Imposta di bollo sui prodotti finanziari

imposta di bollo sui prodotti finanziari

Imposta di bollo sui prodotti finanziari: come si calcola, chi la paga, cosa colpisce

Articolo aggiornato il 27 novembre 2017

L’imposta di bollo sugli investimenti si qualifica come una vera e propria tassa sul risparmio. Essa ha carattere patrimoniale, perché colpisce la consistenza del patrimonio e non il reddito prodotto, soggetto ad una diversa forma di tassazione.

Fino al 2011 l’imposta sui conti titoli non c’era, esisteva solo la tassazione sui conti correnti, poi c’è stato un regime transitorio durante il quale il bollo era fisso a seconda dello scaglione di appartenenza del patrimonio. Infine si è passati ad un’imposta di tipo proporzionale.

L’imposta di bollo sui prodotti finanziari è a carico del cliente, ma  è la banca presso cui abbiamo il conto ad occuparsi di tutti gli adempimenti. L’investitore non deve fare nulla né è necessario dichiarare alcun che in sede di dichiarazione dei redditi. Il pagamento della tassa avviene attraverso l’addebito del conto corrente o del conto deposito cui gli investimenti sono collegati.

Vediamo ora come l’imposta di bollo si applica alle diverse tipologie di prodotto finanziario e come fare per evitare di pagarla, quando possibile.

CONTI CORRENTI

L’imposta di bollo sui conti correnti si applica se la consistenza media trimestrale del conto (comunemente detta “giacenza”) supera i 5.000 € .

La tassa è pari a 34,20 € annui e si applica su ciascun conto corrente. Il modo migliore per evitare di pagare il tributo consiste nell’avere più conti correnti presso banche diverse, il cui saldo, singolarmente, è inferiore a 5.000 € come media trimestrale.

Questa operazione presenta però alcuni problemi di tipo pratico:

  • i conti correnti presentano dei costi di tenuta conto che a volte superano il beneficio derivante dal risparmio fiscale
  • l’investitore tipo che legge il sito Segretibancari.com ha una patrimonialità elevata, per cui è praticamente impossibile tenere il saldo del conto sotto la soglia in corrispondenza della quale scatta la tassazione.

Tieni poi presente che l’imposta, essendo fissa, diventa tanto più “leggera” quanto maggiore è il saldo del conto corrente.

Ad essere più penalizzati sono i conti correnti con saldo prossimo a 5.000 €; in questo caso il peso dell’imposta crescerà fino allo 0,684% per poi scendere allo 0,0342% per un saldo pari a 100.000 €. Tieni “pochi” soldi sul conto corrente, per quanto possibile, in modo da non pagare l’imposta. Oppure  cerca di tenerne il più possibile, in modo tale da diluire l’imposta pagata.

CONTI DEPOSITO

L’imposta di bollo è pari allo 0,20% annuo della consistenza del conto, senza esenzione alcuna.  Questo è molto importante perché, a differenza dei conti correnti, il numero di rapporti non incide sulla tassa totale che ti troverai a pagare.  Potrai quindi suddividere il tuo patrimonio tra tutti i conti deposito che vorrai senza per questo subire alcuna penalizzazione in termini fiscali.

Immagina, ad esempio, di avere un solo conto deposito con un saldo di 200.000 €. L’imposta di bollo ammonterà a 400 €. Se sceglierai di avere quattro conti deposito, ciascuno per 50.000 €, pagherai 100 € di tassa su ognuno di essi per un totale pari sempre a 400 €.

Poiché l’imposta di bollo si calcola sulla consistenza del deposito al momento dell’invio dell’estratto conto, se vuoi evitare di pagare la tassa trasferisci i tuoi soldi dal conto deposito al conto corrente qualche giorno prima della fine dell’anno (o del semestre o trimestre, a seconda della periodicità dell’estratto conto). In questo modo pagherai i 34,20 € di imposta sul conto corrente ma eviterai l’imposta più “pesante” sul conto deposito.

Ricorda poi di mettere le cose a posto subito dopo, per evitare di perdere gli interessi maturati.

CONTI TITOLI

L’imposta di bollo sui conti titoli è pari allo 0,20% annuo del controvalore di mercato dei prodotti finanziari che hai in portafoglio. Ancora una volta ciò che conta è il dato a fine periodo. Ogni anno la banca valorizza il tuo dossier titoli e calcola l’imposta moltiplicandone il valore corrente per lo 0,20%.

A differenza della tassazione sulle rendite finanziarie che colpisce solo gli utili, l’imposta di bollo sui prodotti finanziari si determina in ogni caso, anche se i tuoi investimenti sono in perdita.

