Promotori Finanziari: chi è e che cosa fa il promotore finanziario

promotore finanziario

Promotore finanziario: chi è, cosa fa, come si diventa, quanto guadagna e quali garanzie offre ai clienti. Tutto sui promotori finanziari.

Articolo aggiornato il 23 agosto 2021

Cosa fa il promotore finanziario?

Il promotore finanziario è un agente monomandatario o un dipendente bancario abilitato all’offerta fuori sede di prodotti e servizi finanziari ed iscritto ad un apposito albo. In breve si tratta di un professionista che si occupa, in prevalenza, della ricerca di nuovi clienti cui proporre soluzioni di investimento.

Nella veste di dipendenti i promotori finanziari percepiscono uno stipendio, cui si aggiunge un incentivo variabile legato al collocamento di determinati servizi o prodotti che l’intermediario vuole “spingere”. Se si tratta di un agente, invece, la sua remunerazione dipende esclusivamente dalle provvigioni percepite in base ad una tabella fornitagli dalla società mandante.

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Come si diventa promotore finanziario?

Per diventare promotori finanziari è necessario dimostrare di avere appositi requisiti di onorabilità e di professionalità. Dal primo punto di vista è necessario, in breve, aver la fedina penale pulita, ossia non essere stati soggetti a condanne.

I requisiti di professionalità, invece, mirano a verificare che il promotore finanziario abbia una buona conoscenza della finanza, degli investimenti e delle normative di riferimento. Esistono due forme di “professionalità”.

Prova valutativa

Per diventare tale l’aspirante promotore deve superare un esame, che si compone di una prova scritta e di un colloquio orale. Si tratta della modalità di accesso all’albo più comune. Essa, tuttavia, prevede lo studio di diverse materie quali:

  • diritto finanziario
  • tecnica bancaria
  • economia dei mercati finanziari
  • strumenti e tecniche di investimento
  • matematica finanziaria.

Carriera lavorativa

Può iscriversi all’albo e diventare promotore chi ha lavorato per almeno tre anni per una banca svolgendo mansioni di consulenza o di vendita di titoli e strumenti finanziari. Questa norma è stata inserita per permettere ai dipendenti delle banche di accedere all’albo senza dover superare la prova valutativa.

Ciò ha favorito il deflusso di personale bancario dalla qualifica di dipendente verso quella di agente, esasperando la vocazione commerciale di questi ultimi. Se prima i promotori finanziari erano dipendenti con uno stipendio, ora gli stessi sono agenti che guadagnano solo se vendono prodotti costosi alla clientela.

Quanto guadagna un promotore finanziario?

Lo “stipendio” di un promotore finanziario dipende, anzitutto, dall’inquadramento contrattuale. Se si tratta di un dipendente di banca il reddito netto oscilla tra i 1.500 ed i 3.000 euro al mese, a seconda della qualifica (impiegato o quadro direttivo).

Se, al contrario, il promotore è un agente il suo statino provvigionale varia a seconda dell’abilità che questi ha nella vendita di prodotti onerosi alla clientela. I promotori finanziari, infatti, prendono una percentuale sia dei costi di ingresso che il cliente paga sui prodotti/servizi venduti sia delle commissioni annue di gestione pagate indirettamente dagli investitori (management fee).

Il guadagno di un promotore può arrivare a 30.000 € euro al mese o più, a seconda di quanto è grande il proprio portafoglio, di quanto esso viene fatto girare e di quanto il professionista spreme i clienti per massimizzare il proprio tornaconto.

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Quali garanzie offre il promotore finanziario?

Il promotore, oltre ad essere iscritto ad un apposito Albo ed essere soggetto a controllo da parte dell’OCF, offre anche una garanzia patrimoniale in caso di frodi. Intendo dire che la società mandante, la banca per la quale il promotore opera tanto per capirci, è responsabile in solido dei danni fatti al cliente.

