Le obbligazioni subordinate, cosa sono come funzionano e rischi

obbligazioni subordinate

Le obbligazioni subordinate sono titoli di debito emessi dalle banche il cui pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale dipendono, in caso di difficoltà finanziaria dell’emittente, dalla soddisfazione degli altri creditori non subordinati (o senior).

Articolo aggiornato il 22 novembre 2021

Obbligazioni subordinate: caratteristiche fondamentali

Le obbligazioni subordinate sono una particolare categoria di bond emessi da banche e società private che, in caso di difficoltà finanziaria dell’emittente, verranno rimborsate dopo i crediti standard, o senior.

In caso di default, in breve, i titoli subordinati verranno rimborsati solo dopo il pagamento dei creditori ordinari, ma prima delle azioni. Ne consegue che se i mezzi finanziari risulteranno insufficienti, l’obbligazionista potrebbe ricevere solo una parte del valore nominale. Nel caso peggiore, invece, andrebbe incontro alla perdita integrale del proprio capitale.

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Per questo motivo il rendimento delle subordinate è maggiore di quello pagato dai titoli senior, al fine di compensare i rischi maggiori. In definitiva chi sceglie di comprare questi titoli si trova in una posizione intermedia tra il creditore e l’azionista.

Con il primo condivide il fatto che è in possesso di un titolo di credito che ha una scadenza e che paga degli interessi durante la vita dello stesso. Tuttavia, in caso di default, il risparmiatore verrebbe travolto dalle perdite in modo analogo agli azionisti. Le disponibilità finanziarie, infatti, verrebbero assorbite in gran parte dai bond senior, lasciando scoperte le pretese dei creditori “di second’ordine”.

Se l’azienda non fallisce questi titoli saranno regolarmente pagati e, nel frattempo, l’investitore avrà ottenuto un interesse maggiore rispetto ai senior. Alcuni titoli non hanno una data di scadenza fissa, ma sono bond irredimibili rimborsabili, però, in determinate finestre temporali grazie alla presenza della clausola call.

I diversi tipi di obbligazioni subordinate e i rischi

Basilea 3 ha ridotto a due le categorie dei titoli. Prima del 2015, invece, esistevano quattro tipi di bond, ma due di essi dovranno sparire entro dieci anni da Basilea 3. Prima di procedere all’esame delle forme tecniche, è utile ricordare che l’investimento comporta rischi notevoli, solo in parte compensati dagli interessi pagati.

Stiamo parlando, infatti, di prodotti finanziari che spesso sono collocati presso i correntisti della stessa banca emittente. Questi, a causa dell‘effetto familiarità, tendono a sovrastimare la conoscenza del debitore e a sottostimare, di conseguenza, i rischi impliciti nell’operazione.

Va inoltre ricordato che in caso di dissesto dell’emittente avviene spesso la così detta conversione forzata. In pratica i bond vengono convertiti nelle azioni della banca. L’operazione comporta un ulteriore aggravio del rischio. Il passaggio del cliente allo status di azionista, infatti, gli preclude in toto l’ottenimento di un interesse periodico.

La remunerazione, sotto forma di dividendo, sarebbe vincolata alla presenza di un utile realizzato. La persistente presenza di perdite da parte dell’istituto si tradurrebbe nel mancato pagamento di qualsivoglia forma di “frutto”. Inoltre il perdurare della situazione critica farebbe precipitare il valore delle azioni, causando così ulteriori perdite.

Tutto ciò premesso, cerchiamo di capire quali siano le tipologie attualmente presenti sul mercato di bond “non senior” per permettere agli investitori una scelta più oculata.

TIER 1

Sono la tipologia più pericolosa. Il rischio è elevato, poiché il pagamento delle cedole può essere annullato (e non solo posticipato) in particolari condizioni. In caso di default l’investitore potrà perdere l’intero capitale, come accadde nel caso Lehman Brothers.

UPPER TIER 2

Sono titoli con rischio minore rispetto al caso precedente. Sebbene il capitale possa andare perduto, in caso di default, il pagamento delle cedole non può essere annullato. L’emittente, in caso di difficoltà, può sospendere il pagamento degli interessi. Tuttavia il primo anno in cui torna l’utile le cedole sospese dovranno essere pagate tutte insieme.

