I rischi di “battere il mercato”

24 Agosto 2020

rischi di battere il mercato

Bud e Terence hanno offerto ottimi rendimenti. Ma chi ha tentato la sorte con un market timing naif e scorretto ha ridotto i guadagni. Coerenza first!

Tre modi per battere il mercato

Battere il mercato significa cercare di ottenere rendimenti superiori alla media. Sebbene si tratti di un’attività semplice a posteriori, essere più furbi degli altri è difficile.

Ecco, in teoria, le tecniche da usare per migliorare le performance con i relativi limiti.

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Timing

Si tratta della strategia più nota. Essa, in breve, si concretizza attraverso acquisti eseguiti in corrispondenza dei minimi di mercato e vendite effettuate in prossimità dei massimi.

Nonostante esistano tecniche predittive efficaci nessun investitore batte costantemente il mercato.

Nei nostri corsi di formazione insegnamo ad usare una tecnica efficace per stabilire il timing di ingresso e uscita. Tuttavia spieghiamo bene i limiti dello strumento ed il contesto nel quale va usato.

Stock picking

La scelta dei titoli, o fondi, che renderanno di più in futuro è un modo di battere il mercato. Occorre però essere cauti. Nonostante esistano tecniche di comprovata efficacia per selezionare le azioni migliori, l’attività stessa non è esente da rischi.

Nel livello Personal di A Scuola di Investimenti insegniamo una procedura valida per individuare le azioni più remunerative. Tuttavia, ancora una volta, è bene usare lo strumento in modo corretto.

Asset allocation

Le variazioni dell’allocazione strategica, di lungo periodo, sono un modo per battere il mercato. Allo stesso modo lo è un’asset allocation che privilegi le aree geografiche o i settori merceologici più promettenti.

Però si tratta, ancora una volta, di tecniche basate sulla previsione. Poiché il futuro è incerto è bene essere accorti anche in questo senso.

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Il comportamento a rischio degli investitori

Nel tentativo di battere il mercato gli investitori usano male le tre strategie viste. In definitiva essi ottengono rendimenti sub-ottimali rispetto al semplice buy & hold. Ecco, in sintesi, gli errori da evitare.

Comportamento retrospettivo

Nel 2014 il portafoglio Bud, che insegniamo a costruire e personalizzare nel livello Personal di A Scuola di Investimenti, ha reso il 14,63%. Al contrario, il portafoglio Terence ha reso il 6,54%.

Un investitore che avesse scelto il Terence (e le sue varianti di personalizzazione) avrebbe guadagnato di meno in quell’anno. In aggiunta probabilmente sarebbe passato al Bud a fine 2014 per migliorare le performance.

Tuttavia negli anni successivi il Terence ha reso più del Bud capovolgendo le cose. Nonostante i rendimenti di lungo periodo convergano, nei singoli anni i tre portafogli base (Bud, Terence e Simply) hanno prodotto performance diverse.

Chi, dopo averne scelto ed implementato uno, passa ad un altro inseguendo le performance, ridurrà i guadagni complessivi. Invece di scegliere in retrospettiva è meglio fare una scelta basata su parametri corretti (il capitale disponibile, ad esempio) e restare coerenti con essa.

Avidità e paura

Accade sempre. Gli investitori seguono le masse in modo tardivo. In tale modo essi diventano avidi quando i mercati sono ai massimi e paurosi quando le quotazioni sono ai minimi.

In definitiva essi vendono in perdita per rientrare in corrispondenza di un picco successivo. Essere avidi quando tutti sono paurosi è difficile. Ma farlo paga alte ricompense, a patto di avere l’atteggiamento mentale giusto e gli strumenti operativi adeguati.

Consapevolezza, metodo e disciplina sono gli ingredienti indispensabili per investire con successo. Evitando che sia il mercato a battere l’investitore.

Risorse per approfondire

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari