Buoni Postali Indicizzati

Buoni postali Indicizzati: che cosa sono, a chi servono e come funzionano?

I Buoni Postali indicizzati sono uno dei migliori prodotti di investimento di Poste italiane. Ma creano qualche difficoltà, poiché non sempre il loro funzionamento è chiaro.

buoni-postali-indicizzatiIn questo post saprai tutto sui buoni postali indicizzati, su quando e come usarli per una strategia di investimento a prova di bomba.

Investimenti Poste Italiane

Non tutti gli investimenti di Poste Italiane sono validi. Alcune offerte, apparentemente allettanti, sono da scartare a priori poiché sono costruite in modo tale da rendere poco o nulla. Sto parlando di questi strumenti. I buoni postali, invece, sono prodotti interessanti e validi perché:

  • sono privi di costi (ad eccezione dell’imposta di bollo)
  • sono liquidi, poiché possono essere rimborsati in qualunque momento senza oneri né penalità
  • sono semplici da capire: versi una certa somma e al momento del rimborso la ritiri maggiorata degli interessi.

I Buoni Postali Indicizzati

Si tratta di una forma particolare di investimenti di Poste Italiane che offrono un tasso di rendimento variabile e formato da due componenti: una quota fissa, stabilita al momento dell’emissione e costante per tutta la durata del titolo ed una parte variabile pari al tasso di inflazione italiana (misurato dall’indice FOI disponibile qui).

I buoni non pagano interessi periodici, ma rimborsano il capitale e gli interessi insieme alla scadenza. Se rimborsati entro i primi 18 mesi dall’emissione rimborseranno solo il capitale. A differenza di altri investimenti di poste italiane non subirai perdite nemmeno in questo caso, ma rinuncerai ai soli interessi.

Allora i buoni postali indicizzati vanno bene solo se mi aspetto che i prezzi crescano, mentre se l’inflazione è bassa sono da evitare?

NO. Prima di scoprire perché questa affermazione è sbagliata, vediamo insieme che cosa è l’inflazione.

Inflazione e investimenti

L’inflazione è un tasso di variazione. Essa misura il livello di crescita dei prezzi. Ne segue che una discesa del tasso di inflazione non significa che i prezzi scendono, ma solo che salgono di meno. Lo scenario di deflazione si verifica solo se i prezzi scendono ed il tasso di inflazione diventa negativo.

L’inflazione è un nemico dei tuoi investimenti, poiché ne riduce il potere di acquisto. Immagina di prestare la tua auto ad un amico e di vedertela restituire senza volante e priva di uno sportello. Se i prezzi salgono, a scadenza avrai gli stessi soldi investiti, ma il loro potere di acquisto ti permetterà di comprare meno cose di quelle che avresti acquistato all’inizio.

Proprio come nell’esempio del prestito dell’auto.

E la cosa grave è che questo accade anche con tassi di inflazione bassi, per periodi lunghi.

A chi sono adatti i buoni postali indicizzati

Se l’inflazione diventa negativa i buoni postali indicizzati pagheranno il solo interesse fisso (detto interesse reale) che rappresenta il limite minimo al di sotto del quale non si scenderà MAI. Quindi con questi strumenti non è possibile perdere, in nessun caso. Se l’inflazione è bassa i buoni conservano la loro efficacia per due ragioni:

  • il loro rendimento complessivo è comunque superiore a quello di altri investimenti a breve scadenza. Nel momento in cui scrivo l’inflazione viaggia intorno allo 0,70% annuo mentre l’interesse reale dei buoni postali indicizzati è dello 0,75%. Ciò significa, all’incirca, un rendimento annuo dell’1,75% superiore a quello di un CCT e competitivo rispetto ad un conto deposito;
  • se l’inflazione crescerà nei prossimi anni anche il rendimento dei buoni si alzerà, proteggendo il valore dei tuoi risparmi.

Per queste ragioni chiunque si ponga la domanda di come investire i suoi soldi dovrà averne una parte in portafoglio. Il futuro è incerto e la migliore strategia per investire è quella di diversificare molto. Non solo tra diversi investimenti di Poste italiane (affiancando ad esempio agli indicizzati i buoni 3×4 e un libretto) ma anche tra diverse tipologie di remunerazione.

Un buon portafoglio obbligazionario dovrà infatti contenere sia titoli a tasso fisso, sia titoli a tasso variabile sia obbligazioni (e buoni postali) indicizzati all’inflazione. Se hai domande, dubbi o curiosità a proposito degli investimenti di poste italiane e dei buoni postali indicizzati sono a tua disposizione nei commenti.

Rendi interattivo questo post scrivendo un commento e FALLO CIRCOLARE se lo ritieni utile, condividendolo su Facebook, twitter o mandando il link ad un amico. Grazie.

Giacomo Saver, investire in modo consapevole, semplice ed indipendente

75 commenti
  1. Buongiorno, dovendo scegliere tra un conto deposito tipo you banking e un buono indicizzato all inflazione lei cosa mi consiglia? Complimenti per il sito! Grazie.

