Le Obbligazioni: Cosa Sono, come Funzionano e Quanto Rendono?

investire in obbligazioni sicureCome Funzionano le Obbligazioni? Quanto Rendono e Quali sono i titoli Migliori e più Sicuri in cui Investire?

Articolo aggiornato il 6 novembre 2017

Cosa sono e come funzionano le obbligazioni

Le obbligazioni (bond) sono titoli emessi da uno Stato, da un Ente Sovranazionale o da una società privata che pagano interessi predeterminati, in misura fissa o variabile, e prevedono il rimborso del capitale alla scadenza. L’investimento in obbligazioni funziona in modo del tutto semplice:

  • al momento dell’acquisto paghi il valore corrente dell’investimento
  • a scadenza otterrai il valore nominale del titolo
  • durante la vita del bond percepirai un interesse periodico.

Una particolare forma di obbligazioni sono gli zero coupon bond, che a differenza dei titoli standard non corrispondono interessi periodici ma pagano la remunerazione in un’unica soluzione alla scadenza. Le obbligazioni possono essere quotate al valore nominale (100), oppure al di sopra del nominale (sopra 100 o “sopra la pari“) o ad un valore inferiore al nominale (sotto 100 o “sotto la pari“).

Gli zero coupon quoteranno sempre al di sotto del valore nominale, poiché la differenza tra quest’ultimo ed il prezzo di acquisto rappresenta l’interesse che incasserai.

Poiché investire in obbligazioni significa diventare creditori del soggetto che ha emesso il titolo, il principale pericolo che corriamo è il rischio di default dell’emittente. Qualora questo non fosse in grado di pagare gli interessi dovuti né di rimborsare il capitale alla scadenza, andremmo incontro ad una perdita.

Come investire in obbligazioni

Esistono due modi diversi per investire in obbligazioni. Il primo di essi consiste nella scelta dei titoli più redditizi e nel loro acquisto diretto sul mercato. La seconda opzione consiste nel comprare un fondo obbligazionario o un ETF che investa in un paniere diversificato di bond.

La  scelta delle obbligazioni migliori in cui investire comporta una serie di problemi di tipo pratico:

  • i bond  più redditizi hanno controvalori minimi acquistabili molto elevati (50.000 o 100.000 €) rendendo difficile o impossibile la diversificazione
  • per ottenere una diversificazione efficace dovremmo scegliere almeno una ventina di titoli diversi, le cui”vicende” vanno monitorate nel tempo.

Una valida alternativa per costruire un portafoglio efficace è quella di acquistare degli ETF obbligazionari. Il vantaggio di questa operazione sta nel fatto che in tale modo compriamo un paniere diversificato di titoli che sarà aggiornato in modo automatico senza bisogno di alcun intervento da parte nostra.

A differenza delle obbligazioni “singole” che hanno una data di scadenza, gli ETF non prevedono il rimborso automatico del capitale, ma per rientrare in possesso della somma investita occorre liquidare il titolo al prezzo di mercato. Tieni però presente che nell’arco di un periodo di tempo “medio” (pari a 3 o 5 anni) il valore di un ETF obbligazionario tenderà sempre a crescere riducendo così i rischi.

Conviene investire in obbligazioni per ottenere una remunerazione sicura ma modesta del tuo capitale. Tieni però presente che tanto maggiore è la sicurezza dei tuoi bond tanto minore sarà la remunerazione che otterrai.

Investire in obbligazioni estere non comporta alcun tipo di difficoltà ulteriore rispetto all’investimento in obbligazioni Euro. Molti titoli espressi in una divisa straniera sono quotati sul MOT e sull’EuroTLX per cui comprarle è un n gioco da ragazzi. Ricorda solo che correrai rischi aggiuntivi per effetto delle oscillazioni del tasso di cambio.

Rendimento e rischio delle obbligazioni

Oltre al rischio di default dell’emittente (eliminabile attraverso la diversificazione dei titoli detenuti in portafoglio), l’investimento in obbligazioni comporta altri tre tipi di rischio.

