Come investire in borsa 2022: guida completa per principianti ed inesperti

11 Agosto 2022

Come investire in borsa

Come investire in borsa nel 2022 per ottenere un guadagno soddisfacente senza correre rischi eccessivi? L’articolo che stai per leggere è una guida completa per aiutarti ad approcciare in modo corretto il mercato azionario, le piattaforme di trading e gli strumenti migliori.

Investire in borsa: le basi, gli obiettivi e gli strumenti

La borsa è un grande mercato dove vengono scambiate azioni, obbligazioni e prodotti finanziari derivati. Si tratta, a seconda di come la si vede, di un grande casinò in cui tentare la sorte facendo trading o in cui investire in modo corretto i propri risparmi. Comunemente chi si approccia al mercato borsistico lo fa con la speranza di ottenere un profitto a breve scadenza.

Il capitale impiegato è modesto, le aspettative di guadagno elevate. I rischi di perdita sono alti. Statistiche recenti affermano che il 90% degli speculatori perde per intero il proprio capitale entro 24 mesi dall’inizio dell’operatività.

Per ottenere guadagni sostenibili nel tempo è opportuno usare le strategie giuste, le piattaforme migliori e i prodotti più indicati che ora esamineremo brevemente.

Impara ad investire da solo, con Welcome.

Le migliori piattaforme per investire

Quella che segue è una carrellata delle piattaforme più note ed usate per investire in borsa con successo:

Etoro

Si tratta di una piattaforma semplice ed intuitiva. Essa, inoltre, permette ai meno esperti di copiare le operazioni effettuate da investitori più navigati. Grazie ad un motore di ricerca interno, infatti, è possibile “filtrare” e conoscere gli investitori ed i traders di maggiore successo.

XTB

Piattaforma semplice e completa è adatta per i principianti che vogliono essere subito operativi. L’iscrizione comprende anche una sorta di tutoraggio da parte di un account manager. Attenzione al fatto che il broker guadagna dalle commissioni che paghi con le transazioni. Evita di effettuare operazioni con frequenza non necessaria, che finirebbero con il penalizzarti.

Plus500

È una delle più professionali dedicate a chi vuole iniziare ad investire in borsa. Offre strumenti potenti ma al tempo stesso semplici da utilizzare. Tra essi una demo gratuita ed illimitata per mettere alla prova le tue capacità. Si tratta di un passaggio fondamentale, prima di operare con soldi veri.

Directa Sim

Nata nel 1996 è una delle piattaforme più affidabili per investire. L’azienda è quotata in borsa ed ha una lunga esperienza sul campo. Si tratta di una società di intermediazione mobiliare (SIM) che offre strumenti sofisticati ma semplici da usare, oltre ad un profilo commissionale vantaggioso.

Fineco

Pioniere nel campo del trading on line fin dai primi anni 2000, Fineco Banck è più di una piattaforma per investire. Essa è una banca vera e propria che affianca ai servizi di negoziazione una consulenza a 360° e servizi di conto corrente. Unica pecca sono le commissioni relativamente più alte, che penalizzano soprattutto gli ordini più piccoli.

Cosa significa investire in borsa

Impiegare i propri soldi sul mercato azionario significa cercare di trarre profitto sia dalle fluttuazioni dei prezzi, sia grazie ai dividendi incassati. In particolare mentre il trader è attratto soprattutto dalle oscillazioni di breve termine delle quotazioni, l’investitore di lungo corso ragiona di più in termini di flussi di cassa e di apprezzamento delle attività sottostanti.

Una seconda differenza riguarda la maggiore o minore concentrazione. Mentre lo speculatore focalizza la propria attenzione su pochi titoli, che conosce e segue, l’investitore basa la propria strategia sulla diversificazione di portafoglio.

Come investire in borsa

Esistono diversi strumenti che permettono di approcciare ai diversi segmenti del mercato finanziario:

  • Forex
  • Indici
  • Azioni
  • Materie prime
  • Criptovalute

Vediamo in dettaglio le particolarità di ognuno di essi e come fare per investire.

Forex

È il mercato delle valute estere. Il tasso di cambio esprime la quantità di valuta estera che si può ottenere per un euro di valuta domestica (quotazione certo per incerto). Per approfittare delle oscillazioni valutarie ci sono diversi strumenti:

  • i cross valutari, ossia l’acquisto di divise estere;
  • i CFD, o contratti per differenza, di cui parleremo dopo;
  • le opzioni valutarie.