    Rispondi
    1. @ Maurizio
      Direi che le alternative sono abbastanza simili dal punto di vista del rischio. Il CD è coperto dal fondo interbancario, mentre il buono ha la garanzia dello Stato. Io starei sullo strumento che rende di più…
      Grazie per i complimenti!!

      Rispondi
  2. Salve Giacomo,
    ho dato un’occhiata rapida ai buoni fruttiferi postali sul sito delle poste. A mio modesto parere, sono più convenienti i conti deposito. Cosa mi dice a riguardo? Soprattutto in un’ottica di breve-medio termine, garantiscono rendimenti maggiori; senza considerare la comodità di operare e spostare il capitale da casa.
    Qual è il buono fruttifero postale con il rendimento annuo netto più alto?
    Grazie per la risposta.

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Concordo con Te. Sul breve periodo sono più convenienti i conti deposito rispetto ai buoni postali. Semmai la controindicazione sta nel fatto che i conti deposito devono essere ‘seguiti’ poiché le condizioni cambiano e vista l’offerta variegata non c’è un prodotto migliore in assoluto.

      Dovrai sondare il terreno e scegliere di volta in volta il conto migliore che offre più rendimento per le scadenze che ti interessano e che offra il miglior margine di sicurezza. Buoni postali convenienti nel breve periodo e solo per pochi mesi non ce ne sono, purtroppo.

      Rispondi
  3. Caro Giacomo,
    stavo giusto valutando la possibilità di comperare un btpi, scadenza 2021(ad oggi sotto 100) oppure l’equivalente avente scadenza 2023.
    Li ritiene meno convenienti?
    Che differenza di costi vi sono tra questi prodotti e i buoni postali?
    L’imposta sugli interessi si paga in entrambi i prodotti immagino.
    Mi scuso in anticipo se le domande possano sembrare banali e complimenti per i post, sempre molto utili.

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Grazie per i complimenti, caro Alessandro. I BTPi rendono di più dei buoni postali, sono indicizzati all’inflazione europea (e non a quella italiana) e hanno un prezzo di mercato che oscilla ogni giorno.
      Sono quindi indicati se intendi tenerli fino alla scadenza, poiché in caso di vendita anticipata potresti non riprendere per intero il capitale investito.

      I buoni postali non hanno costi di emissione, i BTPi sì ma parliamo dello 0,20 – 0,30% a seconda della commissione che la tua banca applica per la compravendita. In ogni caso il costo andrà pagato una sola volta.

      Non preoccuparti per le domande: tutte sono legittime e da rispettare ed io rispondo sempre volentieri a tutti. Un caro saluto e buona settimana…

      Rispondi
  4. Ciao Giacomo,
    volevo chiederti se potevi spendere due parole su cosa sono i SICAV, sono parenti stretti dei Fondi Comuni ? però hanno una gestione\spesa diversa dai fondi?
    grazie ancora per i post che scrivi, non mollare…

    Rispondi
    1. @ Fabietto
      Le SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile) sono di fatto anch’esse fondi comuni. Le trovi soprattutto tra i ‘lussemburghesi’, poiché per ragioni storiche in Italia questo prodotto non ha avuto un grande sviluppo.
      Come costi sono praticamente identici ai fondi con la differenza che teoricamente una Sicav può fallire e risucchiare il tuo capitale, mentre un fondo no perché il patrimonio del fondo è separato da quello della società di gestione, mentre nel caso della Sicav purtroppo no.
      Un caro saluto e a presto. E tranquillo: non mollo.

      Rispondi
  5. Ciao Giacomo, io ho giusto cominciato un PAC per la pensione integrativa da questo mese con i buoni fruttiferi postali indicizzati all’ inflazione.
    250€ per ogni mese è quello che per ora posso permettermi, ho aperto un banco posta click a zero spese solo per questo e ogni mese verserò questa cifra (o almeno questa cifra); zero imposte di bollo sino alla fatidica soglia dei 5000 €.
    Pensi che più in la sia opportuno investire anche in btp€i con scadenze molto lunghe?
    Inoltre se posso volevo chiederti se la detrazione ai fini di legge per investimenti ai fini pensionistici non compensa in alcun modo la scelta delle classiche pensioni integrative?
    Grazie in anticipo e complimenti vivissimi.

    Rispondi
    1. @ Stefano
      Se il momento del tuo pensionamento è molto lontano nel tempo forse è meglio scegliere i BTPi che offrono rendimenti più alti dei buoni postali. I buoni indicizzati hanno il grande pregio di poter essere rimborsati al nominale e non avere oscillazioni di prezzo ma se tanto quei soldi non ti serviranno per parecchi anni questa opzione è inutile per te.

      I vantaggi fiscali dei fondi pensione ci son, ma non sono così “forti” come sembrerebbero perché le prestazioni a scadenza sono comunque tassate (almeno in parte). Ti abbraccio e ti auguro buona giornata. Per qualunque cosa sono qui per te e per tutti gli Amici che mi scrivono.

