Rischio Default Italia: Ultime News

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Articolo aggiornato il 9 ottobre 2018

Perché l’Italia è a Rischio Default

La legge di stabilità 2018 impone seri rischi al nostro Paese. Le misure promesse in campagna elettorale dai partiti di maggioranza (superamento della legge Fornero e erogazione del reddito di cittadinanza) rischiano di portare il rapporto deficit/Pil al 2,40%. Oltre a rendere più difficoltosa la riduzione del debito, essa è una palese violazione al Patto di Stabilità europeo.

L’arroganza con cui esponenti del governo trattano l’Europa non fa altro che creare dell’acredine tra il nostro Paese e gli organi di governo comunitario.  Con un debito pubblico così elevato non siamo nella condizione di dettare regole a nessuno, così come non lo è una famiglia sovra indebitata che pretende di “battere i pugni” sul tavolo dei banchieri che la finanziano.

Fino ad oggi lo “scudo” di protezione attivato dalla BCE (il quantitative easing) ha tenuto lo spread sotto controllo, ma l’avvicinarsi del termine del piano insieme alla forza travolgente dei mercati, stanno mettendo a dura prova la tenuta dei conti pubblici.

Banche a Rischio Fallimento Italia

Dopo la crisi del debito del 2011, le banche hanno iniziato a investire massicciamente nei BTP e nei titoli del debito italiano. Questo fenomeno ha avuto due effetti sul sistema economico.

In primo luogo ha drenato risorse finanziarie destinate all’economia reale, perché le banche invece di prestare soldi alle imprese acquistavano BTP. In secondo luogo si è venuto a creare un pericoloso incesto in virtù del quale un ribasso dei BTP si traduce in una svalutazione del capitale proprio degli istituti. Ciò implica un peggioramento dei ratio patrimoniali che la BCE tiene sotto controllo per valutare la solidità delle aziende di credito.

Va da sé che le banche più a rischio sono quelle che in pancia hanno la maggiore quantità di titoli di debito. Ad oggi la situazione è sotto controllo, ma un eventuale default dell’Italia implicherebbe quasi automaticamente il fallimento delle banche, che vedrebbero azzerarsi o ridursi il valore delle loro partecipazioni in titoli di Stato.

Un Default “Economico”

Il rapporto debito/Pil è arrivato a quota 132%. Il Governo sostiene che le misure volte a stimolare la crescita ridurranno questo rapporto grazie all’aumento del denominatore: la crescita. Di diverso avviso sono il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di ricerca che stimano una crescita economica inferiore a quella prevista dall’organo politico.

L’Italia è a rischio fallimento nella misura in cui si è venuto a creare una “schema di Ponzi” naturale che richiede che ci siano creditori disposti a rinnovare i BTP in scadenza, prorogando così il problema della liquidità in un futuro più o meno prossimo. Se i timori di default dell’Italia diventassero più concreti per i mercati, i rubinetti della liquidità si chiuderebbero. Ci troveremmo quindi di fronte a quella che gli economisti chiamano “aspettativa auto-realizzante” che conduce proprio a ciò che temiamo.

Nel mondo l’economia sta rallentando, mentre il prezzo del petrolio e la guerra commerciale fanno sentire i loro effetti. Qualora arrivasse una recessione ci sarebbe bisogno di risorse pubbliche per tirare il sistema fuori dalle secche, come accadde nel 2008 con i salvataggi delle banche. Peccato che l’Italia con il debito pubblico che ha sulle spalle non sia nelle condizioni di reggere.

La prossima crisi, probabilmente, sarà peggio di quella del 2008.

Cosa Fare per Annullare i Rischi del Default dell’Italia

Investire in BTP nel 2011 era un sicuro affare. Oggi potrebbe esserlo ancora, con il decennale che rende più del 3%, ma i rischi sono maggiori rispetto a sette anni fa. Il rialzo dei tassi negli Usa ha portato il rendimenti dei Treasury oltre il 3%. Gli investitori globali possono scegliere se comprare “carta” italiana che presenta indubbi rischi, oppure investire nei più sicuri buoni del Tesoro statunitensi.

