Rischio Default Italia: Ultime News

Italia a Rischio Default?

Articolo aggiornato il 23 novembre 2017

C’è un uovo rischio di default per l’Italia? Al momento no, però qualche cedimento c’è e – soprattutto – il rendimento del BTP decennale non compensa il rischio corso.

La commissione europea ha rinviato il giudizio sulla Legge di Stabilità alla primavera del 2018, ma i rappresentanti dell’Unione continuano a puntare il dito contro un debito pubblico assurdamente elevato e sulla necessità di fare le riforme strutturali, a cominciare dalle pensioni.

L’obiettivo di contenimento del del debito pubblico non è stato rispettato dall’Italia né per il 2017 né per il 2018. In particolare la riduzione del deficit strutturale (che di fatto alimenta il debito) è stata solo dello 0,10% contro lo 0,30% dichiarato recentemente dal Ministro Padoan.

Sul mercato dei bond tutto sembra tranquillo, troppo tranquillo.

Se mi segui da tempo sai che nel 2011 ero l’amante dei BTP, perché dicevo su questo stesso sito che era ora di riempirsi le tasche dei titoli pubblici. Allora le voci su un imminente default dell’Italia erano insistenti, addirittura fastidiose, ed i rendimenti erano molto alti, mentre oggi accade il contrario.

Onestamente non credo che ci sarà un default italiano perché il MEF è riuscito ad allungare la scadenza media del debito pubblico e a convertire la montagna debitoria in BTP a tasso fisso che quindi non saranno penalizzati da un possibile rialzo dei tassi a breve termine. Lo spread è a 144 punti vicino ai minimi degli ultimi 3 mesi.

Inoltre se l’Italia andasse davvero in default si aprirebbe una voragine che farebbe impallidire la crisi dei sub prime. Pensa solo al fatto che un fallimento dello Stato implicherebbe il default bancario, perché dal 2011 in poi le banche hanno fatto il pieno di titoli pubblici. Questa è un’altra ragione per cui non vedo rischi nel breve o nel medio termine.

Ad ogni modo ciò che mi fa riflettere è il basso rendimento offerto dai bond italiani.

In finanza c’è una legge ferrea: rischio e rendimento viaggiano insieme, perché se un’attività è a rischio dovrà offrire un rendimento elevato per indurre gli investitori a comprarla. Come mai allora il rendimento del BTP decennale è solo pari all’1,78%? E’ indubbio che il rischio di default dell’Italia sia cresciuto rispetto al 2011, ma ad un accresciuta pericolosità si è accompagnata una riduzione dei rendimenti.

Le ragioni sono essenzialmente tre:

  • i massicci acquisti di titoli pubblici da parte della BCE hanno schiacciato i rendimenti
  • la credenza che la BCE non farà andare l’Italia in default ha fatto diminuire il rischio percepito da parte degli investitori e con esso i rendimenti
  • le banche, i fondi di investimento e pensionistici e gli investitori istituzionali “devono” detenere in portafoglio una quota di titoli pubblici, per cui i prezzi restano alti e i rendimenti bassi anche se dovrebbe accadere il contrario.

Resta il fatto che se nel 2018 la BCE rialzerà i tassi, default o non default ed BTP perderanno valore. Essi potranno ancora fare parte di un portafoglio diversificato, ma acquistali con parsimonia e se ne hai tienine “pochi” in relazione al tuo capitale investito.

Bloccare gran parte dei tuoi soldi in titoli pubblici i cui rendimenti non sono affatto allettanti, non è una scelta saggia. Con un po’ di pazienza ed un buon metodo di investimento costruirai portafogli più solidi e redditizi e non sarai preoccupato delle notizie che continuano a circolare sui possibili rischi di un default dell’Italia, dell’euro e del sistema bancario.

 

27 commenti
  1. Ora come ora Caro Giacomo, non sono convenienti ne i BTP ne altri titoli di stato, però giustissimo il consiglio di ridurre il peso dei BTP o meglio ancora per chi iniziasse oggi ad investire consiglierei un ETF di titoli di stato europei, dove il peso dell’ Italia non supera il 15%-16%.

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    1. @ Piergiorgio
      Non posso non farti i complimenti. Stai studiando molto e si vede. Tra un po’ mi farai concorrenza con un blog tutto tuo 🙂
      A parte gli scherzi condivido al 101% quello che scrive l’Amico Pier. Continua così!!

