Cos’è il KIID, cosa contiene, a cosa serve e perché è così importante

kiid

Il KIID (Key Investor Information Document) è un documento utile per l’investitore, ma pochi lo conoscono. Ecco come si legge e come si usa.

Cosa è il KIID e cosa contiene

Il KIID è il documento che deve corredare, obbligatoriamente, una serie di informazioni chiave relative ai fondi comuni di investimento e agli ETF. Esso è obbligatorio dal recepimento della direttiva UCITS IV e nasce con l’obiettivo di fare comprendere all’investitore le caratteristiche fondamentali dei prodotti sottoscritti.

Impara ad investire da solo e avrai solo più sorprese positive dai tuoi investimenti.

La ragione per la quale un documento così importante è poco usato è semplice. Da un lato gli investitori non ne conoscono l’esistenza, dall’altro gli intermediari hanno tutto l’interesse a nasconderlo. Dal KIID, infatti, è possibile ricavare tra l’altro le informazioni relative ai costi del prodotto in questione.

È interessante notare come il linguaggio con cui il documento è redatto deve essere il più colloquiale possibile, e essere privo, al tempo stesso, di tecnicismi che ne compromettano la lettura.

Il contenuto del KIID

Ecco, in breve, le informazioni che il prospetto deve contenere:

  • i dati identificativi del fondo (nome, codice ISIN, ecc)
  • nome della società che gestisce l’OICR (sia esso un fondo o un ETF)
  • obiettivi e politica di investimento
  • profilo di rischio/rendimento del prodotto, graduato su una scala da uno a sette
  • costi
  • andamento storico del prodotto
  • informazioni pratiche relative al reperimento della quotazione, della banca depositaria, ecc.

ETF e KIID

Una particolare attenzione va prestata quando il documento chiave riguarda gli ETF. Tra le spese, infatti, compaiono gli oneri connessi con la sottoscrizione e con il rimborso di nuove quote. Questi costi, però, si applicano solo agli istituzionali. L’investitore privato, infatti, ricorre al mercato secondario per entrare in possesso di quote di un ETF.

Ciò implica che i costi pagati sono quelli relativi ad una normale compravendita azionaria e non quelli, ben più alti, che compaiono nel prospetto.

Come ottenere e leggere il prospetto

Ottenere il KIID è davvero semplice. Se si parla con un consulente è sufficiente fargli espressa richiesta. In alternativa, o se parliamo di un ETF, è possibile scaricare il prospetto in formato PDF direttamente nel sito del gestore (iShares, Lyxor, ecc).

Quali dati esaminare con cura

Politica di investimento

Da leggere con estrema attenzione se si tratta di un prodotto consigliato. Se, invece, ci troviamo di fronte ad un ETF scelto da noi, usando le migliori tecniche disponibili, possiamo scorrere rapidamente questa sezione. Particolarmente interessante la descrizione del trattamento dei dividendi (accumulati o distribuiti), poiché permette di capire meglio il funzionamento del prodotto.

Profilo di rischio/rendimento

Interessante per i prodotti “proposti”. La scala del rischio consente di capire con immediatezza quanto sia volatile il prodotto. Tuttavia il limite di questa informazione è che si tratta di una valutazione stand alone. In altri termini la rischiosità dello stesso OICR cambia a seconda della sua correlazione con gli altri prodotti in portafoglio.

Andamento storico

Si tratta di un dato fondamentale per i fondi comuni. Qui viene messa a nudo la capacità del gestore di creare o meno valore, attraverso il confronto con il benchmark. Se si tratta di un ETF, invece, è immediato constatare la quasi coincidenza dei due valori.

I limiti del KIID

A dispetto della volontà del legislatore, che voleva offrire un prospetto utile all’investitore, il KIID presenta alcuni punti deboli.

1 – è fuori dal contesto

Come abbiamo visto, la valutazione della rischiosità di un prodotto finanziario non va mai vista da sola. Al contrario il rischio cambia in base al portafoglio in cui lo stesso è inserito. Per paradosso l’aggiunta di uno strumento volatile in un contesto decorrelato ridurrà il rischio complessivo.

2 – è ancora criptico

A dispetto del tentativo di semplificazione il KIID presenta ancora delle difficoltà interpretative. Ciò lo rende di difficile comprensione da parte degli investitori meno preparati. Prova gratis Welcome e non dovrai più leggere il KIID.

3 – è prolisso

A mio avviso sarebbe più efficace dare le stesse informazioni in forma tabellare e schematica, aggiungendo grafici e riducendo le frasi “verbose”.

Ciò nonostante il documento con le informazioni chiave è indispensabile per ogni investitore e andrebbe letto con attenzione, soprattutto quando ci troviamo di fronte ad un prodotto che ci viene “consigliato”.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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