RISCHIO DI LIQUIDITA’

Evita di investire in obbligazioni illiquide, ossia in prodotti che non siano quotati su un mercato ufficiale regolamentato come il Mot o l’EuroTLX. Se lo farai avrai delle difficoltà enormi qualora volessi rientrare in possesso dei tuoi soldi prima della scadenza naturale del titolo, che può essere anche molto lontana nel tempo. Questo rischio è particolarmente sentito se sceglierai di investire in obbligazioni bancarie dal rendimento elevato.

RISCHIO DI CAMBIO

Consiste nella possibile perdita di valore che un titolo denominato in una valuta diversa dall’Euro potrà subire per effetto di oscillazioni avverse nel tasso di cambio. Eliminarlo è piuttosto semplice: ti basterà acquistare solo bond espressi in Euro e non avrai questo problema.

RISCHIO DI TASSO

Il prezzo di un’obbligazione, di un ETF o di un fondo obbligazionario, si muove nella direzione opposta ad una variazione nei tassi di interesse. Un rialzo dei tassi farà scendere il valore dei bond, che tuttavia riprenderà a crescere mano a mano che ci avviciniamo alla scadenza.

Un ribasso dei tassi di interesse provocherà un immediato innalzamento del valore delle nostre obbligazioni, la cui quotazione tuttavia planerà gradualmente verso il valore nominale con il passare del tempo:

investire in obbligazioni

Se il “segno” della variazione è uguale per tutti i titoli, l’ampiezza della stessa varia a seconda della durate del bond.

Le obbligazioni con scadenza lunga, diciamo oltre i 5 anni, sono più sensibili alle oscillazioni in positivo od in negativo dei tassi di interesse. Per questa ragione l’investitore fai da te farà bene a limitare i suoi investimenti in bond con durata residua inferiore a quella indicata.

In modo particolare sono da evitare i perpetual bonds, obbligazioni con una durata molto lunga nel tempo, il cui valore può oscillare in modo forte qualora i tassi dovessero salire, e le obbligazioni “callable” che incorporano una clausola in virtù della quale l’emittente può rimborsare anticipatamente il titolo se il suo prezzo è cresciuto.

Calcolare il rendimento delle obbligazioni è piuttosto semplice e potrai farlo con l’aiuto di un foglio elettronico seguendo queste istruzioni:

45 commenti
  1. Buongiorno Giacomo,
    assolutamente d’accordo,restiamo liquidi e attendiamo tempi migliori,che ovviamente ci segnalerai…..
    Grazie per le tue preziose considerazioni.

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    1. @ Fabrizio
      Grazie a te!! A presto…

      Rispondi
  2. A me sembra che invece i tassi rimarranno bassissimi x lunghissimo tempo stile Giappone e che più si aspetta più si rimarrà con capitale fermo a tasso zero. Vale il discorso x l inflazione che se non artificialmente è in caduta libera da tempo.

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  3. Carissimo Dottor Giacomo Saver,
    credo che occorra rispolverare gli amati buoni postali fruttiferi ovviamente non strutturati ma solo quelli fissi e quelli agganciati all’inflazione.
    A meno di fare scalping sull’azionario… ma di questi tempi meglio stare dove l’acqua è bassa!
    Radar sempre accesi, giusto?
    Un caro saluto a tutti!

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    1. @ Giuliano
      Sono assolutamente d’accordo con te. Tra l’altro i buoni postali sono ‘liquidi’ nel senso che permettono il rapido e indolore smobilizzo delle somme investite senza rischio di oscillazioni di mercato. E questo va particolarmente bene perché lasciano le ‘mani libere’ per intervenire sull’azionario o sui bond se si presenteranno le occasioni.
      Un abbraccio e buona settimana.

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  4. Caro Giacomo,

    buon giorno. In realtà non so se hai sentito (ma credo sicuramente di sì) Mario Draghi dice che questa situazione di tassi tassi si estenderà per buona parte e quindi forse temporeggiare troppo non conviene. Tanto vale aumentare il rendimento aumentando il rischio emittente e il rischio durata. Poi ti volevo chiedere se pensi che TUTTO quello che dice Mario Draghi sia da prendere per oro colato oppure certe dinamiche non sono in mano a nessuna persona al mondo e nemmeno lui può sapere nulla? Cioè, secondo te, lui dice sempre quello che pensa oppure ci può ricamare sopra? Volevo sentire anche il tuo parere, dato che mi sto approcciando da poco alla materia.
    Un abbraccio.