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      1. Troppo gentile caro Giacomo, metto solo in pratica tutto ciò che insegni.

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        1. Ok a tutti e due…. ma perchè non dite quali??
          ……grazie!!!!!

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          1. Sono svariati, ma chiaramente i più liquidi sono la scelta più adatta, il primo che mi viene in mente è FR0010037234.

            Liquido, poco costoso, l’italia pesa il 23,48% all’interno dell’ETF, replica fisica, 9 emittenti diversi, cedola media 4,04% e duration 3,78, non distribuisce, ma reinveste i dividendi, l’unica “pecca” è che ha al suo interno solo 30 titoli.

            Ce ne sono anche altri, magari con più titoli all’interno e con più emittenti, ma probabilmente sono a replica sintetica (altrettanto validi e non da scartare a priori).

        2. Ok, grazie della risposta….

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      2. E’ possibile avere il codice isin di un etf con tali caratteristiche valido per l’inserimento in portafoglio?
        Grazie

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  2. Con tassi cosi bassi,se capita pure un bel haircut…..chi ha soldi li porterà fuori dal bel paese e per la serie, mi hai fregato una volta ma non una seconda,quei soldi in italy non torneranno più.

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    1. @ Gabriele
      Se mi permetti sono d’accordo con Te fino ad un certo punto. Lo Stato troverebbe comunque il modo per tenere i soldi qui. Pensa ad esempio ai conti all’estero. Non sono tassati fuori dall’Italia ma devono essere dichiarati nel modello Unico e subiscono una tassazione in loco. Inoltre se un eventuale haircut fosse presentato come una tassa l’impatto emotivo del pubblico sarebbe più basso. E’ tutta questione di comunicazione.

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  3. Ciao
    Finalmente inizio a capire qualcosa sulle obbligazioni grazie a queste utili pillole.
    Domanda: quando dici “un possibile rialzo dei tassi farebbe scendere il prezzo dei BTP con conseguenti perdite in conto capitale” ti riferisci all’ipotesi in cui una persona debba vendere i titoli Prima della scadenza giusto?
    Altrimenti se lo. Porto a scadenza il rendimento netto rimane sempre quello giusto?

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    1. @ Riccardo
      Sì, il rendimento medio è quello che hai ‘fissato’ al momento dell’acquisto. Ma comprando il medesimo titolo ora otterresti un guadagno più ampio e quindi rinunci al maggior guadagno offerto dal medesimo titolo alle nuove condizioni per tutta la vita residua dell’obbligazione.

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  4. Ciao Giacomo, a questo punto , tolti i Btp, ci rifugiamo sui Buoni postali e conti deposito?

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    1. @ Massimo
      Non necessariamente. Anche oggi è possibile ottenere buoni rendimenti combinando in modo opportuno portafogli diversificati come facciamo nell’Investment Club.

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  5. credo che ci siamo
    oggi sono scaduti dei BTP che dovrebbero essere stati rimborsati a 100
    invece mi sono stati rimborasati a 99,43
    Le spiegazioni del banchiere sono:
    Che ho un capitalgain dove devo pagare le tasse del 12,9%
    ecco i dati.
    Ho aquistato dei btp a 101.98 sul mercato e non in emissione
    alla scadenza mi hanno rimborsato 99.43
    all’emissione il prezzo era di 95,45
    quindi 100 (prezzo scadenza) – 95,45 (prezzo emissione)= 4,55 (capitalgain) x 12,50% (tasse) = 0,56875
    0,56875 x 100 = 56,875€ che mi sono stati detratti dal rimborso di 10000€ = 9.943,125€
    non l’ho capita

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    1. @ Fausto
      Il BTP rimborsa il valore nominale meno il 12,50% sullo scarto di emissione. L’argomento ‘obbligazioni’ è molto interessante e complesso e non possiamo approfondirlo qui. Peraltro lo trattiamo in tutti gli aspetti nel corso Investment Training che puoi trovare qui:

      http://www.formazionefinanza.com/corsi-on-line/investment_training/

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  6. Ciao a tutti.
    C’é un po’ di confusione nelll’articolo e non si capisce se il consiglio é di dedicare ai BTP non piu’ del 40% dell’intero portafoglio o non piu’ del 40% della parte obbligazionaria del portafoglio. Per evitare incomprensioni meglio che qualcuno chiarisca. Personalmente dedico aí BTP lo 0% del mio portafoglio. Decisamente da preferire senza alcun dubbio etf come quello indicato da Piergiorgio. Personalmente ho in portafoglio ETF sull’obbligazionario emergente, sia in valuta locale che in $. Un saluto
    Carlo

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    1. @ Carlo
      Secondo me è bene non superare il 40% complessivo con riferimento all’intero portafoglio. Si tratta di una percentuale soggettiva ma che – a mio avviso – limita parecchio i rischi.

