Rendimax: opinioni sul conto deposito di Banca Ifis, conviene sceglierlo?

6 Settembre 2013

rendimax opinioni

Rendimax: opinioni sul conto deposito ad alto rendimento di Banca Ifis, per tutti coloro i quali vogliono far fruttare i loro soldi senza correre rischi.

Articolo aggiornato il 2 novembre 2021

Conto deposito Rendimax: conviene ed è sicuro?

Rendimax è il conto deposito ad alto rendimento offerto, da parecchi anni, da Banca Ifis. Esso permette di investire in modo sicuro a breve termine ottenendo, al contempo, un tasso di interesse fino all’1,75% lordo. Negli anni 130.000 persone hanno dato fiducia a Banca Ifis, ma ora è tempo di andare più in profondità e capire se Rendimax conviene attraverso opinioni ed analisi indipendenti sul prodotto.

Chi, invece, vuole sapere dove sia meglio investire oggi può continuare leggendo questa pagina.

Per ragioni di tempo, e per non annoiare il lettore, eviteremo di concentrarci su come si apre il conto Rendimax. Al contrario vedremo quali siano i punti di forza e di debolezza del conto deposito per fare una scelta oculata.

Rendimax, cos’è e come funziona

Rendimax è un conto deposito, offerto da Banca Ifis, utile a chi vuole impiegare i propri soldi senza correre rischi. In alcuni casi, come vedremo, esso può essere utile anche come parcheggio per la liquidità in attesa di investimenti più redditizi.

La caratteristica fondamentale del prodotto è la totale assenza di costi. Non sono previsti, infatti, oneri di alcun tipo: né di apertura, né di chiusura, né di gestione del rapporto. Il conto può essere aperto in pochi minuti, direttamente sul sito di Banca Ifis e non è necessaria l’attivazione di un nuovo conto corrente.

A differenza del conto deposto di Illimity, infatti, Rendimax può essere “agganciato” al proprio conto corrente. Questo è indubbiamente un vantaggio, poiché si può usare il c/c per le operazioni ordinarie di cassa (ad esempio per pagare le bollette) ed il conto deposito come “addendum” per fare fruttare i risparmi.

I diversi tipi di Rendimax

Il conto deposito è offerto in una triplice veste. Ciò permette al cliente di scegliere l’opzione più adatta alle proprie esigenze, beneficiando di tutta la flessibilità necessaria. È utile sottolineare come, in verità, non sia necessaria l’attivazione di più conti. Dallo stesso Rendimax, infatti, si possono usare le tre opzioni disponibili, che ora andremo ad esaminare con attenzione.

Rendimax libero

Si tratta del classico conto deposito che frutta interessi in modo proporzionale sia alle somme impiegate, sia alla durata del prestito. Il tasso di interesse è dello 0,20% annuo lordo. In definitiva il tasso netto è dello 0,15%. Sebbene si tratti di un rendimento molto contenuto, esso riflette l’attuale situazione dei tassi di interesse a zero.

Chi non è soddisfatto del rendimento di Rendimax può trovare qualcosa di decisamente meglio qui.

Non ci sono limiti ai versamenti. È quindi possibile, in via teorica, aprire il conto con un versamento di un solo euro. Gli interessi, inoltre, sono capitalizzati ogni tre mesi, diventando in tale modo anch’essi fruttiferi. Tuttavia, in presenza di tassi così bassi, l’effetto della capitalizzazione composta non altera minimamente il guadagno finale. Il discorso cambierà, ovviamente, quando i tassi risaliranno.

Rendimax libero è l’opzione di default. Intendo dire che essa è connaturata con l’apertura di un nuovo rapporto con Banca Ifis. A partire dal conto deposito libero è possibile, semmai, passare alle opzioni vincolate più redditizie.

Il conto libero è l’ideale per chi vuole parcheggiare le proprie somme rendendole minimamente fruttifere in attesa di entrare sui mercati. Si tratta, quindi, di un buon modo per impiegare la propria liquidità che deve essere tuttavia sempre disponibile.

Rendimax Like

Si tratta della vera novità di Banca Ifis. Il conto deposito Rendimax like, in breve, offre una sorta di vincolo spurio. Esso, infatti, tecnicamente non blocca i soldi del cliente tuttavia richiede un preavviso per lo svincolo. In altri termini il denaro, per essere disponibile, dovrà essere richiesto con 33 giorni di anticipo.

Il tasso di interesse è attualmente pari allo 0,40% annuo lordo, che corrisponde allo 0,30% netto. Gli interessi sono capitalizzati ogni tre mesi, in modo simile al caso precedente. Tuttavia il Like ha due piccoli “vincoli”:

  • il versamento minimo è di almeno 1.000 €
  • la durata massima dell’impiego è di cinque anni; quella minima è di tre mesi.

