Tassi in crescita: effetti sul mercato azionario

tassi in crescita e azioni

La fine delle politiche monetarie espansive è vicina. E se le borse reagissero ai tassi in crescita in modo del tutto inaspettato?

Tassi in crescita e azioni

A partire dagli anni ’80 i tassi di interesse guidati dalla FED sono pressoché costantemente scesi. Ciò ha alimentato un rialzo delle borse che non ha precedenti nella storia. Ma cosa accadrà quando le banche centrali, in modo graduale, ritireranno l’enorme quota di liquidità che hanno immesso nel sistema?

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Il grafico che segue mostra l’andamento dei tassi ufficiali Usa a partire dagli anni 60:

tassi fed storici

Sebbene i tassi siano scesi durante tutto il periodo esaminato, il ribasso non è stato costante. Al contrario a periodi ribassisti sono seguiti “rigurgiti rialzisti” cui le borse hanno reagito in modo inatteso.

Ad esempio mentre i tassi di interesse crescevano, sulla fine degli anni ’90, i mercati azionari registravano nuovi massimi (vedi ovale verde sul grafico).

In Europa, invece, la correlazione tra azioni e tassi di interesse è stata negativa:

tassi bce e stoxx600

Ma qual è il legame tra tassi di interesse e azioni?

Tassi, dividendi e azioni

La teoria della finanza afferma che il prezzo di un’azione è la somma del valore attuale dei dividendi futuri, scontati in base ad un tasso “congruo” con il livello di rischio accettato.

Il modello del “discounted cash flow” ipotizza, in sintesi, che le azioni reagiscano negativamente ad un rialzo dei tassi di interesse. Ci sono tuttavia due eccezioni a questa regola.

Crescita degli utili

Se gli utili crescono più rapidamente di quanto facciano i tassi le quotazioni saliranno anche in presenza di tensioni sul mercato monetario.

Ciò accadde, ad esempio, sul finire degli anni ’90 sulla scia della rivoluzione digitale, che tuttavia portò in seguito allo scoppio di una bolla.

Riduzione del premio al rischio

Il tasso di interesse usato per attualizzare i dividendi futuri non è quello “ufficiale”. Al contrario esso è un rendimento di mercato che considera il premio al rischio richiesto dagli investitori.

Se c’è molto interesse nei confronti del mercato azionario, ad esempio, al rialzo dei tassi delle banche centrali fa da contrappeso la riduzione del premio al rischio. In definitiva le azioni continuano a crescere seppur in presenza di tassi in rialzo.

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Tassi di interesse, azioni growth e azioni value

Decenni di storia (negli USA) dimostrano come praticamente ad ogni rialzo dei tassi da parte della FED sia seguito un ribasso. Ciò ha implicato, spesso, la formazione di una bolla speculativa.

Alcuni intravvedono questo fenomeno anche oggi, dopo il rialzo dei tassi ante crisi 2009, ed il ribasso successivo. È inoltre interessante capire quale potrà essere l’impatto dell’aumento dei tassi sulle azioni di crescita (growth) e di valore (value).

In linea teorica i tassi in salita dovrebbero impattare maggiormente sulle azioni di società operanti in settori tradizionali a bassa crescita degli utili. Poiché il flusso di dividendi è costante, infatti, il rialzo dei tassi impatterà in modo negativo sull’attualizzazione degli stessi, penalizzandone le quotazioni.

Al contrario le azioni di società di crescita dovrebbero essere meno colpite. Il rialzo degli utili, ammesso che continui, dovrebbe in definitiva compensare l’effetto nefasto del rialzo dei tassi.

Il problema sta nel fatto che oggi (marzo 2021) i titoli growth sono particolarmente cari. Ciò potrebbe comportare rischi eccessivi per chi li sovrappesa nei portafogli.

Sebbene i titoli “value” siano più soggetti ai contraccolpi dei tassi in crescita essi presentano valutazioni più contenute e, pertanto, rischi minori.

Un sapiente mix di azioni value e growth, a nostro avviso, è la strada giusta per ottenere performance positive anche in uno scenario di tassi di interesse in salita.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

2 commenti
  1. Salve,
    ma non sarebbe meglio eliminare dal portafoglio i titoli growth, orientati al futuro e pertanto più soggetti all’aumento dei tassi e concentrarsi su aziende cicliche?
    Grazie

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    1. @ Sergio
      No, perché nessuno può escludere che i titoli growth in futuro possano continuare a salire.

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