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  7. Ciao Giacomo,
    io ho un conto esclusivamente on line, quindi niente di cartaceo. Ipotizziamo il caso peggiore: l’Italia va in default, le banche chiudono e il sito della mia banca viene oscurato o è comunque inutilizzabile. Perdo i titoli di stato italiano ma non gli etf. La domanda è: come faccio a dimostrare che possiedo etf? Dici che è meglio avere una copia cartacea (o digitale ma esterna al sito) di tutti gli acquisti fatti? Fino ad ora trovavo molto comodo accedere al sito e trovare tutto li…
    Grazie per la risposta

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    1. @ Marcus
      Le banche on line ti mettono a disposizione degli estratti conto in pdf che puoi salvare o stampare a controprova della consistenza del saldo. Non ti preoccupare, basta tenere tutta la documentazione e stai sereno 🙂

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  8. salve ,argomento interessante e pienamente in tema alle mie attuali esigenze ,xchè a fine anno mi scadono tutti i vincoli fatto in cd di banche che ora rinnovarli mi renderebbero molto poco….questo è il motivo principale che ho deciso di cambiare drasticamente prodotto e passare agli etf come investimento,premetto che sono 15 anni che navigo i mercati e ne conosco le dinamiche ma putroppo nn sono un veggente da anticiparne le dinamiche che condizionano i mercati stessi, essendo abituato al relax dei cd esponendomi sui mercati il relaxxx diminuisce :-)))) ma sono consapevo che devo fare questo passo sui cd siamo ad un 2 lordo :-((((( la mia scelta dopo un’attenta valutazione credo possa esere su questi due fondi ..

    tds obbligazioni europa 3-5 anni http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=FR0010037234&lang=it

    tds obbligazioni modiali http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=LU0378818131&lang=it

    mi sembrano molto stabili con buon rendimento…..per avere un crollo su questi etf deve succedere un cataclisma generale che colpirebbe tutto e ovunque senza distinzioni ……

    consigli….grazie

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    1. @ Living
      Ti ringrazio molto per il commento ma non posso esprimere un parere a richeista in questa sede.
      Buon fine settimana e alla prossima.

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  9. Quindi è pericoloso anche un investimento di tipo previdenziale basato su BTP Indicizzati a lunga scadenza? Come eventualmente si può impostare, se necessario, un’adeguata diversificazione per fini previdenziali ?

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    1. @ Gianluca
      No, non è pericoloso. Ma se una volta secondo me accantonamento previdenziale e BTPi “coincidevano” oggi non metterei più tutti i soldi destinati alla previdenza nei titoli di stato.

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  10. dimenticavo….una cosa che trovo molto geniale è una possibile copertura in caso di qualsiasi turbolenza sui mercati è possibile crearsi una copertura (paracadute) sul proprio portafoglio in obbligazioni

    http://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda.html?isin=FR0010754168&lang=it

    http://www.etfplus.net/nl/newsletter1810.htm

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  11. @Marcus esagerato! Un default recente si è già visto in Argentina. Quello che succederebbe è una o più delle cose seguenti:
    (a) i BTP non pagano più cedole (b) la scadenza viene spostata di ufficio a una data futura più o meno lontana (c) il valore di rimborso viene ridotto da 100 a una frazione (es. 30). Stai certo che se ci fosse un bank running del tipo che suggerisci tu con i conti corrente a rischio, avremmo da preoccuparci di trovare cibo e acqua, altro che BTP e conto titoli. La moneta purtroppo non si mangia, cartacea o elettronica che sia.

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  12. Buongiorno dott.Saver,
    lo stesso discorso vale anche per i Buoni fruttiferi Postali?

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    1. @ Salvo
      Credo di no. I Buoni Postali sono sempre stati trattati con un occhio di riguardo in passato. E quindi “potrebbero” venire risparmiati anche in caso di una ‘tassa straordinaria’ sui BTP.

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