Vivere di Rendita: Cinque Regole da Applicare Subito

vivere di rendita a 50 anni

Articolo aggiornato il 23 agosto 2017

Vivere di rendita potrebbe essere un obiettivo alla tua portata, ma ricorda di essere realistico nelle aspettative e di seguire con disciplina il metodo che ti mostrerò…

Vivere di Rendita con le opzioni binarie. Vivere di rendita grazie al trading sregolato sul Forex. Vivere di rendita con i bond in valuta estera. La mia casella email è piena di offerte sia di proposte per investire sia di proposte di collaborazione con siti che promettono di farci diventare tutti milionari .

Ora che Segretibancari è diventato un punto di riferimento nazionale nell’ambito degli investimenti consapevoli sono subissato da richieste di ogni tipo. Ma come vivere di rendita, all’atto pratico? Davvero le opzioni binarie o il forex sono la strada giusta? E quanto serve per vivere di rendita?

Vivere senza lavorare?

L’idea di smettere di lavorare per vivere di rendita con quanto si è accumulato affascina tutti, ma è davvero possibile vivere di rendita di mezzi propri, senza attendere la pensione?

Ni… Ovvero: vivere di rendita è possibile ma a patto che il tuo capitale sia elevato e che tu sia disposto a correre qualche rischio.

Se una volta con 100.000 € potevi crearti una rendita periodica di 8-10.000 euro l’anno netti grazie ai BTP ed ai bond, oggi questa strada non è più percorribile per cui ti trovi di fronte a due alternative:

  • o rischi poco, consumando però il tuo capitale nel tempo (scelta consigliata se non hai eredi)
  • o rischi di più e metti in conto il fatto che in alcuni ANNI non solo il tuo capitale non frutterà, ma scenderà di valore obbligandoti a prelevare dal capitale invece che dagli utili.

A meno che tu non abbia ricevuto un’eredità difficilmente potrai vivere di rendita prima dei 50 anni, perché la tua aspettativa di vita sarebbe troppo lunga rispetto al reddito che un investimento potrebbe generare.

Quanto serve per vivere di rendita a 50 anni

Secondo le ultime statistiche disponibili e prese dalle tavole demografiche dell’Istat, un cinquantenne ha una aspettativa di vita di 32 anni circa.

Non so quanto ti serva per vivere, ma immaginiamo che tu voglia disporre di un reddito netto di 2.000 euro al mese, ok?

Immagina di voler vivere senza lavorare, non avere eredi e poter consumare il tuo capitale. Ecco, a seconda del rendimento medio annuo che riuscirai ad ottenere, il capitale necessario per stare in panciolle:

 

vivere di rendita

 

Come vedi, pur spendendo tutto il tuo capitale, ti ci vorranno almeno 500.000 € per vivere di rendita da 50 anni in poi.

Se vuoi mantenere i tuoi soldi allora il capitale necessario per vivere di rendita cresce drasticamente:

 

come vivere di rendita

 

Hai visto quanti soldi servono per vivere di rendita? In presenza di un tasso di rendimento del 3% annuo netto ti serviranno almeno 800.000 € per poterne ricavare 2.000 netti al mese senza intaccare il capitale, quanto meno in termini reali.

Non è affatto sicuro che tu riesca a raggiungere un capitale così elevato, ma ci sono alcune cose che puoi fare sin da SUBITO.

Aumenta la quantità di risparmio che riesci a mettere via mese dopo mese. Prima risparmi, tanto più risparmi e quanto più a lungo lo fai, tanto maggiori saranno le probabilità che tu riesca a raggiungere il tuo obiettivo.

In secondo luogo imposta un piano di investimento efficace a lungo termine e seguirlo con costanza.

Infine riduci la rendita che ti serve per vivere. Se ad esempio ti bastano 1.500 € al mese per vivere di rendita puoi cambiare i dati delle tabelle moltiplicando il capitale necessario per 0,75. Se invece ti accontenti di 1.000 € mese potrai dimezzare il capitale necessario in entrambe le ipotesi.

Vivere di Rendita: le Cinque lezioni dell’Investitore Consapevole

  • evita di fare trading. Non solo frequenti operazioni ti portano via un sacco di tempo nel seguire i mercati ma più operi più rischi di sbagliare e più sbagli meno hai voglia di operare
  • ragiona in termini di anni e non di mesi. Sii un contadino più che un cacciatore. Tempo, costanza e metodo ti porteranno dove mai avresti pensato di arrivare
  • riduci i costi legati agli investimenti (commissioni di ingresso, uscita, spread, ecc)
  • dai più importanza alla strategia di vita di lungo periodo che vuoi raggiungere (ad esempio come vivere di rendita) piuttosto che alla “tattica” di breve periodo orientata al guadagno rapido
  • tieni duro resistendo alle sconfitte (perdite) e continua ad seguire lo stesso metodo.

Il mio video corso gratuito A Scuola di Investimenti ti aiuterà a tradurre in pratica quanto hai appena letto.

