FITD: le Cose che Nessuno ti ha Detto

4 Ottobre 2013

FITD: Cos’è e Come Funziona il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi?

Articolo aggiornato il 18 settembre 2017

Il FIDT è un consorzio di diritto privato, fondato nel 1987, con lo scopo di tutelare i correntisti ed i depositanti di banche in crisi.

Il fondo interbancario tutela quindi i risparmiatori che vantano un credito nei confronti del loro istituto attraverso conti correnti e/o conti deposito. Le obbligazioni bancarie, invece, non sono tutelate dal FIDT in quanto titoli di credito “cartolarizzati” ovvero scambiati su un mercato regolamentato.

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Gli strumenti finanziari godono di un’altra forma di protezione, ossia quella di essere “beni di terzi in deposito” e quindi non saranno MAI aggrediti in caso di banche commissariate o di default. Ovviamente se ad essere in crisi è la tua banca, ossia lo stesso soggetto emittente le obbligazioni o le azioni che hai in deposito, perderai i tuoi soldi, ma in questo caso il FIDT non c’entra.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi copre un importo 100.000 € di credito per depositante e per banca.

Questo significa che:

se hai un conto cointestato il saldo protetto diventa pari a 100.000 € per ogni depositante. Considerando che un conto può avere fino ad un massimo di quattro cointestatari potrai proteggere i tuoi soldi fino ad un massimo di 400.000 € per banca. Tieni però presente che ognuno dei cointestatari potrà prelevare il saldo complessivo, per cui sappiti regolare e non fare imprudenze mettendo cointestatari a casaccio.

Se hai due conti presso la stessa banca il saldo complessivamente protetto sarà comunque non superiore a 100.000 €. Se, ad esempio, hai due conti, entrambi con un saldo di 80.000 €, poiché 80 x 2 = 160 il FITD proteggerà 100.000 euro mentre i sessanta in eccesso non saranno tutelati. In questo caso, se non hai sotto mano qualche cointestatario, piuttosto apri più conti in più banche diverse, facendo attenzione a che il saldo di ognuno di essi stia sotto la soglia dei 100 mila.

Se presso la stessa banca hai un conto cointestato ed uno intestato solo a te la soglia di protezione del fondo vale sempre e solo sui 100 mila calcolati facendo la somma del saldo del conto a te intestato più il saldo totale del conto cointestato diviso per il numero dei cointestatari.

Esempio. Presso Fineco ho due conti: uno intestato solo a me con un saldo di 50.000 € e uno cointestato con mia moglie per 120.000€. In questo caso la protezione mia sarà pari a 50.000 + (120.000/2) = 110.000 mila “ribassato” ai “soliti” 100.000 € in totale.

Mia moglie invece avrà protezione piena perché ha solo il conto cointestato che vale 60.000 € (120/2)

Il saldo protetto è quello in essere al momento dell’eventuale default della banca. Se le somme in gioco sono tali per cui ci sono degli interessi di importo rilevante che non sono ancora stati accreditati, essi saranno persi.

Per questa ragione è bene evitare di scegliere conti deposito di banche in difficoltà per ottenere rendimenti fuori mercato. Una insolvenza dell’istituto comprometterebbe la redditività dell’operazione, perché riavresti indietro i tuoi soldi ma perderesti gli interessi.

Il FIDT interverrà rimborsando il valore garantito entro 7 giorni lavorativi dal default.

Ora che sappiamo come funziona il FIDT occupiamoci di capire quanto spesso lo stesso è intervenuto.

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Esso ha effettuato i seguenti salvataggi negli anni:

  • 1988 – CASSA DI RISPARMIO DI PRATO – importo: 413,2 milioni di €
  • 1990 – BANCO DI TRICESIMO – importo 3,4 milioni di €
  • 1991 – BANCA DI GIRGENTI – importo: 37,2 milioni di €
  • 1996 – BANCA DI CREDITO DI TRIESTE – importo: 86,8 milioni di €
  • 1997 – CREDITO COMMERCIALE TIRRENO – importo: 51,4 milioni di €
  • 1997 – SICILCASSA – importo: 516,5 milioni di €
  • 2010 – BANCA VALLE D’ITRIA E MAGNA GRECIA – importo: 5,0 milioni di €
  • 2011 – BANCO EMILIANO ROMAGNOLO – importo: 156,0 milioni di €
  • 2011 – BANCA MB – importo: 40,0 milioni di €
  • 2012 – BANCA NETWORK INVESTIMENTI – importo: 73,90 milioni di €
  • 2014 – CASSA DI RISPARMIO DI TERAMO – TERCAS – importo: 265 milioni di € restituito al FITD ad aprile 2016, in seguito alla decisione della CE del 23 dicembre 2015 di incompatibilità con la normativa sugli aiuti di stato
  • 2016 – BANCA POP DELLE PROV. CALABRE – importo: 1,4 milioni di €

Sebbene il FITD non abbia un patrimonio proprio esso è riuscito a salvare parecchie banche in crisi il cui numero resta comunque molto modesto rispetto al numero delle banche italiane operanti sul territorio.

Giacomo Saver

Fondatore e direttore di Segretibancari.com

In una newsletter settimanale di 13 pagine tutte le notizie, le analisi indipendenti e i commenti che servono per investire.