I CIR: Meno Tasse sui BTP Grazie ai Conti Individuali di Risparmio

CIR-Conti-Individuali-di-Risparmio

Dopo i PIR, i CIR. I conti individuali di risparmio hanno un doppio obiettivo: favorire l’acquisto dei BTP da parte dei risparmiatori ed investitori italiani e finanziare i cantieri. Vediamo in dettaglio cosa sono e come funzionano i CIR, tenendo presente che al momento in cui scrivo lo strumento è in fase di “affinamento” a livello ministeriale, per cui potrò darti solo alcune indicazioni di massima.

Cosa Sono i CIR

I conti individuali di risparmio sono una proposta di “strumento finanziario contenitore” proposto dalla Lega. Essi cercano di contrastare la fuga degli investitori esteri dai nostri BTP riportando il debito pubblico in mani italiane. Per darti un’idea del fenomeno, basti ricordare che la quota di titoli pubblici in mano ad operatori esteri è scesa al 28,3% a giugno 2018 e la cosa preoccupa non poco il MEF.

Grazie ai Conti Individuali di Risparmio sarà possibile comprare BTP beneficiando di un doppio vantaggio fiscale, che renderà l’investimento ancora più redditizio, a patto di tenerlo fino alla scadenza dei titoli che lo compongono.

I Vantaggi Fiscali dei Conti Individuali di Risparmio

Il sottoscrittore dei CIR avrà due vantaggi:

  • le cedole incassate sui BTP saranno esentasse. Il risparmio fiscale sarà quindi pari al 12,50% attualmente pagato sugli interessi
  • un credito di imposta per un importo compreso tra l’1,50% ed il 3,50% delle somme investite.

Per beneficiare di queste agevolazioni, l’investitore dovrà conservare i titoli fino alla scadenza. Sarà possibile, ovviamente, vendere i BTP prima del termine, ma in questo caso si perderanno i vantaggi fiscali di cui ti ho appena parlato.

Il tetto sottoscrivibile è di 30.0000 € annui con un limite massimo di 900.000 €.

Ci saranno anche i CIR junior, dedicati a figli e nipoti, risparmiatori comunque minorenni. In questo caso il beneficio fiscale si sposterà sul donante.

Sarà anche possibile fare un PAC nei Conti Individuali di Risparmio, ma in questo caso il credito di imposta sarà ridotto allo 0,50% fino a che non si fa l’investimento vero e proprio.

Investire in CIR Conviene?

E’ presto dire se converrà investire in CIR. Quel che è certo è che questo strumento è adatto a chi vuole portare i propri BTP fino alla scadenza. Non è quindi un prodotto finanziario adatto ad un’operatività di breve periodo sul mercato obbligazionario.

La convenienza dell’operazione, per ora presente grazie alle agevolazioni fiscali, dovrà fare pace con i costi che le banche applicheranno ai propri clienti. Sebbene un conto titoli “dedicato” e “vincolato” su cui conservare i BTP sia sufficiente per accendere un Conto Individuale di Risparmio, è ragionevole immaginare che le banche vorranno partecipare al banchetto. Non a caso dal Ministero affermano che “l’interesse delle banche verso questi prodotti è alto”.

Temi che la tua banca spilli soldi alle tue spalle? Diventa un Investitore Libero!!

E’ ragionevole supporre che verranno creati fondi comuni di investimento ad hoc per permettere di godere degli sgravi fiscali. Tuttavia i costi addebitati, in un contesto di tassi e rendimenti bassi, finiranno probabilmente con l’erodere gran parte dei rendimenti.

Mi rendo conto che è presto per fare una valutazione su questo nuovo prodotto, ancora in fase embrionale, tuttavia è bene stare all’erta e fare delle valutazioni accurate prima di investire. Ricordando che i costi rivestono un ruolo fondamentale e che prima viene la strategia di investimento, poi seguono i prodotti.

Giacomo Saver

Segretibancari.com

 

 

7 commenti
  1. Le solite proposte pelose. Basterebbe predisporre un equivalente di tax-deferred account come il 401(k) statunitense invece di inventare fantasiosi strumenti finanziari. Un conto a solo deposito con vincolo per il prelievo e tassazione procrastinata. Invece lo stato preferisce lucrare su ogni operazione, compreso quelle pensate per il risparmio a fini pensionistici. Oltre tutto senza rendersi conto che andando avanti così (debito quasi tutto in mano agli italiani) l’effetto contagio in caso di default dell’Italia sarà così contenuto – per gli altri stati – che se ne potranno fregare bellamente.

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Il dubbio che si voglia circoscrivere il debito pubblico agli investitori italiani c’è. Personalmente non aderirò ai CIR.

      Rispondi
  2. Come sempre, un ETF obbligazionario farà sempre performance migliori grazie al costo annuo irrisorio anche con tassazione dei proventi

    Rispondi
  3. Meglio comprare dei Btp sul mercato,cercando di venderli con un plusvalenza magari ricomprarli ad una salita delle spread.

    Rispondi
    1. @ Antonio
      Non è detto, perché se sbagli il momento di ingresso di fatto abbassi notevolmente la performance. Senza contare che su ogni operazione paghi le imposte, lo spread denaro lettera e le commissioni bancarie.

      Rispondi
  4. Avendo della minusvalenza da recuperare, centrare un ottimo ingresso non sarebbe male rimangono le commissioni da pagare il denaro lettera nel caso dei Btp non mi sembra cosi distante.Un saluto.

    Rispondi
    1. @ Antonio
      non so se puoi recuperare le minus con i CIR. Di sicuro non paghi le tasse sulle plus…

      Rispondi

Rispondi o Commenta