Come Investire in Modo Sicuro e Redditizio?

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Come posso investire in modo sicuro e redditizio?

Per investire in modo sicuro e redditizio ti bastano due cose apparentemente banali: una selezione di ottimi strumenti finanziari low cost ed una buona dose di sangue freddo di fronte agli imprevisti.

Tutti ci chiediamo come investire in modo sicuro e redditizio. Rispondevo a questa domanda ogni giorno quando lavoravo in banca parecchi anni fa. Ma le risposte che il sistema finanziario dà ad un quesito così importante non sono utili per te che vuoi imparare ad investire in modo consapevole, semplice ed indipendente.

Sono Giacomo Saver, un ex bancario pentito che ora aiuta le persone ad investire in modo redditizio i loro soldi e sono pronto a condividere con te ciò che ho imparato negli ultimi venti anni.

Se la risposta della banca alla tua necessità di investire al meglio i tuoi soldi è sbagliata, vediamo quali sono le soluzioni corrette.

Come Investire in modo sicuro e redditizio al riparo da due credenze “popolari”

Ci sono due credenze diffuse riguardo a come investire al meglio oggi; entrambe sono errate, ma è bene che tu le conosca per evitare di cadere nella trappola:

non esistono esperti strapagati in grado di prevedere l’andamento dei mercati e se vuoi guadagnare devi fare relativamente poche operazioni.

Qui a Torino vale il detto popolare “più spendi meno spendi” ad indicare che la qualità costa e che il prezzo, a volte, è un indicatore indiretto della qualità dei prodotti o servizi acquistati. Ricerche fatte nell’ambito del mercato finanziario americano dimostrano, invece, che più un prodotto di investimento è caro, minori sono i rendimenti che esso otterrà.

Il primo “mito” da sfatare è che per sapere come investire al meglio i propri risparmi sia necessario affidarsi ad esperti di natura bancaria super pagati da commissioni di ingresso elevate.

Ti basterà disporre di un set di prodotti finanziari a bassissimo costo e ben diversificati per costruire un portafoglio che fa molto meglio dei fondi di investimento che la tua banca ti offre. Grazie a Investment Club Warm up troverai quattro strumenti finanziari low cost che ti permetteranno di costruire in pochi passi un portafoglio più redditizio di molti fondi scalcinati venduti allo sportello.

La seconda credenza “dannosa” consiste nel pensare che una movimentazione frenetica del portafoglio ti dia un maggior rendimento rispetto ad una “diversificazione fatta bene e lasciata in pace”. Purtroppo per te non è così.

Come fare per aumentare i rendimenti dei tuoi investimenti senza aggravare i rischi?

Semplice: facendo poche operazioni ed evitando il trading forsennato. Ti spiego subito il perché. Ogni volta che vendi un prodotto finanziario ti trovi a subire una triplice penalizzazione:

  • paghi la commissione di intermediazione alla tua banca
  • paghi lo spread denaro – lettera ossia la differenza, in ogni istante, tra il prezzo al quale puoi comprare e quello a cui puoi vendere lo steso strumento finanziario
  • paghi le imposte, pari al 26% del guadagno.

Soffermiamoci un attimo su questo punto. Se hai investito 100.000 euro ed ora ne hai 200.000 (ok, è un’ipotesi molto ottimistica, ma ti permette di capire quello che voglio trasmetterti), nel momento in cui liquidi tutto pagherai il 26% di imposta sul guadagno realizzato.

La prossima operazione partirà con un capitale di 174.000 euro, e non di 200.000, il che indebolirà i rendimenti futuri che otterrai, per il semplice fatto che il denaro messo a reddito sarà stato “falciato” dalle tasse.

Se, al contrario, vendi in perdita, ti troverai nella condizione di recuperare una minusvalenza, il che ti stimolerà a correre più rischi di quelli che effettivamente puoi sopportare nel tentativo di recuperare prima. Non hai idea di quanti portafogli sono usciti di strada perché erano costruiti sulla premessa sbagliata di recuperare minusvalenze pregresse.

Ovviamente ci sono dei casi in cui vendere in perdita conviene, per evitare perdite maggiori, ma se vuoi sapere come investire al meglio i propri risparmi farai bene a non muovere troppo il tuo portafoglio. Ovviamente dovrai disporre di un set di strumenti finanziari sufficientemente diversificati da non richiedere una movimentazione frequente. Dovranno, inoltre, essere strumenti finanziari a bassissimo costo, perché ogni centesimo di costo risparmiato è un centesimo di rendimento guadagnato.

ho preparato per te una selezione di quattro ETF  in cui investire: usali all’interno di una strategia di investimento e vedrai che risultati 🙂

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Giacomo Saver

Fondatore della Bert Consulting e Direttore di Segretibancari.com

20 commenti
  1. Rafforzo ulteriormente il post con una considerazione scontata che non viene mediamente MAI fatta. Tutto il sistema di informazione finanziaria sul web, su giornali e televisione e’ pesato nella direzione di un trading a breve o brevissimo termine. Da un lato per motivi legati al ‘fare notizia’ sempre e comunque e dall’altro perche’ la banche di investimento e i broker sono indirizzati alla massimizzazione delle commissioni. Per lo stesso motivo, quello che va per la maggiore e’ l’analisi tecnica a base di canali, resistenze e previsioni spicciole. Il massimo dello ‘scoping’ di tutta l’ informazione finanziaria e’ la trimestrale. Ormai, il lungo termine e’ rappresentato immancabilmente dall’ultimo anno, se non dagli ultimi sei mesi. Anche perche’ previsioni a 5 anni nessuno – con un minimo di sale in zucca – puo’ permettersi di farle, e le previsioni (io direi meglio la scommessa o l’azzardo) sono quelle che muovono il trading. Tolto il trading, quello che si propone e’ il risparmio gestito (fondi, fondi di fondi e assicurazioni) che mirano ad intrappolare i clienti il piu’ a lungo possibile per massimizzare le commissioni di gestione. Il risultato e’ che il 99% della informazione finanziaria e’ bene che vada inutile, di solito fuorviante. A questo aggiungo che il livello di conoscenza dell’investitore italiano e’ mediamente bassissimo, il che rende la qualita’ dell’informazione finanziaria italica di livello perfino piu’ bassa rispetto a quella in lingua inglese. Questa cosa e’ visibilissima anche in servizi premium delle stesse compagnie di advisory multinazionali: le versioni americana/inglese sono una spanna migliore di quella italiana. E questo perche’ come dice Daniele, l’italiano medio non ci pensa nemmeno alla propria formazione finanziaria (e direi alla propria formazione in genere). Il risultato e’ che gli advisors si adeguano per non andare fuori mercato. Un panorama desolante.

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    1. @ Francesco
      Ti faccio i miei complimenti per la tua analisi, che condivido in pieno. Purtroppo le cose stanno esattamente nei termini in cui le descrivi tu… L’unica alternativa consiste nel crearsi da soli una certa cultura finanziaria di base cercando, laddove possibile, fonti indipendenti.

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  2. Buongiorno Giacomo,
    come non essere d’accordo? Io credo che infine sia tutta questione di emotività, a non spaventarsi per il primo temporale, dotandosi appunto di strumenti che sono ottimi ammortizzatori. Purtroppo noi italians (lo dicevi in un post di alcuni giorni fa) insistiamo nel mito dell’investimento sicuro che non esiste più. Essendo come te sui cinquanta, ricordo da ragazzo mia madre che usciva dalla banca inzeppata di titoli di stato con mega-rendimenti, ma questo appartiene alla preistoria finanziaria….
    Un caro saluto!

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    1. @andrea, megarendimenti con megainflazione non dimentichiamolo. Io c’ero quando si viaggiava al 15-25% annuo di inflazione. Non ci voleva poi molto ad avere rendimenti alti in quelle condizioni.: erano solo apparenza.

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      1. Scusate l’ intromissione, alla fine era meglio un’ inflazione più alta dove però potevi guadagnarci sopra al meglio che oggi con una bassa inflazione che però non ti fa guadagnare granchè a patto di correre molto rischio? chiedo venia per la domanda ma sono un giovane e non ho vissuto l’ epoca “preistorica”

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        1. Come ho detto, il guadagno era solo apparente, in realta’ al netto della inflazione il problema del rendimento era identico. Da che mondo e mondo, no risk, no party 🙂

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        2. @ Daniele
          Dipende. Se l’inflazione è alta e supera i rendimenti nominali ottenibili, tu CREDI di guadagnare mentre in realtà stai erodendo il potere di acquisto dei tuoi investimenti. Questo fenomeno è noto in economia con il termine di “illusione monetaria”.

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    2. @ Andrea
      E’ proprio così. I temi dell’8% di rendimento netto senza rischi sono morti per sempre. L’investitore deve muoversi, oggi, in bilico tra rendimento e rischio e sapere dosare bene e con accuratezza questi due ingredienti presenti in ogni forma o formula di investimento.

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  3. ciao Giacomo, prendendo spunto dal tuo suggerimento di non movimentare troppo il portafoglio, come valuti la strategia di dividere il portafoglio per segmenti di rischio con i relativi rendimenti statistici attesi in tempi congrui? esempio: per l’azionario globale non movimentare il portafoglio per dieci anni al fine di ottenere rendimenti statistici attesi del 5%?

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    1. @ Luca
      Mi sembra un’ottima idea. Creare dei “sotto-portafogli” suddivisi per orizzonte temporale e per obiettivo di investimento è certamente un’ottima soluzione. Bravo.

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  4. chiedo scusa in anticipo se vado un pò fuori tema.. ma a proposito di contenimento costi… giacomo o anche altri lettori possono consigliare banche online competitive sul lato spese e con valide interfacce utente? io ho esperienza diretta positiva con fineco e ing.direct. ho sentito parlare bene di webank ma non ho sperimentato in prima persona… pareri e suggerimenti? grazie!!

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    1. @ Lorenzo
      ho usato Webank in passato, ma non sono stato soddisfatto dell’interfaccia utente. Mi è sembrata molto macchinosa, secondo me Fineco è la migliore sia dal punto di vista dei costi sia della semplicità di uso.

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    2. @lorenzo CheBanca! ha appena cambiato interfaccia, la ritengo ben fatta e rispetto ad altre soluzioni ha due pro: i vincoli svincolabili via interfaccia senza preavviso e istantaneamente, la possibilità di pagare anche F23 se si ha un c/c oltre c/d. L’interfaccia di ING la ritengo inferiore, ma semplice di impiego. Fineco è superiore per l’operatività di investimento (multicurrency e borse internazionali non sono disponibili ovunque). Sul banking il fatto di avere ATM Unicredit per prelievo e versamento rende Fineco preferibile. Le banche non puramente on-line di cui ho avuto esperienza in passato (Ubi, BCC, Intesa, MPS) hanno una operatività molto più limitata. E i costi relativi per quanto bassi oggi, non sono giustificati. Questo per la mia limitata esperienza.

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  5. @Francesco:
    in che senso i vincoli sono svincolabili via interfaccia? io per riuscire ad acquistare un titolo volatile , dove venivo contiuamente bloccato da un errore per scostamento eccessivo di prezzo, un giorno ho dovuto telefonare 3 volte fino ad arrivare al “collega” corretto, e mi han detto che lo sblocco e valido solo sul quel titolo e solo per la giornata, poi bisogna ritelefonare. Come fai tu senza preavviso dal sito? Grazie mille, mi faresti risparmiare un sacco di tempo.

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  6. @Apprendista non parlavo del conto titoli, solo dei vincoli su CD.

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  7. Uno dei miei investimenti sicuri che ho fatto negli ultimi tempi è stato invenstire nell’oro fisico, materia prima sempre più richiesta e inalterabile nel tempo. Con il mio oro stesso percepisco mensilmente un affitto sull’oro che ho comprato. Investimento sicuro senza rischi.

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    1. @ Alessandro
      Qualunque decisione di investimento va contestualizzata ed inserita all’interno di una strategia completa di portafoglio. Come fai a percepire un reddito periodico dal possesso di un metallo, che per definizione non rende nulla?

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  8. Ottimi spunti nei video messi a disposizione.
    Una domanda per chiarirmi le idee.
    Sono stato nel sito Deutsche Bank per conoscere le caratteristiche dell Etf segnalato nel corso. Per vedere la composizione dell ETF obbligazionario devo cliccare all’interno dell’area “Informazioni sull Etf” o in quella “Informazioni sull’indice”?
    Chiedo questo perché hanno 2 asset allocation molto differenti: nell’ultima area risulta un’enorme esposizione anche a bond Usa mentre nel video Warm Up gli Usa non compaiono proprio e le % sono totalmente diverse.
    https://etf.deutscheam.com/ITA/ITA/ETF/LU0690964092/-/Global%20Sovereign%20UCITS%20ETF
    Spero di essermi spiegato .
    Complimenti ancora

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    1. @Gab
      devi leggere tutto comunque in informazioni sull’indice ed allocazione, c’e’ quella per paese e valuta (gli USA sono quasi al 36%).
      Giginv.

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    2. @ Gab
      Devi andare nella sezione “Dati dell’indice” perché l’ETF replica un indice sicché ti basterà analizzare quest’ultimo per avere informazioni precise sull’ETF.Ti ringrazio per i complimenti e ti invito a scrivermi di nuovo se sono stato io a non essere chiaro…

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