Fondi comuni e investitori alla prova del COVID

fondi di investimento e covid

2 miliardi di euro su fondi comuni di investimento azionari, metà dei quali non batte il benchmark. Il Covid fa emergere l’irrazionalità degli investitori.

Fondi, investitori e Covid

L’analisi di ciò che hanno fatto investitori e fondi comuni durante il periodo più acuto della crisi da Covid ci regala alcune lezioni importanti. Intendo dire che pochi fondi hanno battuto il benchmark, mentre gli investitori hanno commesso il solito errore.

Prima di capire di cosa stiamo parlando permettimi di ricordarti che se vuoi investire sfruttando la competenza e l’esperienza di Segreti Bancari puoi scaricare gratis i portafogli dell’Investment Club.

Covid e fondi comuni di investimento

In apparenza i fondi di investimento hanno retto bene l’impatto del Coronavirus. Infatti nel primo semestre del 2020 il 53% degli stessi hanno battuto il benchmark. Al contrario del 2019, dove solo il 42% dei gestori ha fatto meglio del mercato in cui investe.

Le reti di vendita si fanno forza del fatto che nei momenti negativi i fondi proteggono gli investitori. Ciò è in parte la naturale conseguenza del fenomeno del cash drift. Ovvero la presenza di liquidità nei portafogli dei fondi ammortizza (di poco) le discese nelle fasi critiche. Ciò tuttavia è la naturale conseguenza di un fatto tecnico e non dipende dalla bravura del gestore.

In particolare nessun fondo comune è mai investito al 100%. Essi, infatti, detengono una quota del patrimonio sotto forma di liquidità per fronteggiare le richieste di riscatto. Questo cuscinetto, che ha attutito le perdite, è una zavorra nel momento in cui i mercati crescono.

La riprova sta nel fatto che nel 2019 la percentuale di gestori che batteva il benchmark, in presenza di mercati rialzisti, era decisamente inferiore. Nel decennio rialzista concluso solo il 36% dei fondi azionari ha ottenuto rendimenti superiori al mercato.

Consiglio operativo

Non pensare che per investire sia necessario scegliere gli esperti più capaci nella previsione del futuro. Se gestori leggendari come Ray Dalio o Warren Buffett hanno perso il 20% durante la crisi, perché non l’avevano prevista, come può un gestore qualunque essere più bravo?

I portafogli dell’Investment Club sono strutturati e ottimizzati in modo tale da non riservare sorprese negative. Essi, in breve, sono costruiti sulla base della tolleranza al rischio e minimizzano i costi. Scaricali gratis.

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Covid e investitori

A luglio 2020, quando i mercati erano saliti dai minimi registrando performance elevate, gli investitori sottoscrivevano prodotti azionari.

In particolare dei 3 miliardi e mezzo di euro raccolti, ben 2 miliardi sono finiti nelle casse degli azionari. In aggiunta 1,3 miliardi è andato negli obbligazionari mentre il resto è finito nelle casse dei bilanciati.

Gli investitori continuano a confondere il passato con il futuro. Nel leggere i rendimenti passati, infatti, essi ritengono che le “cose vadano bene” e non che “siano andate bene“. Oltre alla sottigliezza linguistica, l’inseguimento delle performance ha sempre la solita conseguenza.

In altri termini gli investitori comprano alto, a causa di un ingresso tardivo sui mercati, e vendono basso, liquidando tutto durante le fasi negative. Il contrario di ciò che fanno gli investitori saggi.

Consiglio operativo

Investi tutto e subito, almeno la gran parte del tuo capitale. Alleati con i mercati invece di tentare di batterli. Scegli il tuo profilo di investimento e replica subito il portafoglio scelto. Puoi farlo fin da ora grazie ai portafogli gratuiti che trovi qui.

Poi, grazie ad indicatori ed analisi ad hoc, ottimizza i pesi dei tuoi investimenti. Ma ricorda di non stravolgere mai l’impostazione di base, perché se lo fai resterai deluso. Un eccesso di prudenza, infatti, ti penalizzerà durante i rialzi. Al contrario un eccesso di zelo mostrerà il suo lato oscuro durante i ribassi.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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