2020: cosa sta succedendo alle obbligazioni?

2020 obbligazioni in tensione

In Europa le nuove emissioni di obbligazioni hanno raggiunto i 1360 miliardi di €. +26% rispetto al 2019, ma i tassi sono a zero. Qualcosa sta per succedere.

Banche centrali dixit

Il motivo delle tensioni sul mercato dei bond deriva, principalmente, dall’attività delle Banche Centrali. Queste, nel corso degli ultimi 12 anni, hanno influito molto sull’andamento dei mercati finanziari attraverso manovre di politica monetaria sempre più sofisticate.

Esse, tuttavia, hanno creato i germi di una nuova era caratterizzata da rischi crescenti per gli investitori che si accontentano delle briciole offerte dai bond.

In particolare ecco una breve cronistoria di ciò che hanno fatto FED e BCE per fronteggiare le crisi recenti, alterando il funzionamento dei mercati.

  • 2008: Ben Bernanke promette di “gettare denaro da un elicottero” pur di salvare il sistema finanziario globale dalla crisi di liquidità provocata dal fallimento Lehman;
  • 2012: con la storica espressione “whatever it takes” Mario Draghi salva il debito pubblico italiano e l’Euro. Seguono acquisti massicci di BTP da parte della BCE;
  • 2020: nella notte del 19 marzo Christine Lagarde vara il PEPP. Si tratta di un progetto di acquisto di bond pubblici da parte della BCE per 750 miliardi di Euro;
  • Settembre 2020: Jerome Powell annuncia un cambiamento di fondo della politica monetaria Usa. Di fatto il supporto ai mercati diventa illimitato.

Le premesse per una tensione in ambito obbligazionario ci sono tutte.

2020: per le obbligazioni finisce un’era

Nei nostri portafogli (che puoi scaricare gratis qui), ci muoviamo con molta attenzione in ambito obbligazionario. Infatti se da un lato siamo convinti che i bond siano un componente indispensabile di ogni portafoglio finanziario, dall’altro qualcosa è cambiato.

Il grafico che segue mostra l’andamento del tasso di rendimento dei BTP a 5 anni dal 1989 ad oggi:

tassi-btp-5-anni

È immediato constatare come, fino al 2008, i rendimenti del BTP siano rimasti abbastanza stabili. Tuttavia a partire dagli anni successivi abbiamo assistito ad una discesa costante dei guadagni. Oggi ci troviamo di fronte ad un livello difficilmente comprimibile.

Il nuovo ruolo dei bond e i loro rischi

Le obbligazioni sono più rischiose oggi di quanto non lo siano mai state. E la causa è soprattutto il comportamento degli stessi investitori. Che non accettano che i bond non siano più redditizi.

Se vuoi sapere dove è meglio investire oggi, per ottenere un rendimento soddisfacente senza correre grossi rischi, scarica gratis i portafogli dell’Investment Club.

Ecco i due principali pericoli che incombono su chi non si rassegna al nuovo scenario.

Effetto rating

INWIT, la società per le torri della telefonia, ha lanciato un bond per un miliardo di euro. La domanda è stata 4,5 volte l’offerta, nonostante il rating BBB. Terna, invece, ha piazzato un bond con cedola 0,375% lorda. Stesso rating di INWIT.

Si tratta di casi esemplari. La fame di obbligazioni è tale per cui gli investitori sottovalutano i rischi. Non ha senso, infatti, che un emittente con tripla B di rating offra un rendimento lordo dello “zero virgola”.

L’accettazione incondizionata di rendimenti risibili fa perdere di vista la solidità dell’emittente. Mentre il peggioramento della situazione emergenziale potrà comportare nuovi default con perdita integrale del capitale.

Effetto duration

Nel tentativo di migliorare le performance gli investitori comprano BTP e titoli con scadenza sempre più lunga. Ciò implica rischi di perdita di prezzo notevole in caso di tensioni sul mercato.