      Rispondi
  6. In caso di privatizzazione delle poste cosa succederà ai vecchi buoni garantiti dallo stato?

    Rispondi
    1. @ Gabriele
      Onestamente non lo so. Teoricamente l’avallo dello Stato dovrebbe ancora essere valido. Un caro saluto e stiamo a vedere 🙂

      Rispondi
    2. I buoni postali, così come i libretti, sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Poste Italiane si limita a collocarli tramite la sua rete capillare. Di conseguenza non accadrebbe nulla nel caso Poste Italiane venisse privatizzata.
      La garanzia su buoni e libretti postali è doppia. In prima istanza dell’emittente, Cdp appunto, e in seconda istanza dello stato italiano (garanzia esplicitata direttamente in ogni foglio informativo.
      Anche Giacomo, nel suo peraltro ottimo post, si è dimenticato di Cdp. Non dimenticativi di Cdp. Ha tanti bei soldini.
      Al 30 giugno 2013 lo stock di Risparmio Postale comprensivo di Libretti postali e
      di Buoni fruttiferi di pertinenza CDP (non sono compresi i buoni emessi prima del 13/04/2001 di pertinenza del MEF, oltre 81 miliardi di euro a fine 2012) ammonta complessivamente a 236.309 milioni di euro.

      Rispondi
      1. @ Killer
        Grazie per la tua precisione e per il grandissimo aiuto che dai a me ed agli Amici che ci seguono con le tue informazioni sempre puntuali ed aggiornate.

        Rispondi
  7. Volevo avere un quadro di paragone tra BTPi e buoni postali indicizzati a proposito del valore capitale e degli interessi mi spiego meglio:
    -per i BTPi in qualsiasi momento posso sapere il valore in più o in meno del capitale e ogni sei mesi vengo a conoscere l’interesse fisso più la rivalutazione del capitale in base alla svalutazione che si è avuta nel periodo;il problema è che io dovrei teoricamente reinvestire tutto subito per sfruttare al meglio la rivalutazione stessa.
    Per quanto riguarda invece i buoni postali cosa succede?posso conoscere in modo semplice(internet) la variazione del capitale e la sua rivalutazione più gli interessi e questi vengono distribuiti(se si con che periodicità) oppure vanno direttamente in conto capitale ipotesi che migliorerebbe sicuramente il rendimento ma ,per quanto mi riguarda renderebbe ancora più importante la necessità di conoscere periodicamente il loro valore senza recarmi continuamente all’uff. postale.Grazie mille e complimenti per gli articoli

    Rispondi
    1. @ Carlo
      Grazie per l’osservazione. I BFPi non pagano interessi periodici, ma li capitalizzano fino alla scadenza. Inoltre rispetto ai BTPi offrono rendimenti inferiori, il che ‘compensa’ il fatto che non espongono al rischio di oscillazione di prezzo.

      e’ possibile conoscere il valore del capitale e degli interessi maturati cliccando su questo link ed inserendo i dati del buono:

      http://portalecdp.cassaddpp.it/cdp/Risparmiatori/Calcolorendimentibuonipostali/index.htm

      Grazie per i complimenti e alla prossima 🙂

      Rispondi
  8. Ciao Giacomo.
    ero intenzionato ad investire nei bfpi, ma ho visto che con l’ultima serie siamo passati dal 1% allo 0,75% e questo mi ha portato ad blocco psicologico sull’acquisto.

    Considerato il momento…. meglio aspettare rendimenti bfpi migliori e cercare altre formule d’investimento nel frattempo o continuare ad investire lo stesso anche se con rendimenti minori?

    PS: Grazie per il tuo aiuto.. non solo su questo argomento ma in generale per fare un po di luce su questioni che a volte sembrano sempre più complicate quando presentate da quelli che si reputano “consulenti” 😀
    Continua Così!
    ciao.

    Rispondi
    1. @ Sandren
      Diciamo che la risposta alla tua domanda dipende dal tempo che puoi dedicare al monitoraggio degli investimenti. Se hai tempo e buona volontà puoi posticipare la sottoscrizione di buoni postali indicizzati e nel frattempo ottenere guadagni maggiori con un conto deposito.

      Lo svantaggio sta nel fatto che mano a mano che scadono i vincoli e le promozioni dovrai cambiare conto, e essere sempre aggiornato sulle migliori offerte disponibili. Se, al contrario, non vuoi perdere troppo tempo sottoscrivili ugualmente.