Investire sugli indici

Gli indici di borsa sono numeri che sintetizzano l’andamento di panieri diversificati di azioni. Essi sono la classica forma di impiego del risparmio adatta all’investitore di lungo periodo. Ecco gli strumenti principali per investirvi:

CFD

I contratti per differenza sono titoli finanziari che hanno come sottostante un’azione quotata in borsa o un indice. Il CFD in effetti non ha un suo valore proprio: il suo valore è sempre quello del sottostante. Il CFD sull’azione di Amazon, per esempio, ha sempre o stesso valore dell’azione Amazon.

I CFD offrono ai trader degli strumenti speculativi che li espongono a rischi considerevoli. Essi, infatti, hanno il rischio di controparte e possono subire fluttuazioni piuttosto ampie.

Certificates

Gli investment certificates sono passività, emesse dalle banche, il cui valore deriva da quello di un sottostante. Nella forma più semplice essi clonano un indice di borsa (spesso senza il rischio di cambio). Chi li compra punta ad ottenere lo stesso andamento dell’attività finanziaria cui il prodotto è legato.

ETF

Investire in borsa con gli ETF permette di acquistare panieri di azioni diversificati, senza correre rischi di insolvenza (default) e con la garanzie di replicare esattamente il sottostante. In breve gli Exchange Traded Funds sono fondi passivi quotati in borsa che consentono agli investitori privati di investire come i professionisti, con costi minimi.

Investire in azioni

Come abbiamo detto investire in azioni significa acquistare una quota, piccola o grande, di una società presente all’interno dei mercati azionari. Questo dà diritto a ricevere dei dividendi (cioè una quota degli utili prodotti) e, nella maggior parte dei casi, anche a partecipare alle assemblee della società.

I guadagni dall’investimento in azioni sono due:

  • i dividendi pagati sotto forma di flusso di cassa;
  • l’incremento del prezzo dei titoli.

Comprare singole azioni comporta l’assoggettamento al rischio di mercato (sistematico) e a quello relativo all’azienda di riferimento (specifico). È interessante notare che se l’azienda fallisce l’investitore perderà per intero il proprio capitale. Per questa ragione è meglio evitare di individuare da soli i titoli da comprare (stock picking) per scegliere, al contrario, indici ampi e diversificati.

Materie prime

Investire nelle materie prime è possibile in modo semplice grazie agli ETC, gli Exchange Traded Commodities. Si tratta, in breve, di prodotti finanziari che hanno come sottostante una certa commodity (replica fisica) o un derivato su una commodity (replica indiretta, con effetto contango).

Criptovalute

L’acquisto di crypto asset attraverso operatori abilitati (exchange) è un’opzione redditizia ma molto rischiosa per investire. Trattandosi di strumenti finanziari infruttiferi di interesse e privi di un valore intrinseco, l’acquisto di divise digitali può comportare la perdita integrale del capitale investito. Senza contare i casi di truffa e malversazione compiuti ai danni degli investitori.

Strategie per investire

Esistono essenzialmente due tecniche per investire in borsa. Paradossalmente esse potranno avere risultati simili, nel lungo termine, mentre nel breve periodo i risultati potranno divergere parecchio.

Approccio contrarian

Si basa sull’andare controcorrente. In pratica l’investitore compra quando tutti vendono e vende quando tutti gli altri comprano. La tecnica fonda le sue radici nel fatto che per guadagnare in borsa occorra “comprare basso e vendere alto“. A tal fine uno strumento utilizzato è il ribilanciamento periodico dei pesi. Grazie ad esso si vende ciò che, in termini relativi, è salito di più per comprare ciò che è sceso maggiormente.

Strategia trend following

Si basa sull’investire seguendo la corrente. Questo approccio, definito anche “crowd” usa appositi indicatori che cercano di individuare in modo precoce un certo movimento (o trend) sul mercato. Si investirà quindi quando la tendenza rialzista è appena abbozzata per vendere quando la discesa dei prezzi lascia intravvedere ulteriori cali.

Dove investire in borsa

La scelta dei titoli migliori in cui investire può avvenire seguendo due diverse scuole di pensiero.

Il value investing

È la strategia che ha permesso a miliardari come Benjamin Graham, John Templeton o Warren Buffett di diventare tali. L’attenzione dell’investitore “cade” su titoli di società operanti in settori tradizionali, con crescita moderata di utili e fatturato, ma trascurati dal mercato.

Si tratta, molto spesso, di individuare azioni le cui quotazioni sono basse sia rispetto agli utili sia al valore contabile, che gli investitori “snobbano” in un certo momento. Il dividendo è spesso elevato, in relazione al capitale investito, e costante nel tempo.

