Come sfruttare il sentiment dei mercati finanziari per investire

sentiment dei mercati e investitori

L’umore (o sentiment) degli investitori fa salire o scendere i mercati. Tutti trucchi per sfruttarlo a tuo vantaggio e guadagnare.

Cos’è il sentiment

I mercati finanziari sono popolati dalle persone. Per troppo tempo gli economisti hanno elaborato modelli che cercassero di “mappare” cosa determina il prezzo delle azioni e delle obbligazioni. L’impianto teorico, tuttavia, ha una grossa falla. Esso non considera che il comportamento umano non è una legge fisica immutabile.

Al contrario la psicologia delle masse riveste un ruolo fondamentale nel creare o distruggere ricchezza. Per questo motivo è importantissimo disporre di un processo di investimento razionale, ma “human friendly“, che permetta di massimizzare i profitti.

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Caratteristiche del sentiment

L’umore degli investitori tende a persistere. Intendo dire che, in linea di massima, quando prevale l’ottimismo esso si autoalimenta. In modo analogo anche il pessimismo si auto contagia. Ciò, in definitiva, crea i classici trend in borsa che tutti conosciamo.

L’effetto gregge è così forte che, se il mercato è improntato al rialzo, eventuali notizie negative vengono sottovalutate, mentre le buone notizie sono esaltate. L’effetto finale è una corsa al rialzo delle quotazioni. L’opposto accade quando arriva il pessimismo.

L’inversione avviene quando un evento esterno muta lo scenario. La fiducia nei mercati viene meno. Oppure, al contrario, svanisce il pessimismo che era responsabile del crollo. A quel punto inizia un nuovo ciclo di mercato diverso dal precedente.

L’importanza del sentiment è notevole soprattutto nel breve periodo e a causa dei nuovi mezzi di comunicazione. Ad esempio il recente studio di Christian Koeppel dal titolo “Does Social Media Sentiment Matter in the Pricing of U.S. Stocks?” evidenzia il ruolo che i social media hanno avuto nel recente boom della borsa Usa e nelle vicende Game Stop.

Guadagnare con la psicologia

Nel lungo andare i sentimenti di avidità e paura che creano il movimento ondivago sui mercati tendono ad annullarsi reciprocamente. Ma se il sentiment è una sorta di “gioco a somma zero” nel quale sono i fondamentali a vincere, nel breve periodo il suo impatto è notevole.

Esistono due strategie collaudate per sfruttare le emozioni degli investitori a proprio vantaggio. Entrambe funzionano, ma richiedono attitudini diverse da parte degli investitori. Esiste, infine, la possibilità di seguire le indicazioni degli esperti per sapere sempre dove conviene investire. In questo caso si disporrà di un sapiente mix delle due strategie, oltre che dell’esperienza pregressa di altre persone.

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Approccio trend following

Si basa sul riconoscere, in modo precoce, la formazione di una sacca di ottimismo o di pessimismo sui mercati. In pratica l’investitore cavalca l’onda del rialzo fino a che è l’avidità a prevalere. Viceversa egli esce, in tutto o in parte dal mercato, quando avverte un cambiamento nel sentiment di fondo.

Il vantaggio di questo approccio è che è psicologicamente sostenibile. Si tratta, infatti, di seguire il gregge, seppur con un occhio attento ai cambiamenti all’interno della psicologia delle masse. Lo svantaggio sta nel fatto che non sempre ottimismo e pessimismo si alternano in maniera netta.

Al contrario ci sono delle zone di incertezza che producono dei falsi positivi. Ad esempio una fiammata cui fa seguito un tonfo. O, invece, un ribasso che termina in fretta, dopo di che il mercato riparte fino a segnare nuovi massimi.

Lo strumento più semplice per seguire i trend in questo modo sono le medie mobili, unitamente ad altri indicatori come gli oscillatori (RSI, ADV, ecc). Serve, inoltre, un cruscotto di indicatori fondamentali che confermano che il trend è sorretto anche da un effettivo miglioramento o peggioramento delle economie sottostanti.

Approccio contrarian

L’investitore contrarian sa bene che, prima o poi, l’euforia diventa disperazione. Allo stesso modo in cui il pessimismo lascia il posto a sentimenti meno foschi. Per tale ragione egli (o ella) agisce in controtendenza, comprando nelle fasi di pessimismo e vendendo durante i momenti di euforia.

A fronte del vantaggio economico di “comprare basso e vendere alto“, lo svantaggio è evidente. Andare controcorrente non è facile, soprattutto se si fa da soli. Tanto più che la strategia implica liquidare ciò che cresce per comprare ciò che va male. Immagina, ad esempio, cosa avrebbe voluto dire nel 2000 spostarsi dalla bolla high tech verso le azioni del Pacifico.

La strategia avrebbe pagato, ma sarebbe stata psicologicamente difficile da implementare. Ad ogni modo lo strumento ideale per raggiungere lo scopo è il ribilanciamento. Esso può avvenire sia in modo statico, ossia ripristinando periodicamente il peso originale che le varie classi di attivo hanno sul totale, sia dinamico.

In questo secondo caso, come facciamo nell’Investment Club, ci si sposta sotto certe condizioni, da investimenti che sono andati molto bene verso altri che hanno perso molto. L’inversione del sentiment ripagherà gli sforzi fatti.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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