Investire in bond nel 2021: dove e perché?

investire in bond nel 2021

Qual è il senso di investire in bond nel 2021? E, posto che e obbligazioni siano ancora convenienti, dove è meglio andare?

I bond nel 2021: che senso hanno?

Una persona che segue i video che pubblico sul canale YouTube di Segreti Bancari si domanda, giustamente, che senso abbia parlare ancora di obbligazioni nel 2021 quando i tassi di interesse sono previsti in crescita.

L’obiezione, però, manca due aspetti importanti che ogni investitore dovrebbe considerare.

I bond cambiano ruolo ma non sono da trascurare

Chi investe non lo fa comprando bond, azioni o altro. Al contrario l’investitore mette i propri soldi in un portafoglio finanziario composto secondo alcune regole ben note nel mondo della finanza. La prima di esse è che per massimizzare i guadagni riducendo i rischi è necessaria una diversificazione efficace.

I bond, quindi, rientrano a pieno titolo all’interno di una strategia di portafoglio costruita in modo semplice ma sofisticato. Pensare di escluderli vorrebbe dire impiegare il proprio denaro solo in liquidità e azioni. Tuttavia un simile comportamento creerebbe problemi in caso di default dell’intermediario. Inoltre l’investitore non disporrebbe di alcuna protezione in caso di crisi finanziaria o deflazione.

Il ruolo dei bond nel 2021 è quello di stabilizzare il valore dei portafogli, riducendone la volatilità. Essi, infatti, sono di norma correlati negativamente con le azioni e fanno da contrappeso a queste ultime. In sintesi: le azioni rendono mentre i bond stabilizzano e riducono le fluttuazioni del controvalore complessivo.

Non tutte le obbligazioni sono uguali

Oggi sono disponibili sul mercato dei bond interessanti che potrebbero addirittura beneficiare della ripresa economica in atto. Ed è di essi che parleremo nel prosieguo di questo articolo.

I migliori bond del 2021

In breve una categoria di obbligazioni da prendere in considerazioni oggi sono i titoli di Stato ed i corporate bond emessi dai Paesi Emergenti. Questi, infatti, hanno mostrato una capacità di guadagno importante proprio nei momenti di crescita dell’economia globale.

Essi, in particolare, hanno guadagnato tra il 15,45% ed il 18,78%, a seconda del tipo di emittente, grazie alla ripresa economica post recessione. In breve uno studio del CFA Institute ha preso in considerazione le quattro recessioni che si sono verificate negli ultimi trenta anni:

  • dal luglio 1990 al marzo 1991
  • marzo 2001 – novembre 2001
  • da dicembre 2007 a giugno 2009
  • febbraio 2020 – giugno 2021

Il rendimento riportato sopra è stato conseguito, in media, nei due anni successivi alla recessione. Il debito emergente ha “battuto” di 9,33 punti percentuali su base annua (durante le fasi economiche espansive) il rendimento che gli stessi bond hanno registrato durante le fasi recessive.

Al contrario, durante le recessioni, le obbligazioni emergenti hanno sottoperformato i Treasury Usa e i bond in euro di circa il 3%. Ciò conferma la natura particolare dei bond emergenti. Questi, infatti, sono particolarmente redditizi durante le fasi di ripresa economica.

La ragione è semplice: il miglioramento congiunturale riduce il rischio di credito di questi Paesi. Ciò conta di più dell’effetto connesso con il rialzo dei tassi di interesse. Viceversa quando l’economia globale va in recessione i bond “sicuri” rendono di più.

Un mix equilibrato di obbligazioni emergenti e dei Paesi sviluppati è la soluzione per ottenere rendimenti soddisfacenti contenendo i rischi. Senza scordare il mercato azionario.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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