Previsioni finanziarie 2021: il punto di metà anno

previsioni finanziarie 2021

Non è vero che i bond non rendono più. Non è vero che le azioni faranno guadagnare il 10% l’anno, in media. La cruda verità per investitori saggi.

Rendimenti azionari

Il mercato azionario più forte a livello globale, nel 2021, è l’Europa. L’indice Euro Stoxx 50, infatti, è cresciuto del 13% circa tra gennaio ed aprile. Gli Usa, invece, sono in progresso dell’11% per quanto riguarda l’S&P 500 e dell’8% per ciò che riguarda il NASDAQ 100.

L’MSCI World in euro, con reinvestimento dei dividendi, è in guadagno del 12% circa tra gennaio e aprile. Nessun dubbio che il mercato azionario goda di ottima salute, nonostante il crollo del 2020 ed il recupero successivo. Ma cosa potrà accadere nel prossimo futuro? Riprendendo la metodologia seguita nei nostri corsi per imparare ad investire, abbiamo analizzato l’indice MSCI World dal 31/12/1998 al 30/4/2020. Si tratta del periodo più lungo disponibile, poiché prima del 1/1/1999 l’euro non esisteva.

Il guadagno medio dell’indice, tenuto conto degli alti e bassi che si sono succeduti, è stato del 6,62% annuo. Si tratta di un dato importante, perché ci permette di fare una stima ragionevole su cosa potrà accadere in futuro.

Il rendimento medio è diverso da ciò che avrebbe ottenuto un comune investitore. Infatti se suddividiamo il periodo in sotto periodi di cinque anni scopriamo alcune cose interessanti.

  • il quinquennio migliore è stato quello tra febbraio 2009 e febbraio 2014. Durante quel periodo il progresso dell’indice è stato del 135,10%, che corrisponde al 18,65% annuo composto
  • il quinquennio peggiore è stato tra aprile 2000 ed aprile 2005. Il rendimento complessivo dell’MSCI World è stato di -36,31%. Ciò corrisponde ad una perdita annua media dell’8,63%.

Sebbene gli anni negativi siano stati seguiti da periodi positivi, l’indice ha inanellato tre anni di perdite consecutive tra il 2000 ed il 2003.

Prospettive future

Il decennio 2010 – 2020 è stato straordinario. Ma oggi le quotazioni sono ai massimi storici. Ciò significa che per i prossimi anni è plausibile che il mercato azionario renda meno dell’11,50% medio annuo del passato.

L’investitore consapevole dovrà partire dal presupposto che le azioni potranno offrire tra un 3 ed un 6% l’anno in media, secondo le nostre stime. Occorrerà però mettere in conto periodi pluriennali di stagnazione dei mercati. In pratica potremo avere anche 2 o 3 anni di fila di ribassi prima di rivedere il segno più.

Inoltre l’MSCI, come è noto, è un indice a trazione americana. Gli Usa, infatti, coprono il 60% circa del totale. Se è probabile che gli Stati Uniti siano un mercato poco attraente per il prossimo decennio, chi investirà solo nell’MSCI World senza apportare correttivi otterrà guadagni modesti.

Rendimenti obbligazionari

L’indice Barclay global aggregate, con copertura dal rischio di cambio, ha una cedola media del 2,19% circa. Non è possibile stimarne il rendimento effettivo a causa della mancanza di dati. Tuttavia la durata media finanziaria del portafoglio è di oltre 7 anni. Ciò implica che vi sia un discreto margine di caduta, quando i tassi di mercato risaliranno.

In prima approssimazione possiamo ipotizzare un ribasso del 7% circa in caso di un rialzo dei rendimenti dell’1%. Si tratta di una perdita potenziale modesta, grazie al fatto che parliamo di un indice molto diversificato.

In definitiva, ipotizzando un guadagno del 2% a fronte di una volatilità ridotta, sembra che le obbligazioni offrano ancora valore.

Prospettive future

Il mercato obbligazionario non è morto. I suoi rendimenti, probabilmente, saranno anch’essi inferiori a quelli del passato. Se è vero che le azioni hanno poco margine di guadagno, rispetto ai rischi corsi, verrebbe da chiedersi perché non tornare ai cari vecchi bond.

La ragione è semplice. Investire in obbligazioni, in futuro, sarà ancora conveniente a patto di tenere sotto stretto controllo il rischio di cambio. Tuttavia i bond potranno subire gli effetti di una svalutazione monetaria se ci sarà inflazione.

Cosa attendersi?

Una possibile inflazione ridurrà il rendimento reale dei bond fino ad annullarlo completamente se i prezzi cresceranno di più degli interessi. Ciò implica che sebbene ancora interessanti, le obbligazioni globali vanno maneggiate con cura.

Le azioni, dal canto loro, saranno meno redditizie che in passato. Esse, però, sono tendenzialmente idonee a proteggere il capitale dall’erosione monetaria. Negli ultimi anni, infine, azioni ed obbligazioni hanno mostrato una correlazione bassa o nulla. A dispetto di ciò che potrà accadere, mixare in modo corretto un paniere di obbligazioni con delle azioni opportunamente equilibrate a livello di area geografica è la scelta migliore da fare.

Tenendo presente, tuttavia, che dovremo convivere con la volatilità che, in ogni caso, si abbatterà sui nostri portafogli periodicamente. Per la volatilità non esistono vaccini. Ogni investitore saggio dovrà dosare con attenzione il livello di rischio per lui opportuno.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

5 commenti
  1. Non sono così tanto d’accordo. In passato è vero che il rendimento medio azionario si attestava sul 6/7% annuo. Ma prima i bond rendevano molto di più. I capitali che gli investitori versavano nell’obbligazionario oggi sono riversati nell’azionario, con conseguente aumento delle quotazioni.
    Per cui secondo me, fintanto che i bond non renderanno nulla, l’unica scelta ragionevole sono le azioni e quindi mi aspetto rendimenti annui anche del 10%.

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    1. @ Stefano
      Senza dubbio l’afflusso di ddenaro sul mercato azionario sosterrà le quotazioni. Tuttavia i prezzi oggi sono parecchio elevati, ragione per la quale credo un 10% di crescita annua sia un po’eccessivo.

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  2. Io sono dell’opinione che un investitore, come prima regola, debba mantenere fede alla propria scelta di rischio. Proprio perchè le obbligazioni non rendono più, tutti si sono gettati sugli etf azionari. Il risultato è che un mercato azionario già in bolla rischia di peggiorare la situazione e basta uno spillo per far esplodere il palloncino. Molti investitori, addirittura, investono quasi esclusivamente in azionario. Ma è un discorso di comodo, poichè quando le cose vanno a gonfie vele è bello ragionare in questo senso. Se le borse dovessero riassettarsi con un ritorno alla media un investitore potrebbe perdere, in queste condizioni, un buon 20%. C’è il detto: vendi e pentiti, ma c’è anche quello: quanto mai non ho venduto prima. Se uno non vuole investire in obbligazioni potrebbe anche tenere tutto in liquidità, però lasciare sul conto corrente alcune decine di migliaia di euro potrebbe essere fastidioso. però ricordiamo anche il detto: sell in may and go away, qualche investitore, come me, ha già cominciato un travaso per prepararsi alle prossime condizioni, ed essere completamento in azionario potrebbe derminare sogni poco tranquilli per qualche investitore.

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  3. Dell’argento etf non si parla. Come mai ha ripreso a crescere in queste settimane?

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    1. @ Carlo
      L’argento non è uno degli asset che seguiamo, ma potrebbe essere oggetto di un prossimo articolo. Grazie per il suggerimento.

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