      Quando ci saranno delle serie migliori potrai sempre riscattare i buoni vecchi e cambiarli con quelli nuovi. Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
  9. Egr.Dott.SAVER,
    sappiamo che i titoli indicizzati all’inflazione sono un’assicurazione contro il futuro andamento dei prezzi.
    Attualmente l’inflazione in Italia e’ a livelli molto bassi (ho letto che per il 2013 è stata pari all’1,2%, 0,70% a dicembre), così pure i tassi d’interesse a breve termine.
    Anche secondo me sono più convenienti i Conti Deposito soprattutto in un’ottica di breve-medio termine; garantiscono rendimenti maggiori, sono garantiti dal FITD per importi fino a 100.000 Euro e sono gratuiti in quanto la maggior parte delle Banche non applicano spese e si accollano l’imposta di bollo.
    La ritenuta fiscale sugli interessi maturati è del 20%.
    Per i Buoni indicizzati invece l’interesse reale attualmente e dello 0,75% (serie J43), oltre al recupero del tasso di inflazione annuale calcolato dall’Istat, sono soggetti a ritenuta fiscale del 12,50% sugli interessi e all’imposta di bollo (0,20% da gennaio 2014) se il valore di rimborso è superiore a 5.000 Euro.
    Il fatto che i Conti Deposito vanno monitorati nel tempo per essere certi di essere tra quelli che offrono i migliori rendimenti non può che essere una piacevole occupazione.
    Attendo il suo commento.
    Grazie,
    GEO.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Condivido al 100% quello che scrive, caro Amico. Il ‘problema’ è che non tutte le persone sono attente ed appassionate come lei e non tutti vogliono prendere parte al processo di investimento dedicando del tempo nel seguire le migliori offerte.

      Per questo motivo ho scritto che chi non vuole seguire l’andamento dei conti deposito farà comunque bene a scegliere i buoni postali indicizzati. Oltretutto potendo essere rimborsati in qualunque momento, se usciranno delle serie migliori il passaggio dal buono vecchio al nuovo sarà presso che indolore.

      Grazie a lei per essere un “TOP COMMENTATORE” su questo sito. A presto!!

      Rispondi
  10. Grazie Giacomo per le preziose spiegazioni,

    sono molto attirato dai buoni fruttiferi indicizzati all’inflazione ma come scritto nel commento da Geo, i conti deposito li vedo in questo periodo preferibili, al momento ho Rendimax.

    Ho visto che c’e Deposito Sicuro di Banca Marche che per il Vicolato arriva al 3,4%, siccome la banca al momento è commisariata non capisco il livello di rischio che c’è.

    Grazie Gabriele

    Rispondi
    1. @ Gabriele
      Il fatto che la banca sia commissariata significa che è amministrata da ispettori della Banca d’Italia per evitare ulteriori danni. Ciò, tuttavia, è espressione di una mala gestione che ha affossato l’istituto e non è detto che i commissari riescano a risollevarla potendo essa finire in liquidazione coatta amministrativa.
      Un caro saluto e a presto…

      Rispondi
  11. Salve Sig. Giacomo, Cosa succederebbe se l’inflazione non sale, ma al contrario va in negativo? (sempre se possa andare in negativo). Cosa succederebbe al capitale investito?

    Rispondi
    1. @ Piergiorgio
      Il capitale crescerebbe al solo tasso di rendimento reale. Per definizione i buoni postali indicizzati non ammettono un decremento del loro valore in presenza di un’inflazione negativa.

      Rispondi
  12. Approfitto dell’ utilissimo blog e della presenza di Killer in pensione che mi sembra un ex addetto delle poste per chiedere come queste si comportano coi buoni cointestati nel caso in cui uno degli intestatari venga a mancare…e cioè se dopo la pratica di successione il buono viene rimborsato ponendo cosi fine ad interessi elevati perchè tale buono era stato emesso anni fa. Grazie

    Rispondi
    1. Gabriele, ex killer sì… ex dipendente delle poste no 🙂
      No, il buono non viene rimborsato a meno che non se ne chieda il rimborso. Te lo dico anche per recente esperienza diretta.

      Rispondi
      1. Ah grazie Killer,meno male che nella competenza non sei un ex…..cordiali saluti

        Rispondi
  13. Egr.Dott.SAVER,
    prendo atto di questo grato riconoscimento per provare ad affrontare altri due prodotti finanziari legati all’inflazione e avere anche questa volta il suo autorevole giudizio.
    Mi riferisco ai BTP Italia e ai BTP indicizzati.
    Secondo me anche questi strumenti rendono più dei Buoni Postali indicizzati.
    Ma qual’è meglio?
    Il BTP Italia che ha una scadenza di 4 anni, propone con la quinta emissione di Novembre 2013, un tasso cedolare (reale) annuo minimo del 2,15% al quale va aggiunto il tasso d’inflazione italiana maturato nei sei mesi di riferimento.
    I BTPi sono indicizzati all’inflazione europea (e non a quella italiana) e hanno un prezzo di mercato che oscilla ogni giorno.
    Sono quindi indicati se si intende tenerli fino alla scadenza, poiché in caso di vendita anticipata si potrebbe non riprendere per intero il capitale investito.
    A differenza dei BTPi, per i quali gli interessi pagati sono “reali”, poiché la rivalutazione del capitale investito sarà percepita alla scadenza, i BTP Italia accreditano la parte d’inflazione maturata ogni sei mesi e, all’atto del rimborso (quattro anni dopo il collocamento), viene riconosciuto il valore nominale iniziale, maggiorato della sola inflazione rilevata negli ultimi sei mesi.
    Per questi prodotti non c’è la copertura del FITD.
    A Lei il consueto commento di chiusura.
    GEO.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Ottima e giusta analisi. Diciamo che i BTP Italia hanno un’oscillazione di prezzo più contenuta di molti BTPi grazie al fatto che la durata dell’investimento è contenuta. Inoltre hanno il vantaggio di restituire il capitale rivalutato alla fine e a tenerlo distinto dagli interessi pagati semestralmente.

