FITD: le Cose che Nessuno ti ha Detto

FITD: Cos’è e Come Funziona il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi?

Articolo aggiornato il 18 settembre 2017

Il FIDT è un consorzio di diritto privato, fondato nel 1987, con lo scopo di tutelare i correntisti ed i depositanti di banche in crisi.

Il fondo interbancario tutela quindi i risparmiatori che vantano un credito nei confronti del loro istituto attraverso conti correnti e/o conti deposito. Le obbligazioni bancarie, invece, non sono tutelate dal FIDT in quanto titoli di credito “cartolarizzati” ovvero scambiati su un mercato regolamentato.

Gli strumenti finanziari godono di un’altra forma di protezione, ossia quella di essere “beni di terzi in deposito” e quindi non saranno MAI aggrediti in caso di banche commissariate o di default. Ovviamente se ad essere in crisi è la tua banca, ossia lo stesso soggetto emittente le obbligazioni o le azioni che hai in deposito, perderai i tuoi soldi, ma in questo caso il FIDT non c’entra.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi copre un importo 100.000 € di credito per depositante e per banca.

Questo significa che:

se hai un conto cointestato il saldo protetto diventa pari a 100.000 € per ogni depositante. Considerando che un conto può avere fino ad un massimo di quattro cointestatari potrai proteggere i tuoi soldi fino ad un massimo di 400.000 € per banca. Tieni però presente che ognuno dei cointestatari potrà prelevare il saldo complessivo, per cui sappiti regolare e non fare imprudenze mettendo cointestatari a casaccio.

Se hai due conti presso la stessa banca il saldo complessivamente protetto sarà comunque non superiore a 100.000 €. Se, ad esempio, hai due conti, entrambi con un saldo di 80.000 €, poiché 80 x 2 = 160 il FITD proteggerà 100.000 euro mentre i sessanta in eccesso non saranno tutelati. In questo caso, se non hai sotto mano qualche cointestatario, piuttosto apri più conti in più banche diverse, facendo attenzione a che il saldo di ognuno di essi stia sotto la soglia dei 100 mila.

Se presso la stessa banca hai un conto cointestato ed uno intestato solo a te la soglia di protezione del fondo vale sempre e solo sui 100 mila calcolati facendo la somma del saldo del conto a te intestato più il saldo totale del conto cointestato diviso per il numero dei cointestatari.

Esempio. Presso Fineco ho due conti: uno intestato solo a me con un saldo di 50.000 € e uno cointestato con mia moglie per 120.000€. In questo caso la protezione mia sarà pari a 50.000 + (120.000/2) = 110.000 mila “ribassato” ai “soliti” 100.000 € in totale.

Mia moglie invece avrà protezione piena perché ha solo il conto cointestato che vale 60.000 € (120/2)

Il saldo protetto è quello in essere al momento dell’eventuale default della banca. Se le somme in gioco sono tali per cui ci sono degli interessi di importo rilevante che non sono ancora stati accreditati, essi saranno persi.

Per questa ragione è bene evitare di scegliere conti deposito di banche in difficoltà per ottenere rendimenti fuori mercato. Una insolvenza dell’istituto comprometterebbe la redditività dell’operazione, perché riavresti indietro i tuoi soldi ma perderesti gli interessi.

Il FIDT interverrà rimborsando il valore garantito entro 7 giorni lavorativi dal default.

Ora che sappiamo come funziona il FIDT occupiamoci di capire quanto spesso lo stesso è intervenuto.

Esso ha effettuato i seguenti salvataggi negli anni:

  • 1988 – CASSA DI RISPARMIO DI PRATO – importo: 413,2 milioni di €
  • 1990 – BANCO DI TRICESIMO – importo 3,4 milioni di €
  • 1991 – BANCA DI GIRGENTI – importo: 37,2 milioni di €
  • 1996 – BANCA DI CREDITO DI TRIESTE – importo: 86,8 milioni di €
  • 1997 – CREDITO COMMERCIALE TIRRENO – importo: 51,4 milioni di €
  • 1997 – SICILCASSA – importo: 516,5 milioni di €
  • 2010 – BANCA VALLE D’ITRIA E MAGNA GRECIA – importo: 5,0 milioni di €
  • 2011 – BANCO EMILIANO ROMAGNOLO – importo: 156,0 milioni di €
  • 2011 – BANCA MB – importo: 40,0 milioni di €
  • 2012 – BANCA NETWORK INVESTIMENTI – importo: 73,90 milioni di €
  • 2014 – CASSA DI RISPARMIO DI TERAMO – TERCAS – importo: 265 milioni di € restituito al FITD ad aprile 2016, in seguito alla decisione della CE del 23 dicembre 2015 di incompatibilità con la normativa sugli aiuti di stato
  • 2016 – BANCA POP DELLE PROV. CALABRE – importo: 1,4 milioni di €

Sebbene il FITD non abbia un patrimonio proprio esso è riuscito a salvare parecchie banche in crisi il cui numero resta comunque molto modesto rispetto al numero delle banche italiane operanti sul territorio.