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    1. @ Marco
      Guarda, Draghi (e la BCE) hanno un potere di intervento forte ma limitato alle scadenze brevi. In altre parole la BCE può agire tenendo bassi i tassi di interesse sulle scadenze comprese tra zero e tre anni ma non oltre.

      Certo, la politica monetaria si ‘propaga’ anche oltre, ma gli effetti non sono così diretti. Se osservi la curva dei rendimenti (ossia la relazione tra tasso di rendimento e scadenza) vedrai che essa è piatta sulle scadenze brevi (per ‘mano’ della BCE) per poi diventare ripida sulle scadenze lunghe.

      Se vuoi prendere un rischio di duration conviene forse andare su scadenze molto lunghe perché:

      a – quei tassi sono meno influenzabili dalle politiche della BCE
      b – sono molto alti (rispetto alle scadenza brevi) e quindi forse vale la pena di correre qualche rischio aggiuntivo. Lascerei perdere, invece, le scadenze intermedie.

      Un abbraccio a te e a presto!!

      Rispondi
  5. Buongiorno Sig. Saver,

    ho molti titoli che ai prezzi attuali , tramite le tabelle Excel che mi avete insegnato ad utilizzare, ho verificato hanno un rendimento attuale dell 0.50 % ed anche piu’ basso, con interessanti guadagni in conto capitale. Mi sto comportando in questo modo e le chiedo una spassionata opinione:

    -sto vendendo i titoli che sono attualmente quasi a rendimento zero;
    – nell’attesa che i tassi risalgano ho parcheggiato presso un conto deposito della mia banca al 2%, e presso le Poste al 2.1% per i prossimi 6 mesi;
    – ho comprato alcune obbligazioni con rendimento un po’ alto, prediligendo pero’ il rischio emittente piuttosto che il rischio valuta, spostandomi su titoli con scadenza ad 1 anno o poco piu’, tipo Dexia, che spero non facciano andare a gambe all’aria proprio adesso. Le scadenza lunghe non le prendo in considerazione per ora, valutando che il rischio di perdere in conto capitale e’ superiore a quello che potrei guadagnare con interessi piu’ alti.

    Le critiche sono ben accette da parte di tutti .

    Paolo

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Sono assolutamente d’accordo con lei. E non lo dico per piaggeria ma perché lo penso sul serio. Ottima l’idea di azzerare le posizioni su quei titoli che rendono pochissimo da qui alla scadenza. Tanto vale a questo punto, spostarsi su un conto deposito – possibilmente non vincolato – in attesa di tempi migliori.

      Rispondi
  6. Ciao Giacomo,
    proprio in questi giorni stavo facendo delle riflessioni sul rendimento delle obbligazioni ed approfitto di questo post per una domanda in merito:
    Se costruissi un portafoglio obbligazionario con una strategie specifica (ad esempio mix di titoli differenziati per tipologia e durata limitata a meno di 10 anni), esiste un limite di rendimento, per ciascuna tipologia di bond, al di sotto del quale “il gioco non vale la candela” e che quindi mi porta a non acquistare il titolo ed a restare liquido? Oppure la strategia stessa è sufficiente a “garantirci” il miglior rendimento possibile in quel momento?
    Grazie.
    Un abbraccio.

    Rispondi
    1. @ Luca
      Purtroppo non esiste una “formula” che permetta di calcolare il rendimento ottimale di un’obbligazione al di sotto del quale conviene lasciare perdere. Diciamo che io mi muovo sulla base dell’esperienza e del ‘sentiment’ del mercato.
      Ad ogni modo, se i rendimenti ottenibili superano di poco quelli offerti da un conto deposito, secondo me il gioco non vale più la candela.