      Lo svantaggio sta nel fatto che il BTP Italia ha una durata non abbastanza lunga per proteggere il capitale dall’inflazione, i cui effetti sono devastanti soprattutto nel lungo periodo.

      Per contro i BTPi sono indicizzati all’inflazione europea e quindi meno protettivi rispetto a quella italiana. Secondo me in un portafoglio diversificato è bene avere entrambi gli strumenti, così da diversificare e compensare i pregi dell’uno con i difetti dell’altro.

      Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  14. Per diversificare il portafoglio, con la prospettiva di una rivalutazione del cambio dollaro USD sull’euro, ha senso inserire l’ETF iShares $ TIPS (IE00B1FZSS47).

    Grazie

    Rispondi
    1. @ Gemma
      Assolutamente sì… Un caro saluto.

      Rispondi
    1. @ Enrico
      Grazie per la segnalazione. Le parole del “mondo nuovo” fanno riecheggiare nella mia mente la 2nuova era” di crescita grazie ad internet ed alla innovazione tecnologia dei primi mesi del 2000 🙁
      In genere esiste un fenomeno detto “ritorno in media” per il quale a periodi di bassa inflazione ne seguiranno altri di elevata inflazione. I prezzi sono bassi essenzialmente perché c’è una crisi di consumo ma non appena la domanda ripartirà la prima cosa che salirà saranno proprio i prezzi.

      Con molte aziende che chiudono o hanno gli impianti sottodimensionati, sarà impossibile soddisfare la domanda per cui i mercati troveranno il proprio equilibrio in corrispondenza di prezzi più elevati. In my opinion ovviamente…

      Rispondi
      1. Grazie! 🙂

        Rispondi
  15. ciao cosa ne pensi di poste vita futuro certo è sempre assicurazione.?e se vuoi uscire dal contratto perdi le spese??tu cosa mi consiglieresti di investire con buoni fruttiferi ma sono bassi grazie ancora e scusami se sono insistente ma io di queste cose capisco poco buona giornata sei sempre disponibile …

    Rispondi
    1. @ Emilia
      Grazie per i complimenti cara Emilia. Secondo me il contratto PosteFuturo Certo è da evitare in quanto una costosa ed inefficiente assicurazione sulla vita.
      Certo che i tassi sono bassi, purtroppo, ma non credere che le polizze siano in grado di darti migliori rendimenti, soprattutto se consideri che investono in strumenti finanziari ‘sicuri’ e che sono piene di costi.

      Continua, secondo me, ad investire in buoni postali e non avrai sorprese nè costi nascosti. Per qualunque cosa sono qui e ti auguro buona settimana…

      Rispondi
  16. Ciao Giacomo, a tuo parere cosa cambierà in termine di sicurezza per i buoni postali ora che le Poste saranno privatizzate? Ho quasi il 40% del mio capitale investito in Buoni Postali. Grazie!

    Rispondi
    1. @ Alberto
      Assolutamente niente. I Buoni postali sono emessi dalla Casa Depositi e Prestiti mentre gli uffici postali sono solo dei ‘collocatori’. Ma ne parleremo meglio in un post sull’argomento. Un abbraccio…

      Rispondi
  17. Ho iniziato da poco a investire in bfpi, ma ora che il tasso e’ sceso credo proprio di aumentare il portafoglio di Btp Italia. Siamo 2,15% contro 0,75% oltre la rivalutazione, anche se nel bfpi gli interessi sono capitalizzati e il Btp li paga semestralmente credo proprio che con uno scarto del 1,40% conviene puntare sul Btp Italia, cosa ne pensi……….

    Rispondi
    1. @ Alex2
      Sono perfettamente d’accordo con te. I miei clienti ed io abbiamo fatto altrettanto. Inoltre la durata breve del BTP ITalia ci mette al riparo da possibili cadute di prezzo. Un abbraccio…

      Rispondi
  18. Ho sottoscritto euro 15.000 BTPItalia a 101,28 resto nel dubbio se ho fatto bene oppure male…..alternativa il BFPi, chiaramente ho pagato circa 15.200 euro…..se compravo BFPi non avevo questo maggior prezzo!!!!
    Mi puoi dare un pò di conforto……………..