Ecco tre mosse per scongiurare l’ipotesi di un default dell’Italia, e le sue conseguenze sui tuoi investimenti. Le mosse sono graduate sulla base della tua paura. La prima è per chi dà quasi per certo il default del Paese, le altre due per chi è meno intimorito.

Investire Fuori dall’Euro

Non ci sono dubbi sul fatto che l’Italia sia troppo grande per fallire. Forse è proprio questa consapevolezza che ha spinto i nostri governanti verso la linea dura contro l’Europa. Se temi che l’Italia sia davvero ad un passo dal baratro, la cosa migliore da fare consiste nell’aprire un conto presso una banca extra comunitaria e trasferire titoli e liquidi presso quell’istituto. Il conto e i titoli ad esso collegati dovranno essere investiti in valute non euro, per evitare che un eventuale default dell’Italia si trasmetta all’Euro, decretandone la fine.

Investire in Italia, ma Fuori dal Paese

Se sei preoccupato ma non spaventato, la cosa migliore che puoi fare è usare la tua banca in Italia per comprare strumenti finanziari esteri. Ad esempio puoi creare un portafoglio investimenti completamente al di fuori dello Stato, usando ETF e prodotti a vocazione internazionale. In questo modo la turbolenza che colpisce l’Italia non si trasmetterà al tuo portafoglio.

Ridurre il Peso dei BTP

Se sei convinto che l’Italia stia attraversando una bufera passeggera, limitati a ridurre il peso dei BTP in portafoglio, ma solo se la quota che hai impiegato in questi strumenti è “rilevante” per te. Al contrario se non hai BTP, potresti pensare di comprarne un po’, in un’ottica contrarian, se ritieni che il rendimento offerto nella bufera dello spread sia soddisfacente.

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Giacomo Saver

 

42 commenti
  1. Ora come ora Caro Giacomo, non sono convenienti ne i BTP ne altri titoli di stato, però giustissimo il consiglio di ridurre il peso dei BTP o meglio ancora per chi iniziasse oggi ad investire consiglierei un ETF di titoli di stato europei, dove il peso dell’ Italia non supera il 15%-16%.

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    1. @ Piergiorgio
      Non posso non farti i complimenti. Stai studiando molto e si vede. Tra un po’ mi farai concorrenza con un blog tutto tuo 🙂
      A parte gli scherzi condivido al 101% quello che scrive l’Amico Pier. Continua così!!

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      1. Troppo gentile caro Giacomo, metto solo in pratica tutto ciò che insegni.

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        1. Ok a tutti e due…. ma perchè non dite quali??
          ……grazie!!!!!

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          1. Sono svariati, ma chiaramente i più liquidi sono la scelta più adatta, il primo che mi viene in mente è FR0010037234.

            Liquido, poco costoso, l’italia pesa il 23,48% all’interno dell’ETF, replica fisica, 9 emittenti diversi, cedola media 4,04% e duration 3,78, non distribuisce, ma reinveste i dividendi, l’unica “pecca” è che ha al suo interno solo 30 titoli.

            Ce ne sono anche altri, magari con più titoli all’interno e con più emittenti, ma probabilmente sono a replica sintetica (altrettanto validi e non da scartare a priori).

        2. Ok, grazie della risposta….

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      2. E’ possibile avere il codice isin di un etf con tali caratteristiche valido per l’inserimento in portafoglio?
        Grazie

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  2. Con tassi cosi bassi,se capita pure un bel haircut…..chi ha soldi li porterà fuori dal bel paese e per la serie, mi hai fregato una volta ma non una seconda,quei soldi in italy non torneranno più.

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    1. @ Gabriele
      Se mi permetti sono d’accordo con Te fino ad un certo punto. Lo Stato troverebbe comunque il modo per tenere i soldi qui. Pensa ad esempio ai conti all’estero. Non sono tassati fuori dall’Italia ma devono essere dichiarati nel modello Unico e subiscono una tassazione in loco. Inoltre se un eventuale haircut fosse presentato come una tassa l’impatto emotivo del pubblico sarebbe più basso. E’ tutta questione di comunicazione.

