Investimenti illiquidi: un’analisi indipendente

investimenti illiquidi

Gli investimenti illiquidi cercano di superare l’inefficienza dei fondi comuni. Solo il 36% degli azionari, infatti, batte il benchmark. Ma…

Cosa sono gli investimenti illiquidi?

Definizione

Secondo la definizione che dà CONSOB, nella comunicazione n. 9019104 del 2 marzo 2009, gli investimenti illiquidi sono prodotti finanziari per i quali sussistono difficoltà di smobilizzo entro un lasso di tempo ragionevole.

Caratteristiche

Si tratta, in breve, di strumenti con un rendimento potenzialmente elevato, che tuttavia bloccano le somme investite per un lungo periodo.

La liquidità è l’attitudine di un investimento a tornare in forma liquida attraverso la sua breve scadenza (liquidità naturale) o la vendita su un mercato regolamentato (liquidità artificiale).

Gli investimenti illiquidi sono privi di entrambe queste caratteristiche. Essi, infatti, hanno scadenze lunghe e di norma non sono “quotati” da nessuna parte.

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Investimenti illiquidi: perché adesso?

La ragione per cui gli investimenti illiquidi sono diventati “di moda” è semplice. Essi sono stati sdoganati da due fatti accaduti recentemente.

In primo luogo le strategie di investimento usate da grandi investitori istituzionali americani. Basti citare, a titolo di esempio, lo scalpore suscitato dalle scelte del prof. Swensen di Yale.

Inoltre il fatto che dal 2010 al 2020 solo il 36% dei fondi azionari abbia battuto il benchmark, mentre un obbligazionario su cinque ha fatto meglio del mercato sottostante, spinge le banche a cercare idee nuove.

Per definizione, un investimento illiquido non ha un mercato, né un parametro di confronto. Ma i consulenti finanziari e i private bankers, sapranno gestire correttamente questi strumenti? E poi, in definitiva, di quali prodotti stiamo parlando?

Una possibile casistica

Sebbene non sia facile elencare in modo completo tutti quegli investimenti privi della liquidità, noi ci proviamo lo stesso.

Fondi chiusi di private equity

Si tratta di fondi che finanziano imprese in fase di lancio o di sviluppo. Essi investono in aziende non quotate e pertanto non è possibile smobilizzare l’investimento prima della scadenza.

Questa è, in breve, la forma di investimento illiquido più diffusa. In modo particolare se riguarda le piccole e medie imprese e fa leva su un certo “patriottismo”.

Obbligazioni non quotate

I bond non quotati sono un’altra forma di investimento non smobilizzabile prima della scadenza. Appartengono alla categoria molte obbligazioni strutturate emesse dalle banche gli anni scorsi.

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Arte

Le opere d’arte, se scelte accuratamente, rappresentano una forma interessante di investimento alternativo. Esse, tuttavia, sono del tutto illiquide fino a che non si trova una persona disposta a comprarle.

Immobili

L’acquisto di un immobile diretto è un investimento illiquido. Al contrario gli immobili detenuti attraverso strumenti finanziari (i REITs ad esempio) sono perfettamente liquidi.

Vino, orologi e monete

Investire in vino è una delle ultime mode. Tuttavia all’illiquidità dello strumento si somma il possibile deperimento del liquido.

Gli orologi e le monte, invece, sono oggetti riservati ai collezionisti.

Conviene scegliere gli investimenti illiquidi?

Secondo le ultime rilevazioni fatte da FINER su due dei suoi osservatori continuativi (FINER® CF Explorer e FINER® PB Explorer) che hanno coinvolto oltre 5.000 professionisti emergono due dati su tutti: il 34% dei consulenti finanziari e private banker intervistati dichiara di conoscere questo tipo di investimenti. Inoltre la metà di costoro (pari al 17% del totale) si sente fiducioso e preparato per proporli ai propri clienti.

Ciò rende bene l’idea. Gli investimenti illiquidi sono poco conosciuti dagli esperti. Figuriamoci dagli investitori comuni. Segreti Bancari, da sempre, ama gli investimenti liquidi.

Per questa ragione sconsiglio di scegliere strumenti finanziari non quotati.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

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