Safe asset: Treasury e dollaro in pericolo

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Credere che investire in dollari protegga il tuo patrimonio potrebbe essere un errore. Valuta e Treasury poggiano sulla fiducia e su una montagna di debito.

Safe Asset: cosa sono e a cosa servono

I safe asset, noti anche come beni rifugio, sono attività finanziarie sicure. O, per lo meno, gli investitori li considerano tali. In aggiunta alla funzione di riserva di valore e protezione, i safe asset fungono da termine di paragone per le attività rischiose, che devono generare un rendimento aggiuntivo rispetto al risk free.

In modo particolare un posto di primo piano tra i beni rifugio è ricoperto dal dollaro. Sia nella versione “liquida”, di moneta, sia nella forma di titoli di Stato (Treasury).

La mancanza di un’attività considerata sicura è deleteria per gli investitori. Questi, infatti, cercherebbero dei surrogati facendone crescere a dismisura le quotazioni.

Nel 2008, a titolo di esempio, i bond Investment Grade divennero l’attività finanziaria sicura. La storia ci ricorda come è andata a finire. Ma come mai il dollaro potrebbe non essere più un safe asset?

Dollaro e Treasury in bilico?

Sebbene il dollaro sia la valuta di riferimento per gli scambi internazionali e funga da porto sicuro per gli investitori preoccupati da ribassi sui mercati, qualcosa cova sotto la cenere.

Si tratta di elementi su cui ogni investitore consapevole dovrebbe riflettere prima di riempirsi il portafoglio di dollari, spegnere la luce e pensare che la notte sarà serena.

Debito crescente

La crisi da COVID-19 ha fatto esplodere il debito pubblico americano. Il 20 luglio 2020, infatti, esso ha raggiunto l’incredibile cifra di 20,57 trilioni di dollari.

L’aumento sconsiderato del debito getta il mondo in una nuova era, le cui conseguenze non sono al momento note. Tuttavia l’ascesa dello stesso pone le basi per una rinegoziazione globale dei debiti pubblici. Se ciò avverrà si perderanno soldi anche con i Treasury Usa.

Tassi a zero

Grazie alla politica monetaria ultra espansiva, in vigore dal 2008, i tassi di interesse sono a zero. In definitiva se il decennale Usa rende lo 0,50%, le distorsioni sul mercato dei capitali risultano evidenti.

La borsa cresce senza sosta, ma un sempre possibile deflusso di capitali finirebbe con il colpire anche il dollaro. Questo, in breve, perderebbe valore per effetto della fuoriuscita di denaro dagli States.

Crisi di fiducia

Uno dei paletti della sostenibilità di debiti elevati è la fiducia nell’emittente. Su INVESTO, ad esempio, abbiamo esaminato ciò che accadde a Venezia quando, durante la pestilenza del 1630, il debito sovrano venne attaccato.

A marzo 2020 i tassi negli States sono schizzati verso l’alto. Una situazione simile era già accaduta nel mercato interbancario, costringendo la Fed ad intervenire.

Si tratta di un piccolo scricchiolio. Un cedimento temporaneo nella fiducia di Sua Maestà il biglietto verde.

Dollari sì o no?

Sebbene i dollari restino il riferimento per gli investitori di tutto il mondo alla ricerca di porti sicuri, occorre maturare nuove consapevolezze. Ad esempio che il debito crescente e la salita della borsa metteranno, alla lunga, il biglietto verde sotto pressione.

La corretta diversificazione di portafoglio, fatta in autonomia o con il supporto di un esperto indipendente che ti consiglia, è la via maestra per costruire portafogli al tempo stesso redditizi e sicuri.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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