cometa

Il fondo pensione Cometa è valido per la previdenza integrativa?

Parleremo di previdenza integrativa e analizzeremo il fondo pensione Cometa, uno dei più diffusi in Italia

Il fondo pensione Cometa è uno dei più importanti a livello nazionale, poiché è il fondo di categoria dei lavoratori metalmeccanici.  Se tu appartieni alla categoria, sai come funziona il tuo fondo pensione? E se conviene davvero aderirvi?

Aiutarti ad investire nel modo migliore i tuoi risparmi è l’obiettivo che si pone  il blog che stai leggendo . Una delle trappole finanziarie più diffuse e pericolose riguarda la delicata questione della previdenza integrativa. In banca la questione è risolta sbrigativamente attraverso i Piani Pensionistici Individuali, o i fondi pensione di matrice bancaria assicurativa.

Alcuni promotori finanziari più avidi degli altri tentano il colpo cercando di rifilarti un investimento assicurativo, ovviamente da evitare.  Ma che cosa accade se la proposta di adesione riguarda un fondo pensione della tua categoria, niente meno che il “famoso” COMETA?

E se il datore di lavoro aggiunge il suo contributo a quello che tu versi nel fondo? Cometa diventa davvero conveniente oppure è bene evitare pure questa forma di previdenza integrativa? Esaminiamo insieme, a grandi linee, Cometa. Così al termine del post saprai dare tu stesso una risposta alla domanda che ti assilla.

Il fondo pensione Cometa

Cometa è un fondo pensione chiuso o negoziale, al quale possono accedere solo i lavoratori del settore metalmeccanico. I contributi versati saranno investiti in una tra le linee di investimento disponibili:

  • monetario plus
  • sicurezza
  • reddito
  • crescita

Cometa è alimentato da tre canali: i tuoi versamenti, quelli del datore di lavoro e il TFR.

Vantaggi e svantaggi della previdenza integrativa

Cometa non fa eccezione. In quanto fondo pensione presenta alcuni vantaggi e taluni svantaggi tipici della categoria che ora andremo ad esaminare. I vantaggi sono riconducibili:

  • alla deduzione fiscale dei premi pagati dal reddito imponibile fino ad un massimo di euro 5.164,57  annui
  • al contributo del datore di lavoro
  • ai costi bassi rispetto ad altre forme di previdenza integrativa di matrice bancaria.

Cometa però presenta anche alcuni svantaggi:

  • rendimenti molto contenuti
  • indeterminazione in merito al “quando” le prestazioni saranno incassate (il loro pagamento dipende dall’età pensionabile secondo l’INPS)
  • contributo del datore di lavoro risibile (intorno all’1,20% – 1,50% della retribuzione annua lorda)
  • benefici fiscali “gonfiati”
  • indisponibilità dei tuoi soldi fino al momento del pensionamento al di fuori di certe ipotesi di “anticipazione”

Vuoi conoscere il mio parere, in estrema sintesi? Io non sottoscriverei Cometa o, al limite, lo farei per l’importo minimo, così da prendere il contributo datoriale e nulla di più. Ma esaminiamo in dettaglio gli svantaggi.

In primo luogo i fondi pensione non ti permettono di ottenere i tuoi soldi se non al momento in cui potrai andare in pensione. E come sai l’età in questione sarà sempre più spostata in avanti mano a mano che la vita media si allunga, con buona “pace” per la previdenza integrativa.

Se questo può essere un vantaggio, perché i soldi ‘investiti’ in Cometa sono al sicuro dalle tentazioni frivole, il congelamento di soldi tuoi per molti anni rischia di diventare controproducente. Immagina di dover smontare il fondo pensione per motivi improvvisi. O magari (Dio non voglia) perché hai perso il lavoro. Cometa rischia di diventare una prigione dalla quale è difficile uscire.

E che dire dei rendimenti? Sono così bassi che un portafoglio obbligazionario oppure opportunamente bilanciato anche con inserimento di una quota azionaria con ETF farebbe meglio. Il contributo del datore di lavoro non è così importante. Forse l’unico vantaggio è che la tua impresa dovesse fallire non rischieresti di perdere il TFR se questo, invece di restare nelle mani del datore di lavoro, è confluito negli anni verso un fondo pensione.