    Rispondi
    1. @ Alex2
      Il BTP ITalia rende di più di un BFPI. Il fatto di averlo pagato oltre 100 non significa nulla se le cedole che incasserai sono più alte.
      Per quanto riguarda i bond non è importante il solo prezzo di acquisto, quello che conta è il rendimento netto:

      http://youtu.be/T_Url5F4HFw

      Rispondi
  19. Salve,
    la seguo sempre con molto interesse!
    Le chiedevo se a suo parere avendo a disposizione solo 250 euro mensili e in ottica sostitutiva ad un fondo pensione (ancora 22/25 anni di lavoro) e’ meglio comprare buoni fruttiferi postali indicizzati ogni mese costantemente con i 250 euro mensili o mettere da parte i soldi fino ad arrivare al lotto minimo (1000 euro) dei BTPi.(considerando anche i costi di tale operazioni)Grazie e saluti

    Rispondi
    1. @ Luca
      Io metterei da parte i soldi e comprerei il BTPi una volta raggiunto un controvalore di almeno 5.000 euro. Comprare BTPi per 1.000 euro solamente implica costi di negoziazione notevoli, perché spesso le banche applicano una commissione minima che incide molto sugli importi piccoli.
      Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  20. Tra rateo e commisioni ho pagato euro 262,00 circa, quando tempo ci vuole per recuperare lo scarto rispetto al BFPi al 0,75?

    Rispondi
    1. @ Alex2
      Credo che recupererai tutto con le prossime due cedole… Ciao!!

      Rispondi
  21. Buona sera signor Giacomo, vorrei chiederle un consiglio: sono un fresco pensionato e posseggo 40.000 euro in buoni postali ordinari emessi nel 2002. Mi conviene ritirarli e tramutarli in buoni postali indicizzati o ritirandoli adesso dopo 12 anni ci perderei? Devo dirle che posso benissimo attendere la scadenza dei 20 anni (sempre che la salute mi accompagni come finora) non avendo fortunatamente bisogno di ritirali per necessità. Grazie per il suo consiglio.

    Rispondi
    1. @ Nicola
      Dipende dal rendimento futuro dei suo buoni. Di certo incassandoli oggi non otterrebbe un capitale inferiore a quello versato, poiché gli interessi di 14 anni ci sono e fanno cumulo, mentre la scelta se tenerli o cambiarli dipende essenzialmente dal rendimento da oggi in avanti.

      Se le aspettative di inflazione sono basse e tendenzialmente i buoni ‘vecchi’ renderanno di più – ipotesi più probabile ma da verificare – allora tenga serenamente i titoli vecchi. Se, al contrario, le attese di inflazione e di rendimento saranno a favore dei buoni indicizzati allora conviene fare il cambio.

      Rispondi
  22. Ciao Giacomo, adesso mi sorge un dubbio, ma i buoni fruttiferi indicizzati, hanno (attualmente) il rendimento fisso lordo dello 0,50% e con il passare del tempo si aggiunge un coefficiente, per quanto riguarda l’inflazione invece? il coefficiente viene aggiunto solo alla scadenza? oppure periodicamente?

    In più, se non erro se non si superano 5000€ di BFP non si paga l’imposta di bollo esatto? Perciò posso essere sicuro a sottoscrivere un PAC di BFPi fino a 5000€?
    L’imposta di bollo va pagata anche se si superano i 5000€ in totale con più tagli di BFP? per esempio 5 da 1000€?

    Grazie! 🙂

    Rispondi
    1. @ Piergiorgio
      Sì, allo 0,50% viene aggiunto il rateo di inflazione maturata calcolato sull’indice FOI italiano.
      L’imposta sui buoni è dello 0,20% se superi i 5.000 euro di controvalore e si applica sul totale dei BFPi aventi la medesima intestazione.

      Rispondi
      1. Capisco, quindi il rateo di inflazione viene aggiunto solo a scadenza dei 10 anni e non annualmente, il che porta i 3×4 ad essere più convenienti al momento e perciò a preferire un mix tra i due.

        Grazie.

        Rispondi
        1. No, la parte d’interessi relativa all’inflazione, come la parte fissa, matura e viene corrisposta bimestralmente da subito (se si rimborsano i buoni prima del compimento del 18° mese si riceverà solamente il valore di sottoscrizione).

          Rispondi
        2. @ Piergiorgio
          Sì, il rateo viene aggiunto alla scadenza ma ‘copre’ tutto il periodo fin dal momento dell’emissione. Un abbraccio!!

          Rispondi
  23. Grazie per le risposte ragazzi! 😀

    Rispondi
  24. Buon giorno Signor Giacomo,
    mi ritrovo a scrivere qui perché avrei bisogno di un consiglio.
    Ho un piccolo capitale da investire e sarei molto propensa a sottoscrivere un buono fruttifero postale, ma essendo io non molto esperta, vorrei sapere da lei se ad oggi i buoni fruttiferi indicizzati per l’italia sono “convenienti”, e se per me che prevedo di incassarne la metà fra 3/4 anni vanno bene.
    Non sono esperta in materia e avendo questo piccolo “tesoro” vorrei poterne trarre qualche beneficio.
    La ringrazio e resto in attesa di una sua risposta
    Buona giornata
    Rosaria

    Rispondi
    1. @ Rosaria
      La ringrazio per aver richiesto il mio aiuto. I Buoni Postali vanno tutti bene, nel senso che la cosa peggiore che può capitarle è di ricevere un interesse modesto sulle somme impiegate, ma non ci sono costi nascosti o altre ‘righe scritte in piccolo’.