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

17 commenti
  1. Aggiungerei che il trading e’ solo un diverso modo di spennare i polli concepito dalla grande industria del risparmio gestito e del sistema finanziario. Le banche e le finanziarie sono quelle che ci guadagnano sul serio grazie a marginazione e commissioni, per non parlare di quello che si volatilizza a causa della tassazione. Tanto impegno e tempo per cavarci – quando va bene – briciole. Quando va male, mazzate.

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Concordo. Ci sono alcuni trader che guadagnano ma sono pochi mentre la maggioranza perde di brutto. Sono il primo che sta alla larga dal trading per mia ammissione di ignoranza. Non ci credo, non lo so fare e lo evito 🙂

      Rispondi
  2. Ciao giacomo. Sei forte. Quale dovrebbe essere il capitale da cui partire in grado di poter garantire, orientativamente, una rendita di 20.000 euro annua?
    grazie

    Rispondi
    1. @ Carlo
      Dipende dal tasso di rendimento che riesci ad ottenere su quel capitale e dal grado di rischio. Ipotizzando un non facile 5% l’anno (che implica comunque l’esposizione al rischio valuta ed azionario) il capitale necessario dovrebbe essere di 400.000 euro.

      Per conoscere il capitale necessario ti basterà fare 20.000*100/tasso di rendimento 😉

      Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
  3. Nella pianificazione a lungo termine di un portafoglio investimenti flessibile che miri ad assicurare una “rendita” vitalizia non può essere assolutamente trascurata la componente erosione del potere reale d’acquisto dei propri soldini.

    Rispondi
    1. Di fatto a parte il calcolo semplicistico del rendimento annuo atteso, considerando l’inflazione e la volatilita’ tipica del mercato azionario, la tassazione, il rischio connesso e una necessaria diversificazione di allocazione del portafoglio, non mi azzarderei a considerare ‘safe’ meno di un paio di milioni di euro minimali, con la prospettiva di intaccare una parte piu’ o meno consistente peraltro del capitale nell’arco di una 30na di anni. Per intenderci con tutta probabilita’ i 20k/anno che oggi sembrano una cifra congrua, da qui a 30 anni rappresentara’ probabilmente il costo non di un’ auto come oggi, ma di un treno di gomme 🙂

      Rispondi
      1. @ Francesco
        Questo è un altro discorso. Quello che voglio mettere in evidenza è come non sia REALISTICO pensare di ottenere una rendita di 20.000 euro l’anno con un capitale di pochissime centinaia di migliaia di euro…

        Rispondi
    2. @ Sincerly
      Esattamente. La conservazione del potere di acquisto è un aspetto molto importante…

      Rispondi
  4. Giacomo i suoi interventi sono sempre molto interessanti, passo al quesito se può rispondermi: un rendimento del 5% annuo con che ipotetica suddivisione del portafoglio si potrebbe ottenere tra azionario, bond, bond in valuta estera. Grazie

    Rispondi
    1. @ Luk
      Ti ringrazio per la domanda e sarò felice di risponderti (oltre che di mostrarti come costruire un’asset allocation adatta a questo scopo) ad Investitore Libero. Ci vediamo in aula!!

      Rispondi
      1. Ho letto l’informazione sul corso, devo dire che 2 gg mi sembrano troppo impegnativi, altro particolare (purtroppo) io ai 100 K, non arrivo

        Rispondi
        1. @ Luk
          Mi dispiace molto… Sono consapevole che l’impegno è molto perché due gironi fuori casa implicano tutta una serie di ‘problemi’, ma ripagherò gli amici che verranno con moltissimo materiale inedito che non sarà mai disponibile da nessuna altra parte. Continua a seguirmi e buona settimana!!

          Rispondi
  5. Invece di pensare a una rendita, con i capitali di cui stiamo parlando (100.000/400.000) sarebbe più opportuno pensare a una buona integrazione del reddito altrimenti esponiamo il capitale a rischi eccessivi.
    Ciao a tutti

    Rispondi
    1. @ Fabio
      Quello che citi è una delle esigenze più comuni che gli investitori hanno, ossia quella di integrare il proprio reddito sia di oggi sia di domani per aumentare gli introiti. Anche di questo parleremo ad Investitore Libero dando delle chiare strategie per raggiungere anche questo obiettivo. Un caro saluto e grazie per la precisazione.

      Rispondi
    2. @Fabio, ti posso dare come esempio me stesso – difficile parlare per altri: negli ultimi 4 anni con una asset allocation prudente, comprendendo CD, BTP, azionario, ETF miscelati, e perfino un minimo di trading, sono riuscito a garantirmi un flusso del 2% lordo, che ritengo un obiettivo alla portata di chiunque, anche considerando che non sono un genio degli investimenti e che qualche kazaka l’ho fatta, come tutti…

      Rispondi
      1. Chiarisco: 2% lordo/anno di soldi tangibili, non capital gain ‘sulla carta’ che sono un altro discorso.

        Rispondi
        1. Mi richiarisco 🙂 : il lordo intende al netto della tassazione, ma al lordo di bolli (che ci sono sempre e comunque) e commissioni.(che dipendono dalla frequenza di movimentazione).

          Rispondi

Rispondi o Commenta