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LOWER TIER 2

Sono la forma meno rischiosa tra le tipologie viste in precedenza. Il pagamento delle cedole può essere sospeso, con effetto memoria, solo se l’emittente si trova in una situazione di grave insolvenza. I bond LOWER TIER, infine, sono i primi ad essere rimborsati dopo i titoli senior, PRIMA degli upper tier 2 e tier 1.

Possono avere una scadenza fissa, di solito decennale, oppure essere rimborsati prima se c’è una clausola call. La restituzione del capitale, però, dovrà avvenire dopo almeno 5 anni di vita.

I bond subordinati in 5 punti

Questi punti sono di estrema importanza per l’investitore e vanno attentamente valutati per prendere una decisione consapevole.

Complessità e difficoltà nella valutazione

Le obbligazioni subordinate sono strumenti finanziari complessi, a dispetto degli sforzi fatti dalle autorità di vigilanza per renderli più trasparenti. Il rischio è che i risparmiatori sottoscrivano un prodotto finanziario che non conoscono a fondo, esponendosi a rischi di cui non sono consapevoli.

Elevato rischio di credito

In caso di fallimento o dissesto il titolare perderà gran parte del proprio credito. In seguito all’introduzione della normativa sul bail-in in vigore dal 1 gennaio 2016 l’investimento in questi strumenti va valutato in modo attento. I bond tipo Tier 1 e alcuni Tier 2 sono pericolosissimi, poiché possono comportare la perdita integrale del capitale investito.

Difficoltà a valutare il profilo del titolo

La presenza delle clausole di rimborso anticipato rendono i bond di difficile valutazione. Inoltre la clausola call è penalizzante, poiché viene attivata nel caso in cui i tassi di interesse siano scesi rispetto al valore corrente. L’investitore rischia, pertanto, di subire l’estinzione anzi tempo di un titolo redditizio.

Liquidità scarsa

Molti di questi titoli sono difficili da vendere prima della scadenza. Infatti i bond subordinati sono sottoscritti, spesso, dagli investitori privati che tendono a comportarsi come cassettisti, conservandoli fino alla loro naturale scadenza. Ciò ha immediate ripercussioni sul mercato di questi strumenti, che è frammentato e poco liquido.

Chi voglia rientrare in possesso delle somme investite prima della naturale scadenza del titolo correrà il rischio di non trovare una controparte. Oppure di dover svendere lo strumento finanziario a causa della quotazione molto bassa dello stesso.

Rischio non diversificabile

Questi prodotti finanziari accrescono il rischio di un portafoglio complessivo. Essi, infatti, sono molto correlati con le azioni. Inoltre essendo per lo più titoli bancari sono soggetti all’effetto contagio qualora una crisi colpisse uno degli emittenti.

Chi li sceglie deve essere consapevole del fatto che sta, di fatto, impiegando il proprio denaro in un paniere di azioni italiane essendo pertanto soggetto ai medesimi rischi di chi detiene azioni dirette degli stessi emittenti.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

29 commenti
  1. La domanda che nasce spontanea: ma chi ha acquistato roba del genere per cifre variabili da 10k a 100k euro o piu’ ha mai letto almeno il foglio informativo sintetico che il proponete l’investimento ha l’obbligo di mostrare? E quei malcapitati che hanno firmato al buio, avranno mai modo di dimostrare la circonvenzione di incapace (perche’ di questo si tratta)? Io ne dubito.

  2. @Francesco
    la risposta e’ no, si sono basati solo sulla fiducia e poi credo che chi non ha una preparazione di un certo livello, non riesca a comprenderne bene il funzionamento. Il problema e’ questo: Il prodotto offerto era adeguato al profilo di rischio? ed il profilo di rischio, se e’ stato aggiornato, e’ stato fatto su iniziativa del cliente? si puo’ fare causa per un altro tipo di reato…
    Giginv.
    jinny@libero.it
    “Mi scusi, ma stiamo sottoscrivendo un qualcosa di sicuro?”
    ” nessuna preoccupazione, sono investimenti sicuri!”

