Consulenza Bancaria e Finanziaria: Tutta la Verità

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Consulenza bancaria e finanziaria: un caso emblematico di come le banche vendano prodotti e non un servizio super partes agli investitori

Dicono di fare i tuoi interessi, ti mostrano accattivanti simulazioni scientifiche fresche di stampa. Poi obbligano i dipendenti a collocare i titoli truffa. Ecco cosa è davvero la consulenza bancaria e finanziaria di cui gli istituti si riempono la bocca.

Sono fiero di svelarti tutti i miei segreti per aiutarti ad investire in modo consapevole, semplice ed indipendente. E lo sono ancor di più dopo aver appreso che una delle maggiori banche italiane, Intesa San Paolo, costringe i dipendenti a vendere titoli truffa. Alla faccia della consulenza che i vertici dicono di voler offrire!!

La diversificazione di portafoglio basata sulla frontiera efficiente e su simulazioni ottenute dall’applicazione della curva di Gauss ai dati passati fa acqua da tutte le parti. Lo abbiamo detto più volte su questo blog.

Le banche, che vogliono offrire l’immagine ‘pulita’ della consulenza bancaria e finanziaria, utilizzano questi modelli per dare un tocco di professionalità al loro operato.

Ma vediamo un interessante “case history” basata sulla operatività di Intesa.

Consulenza bancaria e finanziaria con la frusta (per i dipendenti)

In un articolo comparso anni fa in Rete, si legge che i vertici Intesa San Paolo, una delle principali banche italiane, hanno ripreso pubblicamente i propri consulenti personal per ‘cattiva condotta’. La loro colpa è quella di aver venduto pochi titoli truffa e aver consigliato troppi BOT ai clienti.

Servizi-Segreti Bancari

Ma le minacce sono ancora più esplicite. I bancari che non vendono titoli truffa o strumenti del risparmio gestito secondo le linee guida della direzione, saranno trasferiti di filiale per dare loro una svegliata.

Trovo inaccettabile un simile comportamento sia se esaminato dal lato del bancario sia dal punto di vista del cliente. E’ gravissimo che le banche facciano pressioni psicologiche sui propri collaboratori per costringerli a vendere i titoli truffa, ossia strumenti finanziari inefficaci e costosi che altro non fanno se non distruggere i risparmi degli investitori. Dall’altro, come può il risparmiatore fidarsi delle banche e seguire i loro consigli o, peggio ancora, aderire ai loro contratti di consulenza se le premesse sono queste?

Gli Istituti e la consulenza bancaria e finanziaria. I venditori di consulenza

Il motivo per cui ti consiglio di creare per conto tuo una solida formazione economica di base è molto semplice.

L’obiettivo delle banche è e resterà uno solo: quello di vendere. Piazzare ad ogni costo titoli truffa, fondi di investimento, polizze vita e quant’altro sia in grado di procurare grossi utili. Non a te ovviamente.

Attraverso la consulenza bancaria e finanziaria gli intermediari altro non faranno se non imbiancare una stanza ammuffita. Pensa per un attimo ad una camera le cui pareti sono marce, completamente infettate da un’umidità che ha fatto radicare una muffa verdastra ovunque. Ora immagina di munirti di vernice, secchio e rullo e di imbiancare le pareti. Forse la stanza sarebbe risanata?

Ovvio che no. Per i giorni successivi all’operazione chi entra in quel locale crederà di trovarsi in un luogo salubre, ma con il passare del tempo si renderà conto che l’ambiente è infestato dalla muffa.

Credo che lo stesso accadrà nei confronti della consulenza offerta dalle banche. Essa è solo un modo per nascondere e legittimare strumenti finanziari pericolosi, come i titoli truffa (le obbligazioni strutturate ma anche le polizze unit ed index linked) o i più tradizionali e inefficienti fondi comuni.

Ma a mano a mano che la cultura finanziaria dei risparmiatori italiani si eleva, la muffa nascosta dietro uno strato di vernice fresca verrà di nuovo fuori.

La difesa contro la mala consulenza

“Ho un modo per evitare di nutrire un sistema che opprime i dipendenti, li minaccia di trasferimento se non raggiungono i budget e che sottrae legittimamente (ma in modo poco etico) i soldi ai clienti?”

La risposta a questa domanda è affermativa ed è molto semplice: continua il tuo percorso verso la crescita finanziaria. Solo in questo modo sarai libero di fare i tuoi interessi. E chissà che Intesa San Paolo e le sue ‘sorelle’ non la smetteranno di strigliare i dipendenti perché questi, presi da scrupolo di coscienza, non mungono i patrimoni dei clienti con i titoli truffa che alle banche fanno tanto comodo.

Se sei un bancario e vuoi raccontare la tua esperienza o se desideri comunque, da risparmiatore, condividere il tuo pensiero, fallo liberamente scrivendo un commento.

E, in omaggio al mio amico Giuliano, “radar sempre accesi!!”

Alla prossima!

Giacomo

16 commenti
  1. Gentilissimo Dottor Giacomo Saver,
    lusingato del tuo omaggio!! 🙂
    Parlo per esperienza personale di cliente, visto che in passato sono stato infarcito di tutto quello che di “poco efficiente” (per essere educati) l’istituto poteva rifilare.
    Al di là del prodotto in sè che la banca mi ha fatto sottoscrivere, la cosa su cui ho lavorato in questi ultimi anni è stata la mia conoscenza che GRAZIE A TE si è esponenzialmente evoluta. Su un punto vorrei riflettere oltre a quanto detto: carpire la fiducia del prossimo. E’ una azione rivoltante, scientemente sviluppata. Non tutti siamo “nati imparati”, ma presentarsi (i gestori) come quelli che hanno la conoscenza assoluta e che dilapidano i sudati risparmi di persone a cui viene letteralmente rubato il futuro, beh lasciamelo dire è vergognoso.
    Metto a disposizione ciò che mi è successo a chi ne vuole sapere di più.
    Scusa se ho rubato tanto tempo e spazio al tuo blog.
    Un caro saluto a tutti e buon fine settimana!

    P.S. la dolce voce di Laura!!! che riascolto sempre volentieri!

  2. Grazie Giuliano per la tua partecipazione molto attiva al blog!!
    Non mi hai scritto durante la settimana della consulenza gratuita, il che mi fa pensare che ormai la tua formazione finanziaria si ad un ottimo livello!!
    Complimenti amico mio e continua così!!
    Io comunque sono sempre a tua disposizione!!

  3. Io penso che il problema principale della consulenza delle banche, soprattutto nelle piccole città, sia il rapporto di fiducia a volte fin troppo amichevole.Se da un lato l’operatare in filiale chiude un occhio offerte (mi viene in mente uno scoperto di fido di 300 euro alle 9?:vabbè non fa niente vieni a versare entro le 13!!) questo viene percepito come un favore e il cliente quasi si sente obbligato a sottoscrivere la qualsiasi perchè “tanto lo conosco, è un amico!”..Ovviamente questo complice come dice giacomo la scarsa cultura finanziaria dei clienti.
    A fine anno ,quando devono raggiungere i budget vedi i direttori di filiale o di reparto salutarti ,fermarti per parlare, per poi cercare ti darti un grosso “pacco” regalo….Una polizza se ti va bene!!

    Complimenti per il blog e la chiarezza con cui esponi i concetti.

  4. Ottimo intervento, Marco!!
    E grazie per i complimenti

  5. Gentiissimo Giacomo,

    io penso che la consulenza nelle banche, sia uno dei modi “alla moda” per riempirsi la bocca. Lo era il benchmark, quando le banche volevano dirti che era necessario, ma serviva per “non gestire” e legarsi ad un indice di riferimento senza poi quasi mai raggiungerlo; lo era il private banking, quando si voleva innalzare un cliente ad uno status più elevato, ma alla fine si proponevano gli stessi prodotti del retail, con copertine più belle; lo è adesso la consulenza, dove la stragrande maggiornaza dei consulenti, non sa neppure di cosa si sta parlando, ma gli hanno detto di proporlo ai clienti, perchè può essere un modo di guadagnare di più per la banca.

    Insomma, la consulenza, resta e rimarrà un qualcosa per professionisti, che si possono aggiornare, confrontare con altri professionisti, e soprattutto, lavorare con i clienti nel tempo, potendoli guardare a faccia alta e puntando sull’acquisire la loro fiducia negli anni.

  6. Giacomo, a leggere articoli come questi c’è da capire il motivo per cui te ne sei andato da “bancario pentito”

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-10-13/scandalo-banche-irlandesi-famiglie-223938.shtml?uuid=AalYanCE

    davvero incredibile la disonestà (impunita) che c’è in giro anche nel modo di operare

  7. gentile dr Saver
    seguo da poco i suoi blog ed apprezzo la sua difesa del risparmiatore-investitore
    A proposito di fondi comuni e di Intesasanpaolo, desidero il suo parere sui fondi della serie eurizon meta e, se sfavorevole come penso, qual’è l’alternativa che permetta di metter da parte piccole cifre mensili per i propri figli, possibilmente senza uscire da casa.
    Altra domanda: posseggo sul conto titoli alcune azioni americane. Ai fini dell’imposta, Vanno conteggiate anche quelle al valore nominale, e se si, è compito della banca depositaria trovarlo? Potrebbe suggerirmi un sito da cui ricavarlo, o indicarmi un percorso di ricerca?
    Grazie

  8. @ Maurizio
    In effetti sono contrario alla maggior parte dei fondi comuni a causa delle elevate commissioni che pagano i sottoscrittori. I fondi Intesa, in particolare, hanno costi complessivi superiori all’1,50% annuo di sola gestione.
    Per risparmiare per i figli hai due possibilità:
    a) lasciare perdere strumenti finanziari complessi:

    https://www.segretibancari.com/investimenti/investimento-e-bambini-le-due-soluzioni-di-poste-italiane/

    b) costruire tu un Pac seguendo una strategia provata, efficace e a bassissimo costo:

    https://www.segretibancari.com/investimenti/investimento-e-bambini-le-due-soluzioni-di-poste-italiane/

    Un caro saluto e grazie per i complimenti!!

  9. Sono appena stata truffata da una banca che offre le carte prepagate. Non vi fidate di questi impostori. E’ vergognoso approfittarsi di chi fa fatica ad arrivare a fine mese, promettendogli di guadagnare 250 euro in più all’anno. Io chiuderò immediatamente il conto!

  10. @ Truffata
    Il tuo commento è stato modificato perché troppo diretto. Resta comunque assolutamente chiaro il messaggio al di là dei nomi e cognomi 🙂

  11. Ahahaha hai ragione l’unica cosa che ho omesso è il mio vero nome, ma così ho espresso al meglio il mio stato d’animo.
    Grazie per l’articolo.

  12. Ciao Giacomo, complimenti sei unico, a proposito di commissioni bancarie sui fondi, vorrei se possibile una precisazione, se ho un fondo e la gestione annuale è del 1,5%, questa percentuale è sul capitale o sulla plusvalenza se c’è, ciao grazie

  13. @ Anonimo
    Grazie per i complimenti 🙂
    La commissione di gestione si applica sempre sull’intero controvalore del fondo e non solo sulla performance. A volte esiste addirittura una doppia commissione (detta per l’appunto di performance) che si aggiunge all’altra. Per la gioia degli investitori che ottengono poco o nulla dai propri risparmi…

  14. Un’altra fregatura sono i contratti di consulenza Evoluta 6, che non servono a niente, ti mandano a casa solo dei grafici e se hai fondi azionari che rischiano il tracollo ,nessuno ti avverte di correre ai ripari. Non fateli: i vostri sudati e onesti guadagni finiscono nelle casse delle Banche, alla faccia vostra.

  15. In più con Evoluta Sei, rischi di perdere 600 euro all’anno, fino a fine contartto, risucchiati dal tuo conto.

  16. @ Alessandro
    Purtroppo le banche vendono prodotti, ma non hanno un metodo per investire. Prima di cliccare sul prossimo sito dai un’occhiata qui, ti assicuro che è molto istruttivo…

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