      Se corro rischi aggiuntivi rispetto ad un parcheggio della liquidità voglio ricevere un rendimento adeguato altrimenti sto fermo…

      Rispondi
  7. La mia strategia attuale comprende in massima parte CD vincolati a 1 anno,
    accuratamente scelti con opzione di svincolo libero, titoli di stato
    governativi a medio e lungo termine indicizzati all’inflazione e un paio
    di ETF sempre su titoli governativi a medio/lungo termine di
    tipo incoming. A questo aggiungiamo una quota azionaria con stock picking
    sui fondamentali in ottica income (dividendi) e una piccola quota in
    swing trading per succhiare non più del 5-7% in ottica mordi e fuggi,
    sempre verificando di star ben sopra commissioni e tobin tax.
    In pratica sto alla finestra in attesa di tempi migliori…

    Rispondi
  8. Negli ultimi anni gli scossoni sull’obbligazionario – in presenza di rendimenti ai minimi- non sono arrivati da aumenti dei tassi da parte delle banche centrali e potrebbe essere così anche in futuro. Quindi massima attenzione, secondo me, per un investitore prudente, conviene stare liquidi e indicizzati all’inflazione (visto che se le iniezioni di liquidità funzionano salirà anche l’inflazione) è la migliore strategia in questa fase, ovvero utilizzare Bfp indicizzati, renderanno poco ma ti mettono al riparo da perdite in conto capitale (che a questi livelli di rendimenti sono molto più probabili rispetto ad eventuali ulteriori guadagni). Troppo prudente? forse, ma tutti questi record di spread e listini azionari lasciano pensare….

    Rispondi
    1. @ Paffuto
      Pienamente d’accordo. Non so dire fino a quando i mercati saliranno – forse ancora per un po’ – ma visto che il rischio inizia ad essere alto è meglio muoversi con grande cautela. Condivido al 100% anche la scelta di posizionarsi su titoli indicizzati all’inflazione in un’ottica contrarian visto che questi bond oggi ‘non piacciono’ e si comprano a prezzi convenienti rispetto alle obbligazioni a tasso fisso…

      Rispondi
  9. Carissimo giacomo innanzitutto complimenti per i tuoi post che ci offrono sempre uno spunto importante per riflettere sulle proposte delle banche.
    Volevo chiederti cosa intendi quando dici che è un illusione che la gestione separata valorizza il portafoglio al prezzo storico e non a valori di mercato? Vorresti dire che in caso di aumento dei tassi di interesse se disinvestiamo il capitale avremo lo stesso una perdita?

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      No. Intendo dire che la gestione separata ti tutela da possibili rialzi dei tassi proprio grazie la fatto che valorizza i bond al costo storico e non al prezzo di mercato, ma questa ‘tutela’ ti costa molto in termini di onere da retrocessione.
      Bisogna quindi valutare bene caso per caso se non convenga piuttosto comprare dei titoli obbligazionari da portare a scadenza.

      Certo, se dovessi venderli prima potresti subire una perdita (cosa che non capiterebbe con la gestione separata) ma il rendimento sarebbe superiore. La garanzia assicurativa costa e non sempre è necessaria. Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
  10. Non solo adesso ti propongono i fondi obbligazionari,
    ma addirittura alcuni ti offrono un fondo con una “cedola” al 3 %
    che cedola non e’ ma soltanto un dividendo, per attirare l’ignaro
    risparmiatore.
    Grazie come sempre e a presto

    Rispondi
    1. @ Fabio
      Grazie a te!!

      Rispondi
  11. Conto deposito e con gli interessi in un fondo azionario. USA Growth o globale.
    Oppure eff materie prime ed energetici.
    Saluti

