Come e dove investire 100000 euro nel 2020

come e dove investire 100 mila euro nel 2020

Investire 100000 euro nel 2020 sarà più difficile che in passato. Ma grazie alla nostra guida potrai scegliere le opportunità migliori.

Investire nel 2020: la sfida

C’è una ragione precisa per la quale il 2020 sarà un anno complicato: il 2019 è stato un anno eccezionale per i mercati finanziari.

In particolare l’atteggiamento accomodante delle Banche Centrali ha permesso ai mercati di crescere in maniera consistente. Sia le obbligazioni sia le azioni, infatti, sono salite moltissimo. A causa di ciò alcuni investitori sono dubbiosi e scettici circa il futuro e si domandano cosa fare.

La paura di tutti, in breve, è che un prossimo crollo dei mercati ci attenda di qui a poco. Prima di analizzare come e dove investire 100000 euro nel 2020, permettimi di ricordarti che questo articolo è generico e rappresenta una sintesi del mio pensiero.

Se vorrai avere indicazioni più precise sulla operatività hai due strade a tua disposizione:

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Le alternative per investire 100 mila euro nel 2020

Quali sono i modi migliori per diversificare una cifra di 100.000 euro nel 2020? Qui di seguito farò una disamina delle opportunità disponibili, evidenziando per ognuna di esse i pregi ed i difetti.

È importante tenere presente che nessuna delle alternative presentate è migliore in assoluto, ma dovrà essere usata in modo intelligente all’interno di un programma di investimento strutturato ed equilibrato.

Obbligazioni tra strette monetarie e rendimenti

Le obbligazioni hanno corso molto nel 2019. Troppo, in relazione al fatto che si tratta di titoli di debito a rischio contenuto. Tuttavia è probabile che nel 2020 le cosa andranno diversamente.

Intendo dire che probabilmente mancherà l’appoggio delle Banche Centrali. Queste ultime, infatti, non potranno più ribassare ulteriormente i tassi di interesse. Il numero dei bond a tasso negativo, al contrario, si sta assottigliando.

Ciò potrebbe essere il preludio ad una fase rialzista dei tassi di interesse di mercato. Un innalzamento dei rendimenti richiesti farebbe collassare le quotazioni di molti bond in circolazione.

Inutile dire che i titoli percepiti come “sicuri” con scadenza più lunga sarebbero – probabilmente – i più penalizzati.

D’altro canto anche le obbligazioni ad alto rendimento presentano rischi. A causa della ricerca di rendimenti, infatti, i prezzi sono saliti, cosicché i loro guadagni non ripagano pienamente i rischi corsi.

Investire in obbligazioni, ovviamente, ha ancora senso. Però occorrerà fare attenzione, perché come sanno gli iscritti al servizio Investment Club, l’inverno dei tassi secondo Kondratiev sta per finire.

Borse ai massimi. Rischio bolla?

Chi guarda alle azioni, è preoccupato da un ottimismo che appare eccessivo. Da un lato, infatti, abbiamo una economia globale in rallentamento. Dall’altro, invece, dobbiamo fare i conti con i mercati azionari in forte crescita.

Alcuni temono che si stia verificando un pericoloso scollamento tra economia reale e quotazioni di borsa. Se fosse vero assisteremmo ad un ribasso piuttosto sensibile delle quotazioni azionarie.

Sebbene nessuno possa prevedere il futuro, nel lungo periodo le azioni hanno offerto rendimenti elevati e superiori a quelli pagati dalle obbligazioni. Occorrono però tempi lunghi, nervi saldi e aspettative realistiche.

Inutile farsi illusioni: i rendimenti del mercato azionario, in futuro, saranno più bassi rispetto al passato. Secondo studi fatti sulla base di simulazioni e dell’analisi della storia il rendimento atteso dalle borse mondiali sarà del 6% annuo circa.

Chi pretende di guadagnare di più è avvertito: i rischi di perdite insopportabili sono sempre dietro l’angolo.

Liquidità

Nei momenti di incertezza gli investitori preferiscono tenere i soldi fermi sui conti correnti. Non a caso ci sono 1.400 miliardi di euro parcheggiati sui conti.

La caratteristica principale della liquidità è la sicurezza. In sintesi, le somme ferme sui conti correnti non sono soggette a fluttuazioni di nessun tipo. Esse conservano, pertanto, il proprio valore. Tuttavia una liquidità eccessiva espone a perdite in conto capitale per effetto della svalutazione monetaria.

Se non c’è nulla di sbagliato a tenere liquida una parte del patrimonio, l’importante è non eccedere. Oltre all’inflazione anche la perdita di guadagno derivante dall’inattività delle somme parcheggiate in conto è un costo da considerare.

Oro e beni rifugio

Investire in beni rifugio nel 2020 potrà essere meno redditizio che in passato. Il 2019, infatti, è stato un anno favorevole all’oro grazie alle politiche monetarie espansive delle Banche Centrali.

Occorre ricordare che l’oro (e gli altri beni rifugio) non offre alcun rendimento, se non la crescita speculativa delle quotazioni. Esso contribuisce a migliorare il rapporto rendimento rischio di un portafoglio, ma occorre muoversi con cautela.

Infine occorre tenere ben presente che a differenza delle classi di investimento tradizionali, l’oro non ha rendimenti reali positivi, nel lungo periodo. Esso va quindi maneggiato con cautela nel 2020 per evitare sorprese sgradevoli.

Concludendo…

Investire 100.000 euro nel 2020 sarà una sfida non da poco. La somma in gioco è davvero importante e richiede una adeguata diversificazione. Nonostante le opportunità non manchino occorrerà fronteggiare nuovi problemi, che fino ad oggi gli investitori hanno trascurato.

Per prima cosa occorrerà prendere atto che i bond non dovranno più essere la parte esclusiva di un portafoglio. Possibili rialzi dei tassi, infatti, ne abbatterebbero il valore.

In secondo luogo le azioni presentano rischi non indifferenti, soprattutto nel breve periodo. Nel lungo andare, invece, occorrerà convivere con rendimenti inferiori a quelli ottenuti negli anni recenti.

Infine la protezione offerta dai beni rifugio sarà inferiore rispetto al passato, poiché le quotazioni di questi ultimi saranno più volatili.

Come sempre SegretiBancari è qui per aiutarti con i suoi servizi di formazione finanziaria e per darti indicazioni precise sul dove investire.

Giacomo Saver – CEO di SegretiBancari.com

5 commenti
  1. Buona serata Giacomo,quando parli di un eventuale rialzo dei tassi che fanno scendere i prezzi dei bond ti riferisci sia ai governativi che bond societari,e sulle scadenze brevi (ES.1/5 anni)che incidenza porta un rialzo dei tassi? Grazie.

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    1. @ Antonio
      Il mio è un discorso generale. L’impatto di un rialzo dei tassi dipende sia dalla sua entità sia dalla durata dei bond.

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  2. Il mondo intero si sta indirizzando verso una “giapponezzazione” inevitabile, come ogni anno si parla di probabile aumento del tassi che puntualmente non si verifica.
    La realtà che non si vuole riconoscere è che la gente fa l’economia e non le teorie storiche ormai smentite che andrebbero de facto riscritte da capo, inoltre le ultime crisi hanno aggravato un clima di sfiducia che si ripercuoterà inevitabilmente sulla crescita futura (leggi pil e inflazione conseguente).
    I tassi bassi o sotto zero sono un problema solo per le banche, che pero lentamente stanno reagendo, vedi le Italiane rispetto alle meno efficienti tedesche.
    Non ci sarà da stupirsi se tra dieci anni ancora parleremo di tassi negativi, quando lo straordinario ormai sarà ordinario per le nuove generazioni.

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    1. @ JB
      Hai appena pronunciato le parole più dannose per ogni investitore :”Questa volta è diverso”. In bocca al lupo 🙂

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  3. A parte il fatto che io quelle parole non le trovo nel mío commento, forse non ci siamo capiti:
    Attualmente nel mío portafoglio trovano posto zero obbligazioni, solo pac su strumenti a dividendo. Mi riferivo alla liquidità, che attualmente trova beneficio in vincoli tra 2 e 3 anni su conti depósito come Esagon, Ifis e Illimity che proteggono capitale e assicurano rendimenti discreti senza baloccarsi troppo con strumenti complicati.
    Cordialmente

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