Un rialzo dei rendimenti richiesti dell’1%, ad esempio, provocherà una discesa del 20% delle quotazioni di un bond ventennale.

Meno rischio e più rendimento grazie ai portafogli ottimizzati dell’Investment Club. Scaricali gratis e inizia a investire.

Mentre in passato i portafogli bond only erano redditizi e sicuri, da oggi non sarà più così. Occorrono strumenti nuovi e strategie efficaci per ottenere al tempo stesso redditività e sicurezza. Guardando oltre il muro del giardino dei bond.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

9 commenti
  1. Le banche centrali potrebbero aver creato una bolla anche sulle azioni. In questi anni durante i pochi periodi di crisi dei bond (2018 ed inizio 2020 ad esempio) L’ equity non si è certamente mosso in controtendenza. Il principio della decorrelazione sembra appartenere al passato.

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  2. Se l\’interesse è il compenso per (1) aver prestato soldi e (2) per correre il rischio che l\’Emittente non restituisca quanto prestato, non si capisce come mai la gente si accontenti di uno zero virgola qualcosa.
    Tenendo anche conto che su quell\’inezia si paga una tassa, che la banca si fa pagare la tenuta del portafoglio titoli e che il titolo è soggetto ad imposta patrimoniale. Per non parlare dell\’inflazione! e volendo ignorate che in caso di mercati in caduta sia le obbligazioni che le azioni calano. Ma quando c\’è la ripresa le azioni si riprendano prima e meglio delle obbligazioni. Alla luce di tutto ciò è ancora vero che un portafoglio ben costruito non possa fare a meno della componente obbligazionaria?

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    1. Pensa che coi bund tedeschi si è già in deflazione: in pratica sei tu investitore che remuneri chi emette debito.

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  3. Vorrei tradurre quello che state dicendo: tanto vale fare un portafoglio Pac di soli ETF azionari long time che tanto il rischio è lo stesso e l’interesse è accettabile. E quindi è inutile progettare un portafoglio ben equilibrato. Teniamo presente, da quanto detto, che i conti correnti rendono 0, quindi con un ETF sembra giusto percepire un 1%, a meno che non intendiate prendere degli obbligazionary HY che ti prendi un 3%-4%, ma hai dei rischi a cui sottostare. Allora puoi fare un conto deposito, o un rendimax, o un buono postale, ma in questo caso i soldi sono vincolati, quindi non puoi utilizzarli per ribilanciare poichè dovrai pagare la penale per disinvestire. L’alternativa quale sarebbe, lasciare i soldi sul C/C? A me sembra che, con i tempi di crisi, si voglia prendere alti interessi senza correre rischi, non siamo più ai tempi dei Bot peoples che si percepiva tranquillamente un 10% con spensieratezza.

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  4. Sono oramai diversi anni che il mio portafogli ha la seguente Asset Allocation: Azioni – Liquidità. FINE

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    1. condivido pienamente: azioni o conti di deposito. Quando capita qualche occasione come quella di due anni fa o di inizio 2020 spostarsi su qualche btp o sui Buoni Postali. Stop

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    2. @ Stefano
      Un simile portafoglio è unidirezionale nel senso che va bene in scenari positivi per l’economia.

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      1. Come si è visto anche recentemente quando il mercato storna e va in bear market non c’è anticorrelazione che tenga. Scende tutto.
        Tanto vale fare solo due cose:
        1) Vendere tutte le azioni e rientrare a scaglioni.
        2) Comprare ancora più azioni con la liquidità tenuta.

        Alla fine se si investe per il lungo periodo penso che sia l’unico portafoglio che abbia senso in questo contesto economico. Le obbligazioni non servono più a nulla.

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        1. @ Stefano
          Il tuo ragionamento presenta alcuni punti molto deboli. Nei nostri corsi di formazione spieghiamo il perché e indichiamo l’approccio corretto per investire.

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