Giacomo Saver

Fondatore e direttore di Segretibancari.com

29 commenti
  1. Scusa Giacomo, ma nel caso saltasse l’intero sistema bancario, dove prenderebero i “tantissimi” soldi dei conti fino a 100.000 euro da rimborsare. A me, tale presunta protezione, sembra più un “messaggio psicologico” per gli investitori/depositanti, piuttosto che un vero e proprio “scudo” anti default bancario.
    Grazie per l’attezione.

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    1. @ Alessandro
      In effetti i soldi in capo al FITD non ci sarebbero, poiché questo è solo un consorzio tra banche con una patrimonialità ridotta. Credo che in un caso del genere interverrebbe direttamente lo Stato insieme con le autorità monetarie, in modo analogo a quanto avvenuto a Cipro. In ogni caso i risparmi ‘inconsapevoli’ dei depositanti piccoli sarebbero tutelati.

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      1. Grazie infinite per la puntuale risposta.

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  2. Solo una precisazione, se ho un conto deposito cointestato con mia moglie sono coperto dal FIDT fino a 200.000€?
    Grazie

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    1. @ Eros
      Sì, come spiegato nel video.

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  3. CIAO
    SONO TITOLARE DI DUE POLIZZE DI POSTE VITA “NUOVI MERCARTI” E “POSTA FUTURO CERTO”
    VORREI SAPERE SE SONO GARANTITE DAL FITD COME I BPF, ANCHE PERCHE’ HO INVIATO QUESTA RICHIESTA ALLA SOCIETA’ MA NON HO RICEVUTO RISPOSTA.
    GRAZIE
    GIANNI

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    1. @ Gianni
      Purtroppo0 no. Come ho spiegato nel videotutorial il FITD copre solo i depositi bancari, ma NON le polizze vita o gli altri strumenti finanziari. Grazie a te per e a presto…

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  4. ciao Giacomo,
    anche se stiamo parlando di scenari altamente improbabili e credo che nessuno possa prevedere con certezza cosa potrebbe accadere se si realizzassero, mi farebbe piacere sapere la tua opinione: in caso di un catastrofico collasso del sistema bancario vedresti più al sicuro 100K€ su un conto corrente, quindi protetti dal FITD, o 100K€ su un conto titoli di una qualunqua banca italiana investiti in un emittente “blindato” come ad esempio BEI?

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    1. @ Lorenzo
      Credo che sarebbero più sicuri i titoli di un emittente ‘blindato’, perché in questo modo non ci sarebbero da discutere le modalità di rimborso. Un collasso del sistema bancario metterebbe a dura prova la tenuta stessa del FITD e richiederebbe l’intervento del Governo, con tutte le solite pastoie legali.
      I bond sicuri, invece, sono “beni di terzi in deposito” e quindi non di proprietà della banca. Quelli sono tuoi e resterebbero tali anche nel peggiore dei casi. al massimo non sarebbero disponibili per un certo periodo…

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      1. Ciao, e quindi in “soldoni”…. puoi fare qualche nome??
        Grazie
        Michele

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        1. @ Michele
          Ti faccio un esempio: se hai un conto deposito rientri nella tutela del FITD, se hai dei BTP no, ma i tuoi soldi sono al sicuro perché i titoli non sono patrimonio della banca e quindi non vengono coinvolti da un eventuale default.

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          1. Ok,OK… che stupido, non ci avevo pensato, scusami.
            Ciao
            Michele

  5. Buonasera Giacomo, per chi ha libretti e buoni postali il fondo risponde ugualmente?
    Saluti

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    1. @ Catia
      No, il risparmio postale gode dell’avallo dello Stato ma non della protezione del FITD.

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      1. Buonasera, in merito al risparmio postale che gode dell’avallo dello Stato, esattamente cosa significa? Che un eventuale fallimento delle poste viene coperto dallo Stato per intero o in parte? e in una situazione di crisi come questa con lo Stato a rischio default come ci si deve comportare? Grazie mille. Saluti

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        1. @ Catia
          Sì: se le Poste falliranno lo Stato onorerà il debito per intero. Più difficile dire che cosa accadrebbe in caso di fallimento dello Stato. In questa ipotesi penso che l’intera macchina pubblica sarebbe coinvolta e di conseguenza salterebbe anche il risparmio postale perché la stessa solidità delle Poste potrebbe venire compromessa.

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  6. Salve Giacomo, sempre in un ipotetico malaugurato scenario catastrofico di crack del sistema bancario italiano, avere i propri soldi in una banca europea (tipo ING) porterebbe ad una qualche tutela?
    La ringrazio come sempre per i suoi preziosi suggerimenti.

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    1. @ Mario
      Sì, se anche la banca europea non andrà in default. Tieni presente che le banche italiane sono meglio patrimonializzate di quelle europee ma svantaggiate da un cattivo meccanismo di contabilizzazione dei crediti in sofferenza. Ti faccio un esempio. Se io sono una banca tedesca che ti ha prestato dei soldi e tu fai difficoltà a ripagarmi, io inserirò il tuo credito tra quelli in sofferenza e finisce lì.

