Come investire senza rischi nel 2024

19 Gennaio 2024

Come investire senza rischi nel 2024

Come investire soldi senza rischi nel 2024? Una guida per individuare le opportunità migliori e superare il principale ostacolo del momento: l’inflazione.

Migliori investimenti del 2024

Dopo il ritorno della volatilità che ha caratterizzato il 2023, la crescita dell’inflazione (dovuta anche ai conflitti mondiali) si è abbattuta su molte economie e ha generato nuove sfide per gli investitori. Per individuare le migliori asset allocation per il 2024 vediamo quali sono le strategie di risparmio più vantaggiose, con rischiosità bassa e media e durata di breve, medio e lungo termine.

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Conti deposito

I conti deposito rappresentano la forma elettronica del tradizionale libretto bancario. Inoltre, fruttano un interesse rapportato al tempo di permanenza delle somme presso la banca. La scelta di questo tipo investimento per il 2024 ha come obiettivo l’abbattimento dell’inflazione che lo scorso novembre 2023 era pari al 2,4% e si attenda un’ulteriore discesa nel primo semestre 2024. Nella forma libera i soldi sono liberamente disponibili, mentre in quella vincolata le somme impiegate sono smobilizzabili solo alla scadenza o previo un preavviso lungo (circa un mese).

Naturalmente le forme vincolate sono più redditizie ma anche le più rischiose. Esse, infatti, immobilizzano il capitale per periodi piuttosto lunghi. Per attivare un conto deposito è necessario avere un conto corrente identicamente intestato. Quest’ultimo, noto come “conto predefinito” , è il tramite da e verso il quale fare arrivare i prelievi dal deposito.

Oltre a soffrire di scarsa remunerazione, i conti deposito sono soggetto all’imposta del 26% sugli interessi e dello 0,20% sulla giacenza. I prodotti più remunerativi, inoltre, sono proposti da istituti in condizioni finanziarie precarie che promettono tassi elevati per raccogliere denaro con più facilità.

Le somme in giacenza sono protette dal FITD in modo analogo ai conti correnti.

ETF e fondi monetari

Si tratta di prodotti finanziari che investono in titoli obbligazionari a breve scadenza. Il loro vantaggio sta nella diversificazione, sia per tipo di emittente, sia per durata del singolo strumento. Il punto debole sono i costi di gestione. Nonostante gli stessi siano piuttosto bassi (difficilmente arrivano allo 0,20%) in un contesto di bassi rendimenti gli oneri annuali sono penalizzanti.

In particolare i fondi monetari:

  • Hanno il più basso di rischio/rendimento.
  • Sono un parcheggio della liquidità ma con un rendimento atteso seppure contenuto
  • Sono facilmente liquidabili poiché non sempre hanno costi di gestione

Il nostro consiglio è di optare per prodotti che limitino la durata dei titoli sottostanti e che presentino un profilo commissionale vantaggioso

Obbligazioni governative

I titoli di Stato sono titoli sicuri, a patto che l’emittente goda di un rating Investment Grade (da AAA a BBB) e di una buona reputazione sui mercati internazionali. L’Italia, ad esempio, è al livello inferiore della scala, il che rende i BTP non particolarmente sicuri.

In aggiunta un rischio ulteriore deriva dalla durata. Un rialzo dei tassi, infatti, a parità di altre condizioni, avrà un impatto maggiore sui titoli con scadenza lunga. Chi vuole investire i risparmi senza rischi farà bene a optare per titoli con durata inferiore a 3-5 anni così da ridurre la volatilità.

Piani di accumulo del Capitale

Il Piano di Accumulo del Capitale (PAC) rappresenta una delle soluzioni più sicure e costanti. L’investitore, attraverso il PAC, contribuisce con una somma di denaro prestabilita, su base regolare, a un fondo o a un portafoglio di investimenti. Tale strumento permette di attenuare le fluttuazioni del mercato e l’investimento viene distribuito nel tempo e si acquisteranno più quote quando i prezzi sono bassi e meno quote quando i prezzi si alzano. Il PAC, inoltre, offre una protezione grazie al fatto che il denaro in un fondo d’investimento è investito in modo da diversificare il rischio grazie a una gestione professionale.

Pronti contro termine

I Pronti Contro Termine (PCT) hanno una formula a basso rischio per investire in breve termine. Non sono altro che un contratto di cessione di titoli temporanea tra due parti. Le parti si scambiano oggi dei titoli al prezzo corrente di mercato e si impegnano a eseguire la transazione opposta in una data futura a un prezzo già stabilito. Esiste però il rischio di insolvenza, ovvero che l’emittente del titolo sottostante fallisca e l’altra parte si rifiuti di riacquistarli o il rischio di controparte, ossia di fallimento della propria controparte contrattuale (generalmente un istituto di credito).

Investimenti immobiliari

Da sempre si pensa che l’investimento in mattone sia sempre sicuro, in realtà è un falso mito. Gli investimenti immobiliari sono tipologie di investimento molto specifiche e ottenere rendimenti superiori a quelli che si sono investiti non è sempre così facile. Il valore infatti è soggetto alle dinamiche di domanda e offerta, a loro volta correlato al contesto economico del momento e all’appetibilità della zona in cui viene comprato o venduto l’immobile. Quindi non bisogna credere che l’investimento immobiliare sia sempre senza rischi, ma bisogna cogliere il momento più adatto.

Buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali vengono emessi esclusivamente da Poste Italiane e e Cassa Depositi e Prestiti. Come strumenti garantiti dal governo sono infatti considerati sempre sicuri e il rendimento fisso li rende adatti ai risparmiatori che desiderano investire soldi sicuri oggi e non vogliono esporsi al rischio di mercati domani. Possono avere profili di rendimento inferiori ad altre soluzioni presenti sul mercato ma garantiscono sicuramente un rischio molto basso.

Beni rifugio

I beni rifugio sono prodotti “reali” che non perdono valore né a causa dell’inflazione né durante le crisi finanziarie. Essi sono normalmente poco correlati con gli investimenti tradizionali, quali azioni ed obbligazioni. Occorre tuttavia prestare attenzione. Le attività “rifugio” presentano una grande volatilità. Esse, inoltre, sono infruttifere; ciò espone l’investitore a possibili perdite quando i tassi di interesse crescono. I classici beni rifugio sono l‘oro e gli immobili.

Cosa significa investire senza rischi?

Quando si parla di investimenti è obbligatorio prendere atto del fatto che l’operazione stessa comporta dei rischi. Chi non vuole correre nessun tipo di pericolo non sta investendo. Al contrario sta semplicemente impiegando il risparmio. Definiamo “risparmio” la quota del capitale che una persona non è disposta a perdere, né a vedere diminuire di valore in un determinato arco di tempo.

Esistono, tuttavia, alcune cose da tenere presente. Anzitutto il rischio di credito nei confronti dell’emittente. Gli investimenti privi di rischio, infatti, sono per lo più crediti protetti (a certe condizioni) vantati nei confronti di determinati soggetti. Al di fuori delle tutele previste anche i risparmi possono incorrere in perdite.

Inoltre l‘inflazione corroderà, nel tempo, il potere di acquisto del capitale. Per tali ragioni l’impiego dei risparmi senza rischi va confinato ad una parte modesta e residuale del proprio capitale. Inoltre deve trattarsi di una cifra strettamente necessaria a permettere all’investitore di accettare serenamente la volatilità sulla restante parte del patrimonio. Quella, per capirci, che viene investita in modo redditizio.

Le regole dell’investimento a capitale garantito

L’investimento sicuro, per definizione, non esiste. La garanzia del capitale, inoltre, presenta dei costi in termini di perdita di potere di acquisto e di mancata remunerazione. Per questo consigliamo di seguire queste due semplici regole:

  • trova la strategia adatta alla tua situazione personale. Separa la quota parte del tuo capitale che può essere investita da quella che, invece, è classificabile come “risparmio”. Occupati poi di investire in modo sicuro prevalentemente la seconda. L’accoppiata di risparmio ed investimenti redditizi è ciò che ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi finanziari senza correre pericoli eccessivi;
  • quantifica il rischio che sei disposto a correre. Se non possiamo governare i mercati possiamo, tuttavia, delimitare il perimetro del rischio e prendere decisioni coerenti con la nostra capacità di tollerare perdite di breve periodo.

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari