Mercati asiatici oggi: i 3 migliori ETF per investire nelle borse asiatiche

borse asiatiche

Articolo aggiornato il 15 luglio 2021

Tre ETF per investire nelle borse asiatiche e nei mercati asiatici oggi, dopo che il COVID li ha resi di nuovo interessanti.

Perché investire nelle borse asiatiche?

Quando si parla dei mercati finanziari asiatici non si prendono in considerazione i soli mercati sviluppati, come il Giappone, ma si considerano anche Paesi Emergenti molto importanti.  L‘anello del Pacifico (Pacific Rim) costituisce il 57% del commercio mondiale, mentre entro il 2030 gli analisti economici prevedono una crescita del 70% PIL nella regione Asia-Pacifico.

Secondo alcuni economisti al processo di de-industrializzazione dell’Europa e degli Stati Uniti orientali potrebbe fare seguito uno spostamento verso Hong Kong, Taiwan e Singapore del centro dell’economia mondiale.

Se vuoi investire in modo consapevole farai bene a considerare seriamente l’opportunità di investire nei mercati azionari asiatici, sia oggi sia nel prossimo futuro. Le borse Asia oggi, inoltre, godono di un momento storico favorevole.

Dopo la penalizzazione causata dall’esplosione in Cina del COVID-19, i mercati asiatici sono tornati ad essere interessanti, nell’ottica dell’investitore consapevole.

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I migliori ETF per investire nelle borse asiatiche oggi

La borsa asiatica è un mercato finanziario molto articolato, perché esistono diversi indici – uno per ogni mercato – che ti permettono di prendere posizione sui singoli Paesi.

A titolo di esempio ecco le borse asiatiche ed i loro indici:

  • ASX, della borsa di Sydney
  • HANG SENG del mercato di Hong Kong
  • SHANGAI COMPOSITE della borsa cinese
  • FTSE SINGAPORE dell’omonimo mercato.

A dire il vero, la selezione dei migliori mercati finanziari orientali richiede una capacità di analisi superiore e un capitale sufficientemente ampio per consentire una diversificazione efficace. Alcune borse asiatiche, infatti, rendono bene per un erto periodo, per poi cedere il posto ad altri mercati più promettenti.

Per questo motivo vedremo i migliori ETF per replicare gli indici delle borse asiatiche senza per questo rinunciare ad una adeguata diversificazione.

iShares Core Msci Pac Ex-Japan – IE00B52MJY50

L’ETF permette di investire nei mercati asiatici, Giappone escluso. L’indice replicato è MSCI PACIFIC EX JAPAN TRN INDEX. Esso è composto da azioni a larga e media capitalizzazione dei 4 Paesi sviluppati dell’area, ad esclusione del Giappone. Con i suoi 146 componenti l’indice copre l’85% del flottante (ossia delle azioni regolarmente scambiate) di ogni Paese.

I Paesi rappresentati sono:

  • Australia (58%)
  • Hong Kong (29%)
  • Singapore (11%)
  • Nuova Zelanda (2%)

In aggiunta a ciò occorre sottolineare come l’ETF sia molto economico: il costo annuo di gestione è di solo lo 0,20%. Il prodotto è a replica fisica, ad accumulazione dei proventi, e presenta al momento buoni fondamentali.

Il rapporto prezzo/utili è di 24,49, mentre il rapporto prezzo/valore contabile è di 1,94. Si tratta di valori un po’ elevati, anche a causa della crisi da COVID 19. Questa, in definitiva, ha abbassato gli utili aziendali facendo salire i rapporti.

Tuttavia è ragionevole ipotizzare che una ripresa post pandemica della regione abbasserà i multipli e renderà il settore di nuovo conveniente. Inoltre l’ETF Asia permette di esporsi verso l’Australia che è un Paese esportatore di materie prime. Queste ultime dovrebbero apprezzarsi di nuovo grazie alla ripresa globale.

Il punto debole risiede nella concentrazione settoriale dell’indice. Infatti esso è dominato dal settore finanziario, che rappresenta il 36,47% del totale. Seguono gli immobili con il 14,59% e i materiali con il 10,52%.

Per queste ragioni l’indice è piuttosto ciclico, ossia cresce nelle fasi espansive dell’economia e diminuisce nelle fasi recessive.

