Come Investire in Borsa

come iniziare a investire o a giocare in borsa

Articolo aggiornato il 25 settembre 2017

Come Investire in Borsa?

Investire in borsa può essere semplice, a patto di sapere come funziona il mercato azionario, ed avere gli strumenti giusti per muovere i primi passi in consapevolezza. Proprio di questo parleremo in questo articolo che ha l’ambizione di diventare il punto di riferimento per chi desidera approcciarsi alla borsa.

Come funziona la borsa

Investire in borsa significa, in buona misura, comprare azioni. In realtà nel mercato borsistico è possibile acquistare anche altri strumenti finanziari, come le obbligazioni, ma nel linguaggio comune borsa e mercato azionario sono usati come sinonimi.

La borsa è il mercato in cui si cambiano strumenti finanziari rappresentativi del capitale di rischio di una società per azioni. Chi compra azioni diventa socio dell’azienda che ha emesso i titoli, ha diritto a ricevere una quota parte degli utili annuali – se vi sono – e potrà rivendere sul mercato i suoi titoli, ottenendo un guadagno se la quotazione degli stessi sarà cresciuta nel frattempo.

giocare in borsaLa borsa nei secoli era un luogo fisico dove si incontravano degli operatori autorizzati (in Italia gli Agenti di Cambio) che dalle loro postazioni (corbeilles) gridavano, usando espressioni e gesti convenzionali, la quantità, il tipo ed il prezzo dell’azione che volevano scambiare.

Questa forma di mercato azionario è detta “mercato gridato” o “alle grida” ed è ancora presente in alcune borse di rilevanza mondiale come, ad esempio, Wall Street. Fino ai primi anni ’90 anche le borse italiane erano “gridate”. Parlo al plurale perché esistevano ben 10 mercati azionari, uno per ogni grande città, anche se la borsa più importante era quella di Milano.

A partire dal 1994 si è passati dalla borsa gridata a quella telematica, con la possibilità offerta in seguito agli operatori di inserire direttamente gli ordini dal proprio pc, tablet o smartphone.

La borsa on line consente a tutti di inserire un ordine di acquisto o di vendita in tempo reale durante tutto l’orario in cui i mercati sono aperti. E’ peraltro possibile fare investimenti on line non solo operando sulla borsa italiana, ma addirittura inserendo ordini sui mercati esteri.

Se l’ordine che andiamo ad inserire si sposa con una proposta di segno opposto precedentemente inserita, la transazione sarà eseguita. Ad esempio se voglio vendere il titolo Alfa a 10 € e in quel momento c’è qualcuno disposto a comprarlo per un prezzo pari a superiore a 10€ il contratto è concluso e lo scambio avverrà. In caso contrario il mio ordine starà nel circuito, di solito fino al termine della giornata, fino a che non incrocia una proposta di segno opposto compatibile. Se ciò non avviene la proposta decade e non avverrà alcuno scambio.

Come.investire in borsa? Se il funzionamento del mercato è piuttosto semplice da capire, per investire efficacemente in azioni occorre usare prudenza ed un metodo efficace.

Non a caso molti usano l’espressione”giocare in borsa” che, sebbene sia inappropriata, la dice lunga sulla rischiosità vera e percepita del mercato azionario. Dove investire in borsa allora?

Quanto Investire in Borsa?

Una questione interessante riguarda non solo il dove investire in borsa ma anche quante azioni inserire in portafoglio. Cerchiamo di rispondere anche a questi quesiti di grande attualità ed interesse.

La prima cosa da dire è che la determinazione corretta di quante azioni inserire in portafoglio è più importante della scelta dei singoli titoli.

Accreditati studi fatti sul mercato americano hanno dimostrato che la corretta ripartizione del patrimonio iniziale tra i diversi tipi di investimento (azioni, obbligazioni, ecc) determina il 90% dei rendimenti di lungo termine che un portafoglio avrà. La selezione dei migliori titoli azionari da comprare “spiega” solo il 10% circa dei rendimenti finali.

Ecco perché disporre di un metodo per investire in borsa e raggiungere i tuoi obiettivi è così importante.

 

 

Un primo modo per decidere quanto investire in azioni consiste nella così detta “regola dell’età“. In pratica la quota azionaria da inserire in portafoglio dovrà essere fatta uguale a 100 meno la tua età anagrafica e rivista ogni cinque anni.

  • un quarantenne potrà investire il 60% del suo capitale in azioni (100-40)
  • un quarantacinquenne dovrà ridurre la quota azionaria al 55%
  • un sessantenne potrà investire in azioni il 40% del suo patrimonio e così via.

I vantaggi del metodo sono evidenti:

  • è semplice da capire e facile da applicare
  • ti costringe a ragionare di più sulla strategia di lungo periodo che sulle previsioni di breve

Gli svantaggi però sono altrettanto lampanti:

  • non considera la perdita massima che sei disposto a tollerare
  • conduce ad una “eccessiva” esposizione azionaria che non diminuisce né con l’età né con l’avvicinamento degli obiettivi di vita che vuoi realizzare con l’investimento.

Un secondo modo per investire in borsa consiste nel partire dalla perdita massima accettabile. Questo è l’approccio che spiego in dettaglio nel video corso gratuito a Scuola di Investimenti.

Investire in azioni: come scegliere i migliori titoli azionari

Come iniziare ad investire in borsa? Cerchiamo di rispondere in modo semplice a questa domanda offrendo alcune tecniche utili a sapere su cosa investire oggi.

Come Comprare Azioni: La Teoria dei Dog of the Dow

Come sai il Dow Jones è un indice di borsa americano formato da trenta titoli industriali. E la teoria dei Dog ha un obiettivo molto ambizioso. Indicarti quali azioni comprare per ottenere risultati maggiori dell’indice stesso.

La strategia è molto semplice e si basa su questi passaggi:

  • al 31/12 di ogni anno calcola il rapporto, per ognuna delle azioni del Dow Jones (o di un altro indice, ad esempio italiano), tra l’ultimo dividendo pagato ed il prezzo di mercato. Per avere i dati ti basta una copia aggiornata del Sole24ore;
  • ordina le azioni in base al rapporto di cui al punto precedente. Chi ha il rapporto dividendo/prezzo più elevato starà in cima alla classifica poi verranno tutte le altre azioni secondo un ordine decrescente;
  • compra i primi 10 titoli che hanno il rapporto più alto investendo su ognuno di essi il 10% del tuo capitale e non fare nulla fino alla fine dell’anno successivo. Al 31/12 seguente rifarai la classifica e cambierai i titoli che non sono tra i primi dieci con il rapporto dividendo/prezzo.

Vantaggi della strategia

Come comprare azioni? La Teoria dei Dog of the Dow funziona davvero? Prima che ti mostri un risultato sorprendente permettimi di mettere in luce il vantaggio fondamentale della strategia.

Comprare azioni seguendo la regola dei cani pazzi presenta due vantaggi:

  • automatizza il processo di investimento liberandoti dall’influsso delle emozioni
  • richiede pochissimo tempo per essere implementata.

Ma comprare azioni seguendo la strategia dei Dog forse non dà i risultati che ti aspetti.

Le performance storiche

Quando valuti un sistema per investire la prima cosa da fare è verificare come si è comportato in passato. Chiameremo questa fase “backtest” della strategia. E quali risultati ha dato con riferimento alla strategia che stiamo esaminando?

  • Tra il 1973 ed il 1989 la strategia ha offerto performance straordinarie: il 17,90% medio l’anno contro un ‘misero’ 11,10% dell’indice
  • Tra il 1996 ed il 2002 i Dog hanno battuto l’indice solo due volte (nel 2000 e nel 2002) subendo pesanti ribassi in alcuni anni (ad esempio il 1999)

Inoltre il rendimento della strategia sarebbe stato inferiore a quello dell’indice tra il 1992 ed il 2002 così come tra il 1997 ed il 2002.

Il grafico che segue ti mostra il confronto tra la strategia e l’investimento nell’indice:

scegliere i migliori titoli azionari

Ovviamente puoi applicare la strategia a qualunque mercato azionario mondiale, anche a quello italiano od europeo, tanto per fare degli esempi.

Come investire in borsa in modo efficace

Se hai elaborato il tuo progetto, hai scelto quante azioni inserire in portafoglio e vuoi cimentarti con i titoli “giusti” da comprare, c’è una strada alternativa all’acquisto dei “cani”.