      Ma se sono una banca italiana ed ho crediti verso la tua famiglia (verso il tuo gruppo se si parla di imprese) allora la tua insolvenza mi costringerà automaticamente a qualificare come in sofferenza anche i crediti verso tuo figlio che paga regolarmente.

      quindi, paradossalmente, le banche italiane, nell’insieme, sono più solide di quelle europee ed inoltre le procedure di default – nell’ottica dell’unione bancaria – saranno le stesse…

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    1. @ Alessandro
      In caso di default credo che il limite dei 100.000 euro sarà comunque garantito, se non dal FITD dallo Stato che pagherebbe di tasca sua come avvenuto con Cipro qualche mese fa…

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  7. Di tutti i video ed i post qui pubblicati, senza voler togliere importanza a tutto il resto del lavoro, questo è senz’altro tra i migliori perché ci rende più consapevoli delle reali condizioni che potrebbero interessarci nella vita di tutti i giorni. Grazie a Giacomo per averlo condiviso con noi tutti e mi auguro che d’ora in poi sul sito facciano più spesso capolino video “pratici” del genere. Sarebbe bello, ad esempio, vedere di questi tempi qualche video che spiegasse per bene il funzionamento delle banche off shore con i vari pregi e difetti.

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    1. @ Francesco
      Grazie, grazie, grazie. In effetti in futuro ho in programma di usare sempre di più i video come forma di comunicazione. Sono stato un po’ “timido” nel loro inserimento nel sito perché a molti lettori piace, appunto, leggere mentre la visualizzazione dei video crea qualche difficoltà. Ma considerato il tuo grande apprezzamento continuerò a postare video tutorial.

      Nel frattempo puoi vedere tutti i video già fatti in passato sul mio canale Youtube:

      >http://www.youtube.com/user/segretibancari?feature=watch

      Alla prossima!!

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      1. Si, li ho già visti tutti. Ti seguo sempre con molto interesse 😉

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  8. Salve Giacomo,
    in questi giorni si parla della provocatoria proposta del FMI di ipotizzare un prelievo forzoso sui depositi bancari italiani per un presunto risanamento shock del debito pubblico…
    Qualche assaggio in giro per il mondo c’è già stato,Governo Amato nel 1992, Cipro, la Polonia che ha di fatto espropriato i portafogli obbligazionari dei fondi pensioni, insomma la tentazione serpeggia presso qulche Dott Stranamore… Pur non ritenendo la cosa probabile e sicuramente non in quelle proporzioni, c’è un tarlo che lavora nella mia mente. ed ecco la domanda:
    Per un risparmiatore comune, potrebbe essere percorribile l’ipotesi di parcheggiare una parte della liquidità dei conti correnti e dei conti deposito con degli acquisti di oro, da tenere come riserva strategica per un periodo di uno- due anni, in attesa di tempi migliori? Diciamo un 10% ? (guarda caso la stessa percentuale del FMI)
    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti. Fabio

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    1. @ Fabio Assolutamente sì, a patto di tenere l’oro fuori dai confini nazionali ed al riparo da possibili confische. Tieni anche presente che l’oro ha un prezzo molto volatile e che il trend rialzista di lungo periodo si è interrotto quindi il rischio concreto di deprezzamento c’è…

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  9. Buongiorno Giacomo,
    sto pensando di aprire un conto deposito vincolato con IBL banca vincolando 40000 e per 24 mesi con interesse lordo annuo del 3 per cento corrispondente ad un 2.4 netto . Mi chiedevo se ci fosse qualcosa in particolare alla quale prestare attenzione durante la stipula del contratto , cioè , ci possono essere delle clausole truffa smascherabili solo da “gente del mestiere ” o mi posso fidare della persona che ho di fronte ?IBL è una banca sicura ?? Anche se ,mi pare di aver capito , su un conto deposito poco importa , visto che male che vada perdo gli interessi maturati ma non il capitale .. è giusto ? E’ infine possibile dopo la scadenza del vincolo , qualora la stessa banca non mi offrisse delle buone condizioni, spostare il capitale presso un altro istituto bancario che offre di piu ?
    ringrazio per l’attenzione e cordiali saluti .Federico

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    1. @ Federico
      Puoi stare tranquillo. I conti deposito sono strumenti semplici e trasparenti. Leggi solo con attenzione i fogli informativi analitici che puoi scaricare sul sito della banca alla voce “trasparenza”. lì c’è scritto tutto e in caratteri ‘normali’.
      Un caro saluto e a presto!!

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  10. LE DUE BANCHE I.B.L. E MEDIOCREDITO DEL FRIULI V. G. SONO BANCHE SICURE ALLA LUCE DEI NUOVI PARAMETRI(TOTAL CAPITAL RATIO)?PERCHE’ SECONDO UN’INDAGINE DI ALTROCONSUMO NON ERANO PROPRIO TRA LE PIU’ SOLIDE IN ASSOLUTO?
    GRAZIE PER LA RISPOSTA.

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    1. @ Francesco
      Bisognerebbe fare analisi più approfondite. Faremo un webinar a giugno sull’argomento, continua a seguirmi (anche si Facebook) per sapere quale sarà la data. Grazie.

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