Se temi di perdere i tuoi soldi investendo tutto il tuo capitale con una banca, non aver paura di diversificare. In modo identico a ciò che accade ai conti deposito, il bollo sui prodotti finanziari è proporzionale e non è influenzato dal numero di conti presso cui il patrimonio è suddiviso.

Per evitare di pagare  il tributo dovresti vendere tutti i titoli prima di fine anno e ricomprarli i primi giorni dell’anno successivo, ma l’operazione non è conveniente, a meno che tu non abbia delle minusvalenze da recuperare.

I costi di compravendita, il fatto di stare fuori dai mercati, e le oscillazioni di prezzo dei titoli oggetto delle operazioni potrebbero facilmente annullare i risparmi ottenuti a livello fiscale, senza contare che l’operazione andrà ripetuta come minimo una volta l’anno (o anche ogni 3 mesi a seconda della periodicità dell’estratto conto).

Il modo migliore per ammortizzare l’imposta di bollo consiste nell’investire in modo redditizio i tuoi soldi, così da rendere trascurabile il prelievo fiscale. Il corso gratuito A Scuola di Investimenti ti mostrerà come.

 

73 commenti
  1. Buongiorno Giacomo,
    tutto giusto, condivisibile e prezioso quello che lei spiega in quest’articolo. Il metodo proporzionale per il pagamento dell’imposta di bollo è almeno più equo; chi ha un piccolo capitale sul quale poter guadagnare, era fin troppo penalizato. Se permette, vorrei farle un appunto. Siccome scrive continuamente di investire in maniera indipendente, semplice e senza conflitto di interessi, mi sarei aspettato qualche riga in più a favore degli istituti bancari che si accollano l’imposta di bollo per tutto il 2014, nonostante l’aumento allo 0,20%.
    Credo che, soprattutto per chi ha un piccolo capitale da investire, possa essere un consiglio preziosissimo.
    Le auguro una buona giornata.

    Rispondi
      1. Grazie Bob, tra l’altro uno dei due è proprio quello che io utilizzo. Ho commentato con questa “critica”, se così possiamo chiamarla, perchè si parla di investire in modo consapevole ed indipendente; in questo senso, mi aspettavo qualche dritta da Giacomo Saver, nell’articolo non menziona nemmeno un conto deposito che si fa carico dell’imposta per tutto il 2014.
        P.S. ce ne sono anche altri oltre ai due che hai, giustamente, segnalato.

        Rispondi
        1. @ Andrea
          Stavo per risponderti, caro, quando Bob mi ha preceduto. Scusa il ritardo…

          Rispondi
          1. @ Giacomo
            Non volevo sembrare scortese o sarcastico, mi scuso se le ho dato quest’impressione.
            Bob ha anticipato la sua risposta, nella quale, comunque, non ha ancora risposto alla mia domanda.
            Un caro saluto e complimenti per lo splendido lavoro che effettua quotidianamente.
            Andrea

          2. @ Andrea
            Ci mancherebbe, non ho mai pensato che fosse sarcastico, anzi.
            purtroppo quando si scrive c’è il rischio di venire fraintesi e sono io a scusarmi con lei. oltre a ringraziarla per i complimenti, segnalo – come ha cortesemente richiesto – alcune banche che si accollano l’imposta di bollo.

            Se qualcuno se conosce altre e vuole aggiornare l’elenco è, come sempre, il benvenuto 8o la benvenuta 🙂 :

            contosuibl (conto deposito)
            rendimax (conto deposito)
            youbanking (conto corrente)

  2. L’apertura di più conti deposito comporta anche l’apertura di più’ conti correnti? L’impostazione di bollo e’ calcolata sull’importo totale conto corrente più’ conto deposito?saluti

    Rispondi
    1. @ Paolo
      Assolutamente no. Può aprire quanti conti deposito desidera abbaiandoli ad un solo conto corrente. Su ognuno di essi pagherà l’imposta di bollo in modo proporzionale alle somme depositate. Un caro saluto.

      Rispondi
  3. Ciao Giacomo,
    cosa succede se prima del 31/12 (per corti deposito con rendicontazione annuale) si svuota il conto.
    Si paga comunque il bollo sui giorni con saldo positivo oppure il bollo è calcolato sul saldo al 31/12.

    Grazie per le preziose informazioni!

    Rispondi
    1. @ Salvatore
      Se chiudi il conto paghi il bollo fino al momento dell’estinzione mentre se vuoi svuotarlo la banca non ti permetterà di lasciarlo a saldo zero proprio per evitare che manchino i soldi al momento del pagamento dell’imposta al 31/12.

