Reinvestimento dei Proventi

In che modo il reinvestimento degli utili eleverà le performance?

Il reinvestimento consiste nell’utilizzare i proventi di un investimento finanziario, sia esso un’azione, un’obbligazione o un ETF, per comprare altre quote dello stesso, invece di usare le somme pagate per le nostre spese personali.

Reinvestire i guadagni

Attraverso il reinvestimento l’investitore rinuncia a spendere i proventi incassati per metterli a reddito, ottenendo un incremento più rapido del capitale nel corso del tempo.

Sebbene sia apparentemente una “questione da poco”, nel lungo periodo il reinvestimento dei proventi eleverà il capitale finale. Immaginiamo, ad esempio, di avere investito 100.000 € in un prodotto finanziario che ci darà in media il 5% l’anno per i prossimi 10 anni.

Senza reinvestimento dei guadagni il capitale finale ammonterà a 150.000 €. Reinvestendo i proventi nello stesso titolo avremmo, invece,  162.900 €, grazie alla magia della capitalizzazione composta.

Ovviamente tanto maggiore è il tasso e tanto più lungo il periodo di investimento, maggiore sarà la somma finale che otterremo.

Il Reinvestimento Manuale

Reinvestire i proventi può addirittura trasformare un’operazione in perdita in una in utile. Ma come fare, in concreto, per mettere in pratica questa strategia? Un primo modo consiste nell’usare un conto apposito dedicato agli investimenti. In questo modo i proventi pagati dai titoli che abbiamo in portafoglio non si mischieranno con i nostri redditi e con le spese quotidiane, ed il saldo del conto esprimerà con esattezza quanto abbiamo guadagnato.

Non appena la cifra sarà sufficiente per ripagarci dei costi bancari potremo usarla per comprare altri titoli che già abbiamo in portafoglio, reinvestendo manualmente i proventi.

Questo modo di procedere è la via obbligata per tutti quei prodotti finanziari che pagano cedole periodiche, come le azioni, le obbligazioni o gli ETF con dividendi.

Esso tuttavia presenta due tipi di inconvenienti:

  • è una pratica fiscalmente inefficiente, perché i proventi pagati vengono tassati alla fonte, per cui l’importo reinvestito sarà minore
  • occorre agire manualmente, scegliendo volta per volta dove investire e facendo attenzione a non inserire ordini per importi troppo piccoli, penalizzati dal “peso” dei costi bancari

Il Reinvestimento Automatico

Utilizzando appositi strumenti finanziari è possibile reinvestire automaticamente i proventi. In questo modo eviteremo di pagare delle imposte sui guadagni realizzati, il reinvestimento avverrà automaticamente e non dovremo attendere di disporre di una cifra minima. Ad esempio dei 4 ETF che ho selezionato per te, ben tre sono ad accumulazione, ossia reinvestono automaticamente i frutti incassati dal fondo.

Reinvestire i proventi ti permetterà ottimizzare il carico fiscale, grazie al fatto che le tasse saranno pagate solo al momento della vendita. Il valore di mercato di un ETF o di un fondo che reinveste i proventi crescerà più velocemente di uno che paga frutti periodici, a motivo del fatto che i guadagni vengono reimpiegati in modo automatico.

Se scegli di investire in fondi ricorda che è sempre meglio scegliere una classe ad accumulazione che una a distribuzione con reinvestimento automatico. La seconda opzione, a differenza della prima, reinveste i soli dividendi netti con uno svantaggio fiscale evidente.

Ricorda che è sempre possibile trasformare un ETF (o un fondo) ad accumulazione in uno a distribuzione: se ti servono soldi potrai sempre fare il calcolo della plusvalenza e vendere un numero di quote pari a quell’importo. In questo modo limiterai l’impatto fiscale al momento del rimborso parziale, perché la tassazione colpisce la differenza tra prezzo di vendita e costo medio di acquisto. Lo Stato non sa che stai incassando i profitti…

Ovviamente quando venderai tutto pagherai le imposte che oggi hai risparmiato, ma differire il pagamento delle tasse in  futuro ti permetterà di ottenere i vantaggi della capitalizzazione composta.

Cosa sanno gli altri che tu non sai?

A volte abbiamo la sensazione di agire troppo tardi, o di essere dalla parte sbagliata del mercato. Così gli “altri” guadagnano e noi stiamo alla finestra a guardare o a leccarci le ferite durante le fasi di ribasso. Ma la soluzione c’è ed è scoprire quello che sa chi ottiene risultati. Iscriviti gratis al mio corso on line A Scuola di Investimenti e sarai un metro avanti gli altri investitori.

 

7 commenti
  1. Ciao Giacomo

    Nell’ esempio del reinvestimento degli utili, uno che ha più prodotti finanziari a parità di capitale investito deve fare la sommatoria delle quote detenute per il rendimento medio degli strumenti moltiplicato per N anni o semplicemente calcolare usando la stessa formula singola per tutti gli strumenti?

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    1. @ Daniele
      Il rendimento medio di un portafoglio è la media ponderata dei rendimenti dei singoli titoli che lo compongono. Su base pluriennale devi fare il valore finale del portafoglio complessivo diviso per il valore iniziale ed estrarre la radice n-esima dove “enne” sono gli anni di durata dell’investimento. Se hai dubbi o domande sono qui 🙂

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      1. Ciao, sono sempre io. Per semplificarmi la vita ho trovato questo calcolatore http://www.moneychimp.com/international/it/calculator/compound_interest_calculator.htm

        Tuttavia vorrei chiederti: nel calcolo devo tenere conto della frequenza annuale dello “stacco” del dividendo? se si, come funziona su un portafoglio composto da più strumenti?

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        1. @ Daniele
          Quello è un calcolatore un po’ rudimentale. Il calcolo da fare è un po’ più complesso e per tale ragione non posso spiegarti qui tutti i passaggi, mi dispiace.

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  2. Ciao Giacomo. Sono d’accordo anch’io per l’accumulo dei dividendi. Ma nel caso in cui la tassazione dovesse aumentare progressivamente nel corso del tempo poter reinvestire manualmente sarebbe meglio non credi? Un caro saluto

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    1. Ciao. Già adesso è più conveniente il reinvestimento automatico degli utili perchè la tassazione interviene solo nel momento in cui li incassiamo fisicamente.

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    2. @ Daniele
      Sì è vero. Se la tassazione dovesse crescere pagheresti le imposte con l’aliquota più alta, ma potresti sempre vendere tutto prima dell’entrata in vigore della nuova imposizione e ricomprare tutto, pagando le tasse con l’aliquota più bassa sugli utili maturati fino a quel momento.

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