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  3. Ciao
    Finalmente inizio a capire qualcosa sulle obbligazioni grazie a queste utili pillole.
    Domanda: quando dici “un possibile rialzo dei tassi farebbe scendere il prezzo dei BTP con conseguenti perdite in conto capitale” ti riferisci all’ipotesi in cui una persona debba vendere i titoli Prima della scadenza giusto?
    Altrimenti se lo. Porto a scadenza il rendimento netto rimane sempre quello giusto?

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    1. @ Riccardo
      Sì, il rendimento medio è quello che hai ‘fissato’ al momento dell’acquisto. Ma comprando il medesimo titolo ora otterresti un guadagno più ampio e quindi rinunci al maggior guadagno offerto dal medesimo titolo alle nuove condizioni per tutta la vita residua dell’obbligazione.

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  4. Ciao Giacomo, a questo punto , tolti i Btp, ci rifugiamo sui Buoni postali e conti deposito?

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    1. @ Massimo
      Non necessariamente. Anche oggi è possibile ottenere buoni rendimenti combinando in modo opportuno portafogli diversificati come facciamo nell’Investment Club.

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  5. credo che ci siamo
    oggi sono scaduti dei BTP che dovrebbero essere stati rimborsati a 100
    invece mi sono stati rimborasati a 99,43
    Le spiegazioni del banchiere sono:
    Che ho un capitalgain dove devo pagare le tasse del 12,9%
    ecco i dati.
    Ho aquistato dei btp a 101.98 sul mercato e non in emissione
    alla scadenza mi hanno rimborsato 99.43
    all’emissione il prezzo era di 95,45
    quindi 100 (prezzo scadenza) – 95,45 (prezzo emissione)= 4,55 (capitalgain) x 12,50% (tasse) = 0,56875
    0,56875 x 100 = 56,875€ che mi sono stati detratti dal rimborso di 10000€ = 9.943,125€
    non l’ho capita

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    1. @ Fausto
      Il BTP rimborsa il valore nominale meno il 12,50% sullo scarto di emissione. L’argomento ‘obbligazioni’ è molto interessante e complesso e non possiamo approfondirlo qui. Peraltro lo trattiamo in tutti gli aspetti nel corso Investment Training che puoi trovare qui:

      http://www.formazionefinanza.com/corsi-on-line/investment_training/

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  6. Ciao a tutti.
    C’é un po’ di confusione nelll’articolo e non si capisce se il consiglio é di dedicare ai BTP non piu’ del 40% dell’intero portafoglio o non piu’ del 40% della parte obbligazionaria del portafoglio. Per evitare incomprensioni meglio che qualcuno chiarisca. Personalmente dedico aí BTP lo 0% del mio portafoglio. Decisamente da preferire senza alcun dubbio etf come quello indicato da Piergiorgio. Personalmente ho in portafoglio ETF sull’obbligazionario emergente, sia in valuta locale che in $. Un saluto
    Carlo

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    1. @ Carlo
      Secondo me è bene non superare il 40% complessivo con riferimento all’intero portafoglio. Si tratta di una percentuale soggettiva ma che – a mio avviso – limita parecchio i rischi.

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  7. Ciao Giacomo,
    io ho un conto esclusivamente on line, quindi niente di cartaceo. Ipotizziamo il caso peggiore: l’Italia va in default, le banche chiudono e il sito della mia banca viene oscurato o è comunque inutilizzabile. Perdo i titoli di stato italiano ma non gli etf. La domanda è: come faccio a dimostrare che possiedo etf? Dici che è meglio avere una copia cartacea (o digitale ma esterna al sito) di tutti gli acquisti fatti? Fino ad ora trovavo molto comodo accedere al sito e trovare tutto li…
    Grazie per la risposta

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    1. @ Marcus
      Le banche on line ti mettono a disposizione degli estratti conto in pdf che puoi salvare o stampare a controprova della consistenza del saldo. Non ti preoccupare, basta tenere tutta la documentazione e stai sereno 🙂

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  8. salve ,argomento interessante e pienamente in tema alle mie attuali esigenze ,xchè a fine anno mi scadono tutti i vincoli fatto in cd di banche che ora rinnovarli mi renderebbero molto poco….questo è il motivo principale che ho deciso di cambiare drasticamente prodotto e passare agli etf come investimento,premetto che sono 15 anni che navigo i mercati e ne conosco le dinamiche ma putroppo nn sono un veggente da anticiparne le dinamiche che condizionano i mercati stessi, essendo abituato al relax dei cd esponendomi sui mercati il relaxxx diminuisce :-)))) ma sono consapevo che devo fare questo passo sui cd siamo ad un 2 lordo :-((((( la mia scelta dopo un’attenta valutazione credo possa esere su questi due fondi ..

