BTP Italia: conviene investire nel nuovo titolo? Recensione e opinioni

20 Giugno 2022

BTP Italia convengono

BTP Italia: conviene investire nel titolo che offre il tasso minimo a 1,60%, oltre al recupero dell’inflazione ed un doppio premio fedeltà? È quello che vedremo in questo articolo che fa un’analisi indipendente e distaccata del nuovo Buono del Tesoro 2022-2030 in collocamento a giugno.

Perché investire nel titolo

Dopo anni di stabilità l’inflazione ha rialzato la testa. A maggio l’aumento dei prezzi è stato del 6,80% per colpa di una serie di fattori che bene o male tutti conosciamo:

  • il rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche;
  • il rincaro dei prezzi agricoli causato dalla siccità;
  • le strozzature dal lato dell’offerta a causa degli strascichi del COVID.

Questo scenario ha fortemente penalizzato i titoli a reddito fisso, che perdono quota da inizio anno. Tuttavia il BTP Italia potrebbe avvantaggiarsi dello scenario economico che, secondo diversi analisti, vedrà la coesistenza di bassa crescita con elevata inflazione per i prossimi anni.

Addentriamoci, dunque, nell’analisi del titolo in collocamento dal 20 al 22 giugno 2022 per fare una valutazione a tutto tondo sulla sua convenienza.

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Caratteristiche del BTP Italia 2022 – 2030

Il nuovo titolo scadrà il 28 giugno del 2030. A fronte della durata di 8 anni, il rendimento minimo garantito è dell’1,60%. Si tratta di un tasso reale, cui andrà aggiunta l’inflazione semestrale calcolata sulla base della variazione dell’indice FOI ( famiglie operai e impiegati). Il tasso definitivo, tuttavia, sarà stabilito con successiva comunicazione all’apertura della quarta giornata di emissione, nella mattinata di giovedì 23 giugno e potrà essere confermato o rivisto al rialzo rispetto a quello oggi comunicato.

Caratteristica fondamentale del titolo è il recupero integrale dell’inflazione italiana. È proprio questo aspetto a rendere il Buono interessante, a condizione però che i prezzi crescano oltre l’1% annuo nei prossimi quattro anni e oltre l’1,77% nei prossimi 8, come vedremo.

Particolarmente interessante è il bonus fedeltà, che tuttavia rimane “sdoppiato”:

  • 0,40% per chi sottoscrivere il titolo oggi e lo conserva per 4 anni;
  • 0,60% di premio aggiuntivo per chi sottoscrive oggi e porta il titolo a scadenza.

Chi vorrà vendere il BTP prima della scadenza lo potrà fare grazie alla quotazione dello stesso sul mercato obbligazionario di Borsa Italiana (MOT). È utile ricordare, però, che il ricavato potrebbe essere inferiore al prezzo di acquisto, soprattutto se i tassi reali saliranno, come vedremo.

La tassazione sugli interessi è del 12,50%.

Conviene investire nel BTP Italia? La nostra opinione

Con l’emissione di giugno 2022 siamo arrivati alla diciassettesima edizione del BTP Italia. La prima emissione, infatti, arrivò sul mercato a marzo 2012. Se da un lato il rally dell’inflazione fa preferire il titolo ai bond tradizionali, ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione.

Anzitutto la così detta inflazione di pareggio. Al momento attuale i Buoni del Tesoro con scadenza tra 4 e tra 8 anni rendono, rispettivamente, il 2,70% ed il 3,50%. Ciò implica che il tasso di inflazione futura scontato nell’attuale livello dei tassi è dell’1% e dell’1,77% rispettivamente.

Ciò implica che i titoli privi dell’indicizzazione sarebbero da preferire se e solo se l’inflazione crollasse nei prossimi anni. Al momento attuale questa opzione è da scartare.

Rischi e avvertenze

Occorre ricordare, però, che gli “inflation linked” sono molto sensibili alle variazioni dei tassi di interesse reali. In breve se i tassi risaliranno più rapidamente dell’inflazione, provocando un innalzamento della remunerazione “reale”, i titoli perderebbero valore.

Inoltre le obbligazioni legate all’inflazione sono particolarmente volatili. Se, oggi, i BTP Italia sono da preferirsi ai normali titoli del Tesoro, è opportuno domandarsi se sia il caso o meno di investire in titoli della Repubblica. Il nostro consiglio è quello di avere sempre un portafoglio ben diversificato e costruito in base alle effettive esigenze del cliente.

Sul debito pubblico italiano, infatti, pesano i timori legati alla sua sostenibilità di lungo periodo. A fronte di una crescita economica debole il rapporto debito/Pil difficilmente scenderà secondo la traiettoria prevista. Inoltre se le elezioni del 2023 porteranno al Governo il centro destra (FdI e Lega in particolare) una nuova ventata di euro scetticismo potrebbe abbattersi sui nostri titoli pubblici.

I timori di una ridenominazione del debito italiano, forse, non troverebbe adeguata compensazione nel nuovo scudo anti spread. In definitiva, ok per investire nel BTP Italia, ma senza esagerare e avendo sempre sott’occhio la composizione complessiva del portafoglio e le proprie esigenze.

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