Rendimax Like è indicato per coloro i quali vogliono poter svincolare le somme investite entro breve tempo. In cambio ottengono un guadagno più alto rispetto all’opzione libera. Tuttavia se 33 giorni non sono molti, essi non sono nemmeno pochi.

Dover attendere un mese per rientrare in possesso del proprio denaro rischia di rappresentare un problema, se si deve affrontare una spesa improvvisa o si vuole cogliere opportunità interessanti sui mercati.

L’opzione like va bene per impiegare il denaro che servirà a fronteggiare spese di breve periodo che tuttavia possono essere programmate con almeno un mese di anticipo. Lo sconsiglio, invece, come parcheggio della liquidità in attesa di essere investita sui mercati.

Rendimax vincolato

Prima di dare un giudizio complessivo sulla convenienza o meno a sottoscrivere il conto deposito Rendimax, soffermiamoci un attimo a capire quali siano le caratteristiche del conto vincolato. In verità Banca Ifis offre due opzioni diverse per raggiungere il medesimo obiettivo. Scopo del vincolo, infatti, è l’ottenimento di un guadagno superiore in cambio del blocco temporaneo delle proprie disponibilità.

La cosa importante da sapere è che il Rendimax vincolato non può essere smobilizzato prima della scadenza. Ciò implica che il risparmiatore deve essere assolutamente certo di non aver bisogno di quel denaro prima dello scadere del vincolo.

In modo simile ai precedenti anche l’opzione vincolata non comporta costi di apertura, né di chiusura. Mentre l’importo minimo investibile è di 1.000 €, le durate tra cui scegliere sono diverse. Ecco allora quali sono i due tipi di conto deposito vincolato che Banca Ifis offre.

Rendimax vincolato anticipato

In questo caso il risparmiatore ottiene subito l’accredito degli interessi, in via anticipata. L’ammontare corrisposto dipende dalla durata del vincolo, oltre che dall’importo bloccato. La durata dell’operazione va da un minimo di sei mesi ad un massimo di cinque anni.

Come è logico immaginare il tasso di interesse lordo cresce al crescere della durata del vincolo stesso, secondo lo schema che segue. Tra perentesi il tasso netto:

  • 6 mesi: 0,45% (0,33%)
  • 9 mesi: 0,50% (0,37%)
  • 12 mesi: 0,55% (0,41%)
  • 18 mesi: 0,75% (0,55%)
  • 24 mesi: 1% (0,74%)
  • 36 mesi: 1,20% (0,89%)
  • 48 mesi: 1,35% (1%)
  • 60 mesi: 1,55% (1,15%).

Rendimax vincolo posticipato

In modo analogo al precedente il Rendimax vincolato ex post non è smobilizzabile prima della scadenza. La novità di questi mesi è l’uniformità tra le scadenze. Mentre fino alla primavera la durata del vincolo cambiava a seconda dell’opzione scelta, ora è del tutto indifferente optare per il vincolo ex ante o per quello ex post, per quanto riguarda la durata.

Quello che cambia sono gli interessi che, a differenza del caso precedente, sono accreditati alla fine dell’operazione, ossia alla scadenza del vincolo. Anche in questo caso l’importo minimo impiegabile è pari a mille euro.

Quella che segue, invece, è la scaletta dei tassi pagati, aggiornata al 2 novembre 2021. Tra parentesi il tasso netto:

  • 6 mesi: 0,50% (0,37%)
  • 9 mesi: 0,55% (0,41%)
  • 12 mesi: 0,60% (0,44%)
  • 18 mesi: 0,85% (0,63%)
  • 24 mesi: 1,10% (0,81%)
  • 36 mesi: 1,23% (0,96%)
  • 48 mesi: 1,50% (1,11%)
  • 60 mesi: 1,75% (1,30%).

La differenza tra in vincolo anticipato e quello posticipato sta nel fatto che nel primo caso è possibile reinvestire subito gli interessi ottenendo un guadagno superiore. Tuttavia a causa della situazione attuale, con i rendimenti compressi ai minimi, il vantaggio di incassare subito i proventi è molto ridotto.

Inoltre gli interessi, nel caso di vincolo ex post, sono un poco più alti.

La versione vincolata di Rendimax va bene solo se si ha la certezza assoluta di non dover smobilizzare il denaro impiegato prima della scadenza. In caso dubbio, pertanto, è meglio non scegliere questa opzione andando, al medesimo tempo, su Like o sull’opzione libera.

Rendimax: opinioni sulla sicurezza

Conviene aprire il conto deposito Rendimax? Quali garanzie ci sono?

I conti predefiniti

Il primo livello di sicurezza di Rendimax sta nel fatto che i trasferimenti al di fuori del conto possono avvenire solo su un c/c avente la medesima intestazione del deposito. In particolare Banca Ifis permette che allo stesso Rendimax si colleghino tre conti correnti aventi tutti la medesima intestazione.

Ciò rende impossibile il bonifico a terzi, ossia a soggetti diversi dagli stessi intestatari. Sebbene questa regola sia comune a tutti i conti deposito, si tratta di un’opzione che neutralizza i rischi di phishing e di furto di identità.

Il Fondo Interbancario

Rendimax aderisce al FITD. Ciò implica la garanzia di 100.000 € per conto e per depositante anche nello sfortunato caso di bail in dell’istituto. A condizione di tenere il saldo del conto deposito sotto la cifra di protezione, sotto questo punto di vista Rendimax è sicuro.

Chi è e cosa fa Banca Ifis

L’unica possibile fonte di rischio per il cliente di Rendimax deriva dall’attività di Banca Ifis. Nella versione originale di questo articolo, datata 2013, esprimevo i miei dubbi circa il business di Ifis che consiste nella concessione di prestiti factorizzati.

In breve la banca (genovese come la Carige) concede prestiti alle imprese su crediti non ancora scaduti attraverso il meccanismo del factoring. Il mio timore era che una recessione economica che avesse colpito l’industria avrebbe potuto creare delle insolvenze a catena in grado di scaricarsi su Ifis, come accadde con i Non Performing Loan (NPL) che la crisi del 2008 ci ha lasciato.

Tuttavia oggi Banca Ifis impiega 1.400 persone ed è quotata su Borsa Italiana, nel segmento STAR (Segmento Titoli ad Alti Requisiti). Ciò non implica che i rischi siano svaniti. Però va detto che la spinta all’economia nazionale impressa dal recente piano di rilancio (PNRR) dovrebbe scongiurare una crisi di liquidità delle imprese, che avrebbe effetti a catena sui bilanci di Ifis.

Resta comunque valida la garanzia dei cento mila euro per persona e per depositante di cui abbiamo già parlato poco sopra.

Vuoi essere aiutato e supportato nelle tue scelte di investimento? Continua qui.

Imposta di bollo su Rendimax

I conti deposito, come è noto, sono soggetto all’imposta di bollo. Questa, in breve, è dello 0,20% l’anno ed è calcolata sulla giacenza presente in conto al momento dell’emissione dell’estratto conto. Sebbene Banca Ifis si fosse accollato quest’onere in passato, fino al 2017, ora non è più in grado di assorbirlo.

Ne segue che dagli interessi netti visti in precedenza va sottratto il costo dell’imposta statale. Ciò, di fatto, annulla i guadagni della versione Libero di Rendimax. La convenienza del Like è grandemente ridotta, mentre l’imposta è ben ammortizzata sulle opzioni vincolate dove, però, le scadenze siano sufficientemente lunghe.

Nel breve periodo, quindi, la redditività di Rendimax è negativamente condizionata dalla tassa patrimoniale. Se, con il tempo, i tassi saliranno l’impatto dello 0,20% si ridurrà di conseguenza.

Opinioni definitive su Rendimax: conviene?

Siamo giunti al termine di questo aritcolo dedicato al conto deposito Rendimax. Ora ci resta da sintetizzare le nostre opinioni per capire se effettivamente convenga o meno scegliere questo tipo di contratto.

Al momento attuale a mio avviso non vale la pena aprire un conto deposito Rendimax per parcheggiare la liquidità in attesa di investimento. Il guadagno ottenuto, infatti, è compensato dall’imposta di bollo. Tanto vale lasciare i soldi fermi sul conto corrente. Alla mancanza di remunerazione, infatti, fa da contraltare l’assenza di costi di bollo. I conti correnti, ricordo, pagano solo 34,20 € l’anno se la giacenza media supera i 5.000 €.

L’opzione vincolata è quella più interessante. Essa, di fatto, trasforma il conto Rendimax in un prestito illiquido, poiché non è possibile rientrare in possesso delle somme vincolate prima della scadenza. Prima di bloccare i tuoi soldi, rifletti bene.

Tieni anche conto che se i tassi saliranno e tu hai bloccato il tuo capitale per un lungo periodo, rinuncerai, di fatto, ai maggiori interessi che avresti potuto ottenere attraverso un vincolo a condizioni più vantaggiose.

Per questo motivo è bene essere cauti con i conti deposito, in generale, e con Rendimax in particolare. Credo che la situazione attuale, in definitiva, abbia messo in crisi proprio il concetto stesso di conto deposito. In molti casi, infatti, è meglio optare per un portafoglio prudente, in grado di rendere molto di più di un conto deposito, a fronte di un rischio minimo di oscillazione delle somme investite.

Scendendo nello specifico: nessuno dei collaboratori di Segreti Bancari ha un conto Rendimax. Attualmente solo due dei nostri clienti hanno attivo il conto deposito, ma lo hanno fatto perché, per ragioni familiari, vogliono avere una cifra disponibile entro un tempo non troppo lungo. L’opzione che queste persone hanno scelto è la “like”.

Valuta tu se, nel tuo caso specifico, conviene sottoscrivere Rendimax.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari