Obbligazioni 2016: Istruzioni per l’Uso

bond

Con i tassi ai minimi le obbligazioni non sono più allettanti come un tempo. Ciò nonostante la richiesta di bond resta alta, in questa prima parte del 2016. Ecco una piccola guida su come investire in obbligazioni (ammesso che convenga ancora farlo).

Come mai le obbligazioni continuano ad attrarre gli investitori, nonostante il loro rendimento sia bassissimo o addirittura negativo? Oggi è opportuno impiegare il tuo denaro in bond? E se sì, quale è il vero motivo per farlo, posto che il Bund tedesco a dieci anni rende lo 0,14% mentre il nostro BTp di pari scadenza rende appena l’1,50%?

Le stagioni, sui mercati finanziari, sono due soltanto: quella della ricerca del rendimento e quella della ricerca della sicurezza. Se vuoi puoi leggerle come la stagione dell’avidità e quella della paura: in fondo stiamo dicendo la stessa cosa usando solamente parole diverse. Nel 2016 alcuni eventi hanno fatto transitare gli investitori dalla stagione del rendimento a quella della difesa:

  • i timori della Grexit hanno fatto precipitare il valore dei titoli di stato dell’area euro nella primavera del 2015
  • il rallentamento dell’economia cinese ha innescato il ribasso delle borse mondiali in essere da settembre 2015
  • il default delle “quattro banche” ha spaventato a morte gli investitori in bond subordinati, facendo toccare loro con mano quanto pericolosi siano le obbligazioni bancarie.

Oggi la parola d’ordine è “DIFESA”. Sei alla ricerca non del guadagno, ma della sicurezza; non del rendimento a due cifre ma della difesa del capitale. E cerchi di raggiungere il tuo scopo investendo in bond, finendo con il pagare una “tassa” sui tuoi investimenti. In che senso?

Le Obbligazioni nel 2016: breve vs lungo

Investire in obbligazioni ha senso soprattutto quando il loro rendimento è “adeguato”. Potremmo scrivere un libro su come si fa a sapere quando un rendimento si può definire tale, ma ora ci basti sapere che un impiego in bond si “giustifica” solo se il guadagno ottenibile a scadenza compensa i rischi corsi. Oggi siamo, purtroppo, lontani da questa situazione:

  • le obbligazioni a breve scadenza offrono rendimenti negativi (pensa, ad esempio, che il bund triennale offre un guadagno di -0,50% annuo, in pratica alla scadenza otterrai meno soldi di quanti ne hai investiti);
  • i bond a lunga scadenza rendono qualche cosa in più, ma un cambiamento negli umori degli investitori – che prima o poi arriverà perché questa situazione è anomala – farà precipitare i prezzi riportando i rendimenti verso un valore più “accettabile” con perdite consistenti per chi ha investito in quei titoli prima del ribasso.

In presenza di rendimenti così bassi non ha senso investire in obbligazioni con scadenze molto lunghe, perché il rischio non è adeguatamente ricompensato dai guadagni potenziali che potrai ottenere. Viceversa hai molte più possibilità di perdere qualora aumentasse il rischio percepito da parte degli investitori, e sul mercato si riversasse un fiume di bond in vendita.

Se le obbligazioni lunghe sono rischiose, quelle brevi sono sconvenienti per colpa dei rendimenti negativi che offrono, motivo per il quale c’è una sola ragione per sceglierle: la protezione del capitale.

Le Obbligazioni come forma di “protezione”: ci avevi mai pensato?

Sui bond bancari incombe il rischio di un Bail In, con la conseguente possibilità di perdita integrale dei soldi investiti. Alcuni sono spaventati addirittura dalla possibile mancanza di fondi da parte del Fondo Interbancrio di Tutela del Depositi, l’organismo che dovrebbe garantire che chi ha meno di 100.000 euro sul conto non perderà nulla neppure in caso di default della banca.

Ecco allora che l’investimento in obbligazioni assume una veste diversa da quella tradizionale: non più un “impiego fruttifero” del denaro, ma una cassaforte in cui mettere al sicuro la propria liquidità in attesa di tempi migliori. Piergiorgio Fontanella, responsabile con Vicenzo Migliaccio dell’Investment Club, qualche giorno fa ha definito l’investimento in bond una sorta di tassa.

Pensaci bene: se oggi investi 100 per ricevere 99 tra due anni, di fatto stai riducendo il tuo capitale. Senza contare, poi, che occorre tenere presente l’imposta dello 0,20% che grava sul conto titoli e che peggiora la situazione. Solo in questo senso, nel 2016, ha senso investire in obbligazioni: per proteggere il proprio capitale, pagando una “tassa” per questo servizio di tutela ottenuto.

E pensare che solo fino a qualche anno fa le obbligazioni erano la soluzione ideale per l’investimento di molti: rendevano bene, comportavano pochi rischi, e permettevano di ottenere delle cedole periodiche con cui integrare le proprie entrate.

Oggi ha senso investire in obbligazioni a breve scadenza una parte limitata del proprio capitale solo nell’ottica di mettere i tuoi averi al riparo da possibili Bail In o robe varie. L’investimento in bond con durata lunga, invece, va preso con le pinze ed evitato senza il supporto di un professionista perché è piuttosto facile scottarsi le dita.

Tre Modi per Investire in Obbligazioni

Opzione  1 : i singoli titoli

Ti sconsiglio di investire in bond scegliendo tu un numero ristretto di emissioni da mettere in portafoglio. I titoli più redditizi hanno tagli minimi elevati (50 o addirittura 100.000 euro) il che ti impedisce una diversificazione efficace. Il fatto poi che le quotazioni siano “sopra 100” implica che questi strumenti non sono oggi fiscalmente efficaci per recuperare delle minusvalenze pregresse.

Opzione 2: i fondi

Investire in fondi obbligazionari oggi non è conveniente sia per colpa dei costi che gravano su questi prodotti sia per colpa dei rischi. Le banche si sono guardate bene dall’adeguare le commissioni di gestione al nuovo scenario, mettendo così “fuori mercato” molti dei loro prodotti. Gli unici fondi obbligazionari interessanti sono quelli con rischio più elevato, ma forse non è questo ciò che vuoi.

Opzione 3: gli ETF

Investire in ETF obbligazionari con durata corta è una delle cose migliori che tu possa fare. Il video che sto per mostrarti ti farà capire il “perché”:

Giacomo, dammi un parere concreto!!

Volentieri. Le obbligazioni oggi non devono essere viste come un luogo ottimale dove investire i tuoi soldi. I bond lunghi rendono di meno dei rischi che ti fanno correre, quelli a breve scadenza offrono rendimenti negativi. Un portafoglio diversificato non può fare a meno di obbligazioni, nemmeno un uno scenario come quello che stiamo attraversando.

Tuttavia oggi la quota del tuo portafoglio investita in bond dovrà essere minore che in passato, concentrata per lo più su ETF obbligazionari a breve scadenza ed essere vista come una sorta di “assicurazione contro le perdite” piuttosto che una modalità interessante e sicura per investire.

So che non era quello che avresti voluto leggere, ma come formatore indipendente e docente di Investitore Libero non posso raccontarti bugie solo per compiacerti. Ricorda sempre che investire è un’opzione e mai un dovere e che ci sono dei buoni conti deposito remunerati in cui mettere la liquidità che una volta era destinata alle obbligazioni con lo scopo di ottenere un discreto guadagno.

L’importante è che tu abbia chiara una cosa: oggi sui mercati stiamo vivendo il tempo della difesa, non dell’attacco. E l’ottenimento di rendimenti positivi, anche se di poco, comporta dei rischi. Anche se scegli di investire in conti deposito.

Giacomo Saver

https://www.facebook.com/segretibancari/

21 commenti
  1. Come alternativa ai titoli di stato italiani a breve scadenza che hanno rendimenti negativi, mi permetto di suggerire il buono postale ordinario.Ha durata ventennale ma puo’ essere smobilizzato parzialmente o totalmente in qualsiasi momento. in caso di smobilizzo anticipato, non viene addebitato l’imposta di bollo per la porzione eccedente gli interessi maturati. In poche parole è un investimento a zero spese, zero tasso, zero tasse , zero vincoil e forse anche a zero rischi. Saluti Ferdinamdo

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    1. @ Ferdinando
      Ottimo suggerimento. E’ da un po’ che non parliamo più di investimenti postali, e ti ringrazio per averlo fatto tu al posto mio.

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  2. In questi giorni sto leggendo “The Intelligent Investor”, di Benjamin Graham. Dal 1949 (data della prima edizione) devo tristemente e fortunatamente notare che non e’ cambiata una virgola nel funzionamento dell’investimento finanziario. Si sono solo moltiplicati i prodotti spazzatura e sono aumentati esponenzialmente gli illusi (e poi disillusi) che ad ogni ciclo di affacciano al mondo dell’investimento. E questo grazie e per colpa della diffusione capillare di internet che ha fatto dilagare l’illusione finanziaria del brevissimo termine. Da questo punto di vista, devo dire che gli italiani stanno messi particolarmente male, per una diffusa incultura e per il nanismo che caratterizza il market exchange di casa nostra. Fortunatamente ci pensa poi Mr Market a piallare le illusioni. Ben venga l’opera di Giacomo e gli spauracchi bancari dei nostri giorni: magari tanti cominceranno finalmente a capire che la prima cosa da fare e’ studiare e fare tabula rasa delle illusioni vendute sui siti di previsione finanziaria e dai servizi bancari di pseudo-consulenza.

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    1. @ Francesco
      Ottima considerazione. Nonostante ci siano persone che dicono “questa volta è diverso”, “i mercati sono cambiati”, ecc, la realtà è diversa. I mercati non sono affatto cambiati: presentano sempre le stesse situazioni, anche se con sfaccettature diverse da un caso all’altro. Niente di nuovo sotto il sole.

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  3. Buongiorno Giacomo,visto che con i BTP si può solo perdere,basta un minimo allargamento di spred come in questi giorni,non potrebbe valer la pena di acquistare un ETF short magari 2X sul BTP? Tipo ISIN FR0011023621
    Grazie per la cortese risposta. Buon lavoro

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    1. @ Roberto
      Sì, se la tua attesa è quella di un rialzo repentino dei tassi e, di conseguenza, della perdita di valore dei BTP. Grazie a te e buon proseguimento con SB 🙂

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    2. Roberto ,per l’ esperienza che ho con etf short bund leva 2 dico quanto segue: 1) l’etf replica il benchmark solo su base giornaliera. Se un giorno in benchmark fa più 2% ed il successivo meno 2%, l’ etf , per effetto della leva, nel giorno in cui perde scende di più di quanto è salito il giorno precedente. In caso di mercato collaterale incide molto sulla performance; 2) chi sottoscrive l’etf non incassa la cedola del sottostante ma la paga. Nel caso tuo pagheresti il 3% per effetto della leva (il decennale italiano rende 1,5%); come mi faceva notare Giacomo qualche tempo fa ci sono altri costi legati al prestito dei titoli. E’ probabilmente per questo che in alcuni giorni dell’anno, forse quanto cambia il benchmark, l’etf è sceso,nonostante il rendimento del sottostante stesse aumentando. Per questi meccanismi l’etf short bund oggi quota 38,5 ed il bund rende lo 0,13%, mentre ad Aprile dello scorso anno quotava 41,7 quando il rendimento del bund toccò il minimo storico dello 0,06%. Nonostante questi inconvenienti io ritengo che oggi non ci sia strumento finanziario che abbia un rapporto rischio rendimento più interessante. Io prediligo lo short sul bund, ma effettivamente è più probabile che aumenti lo spread che il rendimento dei decennali tedeschi. Forse lo short senza leva con l’etf di Amundi su tutti i titoli di Stato della zona Euro può essere il giusto compromesso. Non è detto che i tassi sui btp possono solo aumentare.
      Buono short
      Ferdinando

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      1. Chiedo scusa per qualche errore di sintassi e di grammatica, ma bado più alla sostanza che alla forma !!! Ferdinando

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  4. Ciao giacomo,

    mi è venuta in mente un’ idea di guadagno in attesa di tempi migliori: puntare tutto (o quasi) sui conti deposito vincolati.
    Si vincola il capitale (sempre inferiore o pari ai 100mila euro) e una volta scaduto il tempo del vincolo si chiude il conto per poi aprirne un’ altro sempre vincolando e così via fino a che la situazione dei mercati migliori.

    Può funzionare? La banca avrebbe da ridire su questa strategia?

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    1. @ Daniele
      Sì, può funzionare, anche se è una pratica un po’ macchinosa perché l’apertura del conto titoli richiede sempre parecchia burocrazia. Non si preoccupi, nessuna banca avrà mai da ridire per operazioni di questo genere, assolutamente legittime e legali. Un caro saluto.

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      1. Ciao!

        Alla fine la burocrazia è il meno 🙂

        Ho visto (e rivisto) il video di questo articolo e una domanda mi sorge: avendo poco capitale a disposizione (poco meno di 20mila euro in tutto), un ETF è comunque consigliabile? o in attesa di capitale più alto (riesco a tenere da parte l’ 80% di quello che guadagno) l’ investire in singoli titoli più conto deposito vincolato?

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        1. @ Daniele
          Diciamo che se il capitale di cui disponi è inferiore a 100.000 euro non avrai problemi nemmeno in caso di Bail In, per cui puoi preferire il conto deposito all’ETF, dato che in questo momento i primi rendono di più dei secondi 🙂

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  5. Buongiorno Giacomo.
    Ho un interrogativo sull’ultima frase del tuo post:

    “… E l’ottenimento di rendimenti positivi, anche se di poco, comporta dei rischi. Anche se scegli di investire in conti deposito.”

    Pensi che la rischiosità dei Conti Deposito sia cresciuta nell’ultimo anno?

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    1. @ Massimiliano
      No. La rischiosità è rimasta la stessa. È cambiata la percezione degli investitori che in passato sovrastimavano la sicurezza insita in un conto deposito. Tutto qui.

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  6. Buongiorno a tutti. Due domande: ho delle obbligazioni di unicredit e di banco popolare (tutte ordinarie senior) e sono molto preoccupata per l’esito degli stress test eba che uscirà il 29 luglio 2016, la mia prima domanda è: “meglio venderle tutte per non incorrere nel bail in?”

    Ne ho già vendute e il ricavato l’ho investito in certificati di deposito nominativi del banco popolare, perchè tutelati da bail in fino a 100000, ma poi anche io come altri sono preoccupata perchè ho scoperto la mancanza di fondi da parte del Fondo Interbancario di Tutela del Depositi, la mia seconda domanda è: ” visto che ho letto nei commenti che si parlava di conti deposito e mai di certificati di deposito nominativi, credevo che i certificati di deposito nominativi fossero analoghi al conto di deposito vincolato, perchè non se ne parla mai? E sia per il conto di deposito che per i certificati di deposito nominativi quali sono i rischi visto che entrambi sono tutelati dal FITD fino a 100000 euro a nominativo? Il rischio è forse la mancanza di fondi da parte del Fondo Interbancario di Tutela del Depositi? Grazie in anticipo per l’attenzione accordatami, rimango in attesa di una gentile risposta e auguro a tutti una buona giornata

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    1. @ Debora
      Nel Teleseminario sul Bail In fatto a giugno abbiamo spiegato con chiarezza come fare a scegliere le banche più sicure ed al riparo da pericoli legati al Bail In. La regola base resta comunque quella di diversificare, tenendo il saldo della somma dei conti in essere presso la stessa banca sotto i 100.000 euro.

      Adotta questa semplice regola basata sulla diversificazione e puoi dormire sonni tranquilli. Un abbraccio e a presto.

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  7. @Deb
    non riesco a capire sinceramente perche\’ non attui alcuna diversificazione, aumenti esponenzialmente il rischio e poi ti preoccupi della copertura finanziaria, ovviamente.
    Warren dice che negli investimenti la semplicita\’ e\’ tutto, il difficile e\’ pero\’ attuarla, visto che siamo noi stessi a complicarci la vita…
    Giginv.

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  8. Buonasera Dottor Saver, in quanto ha scritto in obbligazioni 2016 istruzioni per l’uso dice che ci sono dei buoni conti di deposito in cui mettere la liquidità, quali consiglia? il mio obiettivo primario e’ la sicurezza, la ringrazio in anticipo

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    1. @ Debora
      Purtroppo non posso dare consigli specifici per investire. Se desidera ricevere assistenza dal mio Team la prego di leggere questo: https://www.segretibancari.com/investmentclub/. Un caro saluto…

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      1. Gentilissimo come sempre Dottor Saver! mi sembra di aver capito, leggendo molti suoi post, che abbia utilizzato il conto deposito di CheBanca e anche di Santander, a me quelli attuali proposti dalle due non nascondano particolari problemi. CheBanca (1% lordo con vincolo a 12 mesi, 0,54% netto da tasse fiscali e bollo del 0,2%, possibilita’ di svincolo, al telefono mi hanno detto che e’ immediato) e Santander (1,50% lordo con vincolo a 12 mesi, 0,91% netto da tasse fiscali e bollo del 0,2%, possibilita’ di svincolo e sul foglio informativo c’e’ scritto con tempo di preavviso di 31 gg). Mi sembra che la solidità delle due banche sia buona avendo alle spalle dei gruppi bancari, lei stesso mi ha consigliato di suddividere l’importo a disposizione in piu’ istituti per aumentare la sicurezza

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        1. @ Debora
          Sei Off topic, mia cara… qui parliamo di obbligazioni. Scrivimi sulla pagina facebook di segretibancari per domande non pertinenti agli articoli e ti risponderò volentieri là 🙂

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