafoglio?
    Seguo sempre con molto interesse gli approfondimenti su youtube e in podcast!!!

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    1. @ Lorenzo
      La logica è del tutto prudenziale e si basa sul fatto che durante le ultime crisi (2000 e 2008), il mercato azionario ha perso circa la metà del proprio valore. Per questa ragione, un’approssimazione grossolana implica che la quota di azioni dovrebbe essere doppia rispetto alla perdita massima accettabile.

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