    Rispondi
  12. buongiorno,trovo carina l’idea di contabilizzare i titoli a prezzi di carico,un po come fanno le assicurazioni pero’ c’e’ caso e caso.ci sono delle vecchie polizze che hanno delle garanzie che ora sono fuori mercato ,ramo 1 4% garantito,a vita intera con possibilita’ di riscatto parziale e di versamento aggiuntuvo alle stesse condizioni iniziali.questi prodotti per chi li ha sono una vera manna dal cielo.bisognerebbe magari leggere il contratto attentamente perché le assicuro che a volte anche gli assicuratori sbagliano.certo per accedere alla gestione separata bisogna rinunciare a una parte del capitale per le altissime commissioni ma considerando le aspettative di vita in crescita bisognerebbe riconsiderare la loro valenza,anche perché la gestione del patrimonio e’ una questione molto complessa che con l’avanzare dell’eta sarebbe bene evitare di fare da soli.Anche perché di buoni consulenti non e’ che ce ne siano molti in giro.insomma un buon contratatto assicurativo se inserito in un contesto giusto non e’ cento per cento sbagliato puo’ essere la soluzione giusta.e’ chiaro che si fa un enorme regalo all’assicuratore ma la alternativa quale e’ se il rischio di farsi consulenziare da un bancario o da un millantatore di cultura finanziaria e’ ancora piu’ alto e puo’ produrre danni maggiori.poi c’e’ la questione demografica come la risolve ,come eliminiamo il bellissimo rischio di campare troppo a lungo se non mutualizzandolo ? insomma io penso che se ben fatto un buon contratto nel giusto contesto ci puo’ anche stare.mi piacerebbe pensare che ne pensa lei.

    Rispondi
    1. @ Massimo
      Le assicurazioni svolgono un ruolo insostituibile nel sistema economico perché permettono agli assicurati di trasferire rischi (ad esempio quello di longevità). In questo caso sono ottimi contratti, ma quando si ‘vestono’ da strumenti finanziari e cercano di mettere l’accento sul rendimento, allora le cose cambiano. I costi elevati non sono giustificati e le polizze diventano delle mostruose macchine mangiasoldi…

      Se una persona ha un’esigenza ‘assicurativa ben venga la polizza, in caso contrario direi di no 🙂

      Rispondi
  13. buongiorno Giacomo ma l’ETF IE00B4L60045 che credo qualche tempo fa avevi segnalato come un buon investimento non è più attuale? e cosa pensi di un ETF legato all’inflazione tipo IE00B0M62X26. grazie in anticipo PS naturalmente accetto volentieri valutazioni da parte di altri saluti

    Rispondi
    1. @ Nico
      L’ETF IE00B4L60045 resta ancora interessante, soprattutto grazie alla scadenza media corta dei titoli che lo compongono, ma il suo rendimento ormai è molto basso. Lo comprerei ancora, ma per una quota ‘più piccola’ di qualche mese fa. Lascio la parola agli altri amici per quanto riguarda il secondo ETF non potendo fare analisi a richiesta in questa sede per motivi di tempo.
      Un abbraccio…

      Rispondi
  14. Egr.Dott.SAVER,
    che la finanza sia una materia complessa e non per principianti l’avevo capito da tempo, da quando cioè ho deciso di prendermi cura personalmente dei miei risparmi.

    In qualunque modo si voglia guardare giornalmente gli accadimenti finanziari il piccolo risparmiatore è sempre più spaesato e deve poter disporre di solide basi di conoscenza e consapevolezza.

    Nei Suoi ultimi interventi si è parlato di obbligazioni, conti deposito, borsa italiana, certificates, commodities, BTP, azioni, Bund tedeschi …..

    Il moderno mercato dei capitali offre in continuazione una vasta gamma di alternative di investimento e ogni investitore, come il sottoscritto, è perennemente alle prese con l’annoso problema della scelta delle forme di investimento più adatte alle proprie esigenze e alle proprie disponibilità finanziarie.

    Una volta si dice di stare liquidi e aspettare tempi migliori, un’altra volta si consiglia di puntare sull’azionario oppure sulle obbligazioni, in titoli di stato, in commodities, per non dimenticare gli ETF e qualche fondo, di investire in Italia o in Europa oppure sugli Emergenti e poi altro ancora …

    A margine di queste mie perplessità, non mi resta che ricevere una Sua autorevole valutazione.
    Grazie.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Purtroppo sul web si legge sempre tutto ed il contrario di tutto poiché, per fortuna, le opinioni sono discordanti. Ho espresso quello che penso nell’articolo che ha appena letto: oggi mi muoverei con cautela sui mercati azionari (ed anche sui bond).

      Per esserle maggiormente di aiuto dovremmo approfondire l’analisi del suo portafoglio e delle sue esigenze. Grazie a lei e a presto…

      Rispondi
  15. Ho acqusitato titoli di Stato Italiani a lunga scadenza nel 2012, adesso ho una plusvalenza in conto capitale “molto importante”, ma non vorrei vendere i BTP in quanto continuano a darmi un’interessante rendita semestrale che sostiene il mio reddio e mi aiuta a pagare il mutuo….

    Rispondi
    1. @ Alessandro
      Hai valutato qual è il rendimento dei tuoi BTP ai prezzi attuali?

      Rispondi
      1. Grazie per la celere risposta Giacomo, desidero inoltre ringraziarti per il tuo diuturno lavoro per la diffusione di una consapevolezza finanziaria alla portata di chiunque.
        Quando acqusitai i BTP, tutti sotto la pari, (cedole 5% (scadenza 2022 e 2040) e 6% (scadenza 2031)) il loro rendimento netto era di circa il 5,5%. Ovvio che con l’aumentare del loro valore, da allora il rendimento sul capitale rivalutato è via via sceso fino ai livelli attuali. Ma con somma onestà, non vedo alcun prodotto, al momento, che al pari dei succitati Titoli di Stato mi dia una rendita “certa” a scadenza “certa” e devo dire, in raporto al mio reddito medio da lavoro, alquanto remunerativa se pensi che con le varie cedole pago tutti gli interessi passivi del mutuo e due rate delle 12 annuali (non male credo). Cercare avidamente di avere una maggiore redditività a scapito della “certezza” di cui sopra, non mi pare per me la strada giusta.
        Grazie ancora per la tua competenza e dedizione.

        Rispondi
        1. @ Alessandro
          Ottima risposta e lucida analisi. In pratica ti sei risposto da solo in modo attento e preparato. Tieni i BTP e usa gli interessi che incassi per pagare il mutuo e per integrare il tuo reddito senza venderli per cercare altro.
          Padoan ieri ha detto, in un’intervista televisiva, che la sostenibilità del debito pubblico italiano è fuori discussione per cui non lasciarti intimorire e prosegui così.
          Un abbraccio e grazie per i complimenti!!

          Rispondi
          1. Grazie Giacomo, non sai quanto, considerata la tua competenza finanziaria, ciò che mi hai risposto, oltre ad essere per me l’ennesima riprova della Tua “onestà intellettuale” (e che ti pone diametralmente all’opposto “dell’interessata” metodologia bancaria), mi conforti e convinca di aver effettivamente fatto la giusta scelta di tenermi in portafoglio quei BTP (che, va detto, rappresentano comunque il 90% dei miei investimenti) nonostante la discesa dei tassi.
            Ormai sono diversi anni che seguo il tuo sito ed i complimenti che ti sono da tutti rivolti, li hai assolutamente meritati.
            P.S. Continua così (sono certo che lo farai).

          2. @ Alessandro
            Grazie infinite. Le tue parole di incoraggiamento sono molto importanti per me perché mi spingono a impegnarmi sempre più per continuare ad offrire un servizio di qualità.

  16. Buongiorno Giacomo e come sempre complimenti per gli interessanti post!
    Per quanto riguarda i BTPi volevo chiederti a quali ti riferisci come interessanti, in quanto gli unici che trovo vicini alla parità (102 e 104) e con rendimenti interessanti (2,35% e 2,55% + inflaz.europ) hanno scadenze molto lunghe (2014 e 2035).
    Ritieni possano essere questi dei buoni prodotti da acquistare ora? Oppure anche per questi vale lo stesso discorso di aspettare (ottobre / novembre?) e vedere se i tassi crescono e i valori nominali dei titoli sul mercato scendono.
    grazie mille!