Si tratta di una strategia semplice quanto potente per sapere su cosa investire oggi. In pratica, invece di scervellarti nella scelta dei migliori titoli azionari compri un fondo diversificato che investa in un ampio paniere di azioni e torni ad occuparti delle tue faccende senza più preoccuparti.

Dal 2002 è possibile comprare, in modo semplice ed economico, degli ETF ossia dei fondi di investimento passivi che replicano interi indici finanziari.

Se vuoi sapere cosa sono gli ETF l’articolo che ti ho appena linkato fa al caso tuo.

Se già conosci questi prodotti e vuoi sapere quali sono i migliori ETF in cui investire posso esserti utile anche in questo caso.

Se, infine, hai delle domande su come investire in borsa, resto a tua disposizione nei commenti.

Giacomo Saver

Fondatore e Direttore di Segretibancari.com

 

8 commenti
  1. Debito pubblico. Stanno preparando la strada alla ristrutturazione??
    La sconcertante favorevole tassazione dei titoli si stato italiani non lascia presagire nulla di buono.
    Che ne pensi.
    In caso di ritrutturazione, i BFP verrebbero anche toccati o non vengono considerati parte dello stock di debito pubblico italiano?
    (p.s. seguo Giacomo da anni ed ho acquistato, dietro suo consiglio, titoli di stato nel 2011 anche con scadenze ventennali maturando buoni guadagni in conto capitale. Come dice lui nel video non è stato “emotivamente semplice”, sembrava che tutto dovesse crollare da un momento all’altro. Mentre le cose stavano rietrando ho ceduto le posizioni lunghe e mi sono riposizionato su btp 4/5 anni, ed ora sono felicissimo di questa scelta).
    A presto Giacomo e grazie!

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    1. @ Diridin
      Credo di no… Anzi, penso che lo Stato stia cercando di favorire in modo diseguale i propri titoli a sfavore di quelli privati mantenendo un ‘doppio binario di tassazione’.
      Questo avrà effetti sull’economia reale – attraverso uno spiazzamento dell’iniziativa pubblica – ma non è il preludio ad una ristrutturazione del debito.

      Ad ogni modo penso che i Buoni postali sarebbero indenni da eventuali ristrutturazioni del debito pubblico perché il risparmio postale è sempre stato visto con un occhio di riguardo essendo relativo alle fasce più deboli della popolazione.

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  2. Dunque il rendimento che fisicamente vediamo su un etf è quello medio dell’ indice di riferimento?

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    1. @ Daniele
      Sì… “corretto” per l’effetto cambio se si tratta di un ETF che investe in una valuta fuori dall’euro.

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      1. Mentre per quelli che hanno la valuta in euro?

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        1. @ Daniele
          In questo caso il rendimento dell’ETF sarà pari a quello dell’indice convertito in euro. Ad esempio, quando il dollaro si svaluta di più di quanto cresca l’S&P 500 il valore dell’ETF scenderà anche se l’indice resta costante o si muove poco perché l’effetto valuta trascina verso il basso il valore in euro dell’indice stesso.

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  3. Ciao Giacomo, ti faccio una domanda anche se non riguarda il post che hai scritto. Spero che tu possa chiarirmi questo dubbio nonostante l’off topic. Ho in portafoglio i seguenti ETF a distribuzione: ISHARES DJ STOXX600, iShares S&P 500 UCITS, ISHARES EUR AGGREGAT. Quando mi sono stati accreditati i dividendi dell’ISHARES EUR AGGREGAT ho notato che mi è stato addebitato 1€ di spese, mentre per gli altri no. Controllando i documenti della banca ho notato che l’unico caso in cui è dovuta una commissione di 1€ è nel caso di dividendi esteri. Può essere questo il caso? Ma allora perché non è stata applicata la commissione anche sui dividendi degli altri ETF (per es. sull’iShares S&P 500 UCITS)?
    Più in generale la mia domanda è: quando un dividendo da ETF viene considerato estero e quando no? Grazie mille in anticipo!

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    1. @ Ilaria
      La cosa è davvero strana perché essendo IShares un emittente di diritto estero a rigor di logica tutti i dividendi dovrebbero essere soggetti al costo di 1€ al momento dell’accredito.
      Sfortunatamente non so risponderti nel caso specifico. Tutti gli ETF di cui parli sono stati comprati su Borsaitaliana o quello “incriminato” su un altro mercato? Forse la differenza sta lì…

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