      Detto ciò i buoni indicizzati mi piacciono molto perché proteggono dall’inflazione che – seppur bassa – potrebbe risalire nei prossimi anni. Per rimborsi dopo 3/4 ani non ci sono problemi: riprenderai tranquillamente capitale ed interessi.

      Per qualunque cosa sono qui per lei. Buona giornata e a presto.

      Rispondi
  25. Buon giorno Signor Giacomo, grazie per la risposta.
    Approfitto della sua disponibilità per farle un’altra domanda.
    Se il capitale da investire è superiore a cinquemila euro, mi conviene sottoscrivere dei buoni multipli di tale cifra (tipo di tre /quattro mila euro), per evitare di pagare l’imposta di bollo su ognuno, oppure il pagamento dell’imposta viene calcolato ugualmente essendo sempre le stesse persone che sottoscrivo i buoni?
    La ringrazio per in anticipo per la risposta, e le auguro buona giornata.

    Rispondi
    1. @ Rosaria
      se l’intestataria dei buoni è sempre e solo lei non serve sottoscrivere più buoni postali perché il bollo si calcola sulla somma complessiva. Piuttosto è utile cambiare l’intestazione aggiungendo dei cointestatari (ad esempio lei e sua sorella, lei e suo nipote o le e un genitore).

      Buona giornata anche a lei 🙂

      Rispondi
  26. @ Rosanna
    Tempo fa le avrei scritto “scelga solo i buoni indicizzati all’inflazione” perché è l’incremento dei prezzi il vero “nemico” da sconfiggere per un investimento di lungo periodo. Ma ora che l’inflazione è bassa e i rendimenti degli indicizzati pure, il consiglio che le dò è di dividere l’importo a metà e sottoscrivere anche i buoni dedicati ai minori.

    Hanno la ‘pecca’ del tasso fisso, ma offrono rendimenti superiori a quelli degli indicizzati, almeno per ora. Come sempre l’ottimo non è il prodotto, ma una strategia che combini più strumenti.

    Per qualunque sua domanda sono a sua completa disposizione. Un caro saluto.

    Rispondi
  27. Ciao Giacomo,
    vorrei segnalarti il comportamento di Poste Italiane nell’applicare l’imposta di bollo sui BPF.
    Se ad esempio un risparmiatore possiede BPF per un importo complesivo di 6.000 euro frazionato in 20 titoli da 300 euro l’uno, Poste Italiane evidenzia per ogni titolo un valore di rimborso al netto di 1 euro per l’imposta di bollo, trattenendo in questo modo 20 euro totali invece di 12 (6.000 per 0,2%).
    Secondo te il comportamento di Poste Italiane è corretto?

    Rispondi
    1. @ Salvatore
      Sì, è corretto. Se si tratta di buoni cartacei emessi prima del 2009 l’imposta si applica ad ogni singolo titolo ma l’imposta non è annuale ma unica e si applicherà al momento del rimborso.

      Rispondi
  28. vorrei sottoscrivere dei bfp indicizzati all’inflazione italiana extra cosa ne pensa?

    Rispondi
    1. @ Andrea
      E’ un’ottima idea perché i BFPi hanno il grande pregio di rendere ‘qualcosa in più’ rispetto all’inflazione proteggendo il capitale dalla svalutazione e di essere rimborsabili al nominale come minimo senza penalità.

      Rispondi
  29. Buongiorno Giacomo, vorrei chiederle un consiglio io ho 22 anni e vorrei mettere da parte 200 € al mese.. Sono andato in posta e mi hanno detto di aprire 3 tipi di prodotti:
    BancoPosta Obbligazionario Euro Breve Termine (fondo) metterci 100 € al mese per tre anni.
    Postafuturo MultiUtile da metterci 50€ al mese per 7/8 anni.
    Postaprevidenza Valore (pensione) metterci 50€ al mese fino all’età pensionabile.
    Lei come si comporterebbe al mio posto avendo quella disponibilità?
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Elia
      Io eviterei tutti i prodotti del risparmio gestito offerto dalle poste. Stia solo su strumenti semplici come, ad esempio, i buoni indicizzati o i libretti postali e si tenga alla larga da tutti i fondi e dalle polizze vita.
      Un caro saluto e a presto!!