    Rispondi
    1. @ Paolo
      I BTPi rispondono a logiche diverse rispetto ai btp. Essi sono “più volatili” ma meno rischiosi, nel senso che la loro volatilità dipende solo dall’andamento dei tassi ‘reali’ e non dall’inflazione.
      Sebbene siano scadenze lunghe secondo me i BTPi che citi sono ottimi, soprattutto in un’ottica previdenziale.

      Altrimenti puoi stare su scadenze più brevi accettando rendimenti inferiori, uguale protezione dall’inflazione e minore volatilità. Un abbraccio e a presto…

      Rispondi
  17. Egr.Dott.SAVER,
    sono quindi di fronte ad una scelta cruciale: cominciare a far rendere i miei soldi oppure non fare niente e non vedere perciò nessun risultato.

    Eppure da quando ho cominciato a seguirLa qualche progresso l’ho fatto, ma adesso vorrei costruirmi un portafoglio sulla base delle mie esigenze assistito magari dalle risorse che ci mette a disposizione o attraverso una consulenza personalizzata e INDIPENDENTE.

    Avremo l’occasione di approfondire queste mie richieste.

    A presto.

    Rispondi
    1. @ geo
      Quando vuole, io sono sempre a sua disposizione. Un caro saluto…

      Rispondi
  18. Leggendo i consigli preziosissimi del dott. Saver forse è proprio il momento di stare liquidi, questa è una riflessione che faccio con me stesso e cerco anche un pò di conforto qui, infatti tutti Noi vorremmo massimizzare il rendimento dei nostri risparmi ma ha volte trovo che mi faccio prendere dall’euforia ovvero imparo qualcosa di nuovo (finanziariamente parlando) e mi vorrei buttare ma una parte della mia coscienza (il razionale) mi dice di stare calmo, pazientare….allora tenuto conto che tra due mesi circa mi scade un deposito vincolato preso 18 mesi fà a 3,5 % lordo mi chiedo faccio un bel nuovo portafoglio con assett allocation studiato da manuale oppure resto in bfpi o altro liquido?
    Certo, ho letto ebook salva la tua pensione, ottimo manuale, ma oggi vedo che i BTPi sono alle stelle a differenza di poco tempo fà si acquistavano a 88/90 alla scadenza 2035 oggi inavvicinabili!!!, per non parlare degli altri titoli che costano cari e rendono poco, vogliamo andare all’azionario……ma direi proprio se non ci vogliamo rovinare investire circa il 20% del capitale con uno stop loose del 20% (seguendo l’insegnamento del maestro dott. Saver).
    Che dire, mi sento con le mani legate. il mio “Razionale” mi dice che non è il momento giusto se nò posso prendere fregature da qualsiasi angolazione porgo lo sguardo, quindi ritengo opportuno Buoni postali indicizzati e qualche certificato di deposito a breve e poi si vede………chiaro che con i risparmi non si diventa ricchi ma almeno per il momento così facendo si può dormine tranquilli la notte.

    Rispondi
    1. @ Alex2
      I tuoi dubbi, assolutamente legittimi, sono comuni a molti risparmiatori. Io aspetterei a ‘buttarmi nella mischia’ perché oggi i prezzi sono molto tirati e se non hai la possibilità di seguire da vicini l’andamento degli investimenti rischi di farti male.

      Quando i prezzi sono ‘buoni’ il rischio di cadute è limitato e il trend è ben chiaro. Oggi i trend sono rialzisti da parecchio tempo, ma potrebbero invertirsi rapidamente per cui è meglio essere prudenti.

      Gli investimenti postali mi piacciono molto perché non hanno vincoli e ti permettono di riprendere rapidamente i tuoi soldi in caso di bisogno o di ‘occasione’… Un abbraccio e a presto!!