      Rispondi
  4. Scusate ma non ho capito nel 2014 la questione bollo, anche nel post prima si parla di deposito titoli poi di conti deposito e si fà confusione.
    Dunque i bolli nel 2014 quanto saranno:
    nel conto corrente (34,20 escluse giacenze sotto i 5000 euro?)
    nel conto deposito (0,20% senza minimo?). il conto deposito non fà parte del dossier titoli
    nel deposito titoli (0,20% senza minimo?)

    Rispondi
    1. @ Filippo
      Esattamente. Il bollo colpisce tutti gli strumenti finanziari e tra questi anche i conti deposito. Cosicché si applica su tutto senza limiti (ad esclusione dei libretti e buoni postali al di sotto dei 5.000 euro di saldo). Un caro saluto.

      Rispondi
  5. Egr.Dott.SAVER,
    mi inserisco nel dialogo tra Andrea e Bob per confermare che la maggior parte delle Banche in effetti si accollano l’imposta di bollo sui Conti Deposito.
    E’ questo uno dei motivi per cui i Conto Deposito sono particolarmente apprezzati soprattutto in questo periodo in cui, visto il concomitante declinare dell’inflazione in Italia, gli attuali tassi medi proposti dalle Banche per depositi con vincolo riescono ampiamente a garantire il mantenimento del valore reale del capitale.
    YouBanking di Banco Popolare accredita addirittura gli interessi anticipatamente sul conto che sono pertanto disponibili da subito.
    Prendendo atto della “critica” che Le è stata mossa, attendiamo quindi la Sua doverosa replica.
    Grazie,
    GEO.

    Rispondi
  6. buonasera dottor Saver
    da un po di tempo la seguo con molta fiducia e la ringrazio di cuore per quello che sta facendo per noi comuni piccoli investitori inesperti.
    avrei bisogno di un suo chiarimento riguardo all’hair cut che ,si dice, dovrebbero subire i btp.
    Dato che nel 2012 ho acquistato un btp 1 nov 29 cedola 5,25% e un btp 1 nov 27 cedola 6,50% per un importo complessivo di circa 170000 euro e nel 2013 un btpi 22 apr 17, l’ hair cut riguarda tutti e tre i btp o solo quello acquistato nel 2013 , dato che la legge parla solo dei btp emessi dal 1 gennaio 2013?
    tale legge nn potrebbe essere retroattiva? in tal caso provvederei subito al disinvestimento per collocarli magari temporaneamente in un conto deposito.
    La ringrazio infinitamente per il lavoro che svolge

    Rispondi
    1. @ Renata
      L’haircut è un’ipotesi che, al momento attuale, potrebbe non diventare mai concreta. Trattandosi di un fenomeno molto grave (dovuto all’incapacità dello Stato di onorare i propri debiti) penso che esso riguarderebbe tutti i BTP in circolazione.

      Se un Governo dichiara una bancarotta se ne frega delle regole. Quando i soldi non ci sono non ci sono per nessuno e quindi penso che anche i BTP ante 2013 sarebbero penalizzati, ma ricordo che ad oggi non ci sono motivi per ipotizzare un taglio ai btp.

      Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
  7. Egr.Dott.SAVER,
    desidero sottolineare come sia importante per noi piccoli risparmiatori saper determinare il “peso” dell’imposta di bollo sui nostri investimenti e La ringrazio per la sua costante opera di aggiornamento che ci riserva quotidianamente.
    Provo a fare un riassunto sulle nuove disposizioni previste dalle Legge di stabilità.
    I grandi cambiamenti sono nell’imposta di bollo su conto deposito e conto titoli: nel 2014 scompare l’importo fisso, ma assieme a tale abolizione abbiamo anche un innalzamento della tassazione dallo 0,15% allo 0,20%
    In pratica è stato eliminato il bollo minimo di 34,20 Euro annui che colpisce i vari investimenti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi di investimento, polizze vita finanziarie, ETF, conti deposito, buoni fruttiferi postali etc.).
    Per i conti deposito è utile ricordare che la maggior parte delle banche si accolla l’imposta di bollo.
    L’imposta di bollo sul conto corrente e sui libretti di risparmio postale per il 2014 resta la stessa, quindi è ancora fissa e con importo pari a 34,20 Euro (per le persone fisiche, altrimenti 100 Euro), e come in passato permane l’esenzione per le giacenze inferiori a 5.000 Euro.
    Sperando di aver fatto cosa gradita, ringrazio per l’attenzione.
    GEO.