Occorre tuttavia essere accorti. Ad esempio la normativa prevede che il promotore finanziario non possa ricevere somme di denaro da parte del cliente. Se l’investitore consegna al professionista del contante, poiché l’operatività non è prevista dalla legge, non vi saranno tutele in caso di truffa.

Ci sono stati, purtroppo, casi di frodi in cui i promotori finanziari hanno incassato denaro da parte di ignari clienti per poi svanire nel nulla con il bottino. Ricorda: se vuoi investire con un promotore consegnagli sempre e solo assegni intestati alle società prodotto (SGR, SIVAC, ecc) ma mai a lui.

Più complessa è la tutela dell’investitore in caso di mala consulenza. Il promotore finanziario, infatti, prima di fare sottoscrivere un qualsiasi prodotto o servizio di investimento fa firmare al cliente il questionario MIFID. Da ciò deriva che eventuali perdite derivanti dalla sottoscrizione di prodotti di investimento compatibili con ciò che il cliente ha dichiarato non saranno risarcite.

Hai bisogno di un promotore finanziario

L’investitore consapevole non ha bisogno di affidarsi ad alcun promotore. Quest’ultimo, infatti, dimentica presto le nozioni teoriche sulla costruzione dei portafogli per concentrarsi, al contrario, sulla vendita dei prodotti. Ciò non solo frustra la professionalità di chi crede che, diventando un promotore finanziario, potrà dedicarsi all’attività di consulenza, ma crea danni agli investitori.

I clienti dei promotori, in breve, avranno portafogli che rispondono a logiche commerciali, che seguono le mode e le tendenze e che sono particolarmente costosi. Per questa ragione è preferibile imparare ad investire da soli, acquisendo le nozioni che servono e fare da sé nell’amministrazione del proprio denaro.

Think different. Invest differently

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

4 commenti
  1. Bravo Giacomo!
    Proprio ieri in Banca I****A mi hanno “offerto” gentilmente di passare dal dipendente al promotore (che peraltro opera in altra sede!), con la scusa che il promotore avrebbe molti clienti in meno da seguire e quindi più tempo da “dedicarci”, per non parlare del fatto che i promotori possono uscire dalla banca e venire in ufficio, a casa (e perchè non anche sul metrò o sotto la doccia?!)
    L’improvviso istinto materno-bancario di Banca I****A mi ha fatto sentire subito a disagio.
    La risposta cordiale, ma ferma, è stata che i venditori mi perseguitano già al telefono per le tariffe su luce e gas e al citofono i testimoni di geova non si stancano mai; ci mancano sono i promotori di Banca I****A in cucina!!!
    Spero che tutto ciò accada “solo” per cercare di scaricare il fardello dei dipendenti sulle nostre spalle o per vendere qualche prodotto in più e non perchè si sono accorti che ci siamo fatti crescere dentini un po’ più aguzzi e abbiamo iniziato pian pianino ad aprire gli occhi in tanti, diventando “ingestibili” per i venditori meno astuti.
    Sono proprio contento di questo articolo perchè mi ha confermato di essere sulla strada giusta e ringrazio Giacomo che ci aiuta quotidianamente nel duro lavoro di cercar di capire il contesto in cui ci muoviamo!

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    1. @ Giuseppe
      Grazie a te perché con la tua testimonianza dimostri che non racconto frottole 🙂
      Inoltre scrivi con uno stile scorrevole e divertente. Non ti nascondo che ho riso mentre leggevo il tuo commento!!
      Alla prossima…

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  2. Ciao Giacomo, io ti volevo porre una domanda: mi hanno offerto un posto di lavoro in una banca assicurativa, con un contratto indeterminato. Mi hannio detto che entrerò come dipendente per poi, come sai, salire di livello.
    Mi potresti dare un’informazioni in riguardo? Grazie mille

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    1. @ Gennaro
      Sei Off Topic. Se desideri scrivimi sulla fan Page di Segretibancari su Facebook. https://www.facebook.com/segretibancari/ Grazie.

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