Infine, i vantaggi fiscali.

Ci sono, certo, ma gran parte di quello che non paghi oggi con la deduzione dei contributi a favore della previdenza integrativa lo pagherai nel momento in cui otterrai la prestazione. Per cui o guadagni molto, cosicché il risparmio fiscale è notevole (più guadagni e maggiore sarà il beneficio in termini di risparmio di imposta), oppure il vantaggio fiscale sarà molto più cotenuto di quanto tu creda.

Se vuoi approfondire questo aspetto, che per motivi di brevità qui non possiamo trattare, e scoprire gli altri segreti della previdenza integrativa ti consiglio il webinar dal vivo che l’evento all inclusive al riguardo.

Conclusione sul fondo pensione Cometa

Anche se meno peggio delle proposte di previdenza integrativa gestite dalle banche, Cometa non presenta vantaggi così evidenti dal tuo punto di vista. A meno che non ti manchino pochi anni alla pensione, così da utilizzare il fondo pensione come veicolo di ottimizzazione fiscale, io non utilizzerei Cometa per costruire una rendita integrativa.

Troppi i vincoli e pochi i vantaggi corrispondenti. Meglio crearsi una previdenza integrativa più semplice e flessibile che ti permetta di stabilire quando e come percepire la prestazione (se in corma di capitale o di rendita). Sì perché salvo casi particolari che scoprirai leggendo l’ebook, i fondi pensione non ti permettono di incassare tutta la prestazione sotto forma di capitale.

Altro motivo per starne lontano…

Un abbraccio fraterno

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Comments

  • Alessandro

    Ti ringrazio per aver analizzato il fondo Cometa, che qualche giorno fa ti avevo suggerito perché poteva essere un argomento che poteva interessare moltissime persone come me.

    Dopo questa tua analisi sono sempre più convinto di aver fatto bene a uscire dal fondo Cometa, sebbene per uscire abbia perso più del 10% del capitale investito.

    Ciao.
    Alessandro

    • Andrea

      Ciao Alessandro,
      arrivo subito al dunque…come hai fatto ad uscire dal fondo Cometa,senza doverti licenziare o cambiare contratto di lavoro,ecc..ecc… Io in Cometa ci sono da 5 anni e devono passarne 8 per poter riscattare il 75%,oppure mi dovrei mettere daccordo con il datore di lavoro,di lincenziarmi e poi riassumere per avere I MIE SOLDI…Puoi darmi un consiglio senza dover provare a fare dei manini :) ??? Grazie in anticipo Alessandro

      • Giacomo

        @ Andrea/Alessandro
        Purtroppo OGGI non è più possibile uscire da Cometa. Lo era in passato quando tale eventualità era connessa con la perdita del lavoro o il cambio del datore.
        Ad esempio al momento del licenzialmento il lavoratore poteva chiedere il riscatto della posizione previdenziale accumulata, mentre oggi non è possibile. Occorre che il periodo di disoccupazione sia superiore a 48 mesi.
        Purtroppo ora come ora l’unica vi di uscita è quella di interrompere i versamenti e attendere la scadenza per riprendere il versato…
        Un caro saluto e buona settimana!!

      • Alessandro

        Io sono uscito da Cometa appena dopo aver perso il lavoro, visto che già da un po’ di tempo stavo pensando di uscire da Cometa, però ciò è successo qualche anno fa e a quanto dice Giacomo sembrerebbe che adesso il regolamento sia cambiato.

  • Claudio

    Ottima analisi. Io lavoro per un colosso della consulenza informatica. Chissà perchè essendo un’azienda di servizi abbiamo il contratto Metalmeccanica. Mi hanno proposto di aderire ma non ero convinto e non ho aderito. Poi letto l’ebook Salva la tua pensione e mi sono tolti i dubbi residui. Questa articolo continua a suffragare la stessa tesi. Meglio avere flessibilità negli investimenti e pace se perdiamo il contributo datoriale e il risicato risparmio fiscale, che comunque viene in parte recuperato dalla Stato in fase di erogazione della pensione.