    Rispondi
    1. @ Geo
      OGNI suo commento è quanto mai gradito. La ringrazio per la costanza e l’affetto con cui mi segue e aspetto di leggere il suo prossimo intervento…

      Rispondi
  8. Egr.Dott.SAVER,
    lusingato dai Suoi graditi apprezzamenti, provo a occuparmi delle tassazioni sulle “rendite finanziarie”.
    Le “rendite finanziarie” sono quei proventi che hanno origine dall’investimento del risparmio in attività finanziarie.
    La scelta di dove investire i nostri risparmi dipende anche da quanto vengono tassati nel loro insieme.
    Con la Legge di Stabilità il paventato inasprimento delle aliquote fortunatamente non c’è stato.
    Dovendo necessariamente sintetizzare, la tassazione è rimasta al 20% per gli investimenti in strumenti finanziari (obbligazioni, azioni, etf, pronti contro termine, …). e per gli interessi su conti corrente, conti di deposito e conti postali.
    Si applica invece la tassazione del 12,50% ai proventi maturati dai Titoli di Stato (italiani e esteri) e dai Buoni Fruttiferi Postali.
    Spero di non essere stato troppo invadente ……
    GEO.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Assolutamente no. Non è per nulla invadente: il suo contributo è sempre prezioso perché stimola nuovi post, nuovi commenti e nuove discussioni.
      Un caro saluto!!

      Rispondi
  9. Se può essere utile dal Sole 24ore….
    Su 375 differenti contratti offerti da 55 banche e gruppi creditizi di ogni dimensione, dalle Bcc ai maggiori istituti nazionali, che sono stati censiti da Plus24 sull’edizione di sabato 25 gennaio, sono 55 quelli per i quali sette diversi istituti pagano l’imposta di bollo per conto dei clienti. Si tratta delle versioni di Conto Fico di Banca Etruria, le varie tipologie (First, Libero, Like e Top) del conto Rendimax di Banca Ifis, Sì Conto! di Banca Sistema, il conto deposito YouBanking del gruppo Banco Popolare,
    di Nicola Borzi – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/Xo5S5

    Rispondi
    1. @ Michele
      Grazie per la segnalazione, davvero utile. E’ importante il tuo contributo perché per quanto sia “sul pezzo” non posso sapere tutto e la condivisione delle informazioni crea conoscenza.

      Rispondi
  10. ….mancava un pezzettino….

    Su 375 differenti contratti offerti da 55 banche e gruppi creditizi di ogni dimensione, dalle Bcc ai maggiori istituti nazionali, che sono stati censiti da Plus24 sull’edizione di sabato 25 gennaio, sono 55 quelli per i quali sette diversi istituti pagano l’imposta di bollo per conto dei clienti. Si tratta delle versioni di Conto Fico di Banca Etruria, le varie tipologie (First, Libero, Like e Top) del conto Rendimax di Banca Ifis, Sì Conto! di Banca Sistema, il conto deposito YouBanking del gruppo Banco Popolare,ContosuIbl (nella versione libero come in quella vincolato) di Ibl Banca, i conti Web Closed, Time Deposit (anche nelle versioni Tasso x3, Tasso x4 e Tasso x5) di BccforWeb, infine il conto deposito di Findomestic Banca.

    Rispondi
  11. Ciao Giacomo grazie per il post! Finalmente una buona notizia anche per noi piccoli risparmiatori. Vorrei segnalare un altro buon conto deposito: “Contoforte” di banca mediocredito del friuli venezia giulia http://www.contoforte.it Mi sembra molto interessante o sbaglio? Spero di no perchè lo sto aprendo proprio in questi giorni :))

    Rispondi
    1. @ Stefano
      Di per sé tutti i conti deposito con buoni rendimenti sono interessanti. Il punto, come sempre, è quello di non mettere tutti i propri soldi in un unico prodotto per evitare il congelamento dei soldi qualora ci fossero problemi di insolvenza.
      Un abbraccio e a presto!!

      Rispondi
  12. Giacomo, tu consigli di investire fino a 5000 euro nel libretto e poi per il surplus restante passare alla banca. Se il surplus invece fosse reinvestito in posta ( conto corrente, buoni postali o altro), andrebbe a fare cumulo e quindi si pagherebbe il 20 % di tassazione anche sul libretto?
    Grazie

    Rispondi
    1. @ Luca
      Purtroppo sì. In alternativa alla posta puoi anche aprire un conto deposito presso una banca che si accolla l’onere del bollo come, ad esempio, rendimax.it e contosuibl.it.
      Un abbraccio e grazie a Te…

      P.S. la tassazione del 20% sugli interessi non è l’imposta di bollo: quella c’è comunque 🙁

      Rispondi
  13. buongiorno, vorrei sapere se superando i 103.291€ su un unico conto deposito si perde il diritto al capitale garantito dal fondo interbancario dei depositi o se si ha fino a quell’importo.
    ad esempio, investendo 120.000€ si hanno comunque garantiti 103.291€?
    grazie e complimenti per l’ottimo lavoro che svolge con questo sito.

    Rispondi
    1. @ Francesco
      Il fondo limita la sua garanzia a 100.000 euro (il limite è stato rivisto nel 2011). Per cui se ha 120.000 euro ad essere garantiti saranno 100.000 euro e non oltre.
      Grazie per i complimenti e a presto!!

      Rispondi
  14. Scusate ma non ho capito nel 2014 la questione bollo, stessa intestazione
    Se possiedo un libretto postale con giacenza media superiore ai 5000,00 € l’imposta sara’ di 34,20?
    Se possiedo un cc postale con giacenza media superiore ai 5000,00€ l’imposta sara’ sempre di 34,20?
    Se possiedo invece libretto postale con giacenza m di 4000,00€ e cc postale con giacenza m 4000,00€ CON MEDESIMA intestazione si sommano per ndg e le pago per entrambi o sono esentato?

    Rispondi
    1. @ Renzo
      Purtroppo pagherai l’imposta su ogni conto aperto,se la somma di tutti i conti con la medesima intestazione supera i 5.000 euro.
      Quindi, se hai un solo conto per 4.000 euro sei esente, ma se ne hai due ciascuno con 4.000 euro, poiché superi i 5.000 euro complessivi allora “scatta” il bollo su ognuno di essi. Un abbraccio e a presto!!

      Rispondi
  15. E’ vero che i trust finanziari non pagano l’imposta di bollo?Grazie

    Rispondi
    1. @ Davide
      Onestamente non lo so. Credo di no, ma il bollo sarà comunque pagato sui singoli rapporti del Trust accesi presso banche od intermediari finanziari. Un caro saluto.

      Rispondi
  16. Se per esempio io acquisto delle azioni Unicredit per un controvalore poniamo di 30 mila euro, e le detengo per un periodo di circa un mese, dopodiché le vendo, l’imposta di bollo sul deposito dello 0,2% la pago in proporzione, cioè per un mese soltanto, 0,2/12=0,016% ? Grazie.

    Tommaso.

    p.s.
    Mi scuso fin da subito se la domanda è troppo stupida.

    Rispondi
    1. @ Tommaso
      L’imposta dello 0,20% è su base annua ma viene spalamata sulla base della periodicità dell’estratto conto. Se la tua banca emette gli estratti conto trimestrali, pagherai l’imposta per 3 mesi perché al termine del trimestre la banca ti invierà l’estratto conto.

      Se non hai conto titoli, lo apri per comprare le Unicredit e dopo un mese vendi tutto e lo chiudi pagherai l’imposta per un solo mese. Un abbraccio e grazie per il tuo commento.

      Rispondi
  17. Buongiorno , approfitto del blog ,che visito oggi per la prima volta ,per sottoporle un quesito. In questi giorni ho trasferito un dossier titoli ( contenente solo BTP con varie scadenze) dalla mia banca a banca Barclays che offe sino al 30/6 ,per chi trasferisce il dossier titoli, il pagamento del bollo sia per il 2014 che per tutto il 2015.Vengo alla domanda : la banca da cui trasferisco il dossier titoli mi addebiterà il bollo dal 1/1/2014 sino ad oggi ( 16/6) oppure la riscossione dell’imposta di bollo in questo caso per tutto il 2014 si trasferisce a Barclays ? in sintesi per calcolare il bollo dell’anno in corso si considera il saldo a valore di mercato del dossier titoli al 31/12/2014, quindi al 31/12/2014 il mio dossier sarà c/o banca Barclays ed è quest’ultima che dovrebbe provvedere a calcolarmi l’imposta di bollo del 2014 e ad addebitarmela ( salvo poi rimborsarla per via della promozione sopra citata). E’ corretto oppure la banca di provenienza del dossier mi addebiterà il bollo calcolato dal 1/1/2014 fino al giorno di trasferimento del dossier ?
    Grazie per l’attenzione

    Rispondi
    1. @ Riccardo
      Barclays si impegna a pagare l’imposta di bollo per il 2014, ma con decorrenza dal momento dell’apertura del rapporto. Per i primi 6 mesi dell’anno pagherà l’imposta presso il suo attuale istituto.La ringrazio per il suo commento e spero di leggerla presto.

      Rispondi
  18. ho un conto deposito vincolato do ve è specificato nel contratto sottoscritto tassazione rendita al 20 % e non ” secondo normativa vigente” posso farlo valere

    Rispondi
    1. @ Albert
      In teoria sì, in pratica penso di no perché la banca modificherà in modo unilaterale il foglio informativo analitico in vigore. Se non ha ricevuto nessuna comunicazione del cambio delle condizioni provi a sporgere reclamo in caso di aumento dell’imposta e chieda il rimborso della differenza.
      Chiedere non costa nulla…

      Rispondi
  19. Ciao Giacomo,
    ti chiedo una precisazione…derivante dalla curiosità che nasce indubbiamente dalla mia ignoranza in materia ;)…
    Io sono correntista…se volessi attivare la sezione “trading” presso il sito web del mio istituto bancario e, quindi (dimmi se sbaglio, ma credo che il trading prescinda da un conto deposito titoli), aprire un conto deposito titoli collegato al mio c/c, subisce la tassazione dello 0,2% annua anche il nuovo conto deposito titoli?
    E, se sì, questo 0,2% annuo a cosa fa riferimento?? Al valore dei titoli in portafoglio? Al patrimonio del mio c/c? Dal momento in cui l’imposta è annua, la “cifra” (della quale non ho ancora capito l’essenza) da cui detrarre questa imposta di bollo dello 0,2%, in quale epoca dell’anno di riferimento viene valutata? Mettendo caso che l’imposta venga detratta il 31/12, che succede se il 30/12 facessi in modo che la cifra alla quale deve essere applicata la tassa, ammonti simbolicamente a 1€? Non credo mi detraggano lo 0,2% di 1€ il 31/12 per poi lasciarmi la libertà di ritrasferire tutti i miei fondi precedenti nell’immediato 01/01…giusto?
    E poi, questa percentuale dello 0,2% è fissa per tutte le banche?
    Scusami ma, come avrai notato, nella mia testa c’è un bel po’ di disordine in merito ;).

    Ti ringrazio per la pazienza e ti auguro una buona giornata.

    Paul

    Rispondi
    1. @ Paul
      L’imposta dello 0,20% si applica se apri un conto titoli su cui hai degli strumenti finanziari. Essa è calcolata sul controvalore di mercato dei titoli all’interno del periodo considerato (credo venga fatta una media) per cui sarebbe inutile vendere tutto nel mese di dicembre per non pagare l’imposta.

      Senza contare che le commissioni di compravendita supererebbero l’imposta da pagare…

      Rispondi
      1. Da questa risposta (e da altre nella pagina) vedo che ha le idee molto confuse riguardo al bollo deposito titoli.

        Rispondi
        1. @ Andrea
          Grazie se vorrà aiutare me e gli altri Lettori nel fare chiarezza sugli aspetti per i quali ho creato confusione…

          Rispondi
          1. La risposta corretta l’ha data Alessandro poco sotto.
            Viene fatta una fotografia in base alla periodicità della rendicontazione. Nel caso dell’annuale se al 31/12 il deposito titoli è vuoto si paga zero di bollo, indipendentemente da quello che c’era nel corso dell’anno.

          2. @ Andrea
            Ne sei certo? Perché questo permetterebbe una facile elusione dell’imposta: basterebbe azzerare la consistenza del dossier verso fine anno…

    2. L’imposta di bollo dello 0,20% dovrebbe essere calcolata sul controvalore di mercato dei titoli al 31/12.

      Rispondi
    3. Per la precisione, l’imposta di bollo dello 0,20% dovrebbe essere calcolata sul controvalore di mercato dei titoli al termine del periodo di rendicontazione del deposito titoli, quindi se il rendiconto fosse annuale il riferimento è il 31/12, se semestrale il 30/6 e 31/12, ecc.

      Rispondi
  20. Egr.Dott.SAVER,
    Il dossier titoli è soggetto al pagamento dell’imposta nella misura pari allo 0,20% del controvalore dei titoli detenuti in portafoglio.
    E’ un’imposta di cui poco si parla ma che ce ne accorgiamo ogni qualvolta ci arriva l’estratto conto della banca a prosciugare ulteriormente i nostri guadagni netti.
    Nell’articolo ci consiglia di negoziare “l’imposta di bollo deposito titoli” con la banca per vedere se almeno una parte del tributo possa essere scaricato sull’intermediario o addirittura individuare quelle banche che si accollano tale imposta.
    Nei successivi commenti, grazie anche al contributo di Andrea e Alessandro, si accenna all’azzeramento della consistenza del dossier al termine del periodo di rendicontazione finalizzato ad eludere l’imposta.
    Ringrazio Lei ma anche chi vorrà intervenire per darmi maggior chiarezza.

    Rispondi
    1. @ Geo
      Purtroppo le imposte vanno pagate e non ha molto senso vendere tutti i titoli di un dossier verso fine anno per non pagare le tasse (pagando i costi di transazione che in fin dei conti superano i costi stessi della tassa).
      L’unico modo per rientrare dell’imposta è quello di fare rendere al massimo i nostri investimenti grazie ad un sistema per investire come quello che si articola sui 5 pilastri di Investitore Libero.