      Rispondi
  19. Caro ALEX2,
    sono perfettamente daccordo con Te.
    Come giustamente fai notare noi tutti vorremmo massimizzare il rendimento dei nostri risparmi ma vorremmo anche dormire sonni tranquilli la notte.
    Se investiamo in strumenti il cui livello di rischio si può considerare “basso” (conti deposito, BFP indicizzati, BTP Italia, BTP indicizzati, ecc.), ma come tale sono i rendimenti, quantomeno però proteggiamo il nostro capitale.
    Come osserva il Dott.SAVER, i tuoi dubbi, i nostri dubbi, sono assolutamente legittimi e comuni a molti risparmiatori.
    Ma si sa l’appetito vien mangiando e col tempo è naturale si è tentati ad azzardare per cercare di meglio e per questo, soprattutto in finanza, per ottenere qualcosa in più bisogna necessariamente prendere qualche rischio.
    Certo questo sito ci aiuta molto, io stesso qualche progresso l’ho fatto, ma quando devo prendere delle decisioni concrete non so cosa fare, sono confuso, indeciso.
    Oggi è davvero difficile riuscire ad ottenere un rendimento buono dai propri risparmi, a meno di essere finanziariamente preparati o di affidarsi ad un professionista, come può essere il Dott.SAVER, che ci garantisca una consulenza personalizzata e ovviamente, lo ripeto, INDIPENDENTE.
    Attendiamo qualche intervento.
    Grazie.

    Rispondi
  20. Caro Giacomo, con l’ombra dei tassi bassi (citando proprio te), mi sento di consigliare gli ETF obbligazionari, non tutti ovviamente, ma solo quelli che a mio parere, in momenti di mercato come questo possono convenire più di singoli titoli dove i rendimenti sono molto bassi e per aumentare il rendimento si è costretti a cercare titoli più remunerativi allungando la scadenza o aumentando il rischio emittente.

    Mi riferisco all’ iShares Euro Corporate Bond 1-5yr UCITS ETF:

    Ampiamente diversificato, Bond maggiormente concentrati su brevi scadenze (che “proteggono” l’ETF da un rialzo dei tassi, con cadute di prezzi contenute, al contrario dei titoli a lunga scadenza che ne risentirebbero di più).

    Duration 2,73 (durata in anni 2,91) e cedola del 3,86% distribuita semestralmente.

    0 – 3 anni 47,61%
    3 – 5 anni 43,04%
    5 – 7 anni 0,49%
    7 – 10 anni 2,43%
    10 – 15 anni 0,06%
    20+ anni 5,74%

    Pensi possa essere una buona strategia tenere una percentuale bilanciata di questo ETF in portafoglio? Questo ETF ci aiuterebbe in momenti scarni come questi, dandoci alcuni indiscutibili vantaggi che gli ETF hanno e in più una buona cedola, poi ovviamente in tempi migliori sarà destinata un’altra parte (la maggiore) in titoli singoli obbligazionari, con tutti i vantaggi del caso.

    La fonte è il sito dell’emittente Ishares.

    Rispondi
    1. @ Piergiorgio
      Sono assolutamente d’accordo con te.
      Ne parliamo in questo articolo:

      https://www.segretibancari.com/doveinvestire/un-buon-etf-in-cui-investire-oggi/

      Un caro saluto e a presto!!

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      1. A ecco! Come sempre mi hai già preceduto!!!

        Solo una domanda a cui non trovo risposta, in un ETF obbligazionario come viene calcolata la cedola netta? nell’ ETF precedente è del 3,86% (probabilemte lorda), è sufficiente detrarre la tassazione o c’è altro?

        Grazie.

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        1. In più, negli ETF azionari compro delle quote a 10€, allo stacco del dividendo il prezzo è 12€, mi spetteranno 2€di dividendo, se invece il prezzo è 9€, sono in perdita perciò nessun dividendo (ovviamente), ma negli ETF obbligazionari come funziona? se compro quote a 10€ e il giorno dello stacco della cedola le quote valgono 9€, ho diritto lo stesso alla cedola? c’è anche il dividendo oltre la cedola negli ETF obbligazionari?

          Grazie. 😀

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          1. @ Piergiorgio
            Sì, il dividendo c’è comunque. Ovviamente se il dividendo supera l’incremento di prezzo, per te ciò significherà un rimborso parziale di capitale e non un provento vero e proprio…

        2. @ Piergiorgio
          E’ sufficiente togliere dalla cedola lorda l’imposta sostitutiva del 26% e sei a posto 😉
          Un caro saluto e alla prossima…

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          1. Grazie mille!

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