  • Claudio

    Oltretutto, non se ne parla, ma se per qualche ragione decidessi di andare a lavorare all’estero (visto che in Italia ci sono più ombre che luci) che ne sarebbe dei miei versamenti al Fondo Cometa? Penso che finirebbero nel Fondo Soldi Persi o Costi affossati della teoria economica…

  • Andrea

    Ottimo articolo, come tutti gli altri del tuo sito, ma sono rimasto un po’ confuso dai tuoi avvertimenti sulla difficoltà di “smontare” il fondo per motivi improvvisi. Che io sappia, anche leggendo sul sito di Cometa, è possibile ottenere il riscatto, cioè il ritiro del capitale maturato quando si perdono i requisiti di partecipazione, ad es. per dimissioni o licenziamento.

    • Giacomo

      @ Andrea
      Grazie per i complimenti. Purtroppo la partecipazione ai fondi pensione è una “gabbia” dalla quale è difficile uscire.
      Non che sia impossibile, ma è molto difficile. Ad esempio i riscatti sono possibili solo in alcuni casi stabiliti dalla legge e solo per una quota parte del montante accumulato.

      Prorpio per evitare questa eccessiva rigidità io consiglio di crearsi una pensione integrativa utilizzando strumenti più flessibili, a costo di rinunicare ai benefici fiscali…

  • Nicola

    Apprezzo molto le tue competenze, condivido quasi sempre ciò che scrivi, ma in questo caso,
    avendo avuto un’esperienza diretta su questo argomento, non condivido alcune cose che hai segnalato.
    Ho lavorato 15 anni per una grande azienda ed ho dovuto scegliere fra lasciare il tfr all’azienda o al fondo di categoria Fonte (è tipo comenta, ma è per il terziario). Chi è più affidabile fra una sola azianda (anche se grande nel mio caso) ed un fondo negoziale? Il fondo ovviamente e lo ho scelto (sono stato l’unico). E la mia azienda è fallita senza lasciare attivi. Io ho avuto tutti i soldi subito. I miei colleghi hanno atteso 2 o 3 anni fra spese di avvocato per l’insinuazione nel fallimento, attesa delle pronuncia del giudice, e domanda al fondo di garanzia Inps. Io ho avuto i soldi che ha versato a suo tempo l’azienda, i miei colleghi hanno gravato sullo stato. Inoltre ho avuto il 20% in più rispetto ai miei colleghi, il contributo del datore di lavoro dell’1,5% della retribuzione non è affatto risibile (circa 7% delle retribuzione che spetta normalmente a tutti + 1,50% delle retribuzione che spetta in più a chi sceglie il fondo = oltre il 20% in più di tfr ricevuto). Devo segnalare, contrariamente a quanto asserito, che chi perde il lavoro può ottenere i soldi dopo un anno di disoccupazione (o anche subito in caso di mobilità, cassa integrazione, spese mediche per gravi malattie o acquisto prima casa propria o dei figli).

    • Giacomo

      @ Nicola
      Grazie per la precisazione!!
      In effetti l’unico grande vantaggio dall’adesione al fondo pensione consiste nello ‘spossessamento’ cammin facendo del TFR che non è più nelle mani del datore di lavoro ma del Fondo stesso.

      In questo modo se il datore di lavoro cessa l’attività non potrà diventare inadempiente nei confronti di un debito che di fatto non ha, perché le quote di TFR sono state versate durante gli anni di lavoro precedente nel fondo stesso.

      Al massimo il lavoratore perderà l’ultima rata di TFR che il datore di lavoro, se in difficoltà economiche, non sarà in grado di versare…

      Ottimo intervento caro Nicola!!

      • nicola

        Ed infatti c’è la possibilità che le ultime rate non vengano versate. Ma anche qui c’è la coperture del fondo di garanzia Inps, che contrariamente a ciò che molti credono, copre anche per il tfr non versato al fondo pensione. Ma meglio fare questa trafila (che dura 2-3 anni) per recuperare una o poche rate di tfr che per recuperare anni di tfr.

  • Alessandro

    Se lascio il TFR in azienda, al momento della riscossione avrò avuto almeno un rendimento che riesce a combattere l’inflazione?

