4 effetti indotti dai tassi negativi

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Altro che ribasso dei mercati. La bolla provocata dai tassi di interesse negativi deve ancora scoppiare, anche se alcuni effetti sono già visibili.

Tassi a zero: un abominio finanziario?

Il 24 giugno 2003 sul quotidiano “Libero” usciva un articolo dal titolo “Obbligazioni: la bolla inesistente” a firma del prof. Beppe Scienza, dell’Università degli Studi di Torino.

Il professore, senza mezzi termini, accusava di incompetenza chi parlava di bolla sui bond. I tassi, secondo l’esperto, non potevano scendere sotto zero. Ma invece è accaduto. E il fenomeno dei tassi negativi è destinato non solo a perdurare, ma a creare effetti importanti sui mercati finanziari.

Prima di approfondire mi permetto di dire, a tutti coloro i quali sono stufi di vedere i loro soldi spazzati via dalle previsioni degli esperti, di costruire portafogli basati sulla capitalizzazione dell’incertezza. Il corso gratuito introduttivo di A Scuola di Investimenti è dedicato a chi la pensa come James Blunt: “Trouble is her only friend“.

Tassi negativi e investimenti

Il Coronavirus ha accelerato una tendenza già in atto. Le politiche monetarie, divenute espansive a partire dal 2008, lo sono diventate ancor di più. In sintesi il sistema economico è inondato di liquidità, che ora cerca una adeguata remunerazione.

A livello pratico i tassi a zero (o sotto zero) producono 4 effetti. Alcuni di loro sono già visibili, altri si manifesteranno in futuro.

Spinta verso asset rischiosi

Non c’è dubbio che la riduzione dei tassi di interesse abbia spinto verso l’alto i mercati finanziari. Il grafico che segue mostra, ad esempio, l’andamento del mercati azionari (linea con le “candelette”) e obbligazionari (linea rossa).

Dato che entrambi gli ETF relativi sono usati nei corsi di A Scuola di Investimenti come base per la costruzione dei portafogli personalizzati, non posso dare ulteriori dettagli. Tuttavia appare evidente come i tassi a zero abbiamo “gonfiato” le quotazioni degli asset finanziari:

tassi a zero: effetti sui mkt

A questo punto è logico pensare che i prossimi asset che saranno presi d’assalto saranno i bond emergenti e quelli ad alto rendimento.

Tensioni sulle polizze ramo I

Le polizze del ramo I sono collegate con le gestioni separate. In breve i premi versati sono investiti in fondi assicurativi di natura obbligazionaria. Poiché molti di essi offrono un rendimento minimo garantito le prospettive per le compagnie sono scure.

Il perdurare di bassi tassi di interesse potrebbe comprometterne la solidità patrimoniale. Le assicurazioni, infatti, saranno costrette a pagare di tasca propria i rendimenti in presenza di portafogli bond non più redditizi.

Incentivo all’indebitamento

Bassi tassi di interesse spingono gli Stati verso l’indebitamento. Sul Sole24ore del 24 ottobre 2020, ad esempio, un giornalista si chiedeva quando vedremo il rendimento negativo sul BTP decennale.

Le politiche fiscali espansive, condotte attraverso l’aumento del debito pubblico, trovano terreno fertile in questo scenario. Inoltre molte società private sono ormai al collasso finanziario. Ciò nonostante i loro titoli vanno a ruba.

Trappola della liquidità

Come scrive il prof. Donato Masciandro sul Sole24ore del 24 ottobre 2020, l’eccesso di liquidità presente sui conti è da monitorare con attenzione. Da un lato l’aumento del contante detenuto in casa è un segnale di sfiducia nel sistema.

Dall’altro l’enorme risparmio che si è accumulato per motivi precauzionali, finita la crisi, dovrà trovare uno sbocco. Tanto più che la “tassa” inflazionistica finirà con il ridurne il potere di acquisto.

I mercati saranno pronti a ricevere questo tsunami di denaro? Si formerà un’altra bolla speculativa nei prossimi anni? Come scriveva Manzoni “ai posteri l’ardua sentenza”.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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