      Rispondi
  30. Buonasera Giacomo,
    ho 41 anni e vorrei investire i miei risparmi ai fini di un’integrazione della pensione.
    L’idea è di sottoscrivere dei BFP indicizzati (prediligerei quelli a 10 anni senza il programma risparmio sicuro EXTRA, in quanto la somma iniziale è consistente e i versamenti successivi periodici in proporzione sarebbero ora troppo elevati per me, inoltre dopo 18 mesi potrei eventualmente rinegoziarli in base alle nuove condizioni) o dei BTP indicizzati area euro o indicizzati Italia.
    La mia propensione al rischio è bassissima, cosa ne pensa di questi investimenti?
    Tra i BFP indicizzati e quelli extra quali suggerisce di scegliere?
    Va bene mettere tutti i risparmi ad esempio nei BFP indicizzati?
    Grazie,
    Cinzia

    Rispondi
    1. @ Cinzia
      In linea di massima sì vanno bene i buoni indicizzati all’inflazione per una persona con una bassissima propensione al rischio. La serie Extra è ancora più vantaggiosa e le permette, come per i buoni indicizzati standard, di proteggere i suoi risparmi dalla svalutazione monetaria causata dal rialzo dei prezzi.
      Può usare anche i soli buoni per costruire la sua pensione integrativa senza problemi.
      Per qualunque cosa sono a sua completa disposizione. Un caro saluto.

      Rispondi
  31. Buongiorno, è la prima volta che scrivo qui, anche se ammetto che è da un po’ di tempo che leggo e mi documento tramite questo sito, molto ben organizzato. Proprio ieri ho acquistato buoni fruttiferi indicizzati all inflazione italiana per 6.000€, mi chiedevo cosa ne pensasse il Signor Saver, se L importo è troppo basso, se gli interessi sono troppo bassi, o se L inflazione non è destinata ad aumentare. Cordiali saluti.
    Giovanni

    Rispondi
    1. @ Giovanni
      E’ difficile dare un parere senza conoscere in dettaglio i suoi obiettivi e la composizione dei suoi investimenti. In linea di massima i buoni postali sono ottimi prodotti finanziari anche se a breve temo renderanno poco per il fatto che l’inflazione è bassa e non penso aumenterà tanto presto.
      Tenga però presente che l’inflazione è il nemico numero uno degli investitori e che nel lungo periodo i suoi effetti sono devastanti anche se la stessa è bassa, per cui un investimento anti inflazione incontra certamente il mio consenso…

      Rispondi
      1. La ringrazio per la risposta, Anch io onestamente preferirei diversificare negli investimenti, ma allo stesso tempo non saprei proprio dove poter collocare altra liquidità, escluderei altri buoni fruttiferi non indicizzati visto che i tassi sono veramente bassimi, ma non saprei dovrei poter far rendere qualcosa se non con “L azzardo” dell inflazione. Un altra somma di 5.000 euro, secondo lei, dove potrei farla fruttare, senza cadere nel rischio di perdite eccessive?

        L obbiettivo di questi investimenti è prevalentemente per tirar su qualche piccolo guadagno, visto che, lasciarli su un libretto postale per un po di anni mi ha portato alla perdita anche del piccolo capitale a casa del bollo e dei pochi interessi (0,5) lordo.

        Cordiali Saluti.
        Giovanni

        Rispondi
        1. @ Giovanni
          Potrebbe collocarla in un conto deposito che dia un buon rendimento. Purtroppo con somme di quell’importo non è possibile diversificare oltre un certo limite né applicare le strategie di Segretibancari che si rivolgono ad investitori con capitali a partire da 100.000 euro. Un conto deposito remunerato nel suo caso andrà benissimo.
          Un caro saluto a lei e buon investimento 🙂

          Rispondi
  32. Ciao, premetto che sono grato al tuo blog, il poco che ho capito è grazie a lui.
    Ho scoperto che mio padre nel 2007 ha sottoscritto un Buono Postale Fruttifero Dematerializzato Indicizzato all’Inflazione. Ho quindi inserito sul sito delle poste il tipo di buono, la data di emissione e la data di rimborso (oggi 2016) ottenendo un interesse.
    Inserendo invece, come data di rimborso, il 2017, che poi sarebbe la scadenza vera, in quanto scopro che questi buono hanno una durata decennale, scopro che gli interessi di dimezzano.
    E’ possibile?

    Grazie in anticipo

    Rispondi
    1. @ Ivan
      Credo che essendo il buono indicizzato nel calcolo del valore di rimborso futuro sia fatta una stima del tasso di inflazione. Che essendo oggi molto più basso che in passato, se non cambiano le cose, porta ad un interesse per gli anni a venire più baso di quello ottenuto negli anni precedenti.

      Rispondi
  33. ottimo blog, è laprima volta che leggo la tua posta.
    Vorrei porti una domanda, devo investire circa 10.000€ riscosione, dopo 10 anni di una polliza della generali.
    Ho pesato a un infestimento sicuro, sono andato alle poste per informazione sui BFP indicizato all’inflazione italiana. Il consulente mi ha proposto poliza multiramo OMNIA LIFE. Cosa mi consigli??
    Grazie in anticipo renato.

    Rispondi
    1. @ Renato
      In posta ti consigliano quello che a loro rende di più. I BFP indicizzati non hanno costi di ingresso, ma le polizze sì ed il loro rendimento è “castrato” già in partenza. Io eviterei accuratamente questi prodotti che, più o meno, sono simili a questo: https://www.youtube.com/watch?v=f2UDbazTEp0. Grazie per i complimenti e condividi i post che più ti piacciono su Facebook 🙂

      Rispondi

Rispondi o Commenta