    tds obbligazioni europa 3-5 anni http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=FR0010037234&lang=it

    tds obbligazioni modiali http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=LU0378818131&lang=it

    mi sembrano molto stabili con buon rendimento…..per avere un crollo su questi etf deve succedere un cataclisma generale che colpirebbe tutto e ovunque senza distinzioni ……

    consigli….grazie

    Rispondi
    1. @ Living
      Ti ringrazio molto per il commento ma non posso esprimere un parere a richeista in questa sede.
      Buon fine settimana e alla prossima.

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  9. Quindi è pericoloso anche un investimento di tipo previdenziale basato su BTP Indicizzati a lunga scadenza? Come eventualmente si può impostare, se necessario, un’adeguata diversificazione per fini previdenziali ?

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    1. @ Gianluca
      No, non è pericoloso. Ma se una volta secondo me accantonamento previdenziale e BTPi “coincidevano” oggi non metterei più tutti i soldi destinati alla previdenza nei titoli di stato.

      Rispondi
  10. dimenticavo….una cosa che trovo molto geniale è una possibile copertura in caso di qualsiasi turbolenza sui mercati è possibile crearsi una copertura (paracadute) sul proprio portafoglio in obbligazioni

    http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=FR0010754168&lang=it

    http://www.etfplus.net/nl/newsletter1810.htm

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  11. @Marcus esagerato! Un default recente si è già visto in Argentina. Quello che succederebbe è una o più delle cose seguenti:
    (a) i BTP non pagano più cedole (b) la scadenza viene spostata di ufficio a una data futura più o meno lontana (c) il valore di rimborso viene ridotto da 100 a una frazione (es. 30). Stai certo che se ci fosse un bank running del tipo che suggerisci tu con i conti corrente a rischio, avremmo da preoccuparci di trovare cibo e acqua, altro che BTP e conto titoli. La moneta purtroppo non si mangia, cartacea o elettronica che sia.

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  12. Buongiorno dott.Saver,
    lo stesso discorso vale anche per i Buoni fruttiferi Postali?

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    1. @ Salvo
      Credo di no. I Buoni Postali sono sempre stati trattati con un occhio di riguardo in passato. E quindi “potrebbero” venire risparmiati anche in caso di una ‘tassa straordinaria’ sui BTP.

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  13. Ciao Giacomo, credo che l’articolo manchi dell’ipotesi per me più probabile e cioè che prima del default lo stato attuerebbe un prelievo una tantum e/o strutturale (autonomamente o su indicazione forzata da parte della UE) dato l’elevato risparmio privato, ipotesi comprovata anche dalla rapidità e determinazione con cui è stato fatto cadere il segreto bancario da e verso l’estero. Questa mia ipotesi renderebbe di fatto inefficaci le 3 strategie proposte. Prima di arrivare a questo punto, secondo me vedremmo le aste dei Btp sostituite da aste di titoli brevi (6 mesi/1 anno) che permetterebbero sicuramente di raccogliere la liquidità necessaria ancora per qualche tempo.
    Grazie e saluti

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    1. @ Sergio
      Potrebbe darsi, come è possibile che si cerchi d convogliare il risparmio italiano verso i BTP con i CIR per poi fare un haircut sul valore nominale di un debito posseduto in gran parte dai cittadini.

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  14. Anche secondo me la patrimoniale è inevitabile. L’incertezza è solo nel modo con cui ci verrà propinata: piccolo prestito forzoso alla Patria minacciata dai poteri forti? come tale sic et simpliciter per prendere ai ricchi e dare ai poveri? attraverso una politica monetaria inflattiva che passerebbe per l’uscita dall’Euro? Una cosa è certa: se l’Italia sta male anche il resto del mondo non gode di buona salute. Il populismo (che NON significa fare gli interessi del Popolo ma farsi piacere dal popolo magari con scelte sbagliate nel medio/lungo periodo per guadagnare consenso e potere) non è un fenomeno soltanto nostrano (ogni riferimento a Trump non è casuale). Peggiore è il sovranismo che fa rima con nazionalismo e nazional socialismo. Se Kondratief ha ragione (io penso di si) si sta preparando la crisi che chiude il ciclo da lui descritto.