  3. Non detengo piu’ obbligazioni della banca ormai da anni.
    Adesso penso che le banche ancora di piu’ si butteranno nella proposta di altri strumenti inefficienti come obbligazioni strutturate, fondi comuni e polizze di vario genere.
    Buona giornata a tutti e grazie come sempre delle spiegazioni precise. (televisione e stampa non hanno poi spiegato granche”)

  4. Negli USA le obbligazioni SUB vengono chiamate azioni di tipo B . Ci sarà un motivo o No ?? Il vecchio caro Buffet disse ” Nella mia vita non ho mai comprato e non comprerò uno strumento finanziario se non so come funziona.” Piu’ chiaro di cosi’…..
    EDUCAZIONE FINANAZIARIA …. e qualche partita di pallone di meno… O no ??

  5. Qualche anno fa la mia banca BPER mi ha venduto delle obbligazioni subordinate al 4% di interesse, nonostante io abbia un profilo di rischio bassissimo, dicendomi che erano sicure e me lo hanno ripetuto in questi giorni. Finora tutte le loro proposte mi hanno fatto perdere dei soldi e vorrei cambiare banca ma mi pare che siano una peggio dell’altra. Qualche mese fa mi hanno proposto di estendere ulteriormente importo e durata di questi titoli ma io ho rifiutato. Mi salverò?

  6. Senza voler fare publicità a Giacomo, sarebbe necessario che tu facesti qualche corso di base sugli strumenti che usi… si sarebbe utile prima lo fai, prima ti togli una spada di Damocle che pende sulla tua testa.

  7. Qualche anno fa la mia banca mi ha proposto delle obbligazioni con cedola crescente. Non conoscevo ancora”Segreti Bancari” ( non esisteva ancora purtroppo) e mi sono fidato del promotore finanziario. Naturalmente non avevo idea di cosa si trattasse e le ho comprate. Risultato: quando ho chiesto di venderle non è stato possibile e dopo un paio di anni la banca ha esercitato il suo diritto di liquidarmi senza grosse spiegazioni e causandomi una perdita.Credo si trattasse proprio delle famigerate obbligazioni in questione. Fortunatamente non si trattava di una grossa somma e il tutto si è trasformato in una voglia di informazione e conoscenza dei prodotti finanziari che probabilmente mi ha portato sulla strada di ” Segreti Bancari”.
    Delle volte le “sberle” servono.
    😀

  8. Ho investito una piccola parte dei miei soldi in queste Obbligazioni Strutturate Deut Bk 2,75% 15-25 (Isin  DE000DB7XJJ2) preferendole alle azioni in quanto hanno una scadenza di rimborso precisa e sono state pubblicizzate bene all’atto dell’emissione (vedi il link http://effemagazine.finanza.com/2015/02/16/bond-le-dieci-nuove-migliori-emissioni-al-via-nellultima-settimana-di-cui-nove-a-piccolo-taglio/). Ho sbagliato?Quando le ho comprate la stampa le glorificava mentre, adesso, ne fa un dramma. Mi piacerebbe sapere di più sui fondamentali della banca che, secondo me, costituiscono l’unica garanzia per eliminare i dubbi sul rimborso.Grazie per l’eventuale riscontro.

  9. @ Francesco
    Dubito che sia possibile fare qualche cosa. Chi ha sottoscritto questi titoli lo ha fatto per lo più sulla buona fede ed in fiducia senza leggere nulla altrimenti non avrebbe scelto prodotti ad alto rischio così a cuor leggero. La Mifid purtroppo blinda gli intermediari rendendo più difficile la tutela degli investitori.

  10. @ Fabio
    E’ proprio così. In uno dei video gratuiti che regalo parlo di “escalation della complessità” perché le banche stanno rendendo più complessa l’offerta dei prodotti finanziari così da succhiare quante più commissioni possono nel modo meno trasparente possibile. Un caro saluto e al prossimo commento 🙂

  11. @ Francesco
    Parole Sante che andrebbero scolpite nella roccia. purtroppo noi italiani ci svegliamo solo a danno subito purtroppo…

  12. @ Elena
    Il modo migliore per evitare ‘trappole’ è quello di formarsi ed informarsi. Sul web si moltiplicano i siti di formazione in ambito finanziario. Legga con attenzione i consigli offerti da chi è esperto nel settore e nel dubbio non sottoscriva nulla che non abbia compreso fino in fondo. Per qualunque domanda o dubbio sono qui per lei. A presto!!