      Rispondi
    2. Piuttosto che dell’imposta di bollo in misura fissa, mi preoccuperei molto di piu’ del recupero di minusvalenze pregresse. Non si capisce in base a quale arcano gli ETF non possano scontare le minusvalenze. Come del resto le tassazioni sui dividendi e cedole. In pratica se non si investe in titoli azionari e’ sostanzialmente impossibile recuperare le minusvalenze, mentre si pagano allegramente le tasse ogni volta che si realizza su ETF, fondi ed eventualmente obbligazioni.

      Rispondi
      1. @ Francesco
        La fiscalità inefficiente degli ETF è voluta a livello di lobby politiche per osteggiare la diffusione di questi strumenti che sono davvero eccezionali per l’investitore. Prova ne è che i primi che usarono questi strumenti (lo ricordo benissimo verso la fine degli anni ’90 quando ancora ci lavoravo) erano proprio le banche…Poi gli stessi intermediari hanno preso in uggia gli ETF nel momento stesso in cui i medesimi diventavano popolari ed erano usati dal grande pubblico degli investitori facendo così concorrenza ai loro fondi.
        Le pressioni furono così forti che il legislatore non cambiò la tassazione proprio per renderli meno appetibili per noi investitori.

        Rispondi
    3. Il bollo si può evitare ed è assolutamente legale, ovviamente dipende se è conveniente farlo.
      .
      Secondo me, per esempio, nel caso di bond da vendere prima dell’addebito del bollo potrebbe non essere conveniente, eccetto che non si decida la vendita anche per altri motivi.
      .
      Mentre credo che scegliere un bond con scadenza pochi giorni prima dell’addebito del bollo sia meglio di un bond che scada alcuni giorni dopo l’addebito del bollo (chiaramente si eviterebbe soltanto l’ultimo bollo, a meno di considerare un investimento a breve termine, quindi nella migliore delle ipotesi 12 mesi meno un giorno), ovviamente a parità di altri fattori.
      .
      Mentre in caso di conti deposito con rendicontazione annuale e vincolo di 11 mesi potrebbe essere conveniente sottoscriverli nel mese di gennaio per evitare il bollo, però c’è il rischio che nel frattempo i tassi scendano e bisogna considerare quanto rende nel frattempo la liquidità.
      .
      Oppure sottoscrivere subito un conto deposito con vincolo con scadenza prima dell’addebito del bollo, però si riduce il rendimento.
      .
      .
      In conclusione, consiglio di fare i conti per decidere in quali casi sia conveniente evitare l’imposta di bollo.

      Rispondi
  21. Caro ALESSANDRO,
    voglio solo aggiungere alla Tua puntuale analisi, che, per quanto riguarda i Conti Deposito, alcune banche si accollano loro l’imposta di bollo.
    Grazie e alla prossima.

    Rispondi
  22. Buongiorno Sig. Giacomo,
    riguardo l’imposta di bollo sui depositi,potrebbe confermarmi o no, quello riportato qui:
    https://www.altroconsumo.it/finanza/risparmia-200-euro-di-bollo-in-barba-al-fisco-s5273364.htm

    Rispondi
    1. @ Carlo
      In teoria dovrebbe essere così, ma non posso darti la conferma per ‘prova personale’ perché ritengo inutili questi giochetti sul lungo andare. Anche perché togli i soldi da un conto deposito a ridosso di fine anno per non pagare il bollo e poi dove metti il controvalore? Su un conto corrente fino al 1/1 per poi ricominciare? Non è meglio scegliere un conto deposito che non ti addebiti l’imposta di bollo?

      Rispondi
      1. Mah, attualmente almeno su ING i bollo si paga su CD e CC, non capisco quale sia il vantaggio. Inoltre se si smobilitano depositi vincolati si perde l’interesse maggiorato, quindi occorre anche allinearsi in tal senso, cosa piuttosto impossibile.

        Rispondi
  23. Buongiorno Giacomo
    Ho il CD libero di Findomestic con contabilizazzione semestrale, al 30/06 ho pagato il bollo per i primi sei mesi, ora visto che le condizioni sono cambiate l’ho messo a zero, ma non voglio chiuderlo. Dal 01/07 al 20/07 avevo circa 4000 euro, ora come ho detto è a zero. Volevo sapere come viene calcolato il bollo di dicembre se il conto è vuoto?
    Complimenti per il sito e la competenza
    Resto in attesa di tua grasita risposta.
    Ivano

    Rispondi
    1. @ Ivano
      Il bollo è calcolato sulla consistenza a fine anno del deposito, a quanto mi risulta. Se il saldo è zero non è dovuto nulla di imposta.