Il growth investing

Si cercano azioni con altissimo potenziale di crescita, indipendentemente dai dividendi che generano. Le società sottostanti spesso sono start-up innovative che reinvestono gli utili (se ci sono). In questo caso l’investitore si concentra sulle prospettive di crescita del business sottostante. Tuttavia se tali prospettive sono inferiori a quelle che il mercato attende le quotazioni potranno perdere valore in modo sensibile.

Giocare in borsa da casa

Lo sviluppo tecnologico ha permesso agli investitori di arrivare al mercato direttamente dal proprio PC o addirittura dallo smartphone. La facilità di accesso ai mercati, insieme con la continuità di notizie in tempo reale, hanno amplificato il turnover dei portafogli e ridotto i rendimenti ottenuti.

Nel periodo del COVID-19, ad esempio, molte persone, bloccate a casa per colpa dei lock down si sono riversate sul mercato azionario, creando vere e proprie bolle speculative. Si veda, a titolo di esempio, il caso Game Stop.

Giocare in borsa per finta

Molte piattaforme permettono l’apertura di conti demo. In breve essi consentono di simulare acquisti e vendite in tempo reale senza, però, movimentare i soldi veri. Esistono due scuole di pensiero a proposito delle’operatività virtuale sui mercati.

Alcuni sostengono che sia necessario fare pratica evitando di coinvolgere denaro reale. Secondo questa impostazione, che condividiamo, è bene testare la propria operatività per un periodo di almeno sei mesi prima di lanciarsi con soldi veri. Altri, invece, sostengono l’inutilità delle “demo” in quanto l’inconscio sa che non si stanno movimentando denari reali.

Ciò implica una lucidità e freddezza maggiori rispetto a quelle messe in campo con l’operatività reale. Sebbene la critica sia fondata a nostro avviso ha senso giocare in borsa per finta prima di procedere sul serio.

È però necessario scrivere le regole che guidano l’operatività. Se queste funzionano, ma non sono replicabili, i successi avuti nel periodo di “gioco” non si tradurranno in guadagni effettivi.

Borsa e psicologia

Paura ed avidità sono i due nemici principali che ogni investitore o trader deve dominare. La prima spinge a vendere tutto nel momento peggiore, quando cioè le quotazioni si avvicinano ad un minimo. Al contrario l’avidità ci acceca. Nel timore di perdere la nostra parte di guadagno compriamo a prezzi alti i titoli che hanno già corso molto.

Si tratta dell’effetto psicologico del gregge. Seguire le masse ci rassicura, poiché gli individui preferiscono perdere seguendo gli altri che guadagnare facendo da soli. Per questo è bene seguire un metodo di investimento efficace, robusto e replicabile come quello che imparerai iscrivendoti gratis a Welcome.

Contrariamente a quanto crede l’investitore inesperto, i guadagni ottenuti (o mancati) dipendono per il 20% circa dalla tecnica usata. Al contrario l’80% delle performance dipendono dalla psicologia, ossia dalla disciplina richiesta per seguire un metodo semplice e replicabile per investire.

I costi dell’investimento in borsa

Operare sul mercato comporta il pagamento di una commissione. Alcune piattaforme, come XTB o eToro non comportano il pagamento di costi diretti. Essi, però, propongono quotazioni in denaro/lettera maggiori o minori dei concorrenti proprio perché gli oneri di negoziazione sono già compresi nel prezzo mostrato.

Altre piattaforme, come Directa o Fineco, fanno pagare una cifra per ogni eseguito. L’importo da pagare può essere fisso o in percentuale. Nel primo caso l’incidenza percentuale scende al crescere dell’importo transato. Nel secondo caso, invece, più investi più paghi.

Le commissioni fisse sono vantaggiose per importi piuttosto elevati; i costi percentuali, invece, sono ideali su importi più piccoli.

Quanto investire in borsa

Non esiste una risposta definitiva alla domanda. La quota di capitale a rischio dipende, infatti da molti fattori:

  • gli obiettivi di investimento
  • l’importo disponibile
  • la tolleranza al rischio
  • l’orizzonte temporale.

Una regola del “pollice” afferma che la quota di azioni in portafoglio dovrebbe essere pari alla perdita massima sopportabile moltiplicata per 2,5 – 3. Ad esempio se non vogliamo esporci per più del 10% di “rosso” non dovremmo superare il 25-30% di azioni complessive.