    • Giacomo

      @ Alessandro
      Sì, il TRF si rivaluta in isura pari all’1,50% annuo più il 75% del tasso di inflazione permettendoti così un recupero parziale della svalutazione monetaria.

      • Alessandro

        Questo rendimento (75% dell’inflazione + 1,50%) è netto oppure c’è da pagarci le tasse?

        • Giacomo

          @ Alessandro
          Il TFR è soggetto a tassazione purtroppo…

          • Alessandro

            Dopo aver tolto la tassazione dal rendimento lordo del TFR (75% dell’inflazione + 1,50%) quanto rimane di netto?

          • Alessandro

            @Giacomo
            Forse ti è sfuggita la mia domanda sopra, perciò riporto la discussione in evidenza. ;-)

          • Giacomo

            @ Alessandro
            Il TFR è soggetto a tassazione separata per cui tutto è imponibile e le aliquote variano da persona a persona.
            Questo bell’articolo ti spiega la cosa nei dettagli.
            A presto!!

          • Alessandro

            Ho capito, il calcolo è un po’ complicato, comunque indicativamente ho capito più o meno, tuttavia questo per me è sufficiente.
            .
            Grazie.

        • Luigi

          Il rendimento del TFR è soggetto ad una tassazione dell’11%. Per maggiori dettagli dai un’occhiata qui ;-)
          http://www.italiasalva.it/2013/02/il-tfr-va-in-pensione.html

  • Mauro

    La quota del TFR versata nei fondi pensione è del 6,91% dello stipendio lordo.
    La quota del datore del lavoro è paritetica a quella inserita dal lavoratore in modo volontario, fino ad un massimo che varia da fondo a fondo.
    Ora facciamo finta che la quota è dell’ 1% del lavoratore e 1% del datore.
    6,91+1= 7,91 questa rappresenta la quota versata tra TFR e contributo volontario.

    Se utilizziamo una semplice proporzione e consideriamo 7,91 il mio capitale totale (quindi 100), quanto guadagnerò con il contributo?
    7,91:100=1:x
    X=100*1/7,91
    Ovvero il 12,64%
    Con i tuoi fantastici investimenti pensi di riuscire a darmi ogni anno un rendimento del genere?
    Ho messo l1% ma solitamente il contributo del datore é superiore, non ho aggiunto il rendimento del fondo e non ho aggiunto la fiscalità in deduzione e il vantaggio di tassazione degli utili all11% contro il venti.

    • Giacomo

      @ Mauro
      Il TFR non va considerato all’interno del calcolo perché anche se non conferito al fondo pensione lo avresti ugualmente…

      • Mauro

        Invece si, il fondo pensione é il contraltare del TFR.
        Uno ha un guadano certo 1,5 + 0,75 inflazione, l’altro ha un guadagno certo se inserito nei garantiti, ma con la maggiorazione del contributo del datore di lavoro davvero pesante.
        Sono due strumenti differenti. Finanziariamente con il contributo lo trovo davvero difficile da battere, se poi mettiamo sul piatto la liquidabilità allora non è un grandissimo strumento.

        • Luigi

          Ciao Mauro,
          il tuo calcolo è corretto ma sarebbe valido per un investimento di un anno, cioè che non preveda il mantenimento delle somme nel fondo per gli anni successivi.
          Mi spiego meglio:
          il primo anno avviene cioè che tu hai descritto. E mi ritrovo un capitale dell’ 8,91% del reddito lordo (+12,54%).
          il secondo anno verso 6,91% + 1% e mi regalano l’1%. il rendimento per il secondo anno sarà 1%/(6,91+1+12,54) = 4,89%…. per il 3° 3,88% e cosi via….
          Il rendimento da contributo aziendale diventa tanto più modesto quanto maggiori sono gli anni di adesione al fondo.
          Spero di esserti stato d’aiuto :-)