  13. @ Pierangelo
    Purtroppo non posso fare analisi a richiesta qui per motivi di tempo. La DB è in difficoltà a causa delle perdite subite coni derivati. Se riesco (ma non posso promettere nulla) parlerò dei tuoi titoli in uno dei prossimi episodi di #investimentiimpossibili ad inizio 2016 quando registrerò su Youtube nuove puntate. Un caro saluto e a presto!!

  14. ciao giacomo,le banche di credito cooperativo sono sicure?soprattutto le loro obbligazioni da loro emesse?
    grazie.
    tanti auguri di buon natale

  15. @ Diego
    Purtroppo temo di no. Anzi, credo che le banche più in difficoltà siano proprio le BCC. Ovviamente molte di loro (la maggioranza) sono sicure ma all’interno della categoria credo si celi qualche pericolo.

  16. Le banche e le assicurazioni sono tutte sicure, fino a quando non si dimostra il contrario. Adesso non vorrei fare di tutta l’erba un fascio, ma se perfino gli stati e le agenzie previdenziali rischiano i capitomboli, eviterei di usare il termine ‘sicuro’ per qualsiasi controparte finanziaria. Al massimo parlerei piuttosto di basso rischio. Una differenza non tanto sottile…

  17. @ Francesco
    “Sicuro è morto” si dice a Torino, ma credo anche che abolire questa parola dal vocabolario sia eccessivo. I conti correnti sono sicuri perché c’è il Fondo Interbancario. E anche le assicurazioni sono sicure grazie alla gestione separata…

  18. Mi hanno convinto a sottoscrivere obbligazioni subordinate del BPV. Ho verificato che il valore nominale è sceso di circa la metà rispetto al capitale in origine investito. Cosa mi consiglia di fare?

  19. @ Antonio
    Purtroppo per motivi di tempo non posso fare report a richiesta qui. Per cortesia visiti questa pagina per sapere come muoversi nel mondo degli investimenti con il mio aiuto: https://www.segretibancari.com/investment-club/. La ringrazio molto. A presto!!

  20. In via generale, è tutto vero quanto esposto nell’articolo; ritengo però che ci possa essere spazio, in alcuni casi, anche per i subordinati bancari. Per chi ha un orizzonte temporale a medio termine e/o comunque una scarsa propensione ad accettare la volatilità, la via maestra resta senz’altro investire la parte più consistente del proprio patrimonio in ETF obbligazionari in euro (a tassi variabili e/o a breve termine). Considerato però che attualmente i rendimenti di tali obbligazioni sono ai minimi storici (spesso negativi) e che fra costi di gestione del deposito titoli, commissioni per l’acquisto e tassazione dei depositi diventa problematico “rimanere a galla”, in attesa di tempi migliori qualche obbligazione bancaria subordinata a t.v. rigorosamente “lower tier II” può innalzare i rendimenti complessivi con un margine di rischio accettabile, a condizione che: la durata residua non superi i 3-4 anni; le banche abbiano un CET1 superiore al minimo previsto dalla BCE, producano annualmente utili (segno di “buona salute” ) e siano comunque di primario livello (ad es. Intesa, Mediobanca, Ubi ). Sono convinto che il rischio di bail-in per queste Banche non dovrebbe essere superiore al rischio di fallimento di altri emittenti non finanziari di pari rating, le cui obbligazioni senior vengono acquistate con meno remore. Sbaglio? Grazie per le preziosa attività di informazione del sito e per la possibilità di confronto su temi sempre interessanti.
    Franco

  21. @ Franco
    Sono d’accordo: tutto può essere un buon investimento, a patto di conoscerne i punti di forza e quelli di debolezza. Rispetto agli ETF tuttavia tieni presente che le obbligazioni subordinate non sono la panacea per tutti perché a volte sono illiquide (presentano differenze tra prezzo in acquisto e in vendita notevoli). I costi legati alle imposte le hai comunque, così come gli eventuali oneri del conto titoli. Infine anche i bond si comprano sul mercato, pagando la commissione di negoziazione.

    Quella che risparmi è la commissione di vendita se porti il titolo fino alla sua scadenza, ma per il resto dal punto di vista dei costi (ad eccezione per la commissione annua assente per i bond e presente per gli ETF) ETF e obbligazioni sono piuttosto simili.

  22. Grazie per il sollecito riscontro e per le considerazioni sui costi, che avevo già valutato. La differenza fra le due categorie di investimenti che ci tenevo a sottolineare, stà negli attuali rendimenti netti annui: mediamente inferiori allo 0,50% per gli ETF obbligazionari a b.t. o a t.v. (che, ripeto, è consigliabile costituiscano comunque la parte preponderante del patrimonio investito per chi non tollera la volatilità), mentre sono (in qualche caso) anche superiori anche all1% per le obbl. sub. che sottostanno alle condizioni da me indicate in termini di durata, emittente ecc. Tale differenza di rendimenti consente di utilizzare i maggiori proventi da obbl. sub. per meglio ammortizzare i costi fiscali fissi (imposta dello 0,20%) e di gestione (variabili da banca a banca) che gravano sul deposito titoli; in caso contrario si rischiano rendimenti complessivamente negativi.
    Un’ultima considerazione, in tempi di rendimenti obbligazionari “striminziti”: se ho ben capito, anche le cedole delle obbligazioni incassate dagli ETF sono soggette a tassazione (in Europa quasi tutti gli Stati le tassano, anche se in misura diversa) ed i dividendi che poi gli ETF stessi distribuiscono sono a loro volta nuovamente tassati: al povero investitore finale, detratta anche la commissione annua dell’ETF, resta ben poco……
    Rinnovo i ringraziamenti e saluto cordialmente.

  23. @ Franco
    Il tuo ragionamento è corretto. L’unica cosa che mi permetto di farti notare è che tu, giustamente, enfatizzi i maggiori rendimenti che le obbligazioni subordinate offrono ma non i possibili rischi cui si va incontro. Oggi il rischio delle subordinate, a mio avviso, non è adeguatamente ripagato purtroppo…

  24. Nell’anno 2015 ho acquistato 15.000 euro di obbligazioni Carige (raccomandate dal direttore con l’assicurazione di nessun rischio) con scadenza nel 2020 – codice ISIN IT0005085961. Dopo gli ultimi avvenimenti, oggi il valore è sceso a €. 14.300…rischio qualcosa oppure alla scadenza prendo il mio investimento al 100%? Grazie

  25. @ Giovanni
    L’obbligazione è un titolo di credito che presuppone che alla scadenza il debitore ripaghi il titolo stesso. Se nel 2023 Carige sarà in grado di onorare il proprio debito riavrà il capitale restituito, in caso contrario potrebbe andare incontro ad una perdita totale o parziale della somma investita.
    Diffidi sempre da chi parla di “rischi nullo”. Il rischio zero non + mai esistito e mai esisterà…

  26. Salve ho un obbligazione subordinata banca carige 2008 2018 scade a l 29 12 18 tier 2 avrò il mio capitale ? Grazie

  27. @ Marco
    Onestamente non lo so. Tutto dipenderà dall’andamento patrimoniale della banca, ma oggi come oggi mi preparerei al peggio, purtroppo.

  28. Buongiorno , mi sono fatto abbindolare acquistando le obbligazioni Banca Popolare di Bari 6,5% subordinate scadenza 31/12/2021, codice IT0005067019.
    Vengo ora a sapere che anche queste, come già le azioni, saranno negoziate, sempre all’Hi-Mtf e che i pronostici non sono dei migliori.
    Il consulente finanziario aveva garantito ( è il suo mestiere ) solidità della banca e soprattutto nessun rischio.
    Ho possibilità di far causa, svincolarmi e recuperare almeno l’importo vincolato ?

    Grazie in anticipo.

  29. @ Francesco
    Purtroppo no. Se, come credo, il suo profilo MIFID è coerente con l’investimento fatto, la banca è tutelata.
    La via via di salvezza è l’informazione finanziaria. Mai fidarsi delle promesse dei consulenti, che sono lì per fare gli interessi della banca che li paga, ma verificare SEMPRE cosa ci viene proposto prima di sottoscrivere qualsiasi cosa.

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