I rischi dell’investimento in borsa

Quanto rischia chi impiega i propri soldi sul mercato azionario? La risposta dipende dal tipo di strumento usato. Per semplicità faremo solo due ipotesi: quello dell’acquisto di singole azioni e quello dell’investimento in ETF. Nel primo caso la possibilità di perdere per intero il proprio capitale è piuttosto concreta.

Infatti in caso di default dell’azienda le azioni della stessa verrebbero azzerate. L’investitore, pertanto, corre sia il rischio generico, del mercato azionario, sia quello specifico relativo alla singola realtà quotata.

L’impiego di denaro su un indice attraverso un ETF, invece, comporta l’assoggettamento al solo rischio di mercato (o sistematico). In questo caso il pericolo sta nelle possibili e temporanee fluttuazioni di valore delle attività sottostanti. Andando “a spanne” possiamo ipotizzare un possibile ribasso del 40-60% se il sottostante è un indice ampio e diversificato come, ad esempio, l’MSCI World.

La detenzione dell’investimento per un periodo superiore a 15 anni minimizza (ma non annulla) le probabilità di perdite.

Quando investire in borsa?

Analisi tecnica e del grafico

Si tratta di un’operatività rivolta prevalentemente agli speculatori. Per questi ultimi il “timing” ossia il momento migliore per comprare e per vendere ha una rilevanza fondamentale. Alcuni operatori comprano quando il prezzo supera la media mobile a 200 giorni e vendono quando il prezzo scende al di sotto.

Altri, invece, si basano sull’incrocio tra due medie. Essi, in definitiva, comprano quando la media a 100 giorni interseca quella a 200 dal basso verso l’alto. Quando, al contrario, la media più corta taglia dall’alto verso il basso quella più lunga si vende.

Analisi fondamentale e lungo periodo

L’investitore di lungo periodo, invece, sa che il momento di ingresso ha una rilevanza secondaria ai fini del risultato finale. Un portafoglio ben diversificato di azioni, infatti, tenderà sempre a crescere. I ribassi, pertanto, sono dei semplici incidenti di percorso che vengono riassorbiti a patto di avere nervi saldi e tempi lunghi.

In definitiva l’investitore accorto compra tutto e subito, o al massimo diluisce gli acquisti grazie ad un Piano di Accumulo (PAC) e aspetta.

Gli orari delle borse

Le borse operano ad orari molto simili tra loro e a fare la differenza, per noi che operiamo dall’Italia, è principalmente il fuso orario. Londra opera ad esempio dalle 09:00 alle 17:00, che è poi lo stesso orario di Piazza Affari nonché lo stesso orario di Francoforte.

Le differenze si accusano maggiormente quando andiamo a selezionare borse che sono molto distanti da noi: New York opera alle 14:00 alle 22:00 ora italiana, così come Sydney opera dalle 23:00 alle 07:00 ora italiana e Tokyo opera invece dalle 01:00 alle 10:00.

Libri per imparare ad investire in borsa

Ecco una selezione dei migliori libri per imparare ad investire:

  • Soldi, domina il gioco di Anthony Robbins. Si tratta di un testo completo che affronta il tema “denaro” a 360° dal risparmio all’investimento. Esso, inoltre, propone il noto portafoglio “All Weather” di Ray Dalio, adatto per investitori conservativi che non vogliono movimentare troppo il proprio capitale;
  • INVESTIMENTI, la guida completa. Si tratta di un vero e proprio manuale che affronta tutti i temi dell’investimento, dalle strategie agli strumenti per investire;
  • Il piccolo libro dell’investimento, un classico di Jack Bogle sull’importanza della diversificazione, del controllo dei costi e della pazienza;
  • One up on Wall Street, di Peter Lynch. Il libro si concentra sullo stock picking e sulla necessità di non seguire le mode ma di ragionare in modo indipendente;
  • L’investitore intelligente, di Benjamin Graham. Questo libro dovrebbe costituire la base per coloro che vogliono iniziare a creare una cultura tecnica per la gestione degli investimenti in borsa.

Conclusioni: conviene investire in borsa?

La risposta è si, a patto che tu sappia come fare e che ti assuma una dose calibrata di rischio. Ecco, per finire, le risorse che ti mettiamo a disposizione per continuare il tuo cammino di investitore consapevole ed indipendente:

  • hai raggiunto la conclusione che investire è troppo complesso? Affidati ai nostri servizi di consulenza, con Backstage;
  • vuoi ricevere consigli operativi sui migliori investimenti di oggi? Leggi INVESTO;
  • vuoi imparare ad investire da solo? Iscriviti a Welcome.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari