Mercato azionario: come diversificare gli investimenti

mercato azionario e diversificazione globale

Mercato azionario: due regole pratiche per una diversificazione efficace evitando di restare intrappolati tra ENI ed ENEL e il Belpaese.

La diversificazione apparente sul mercato azionario

Si chiama “home country bias“. È la tendenza degli investitori ad attribuire un peso eccessivo al mercato azionario del Paese di origine. Noi italiani, ad esempio, diamo troppa importanza all’Italia ed alle sue vicende.

Così temiamo che una crisi politica danneggi i nostri investimenti. Tuttavia la borsa italiana pesa circa l’1% della capitalizzazione globale. Per tale motivo è tempo di guardare oltre le Alpi e diversificare in modo corretto i nostri investimenti.

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I vantaggi della diversificazione globale

Quello che l’investitore inconsapevole ignora è che il mercato azionario italiano è molto volatile. La tabella che segue mostra, infatti, la volatilità annualizzata dei principali mercati:

mercato azionario e diversificazione globale

È immediato constatare come Piazza Affari sia estremamente instabile. Ciò a causa sia della composizione settoriale degli indici sia del fatto che il nostro mercato è poco maturo.

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Come diversificare gli investimenti in modo efficace

La teoria

La diversificazione funziona, secondo la moderna teoria della finanza, quando le classi di attivo coinvolte sono poco correlate. Attenzione: ho detto imperfettamente correlate, non decorrelate.

Ciò implica che se tra i vari mercati azionari mondiali il coefficiente di correlazione è inferiore al 100%, la diversificazione funziona. Sebbene una certa correlazione esista, a causa della interdipendenza tra i mercati.

La diversificazione in pratica

Esistono due modi per diversificare correttamente il proprio portafoglio azionario. La prima di esse è semplice da realizzare, richiede un solo fondo o ETF ed è adatta a patrimoni più contenuti. La seconda, invece, è più articolata e va bene per capitali maggiori.

La regola della capitalizzazione

Per diversificare in modo grossolanamente efficace basta investire nell’indice MSCI World. Esso, in breve, copre tutti i principali mercati azionari sviluppati sulla base della loro capitalizzazione.

Se è facilissimo implementare questa strategia, essa ha dei limiti. Il mercato azionario Usa, infatti, è il più importante e copre il 66% della capitalizzazione mondiale.

Ciò ha rappresentato un vantaggio in passato, grazie al suo positivo andamento. Tuttavia in futuro le cose potrebbero andare diversamente. E l’MSCI World potrà essere poco performante, come accadde tra il 2000 ed il 2010.

La regola di Swensen

Un secondo modo di diversificare consiste nel fissare un range entro cui ogni area geografica deve muoversi. Ad esempio nessun Paese dovrà pesare meno del 5% e oltre il 30% del totale.

Questa regola implica che nessun mercato azionario “domini” gli altri. Si tratta di una soluzione più efficace della precedente. Essa, infatti, permette di slegare il proprio capitale dall’andamento di un’area geografica in particolare.

Lo svantaggio consiste nel fatto che la regola si adatta maggiormente a capitali più elevati.

Conclusione

L’investitore italiano dovrà dare poca o nulla importanza a Piazza Affari all’interno del proprio portafoglio. Il nostro mercato azionario è tra i più volatili al mondo ed è poco redditizio nel lungo periodo.

Allontanarsi da ENI ed ENEL per abbracciare le azioni mondiali è la via maestra per aumentare i rendimenti riducendo i rischi. Esattamente come facciamo noi nell’Investment Club.

Think different. Invest differently

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

6 commenti
  1. Avevo letto anche in un altro suo articolo delle critiche all\’Etf MSCI World, o meglio, alcuni aspetti su cui fare attenzione, ovvero il peso eccessivo degli Usa e il rischio che nel futuro quel mercato non sia così performante. Però dovrebbe trattarsi di un indice che segue la capitalizzazione del mercato. Se gli USA non dovessero essere così performanti verosimilmente il mercato USA sarà meno capitalizzato all\’interno dell\’indice MSCI WORLD, ottenendo un peso minore e quindi l\’ETF si adeguerà di conseguenza, dando un maggior peso ad un altro mercato sviluppato. E\’ così o mi sbaglio? Questo aspetto non dovrebbe tranquillizzarci soprattutto perché con questo strumento abbiamo la certezza di seguire anche la capitalizzazione del mercato sviluppato?
    Grazie mille e complimenti.

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    1. @ Luca
      Ottima osservazione. Se gli Usa perderanno “quota” all’interno della capitalizzazione globale automaticamente l’MSCI World ne terrà conto. Ma è difficile ipotizzare che ciò avvenga e, soprattutto, che lo faccia nel breve termine.

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  2. Trovo l’articolo un po’ semplicistico questa volta. Parlo per me. Io compro le singole azioni (oltre agli ETF) per ragioni fiscali, ovvero per recuperare quelle minusvalenze che gli ETF non possono fare. Il nostro indice soffre la settorializzazione bancaria/assicurativa… e quindi basta andare su altre aziende con bilanci solidi per ottenere buoni guadagni e oscillazioni contenute. Vedi: Amplifon, Ferrari, STMicroelectronics, Inwit, Moncler e Campari.
    Non è da demonizzare secondo me… ovvio che lo si possa fare avendo almeno 80-100k.

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    1. @ Stefano
      Forse lo trovi semplicistico perché non hai colto appieno il messaggio. Diversificare non significa avere azioni Amplifon, Ferrari, ecc quanto, piuttosto, avere un portafoglio equilibrato su TUTTE le aree geografiche e non solo sull’Italia.

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  3. Il 2020, ragionando col senno del poi, per questa crisi pesantissima del covid-19 è stato un anno d’oro per chi ha diversificato a livello mondiale, ignorando il misero mercato italiano. E questo ha dimostrato che già a marzo, per chi non aveva venduto, ma addirittura aveva comprato guardando con lungimiranza, è stata la scelta migliore che un investitore poteva fare. Probabilmente in futuro il mercato americano correrà di meno rispetto a quello asiatico, ma l’importante è diversificare. Non mi perdo a comprare quattro azioni sul mercato italiano (ma se proprio devo acquistare azioni preferisco quelle estere).
    saluti e buon anno.

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    1. @ Giovanni
      La diversificazione globale è uno dei temi caldi a Segreti Bancari. L’investitore consapevole, infatti, non può fare a meno di avere una esposizione sul mercato globale e farà bene a guardare oltre i confini dell’Italia. Almeno a livello finanziario.

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