      Rispondi
    2. Il bollo si paga il giorno al termine del periodo di rendicontazione e viene calcolato sull’importo di quel giorno (rapportato al periodo di rendicontazione), che nel tuo caso, essendo semestrale, avviene il 30/06 e il 31/12.
      .
      Quindi se il 31/12 l’importo sarà a 0, pagherai 1 Euro, visto che hai movimentazioni durante l’anno, invece se non avessi fatto movimentazioni durante l’anno il bollo sarebbe stato 0.

      Rispondi
  24. Se il 15 dicembre apro un conto deposito e verso 10000 €, ho scelto l’estratto conto annuale, gentilmente a quanto ammonta l’imposta di bollo calcolata al 31 dicembre? Grazie per la risposta

    Rispondi
    1. @ Giorgio
      L’imposta ammonta a 20 euro, lo 0,20% di 10.000.

      Rispondi
      1. Grazie per la sollecita risposta, ma la mia domanda era rivolta appunto per una conferma di quanto mi dice la banca Santander: la banca dice che l’imposta verrà calcolata al 31 dicembre pro quota dall’apertura del conto (15 dicembre) e quindi 10.000×2:1000:365×17 (17 giorni effettivi rapportati dall’apertura del conto al 31 dicembre). E’ corretto o mi stanno prendendo in giro? Il risultato è ben diverso specialmente se invece di € 10.000 fossero depositati € 100.000. Grazie ancora per la risposta.
        Giorgio

        Rispondi
        1. @ Giorgio
          A quanto mi risulta il pro quota vale solo per l’imposta di bollo sui conti correnti. Sui conti deposito l’imposta si applica sul saldo a fine periodo, ma nelle ombre della normativa ogni banca “interpreta” le regole come meglio crede. Se Santander le ha detto che applicheranno il pro rata allora quella sarà la “loro” regola.
          Concettualmente è anche più corretto ed impedisce manovre da “furbetto” tipo il trasferimento del saldo verso fine anno per azzerare la giacenza e non pagare l’imposta.

          Rispondi
  25. Grazie per quanto mi ha detto, ora sto aspettando il calcolo effettivo visto che siamo al 2 gennaio e poi le farò sapere.
    Grazie ancora, cordiali saluti e Buon 2018
    Giorgio

    Rispondi
  26. Buongiorno sig. Giacomo, ho verificato e come promesso Santander mi ha applicato l’imposta di bollo pro quota cioè in relazione ai giorni di apertura del conto deposito.
    Grazie e cordiali saluti.
    Giorgio

    Rispondi
    1. @ Giorgio
      Grazie a lei. E’ stato un piacere esserle utile.

      Rispondi
  27. Salve, mia madre ha €21.000 intestati anche a me e mia sorella in buoni dematerializzati sottoscritti meno di un anno fa a 0.04 % di interesse. È stata addebitata l’imposta di bollo a dicembre e un’ulteriore imposta qualche mese fa quando ha ritirato €4000. Che lei sappia se cambiamo intestazione e dividiamo la somma in diverse intestazioni per esempio:
    €4000 intestazione solo mamma
    €4000 intestazione io e mamma ecc.
    cambia qualcosa riguardo al cumulo che farebbe scattare l’imposta di bollo?
    Poi cortesemente mi chiarisce perché bisogna pagare il bollo anche quando si ritira una parte del buono. Grazie

    Rispondi
    1. @ Rosa
      Credo non risolveresti nulla. Le cointestazioni fanno cumulo e non permettono di “dribblare” l’imposta purtroppo…

      Rispondi
  28. Se vendiamo un fondo del quale è definito il Nav ad es. il 27/12 e risulta l’eseguito, ma accredito somma su c/c è il 2/1, è corretto pagare o non pagare l’imposta di bollo il 31/12?

    Rispondi
    1. @ Andrea
      Dipende se al 31/12 il fondo risultava ancora in dossier oppure no. Teoricamente se le quote sono già state scaricate il bollo non dovrebbe essere pagato…

      Rispondi
  29. Gent.mo Prof. Saver & C. . . di Segreti B. Ma gli Effetti Cambiario Tratta in Valuta/e di Tipo Ipotecario Emessi da srl con Bollo, la Banca lo puo’ SCONTARE a Qualsiasi . . . % . . . di Sconto o a che . . . % . . . lo Effettua per Creare la Relativa Liquidita’ con la Leva Stessa Bancaria.

    Rispondi
    1. @ Antonio
      Purtroppo non posso risponderle, perché è fuori tema. Su Segreti Bancari non parliamo di mutui o finanziamenti, mi dispiace. Inoltre non sono un professore, ma solo un dottore :-). In bocca al lupo!!

      Rispondi
  30. salve a tutti, volevo un informazione in caso di vendita btp aliquota tassa btp quanto monta???’ grazie

    Rispondi
    1. @ Tony
      I BTP sono tassati al 12,50%.

      Rispondi

Rispondi o Commenta