La “Grammatica del Portafoglio”: Ecco Ciò che Facciamo nell’IC

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Dalla “Grammatica dell’Immagine” a quella del Portafoglio. Sabato ho appreso da un pittore una lezione  che desidero condividere con te perché presenta interessanti analogie con l’ambito che più ci interessa: quello della finanza e degli investimenti.

Non ho mai fatto mistero di non saper disegnare; per questo nutro una “sana invidia” nei confronti di chi sa dipingere. Sabato mattina mi trovavo nello studio di un pittore ad Avigliana, in Val Susa, ed ero ammirato nel vedere i suoi bellissimi quadri che raffiguravano delle betulle circondate da suggestivi boschi innevati. Ma non credevo che avrei trovato proprio lì, nell’atelier che trasudava arte, tra un pennello ed una tavolozza, una similitudine con gli investimenti.

La Grammatica dell’Immagine

“Disegnare è difficile, perché dobbiamo costringere il nostro cervello ad elaborare le informazioni in un modo diverso da quello cui siamo abituati”, mi spiegava il pittore con un linguaggio calmo e sicuro di sé. In pittura gli spazi tridimensionali non esistono. Il tuo occhio vede la distanza che c’è tra quel banco e la tavolozza retrostante, ma se dovessi disegnarli dovresti sovrapporli. Peccato, però, che il nostro occhio non sia allenato a fare questo”.

Ero sempre più ammirato ed attento. “Bisogna rivedere la “grammatica dell’immagine“, ossia la modalità con cui rappresentiamo la realtà per imparare a disegnare. Ma allora, qual è la “Grammatica dell’Investimento” e che cosa possiamo imparare da questo sabato mattina trascorso nell’immersione nel magico mondo dell’arte?

La Grammatica dell’Investimento

Il 90% degli iscritti al servizio informativo per investire Investment Club arriva con un portafoglio “disconnesso”, composto per lo più da fondi di investimento sottoscritti senza un motivo valido (a parte le pressioni commerciali fatte dai consulenti al momento della loro vendita) e non sa che cosa fare.

Piergiorgio Fontanella e Vincenzo Migliaccio, i responsabili del servizio, si trovano ad analizzare una serie molto lunga di prodotti di investimento tra loro spesso incompatibili ed accostati senza un filo rosso che li unisce.

Per questo i nuovi iscritti fanno una faccia strana quando sottoponiamo loro quattro profili di investimento tra cui scegliere. Non se lo aspettano, pensando invece che investire sia questione di conoscere in anticipo i titoli vincenti di domani. Ma per quanto ci riguarda non è così.

La Grammatica dell’Investimento consiste nel cambiare prospettiva, come nel disegno. Superare la falsa credenza che affidarsi ad un esperto significhi non perdere mai e conoscere in anticipo i titoli vincenti di domani.

Mi dispiace per te se credi il contrario, ma nel mondo reale le cose non funzionano come pensi. Per investire in modo consapevole, semplice ed indipendente (e redditizio ovviamente) devi abituare il tuo cervello a ragionare in modo diverso.

Prima il progetto, poi i prodotti

La scelta del “profilo” di investimento, ha un obiettivo preciso: quello di non esporre i tuoi soldi a perdite superiori a quelle che sei disposto a correre. Solo dopo aver compreso che una strategia funziona se non ti fa perdere l’imprevisto, ma mette dei paletti, possiamo passare all’analisi dei prodotti esistenti ed alla “messa in carreggiata” del portafoglio.

Non pensare che ci sia qualcuno in grado di non farti perdere mai. Non fa parte di questo mondo, purtroppo… E’ come credere all’esistenza di Babbo Natale.

Ecco perché insisto molto sulla necessità di avere un progetto di investimento che faccia da cornice ai prodotti che andrai a scegliere ed ai momenti di ingresso/uscita.

Purtroppo la nostra mente è stata abituata, da anni, a ragionare in modo diverso:

  • affidati a degli esperti che sanno cosa accadrà domani sui mercati, grazie alle migliori tecniche di gestione di cui dispongono
  • pagali profumatamente (non meno dell’1,50% all’anno del tuo capitale quindi non meno di 1.500 – 1.600 euro l’anno)
  • aspettati di non perdere mai grazie ai consigli ricevuti.

Solo se avrai la capacità di rivedere la tua grammatica dell’investimento accettando di subire perdite (inferiori a quella massima da te scelta) e se comprendi che il ruolo dell’esperto non è quello di conoscere in anticipo il futuro ma di contenere l’incertezza, sei pronto per investire sul serio ed ottenere dei risultati nel corso degli anni.

Giacomo Saver

Direttore dell’Investment Club

2 commenti
  1. Gentile Giacomo Savater,
    mi piace il suo stile, la sua filosofia.
    Mi dispiace molto non poter partecipare al Club essendo io un piccolissimo risparmiatore.
    Sarebbe bello però, costituire anche un “Mini Investment Club” per i “piccoli” con costi contenuti.
    Sono sopratutto i “piccoli” che necessitano di assistenza per sottrarli agli squali in circolazione (le mie scuse allo squalo).
    Immagino la difficile compatibilità tecnica/economica ma sarebbe una vera rivoluzione etica (tra l’altro coerente con la sua filosofia).
    Non crede?

    Grazie

    Un caro saluto

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    1. @ Salvatore
      La ringrazio per il suo commento. Segretibancari si rivolge ad un pubblico di investitori con un capitale pari o superiore a 100.000 euro perché questo è il nostro target. Per soddisfare al meglio le sue richieste sto lavorando ad un altro progetto, gestito dai miei collaboratori, che si rivolge a piccoli risparmiatori. Il sito è formazionefinanza.com che è fermo da qualche mese ma presto tornerà operativo. Le auguro una splendida giornata e la ringrazio per il suo interessamento e per i complimenti…

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