    • Luigi

      Ciao Mauro,
      il tuo calcolo è corretto ma sarebbe valido per un investimento di un anno, cioè che non preveda il mantenimento delle somme nel fondo per gli anni successivi.
      Mi spiego meglio:
      il primo anno avviene cioè che tu hai descritto. E mi ritrovo un capitale dell’ 8,91% del reddito lordo (+12,54%).
      il secondo anno verso 6,91% + 1% e mi regalano l’1%. il rendimento per il secondo anno sarà 1%/(6,91+1+12,54) = 4,89%…. per il 3° 3,88% e cosi via….
      Il rendimento da contributo aziendale diventa tanto più modesto quanto maggiori sono gli anni di adesione al fondo.
      Spero di esserti stato d’aiuto :-)

  • issio

    Salve, io sono da poco assunto in una azienda metalmeccanica e devo decidere se mettere il tfr in una forma pensionistica complementare (che nel mio caso è Cometa) oppure posso decidere di darlo all’INPS.
    Tra le 2 credo sia meglio Cometa solo per il fatto che dall’Inps i soldi li posso vedere solo alla pensione.
    Ma per quanto riguarda il contributo che si puo dare per il fondo pensione che mi consigliate?
    1.2% o 1,4% oppure niente?
    Grazie a chi mi aiutera nella decisione.

    • Giacomo

      @ Issio
      Più che altro se aderisci a Cometa eviti di perdere il TFR nel caso (ipotetico) di fallimento dell’azienda per cui lavori.
      Il contributo da versare a mio avviso deve essere pari a quello del datore di lavoro. Inutile fare altri versamenti su un prodotto (il fondo pensione) poco efficiente…

      • issio

        Grazie per il consiglio. Penso che verserò la percentuale minima che credo sia 1.2%

  • Paolo

    Salve,

    inserisco il mio contributo alla discussione. Anche io sono dipendente Metalmeccanico di un’azienda di Finmeccanica dal 2004 e avrei potuto aderire al Fondo Cometa (cosa che non ho fatto). In questo mese sto facendo un cambio di lavoro tra aziende dello stesso gruppo Finmeccanica, quindi verrà effettuato un licenziamento da una parte e contemporaneamente un’assunzione dall’altra. Se avessi aderito a Cometa come liquidazione avrei avuto i pochi spiccioli versati fino al 31/12/2006, mentre i restanti li avrei presi al momento della pensione (se mai ci andremo). Anche io questi anni sono stato tentato dall’iscrivermi, ma visto la mia attuale esperienza sono contento di essermi bloccato così posso godermi/investire gli oltre diecimila euro.

    Altra cosa: se si riesce a fare un portafoglio di obbligazioni ed ETF si riesce a colmare la “parte del datore di lavoro”.

    Ciao
    Paolo

    • Giacomo

      @ Paolo
      Sì, ovviamente si riesce a costruire un portafoglio di ETF che permetta di investire sulle borse a basso costo. Io lo sconsiglio perché ci sono stati periodi anche molto lunghi durante i quali le borse (parlo di quelle mondiali) hanno avuto rendimenti negativi o bassissimi.

      Per questo nell’ebook salva la tua pensione consiglio di utilizzare i titoli ad indicizzazione reale…

  • Andrea

    Non capisco la parte riguardante i vantaggi fiscali: perché dici “…quello che non paghi oggi con la deduzione dei contributi a favore della previdenza integrativa lo pagherai nel momento in cui otterrai la prestazione…”???

    • Giacomo

      @ Andrea
      Perché la parte di rendita generata dai contributi dedotti è soggeta ad imposta sostitutiva del 15% che potrà scendere fino al 95 a seconda degli anni di permanenza nel fondo. E quindi una parte di quello che risparmi oggi lo pagherai alla scadenza, purtroppo…

  • Alberto

    Buon giorno Giacomo,
    sto cercando di costruire la mia “strategia” d’invenstimento e tra i vari punti ho la previdenza integrativa sia per me che mia moglie.

    Togliendomi il fondo chiuso, che mi rimane oggi su cui pensare di affidare parte dei risparmi per integrare la pensione o comunque il redito tra 15/20 anni?

    Grazie

  • Enrico

    Comete e Speranze

    Personalmente non investirei mai in qualcosa che… potrei rivedere tra 2000 anni! :)
    … Un altro fondo pensione l’hanno chiamato Espero… :)))

    … Come cantavano i Muse:
    Our hopes and expectations
    Black holes and (bad) revelations

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