Diversificare gli investimenti funziona ancora?

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Il crollo del 2020 ha messo in dubbio l’efficacia della diversificazione. Colpa del COVID o qualche cosa è cambiato per sempre?

Diversificare gli investimenti, in pratica

La diversificazione è un concetto tanto semplice quando sconosciuto o, nella migliore delle ipotesi, male applicato. Soprattutto dopo che il crollo del 2020 ne ha mostrato la fragilità.

Quando i mercati scendono, in breve, tutto precipita. Ma diversificare gli investimenti funziona ancora, a patto di sapere cosa fare ed avere il corretto approccio.

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La correlazione

Dividere le uova tra panieri diversi serve a poco, se tutti i cesti viaggiano insieme. Per questo una diversificazione efficace deve basarsi sul concetto di correlazione imperfetta.

In pratica la diversificazione riduce i rischi, a parità di guadagni, o aumenta i profitti a parità di rischio a patto che il grado di correlazione tra i pezzi del portafoglio sia minore di 1.

Questo è un concetto innovativo nella costruzione di un pacchetto di investimenti. In breve ogni classe di attivo che si sceglie deve sposarsi in modo armonioso con le altre, così da ridurre il grado di correlazione (o interdipendenza) complessiva.

Secondo uno studio fatto da Morningstar il coefficiente di correlazione tra le asset class è cresciuto molto, negli ultimi anni. Ma, a dispetto di ciò, è ancora possibile costruire portafogli efficaci.

I limiti della diversificazione

In passato i bond ad alto rendimento in dollari e i titoli di stato dell’area euro erano poco correlati. Il coefficiente, però, è cresciuto passando da 0,24 a 0,77.

Allo stesso modo la correlazione tra azioni Usa ed emergenti Europa è arrivata allo 0,92. Questo sembra evidenziare due limiti della diversificazione degli investimenti.

Gli effetti della globalizzazione

Senza dubbio un mondo più interconnesso è un sistema in cui i mercati finanziari mostrano andamenti piuttosto simili. Ad esempio nel lungo periodo, ovvero su parecchi decenni, sia gli Usa sia l’Europa hanno mostrato rendimenti azionari simili, nell’ordine del 10% annuo.

Risultati analoghi si riscontrano nelle azioni emergenti e in quelle giapponesi. Nel lunghissimo periodo, quindi, la diversificazione non è così efficace poiché i mercati tendono a convergere.

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Diversificazione e panic selling

Nei momenti di crollo dei mercati le correlazioni “saltano“. In breve le persone, in preda al panico, corrono a vendere tutto. Ciò fa precipitare le quotazioni di tutte le attività. In questo contesto la diversificazione perde efficacia.

Per fortuna, però, si tratta di un fenomeno di breve durata.

Come diversificare gli investimenti

Alla luce di quanto abbiamo visto è naturale domandarsi se abbia ancora senso diversificare il proprio portafoglio, e come farlo.

Anzitutto è bene ricordare che la diversificazione funziona nel medio periodo, che è quello in cui opera la maggior parte degli investitori. Se in determinate situazioni (leggi: panico) le correlazioni saltano e se su diversi lustri i mercati si muovono in modo allineato, nel medio termine c’è uno sfasamento importante tra le asset class.

Inoltre la diversificazione offre il vantaggio di offrire un ristoro psicologico. In breve la consapevolezza che abbiamo diversi strumenti in portafoglio ci aiuta a non farci prendere dal panico quando tutti vendono.

In breve la diversificazione protegge l’investitore da se stesso mettendolo al riparo da sbagli devastanti.

Le 5 D della diversificazione

Una diversificazione è efficace quando rispetta queste 5 dimensioni:

  • diversificazione per strumento
  • per valuta
  • per emittente
  • per scadenza
  • per tipo di attività.

Mettendo in pratica questi semplici principi e costruendo un portafoglio “sostenibile” a livello psicologico i risultati non tarderanno ad arrivare. Essi, inoltre, saranno stabili e duraturi e permetteranno un accumulo costante della ricchezza nel corso del tempo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

3 commenti
  1. Ciao,
    Per esempio mi pare che, durante il crollo di marzo 2020 e poi anche nel successivo periodo di recupero, l’azionario globale è stato correlato negativamente con l’obbligazionario governativo USA.
    Non vi sembra?
    Tony

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  2. Buongiorno, ottimo articolo al solito, ma pensavo… qualora la parte azionaria fosse investita solo attraverso gli ETF, pur con emittente diverso, lo strumento è sempre lo stesso. La “diversificazione per strumento” come potrebbe avvenire escludendo l’acquisto singolo di azioni oltre ai, già citati etf? Grazie e buona giornata

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    1. @ Marco
      Grazie per la domanda. Per “strumento” intendo ad esempio azioni e obbligazioni. Gli ETF sono contenitori di strumenti finanziari, per cui il discorso è diverso.

      Rispondi

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