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    1. @ Giovanni
      Condivido quello che scrive. In effetti il potere politico, di ogni tipo e schieramento, è orientato al breve periodo in vista della rielezione e a volte trova difficoltà nel fare “ciò che andrebbe fatto” ma che a chi lo ha legittimato non piace.

      Rispondi
  15. BUONA SERATA GIACOMO,SECONDO ME SI TENDE,NON DA PARTE TUA , A DIFFONDERE TROPPA PAURA SULLA SITUZIONE ATTUALE DEL NOSTRO PAESE,CHISSÀ SE UNA CERTA SPECULAZIONE POLITICA FA BENE A QUALCHE SCIERAMENTO.

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  16. Schieramento politico.

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    1. @ Antonio
      Senza dubbio si strumentalizza tutto, anche la paura. Il mio obiettivo non è essere di parte ma fornire, per quanto possibile, gli elementi affinché ognuno possa fare le proprie valutazioni e decidere consapevolmente.

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  17. Salve. io ho un btp scadenza2027 che perde il 10% o più. rappresenta il 50% dei miei risparmi; dovrei venderlo, oppure tenerlo? Grazie se mi risponderà.

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    1. @ Agostino
      Dipende da quella che era (ed è) la sua strategia di investimento e dal livello di sopportazione del rischio. A mio avviso un 50% del patrimonio su un solo titolo è un po’ troppo, soprattutto se si considera che la scadenza lunga implica una certa volatilità del prezzo.

      Rispondi
    2. Come le conferma Giacomo, investire il 50% in un solo titolo (anche un titolo di stato, per di più su un basso gradino di valutazione come l’Italia e con outlook negativo) senza nemmeno diversificarne al duration è stata una sciocchezza. Io ridurrei l’esposizione almeno del 40% e incasserei la minusvalenza relativa fino a quando è in tempo. Reinvestendo in un mercato azionario non italiano fino al 2027 potrà potenzialmente recuperare il 10% e guadagnarci se il ciclo economico non le si rivolta contro.

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  18. GIACOMO NON MI RIFERIVO AL TUO CONTRIBUTO CHE CERCHI DI DARE A TUTTI NOI ,MA AL MONDO DELLA COMUNICAZIONE CHE INSIEME ALL’INDUSTRIA DEL RISPARMIO CERCANO DI DISTORCERE LA REALTÀ DEI FATTI.A TE SOLO RINGRAZIAMENTI.

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    1. @ Antonio
      Grazie a te!!

      Rispondi
  19. Salve Giacomo,
    l\’articolo mi sta facendo riflettere in merito all\’investimento che dovrei scegliere.

    Mi trovo ad aver ricavato dalla vendita di un immobile circa 200.000 euro che ho in programma di utilizzare per l\’acquisto di una casa entro 6/12 mesi.
    Cercavo quindi un investimento temporaneo a basso rischio che desse un qualche rendimento o almeno proteggesse il capitale dall\’inflazione e ne permettesse la disponibilità rapida al momento dell\’acquisto.

    Vista la situazione attuale italiana, secondo lei quale potrebbe essere una scelta adeguata?
    Grazie
    Fabrizio

    Rispondi
    1. @ Fabrizio
      Se vuoi investire per periodi di tempo brevi l’unica via sono i conti deposito. Un caro saluto e a presto!!

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      1. CD è la via, ma solo per pagarsi il bollo praticamente. No davvero, con i livelli di interesse attuali, siamo sotto l’1%, tranne per offerte ‘attira-polli’ a breve termine (6 mesi) a tassi superiori. Per altri tassi, bisogna stare attenti al gruppo bancario di riferimento: se fa offerte esagerate, ha bisogno di fare raccolta ed io non mi arrischierei di questi tempi. Definire tutto ciò investimento è improprio, è solo parcheggio di liquidità. La domanda giusta è invece: sicuro che comprare l’ennesima (?) casa sia una strategia sensata?

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