Lyxor Msci Ac Asia Ex Japan – LU1900068161

L’ETF clona l’indice MSCI AC ASIA EX JAPAN TRN INDEX, composto da 953 azioni di 2 Paesi Sviluppati e 9 emergenti dell’area. Vengono ricomprese sia azioni di emittenti a larga sia a media capitalizzazione.

Ecco i Paesi rappresentati con il relativo peso percentuale:

  • Cina (35%)
  • Corea del Sud (16%)
  • Taiwan (14%)
  • Hong Kong (11%)
  • India (10%)
  • Altri (14%).

In contrasto al prodotto precedente, l’ETF Lyxor è a replica sintetica. Inoltre il costo annuo di gestione è più elevato: il prodotto costa lo 0,50%. Inoltre esso è ad accumulazione dei proventi.

Ancora più importante è la composizione settoriale, che vede il peso della finanza ridursi. Essa rappresenta, infatti, il 24% dell’indice. Seguono le tecnologie informatiche con il 16,60% e i beni voluttuari con il 13,25%.

Sebbene il prodotto sia soggetto alle fluttuazioni del ciclo economico, esso appare più diversificato e maggiormente legato ai settori della information tecnology, delle comunicazioni e dei beni di consumo.

iShares Msci Emerging Asia – IE00B5L8K969

Il fondo replica l’andamento dell’indice MSCI EM ASIA TRN INDEX composto da 881 azioni dei 9 più importanti mercati asiatici emergenti (large cap e mid cap).

Ecco i Paesi più rappresentati:

  • Cina (41%)
  • Corea del Sud (19%)
  • Taiwan (16%)
  • India (12%)
  • Thailandia (3%)
  • Altri (9%)

Con riferimento alle modalità di replica del sottostante, l’ETF è un prodotto “fisico“. E’ ad accumulazione dei proventi e ha un costo annuo dello 0,65%.

Il settore finanziario è quello più importante, con un peso del 21,77%, seguito dall’information technology con il 19,53% e dalle comunicazioni con il 14,26%.

Ugualmente ai casi precedenti, l’ETF è piuttosto ciclico.

L’Opinione di Segreti Bancari

Dal momento che gli ETF hanno indici sottostanti diversi, è difficile dare un giudizio univoco. D’altra parte l’analisi dei settori e dei Paesi in cui gli ETF investono ci permette di esprimere un parere ragionato.

In particolare, se hai già in portafoglio un ETF sull’MSCI Emerging Market globale, puoi prendere in considerazione iShares Core Msci Pac Ex-Japan. Esso, infatti, è l’unico che non investe in modo preponderante sulla Cina, già presente nel MSCI Emerging Markets.

Se, invece, l’ETF sui mercati orientali è l’unico sui Paesi Emergenti che hai in portafoglio, puoi optare per uno degli altri due. Non avendo esposizioni sulla Cina in altre parti del tuo portafoglio eviterai di cadere vittima della diversificazione apparente, un errore piuttosto diffuso tra gli investitori.

Parlando in linea generale le borse asiatiche oggi rappresentano una interessante opportunità di investimento. Esse, infatti, sono meno care rispetto agli Usa. Infine i mercati dell’Asia rappresentano sistemi economici sani, resistenti che hanno saputo reagire ed uscire rapidamente dalla crisi partita proprio da loro.

Occorre, come sempre, avere una grande diversificazione e agire con prudenza.

Think different, invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

4 commenti
  1. C’è un ETF azionario Asia che comprende anche il Giappone ? Grazie,un saluto

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    1. @ Rossella
      Purtroppo no, mi dispiace.

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  2. Un pac a 20 anni con un msci world al.70% e 30% msci asia (es spdr asia che ha 51% cina) potrebbe essere una buona idea di diversificazione anche valutaria…..poi negli ultimi 5 anni riassettarlo verso obbligazionario x consolidamento. Io mi sto decidendo a far cosi come pensione avendo ora 40 anni…pac…se.poi uno dei 2 etf perde oltre 5%pptrei valutare delle ulteriori entrate …..che ne pensa…meglio asia di emergente.

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    1. @ Maurizio
      Se vuole imparare ad investire seguendo la nostra expertise la prego di fare riferimento ai nostri servizi che trova qui: https://www.segretibancari.com/. Un cordiale saluto.

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