Tassi Fed: turbolenza sul mercato interbancario

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La Fed agisce sui tassi di interesse interbancari per alleviare le tensioni del mercato monetario. Scopri cosa bolle in pentola.

Federal Reserve tassi e manovre

La Fed guida l’andamento dei tassi di interesse grazie alla fissazione di un “corridoio” entro il quale gli stessi potranno muoversi. A tal fine essa fissa un certo livello del tasso di remunerazione dei depositi, che funge da guida.

Oltre a ciò la Fed può operare direttamente sul mercato obbligazionario, comprando o vendendo titoli pubblici. (Quantitative Easing). Lo scopo resta quello di influenzare i tassi di interesse attraverso l’offerta o la domanda di moneta.

D’altra parte la Federal Reserve guarda sempre con attenzione anche al mercato interbancario per garantirne il corretto funzionamento.

Perché la Fed inietta liquidità?

Per spiegare quali siano le ultime mosse in materia di tassi della Fed occorre capire cosa stai succedendo al mercato interbancario dei depositi. Intendo il mercato nel quale le banche si scambiano liquidità le une con le altre, a brevissimo termine.

In breve le tensioni su questo mercato anticiparono la grave crisi di liquidità causata, nel 2008, dall’esplosione della crisi subprime. Alla luce di ciò non stupiscono le ultime manovre della Federal Reserve in materia di tassi interbancari.

A dire la verità qualche cosa è già accaduto, il 17 settembre scorso. Si tratta di capire se è stato un fenomeno isolato o c’è qualche problema che cova sotto la cenere. E che potrebbe avere delle conseguenze per gli investitori.

La Fed ha agito sui tassi interbancari a brevissimo termine (overnight) per evitare che il prosciugamento della liquidità in quel mercato si propaghi in un fenomeno generalizzato di paura altrove. Cioè, in buona misura, che gli operatori reagiscono liquidando asset rischiosi come azioni ed obbligazioni.

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Mercato interbancario a secco

Dal punto di vista tecnico, il 17 settembre il tasso al quale le banche americane si scambiano denaro coprendo esigenze temporanee è schizzato verso l’alto.

Infatti il tasso overnight è passato dal 2,42% del giorno precedente al 5,25% il successivo. Qualche cosa è accaduto, ma alcuni operatori temono che qualche cosa stia bollendo in pentola.

Intendo dire che quando i tassi interbancari mostrano un andamento anomalo significa una cosa sola: le banche non si fidano le une delle altre. Così, per prestare i propri soldi, vogliono tassi di interesse più alti. E c’è già chi parla di una nuova crisi finanziaria.

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I tassi Usa riflettono una Fed impacciata?

Negli ultimi mesi Powell ha commesso errori fondamentali, come capo della Federal Reserve. Il più grave è stato quello di dare l’impressione di voler assecondare la politica.

Inoltre la Fed appare come una barca priva di un piano di navigazione. Per farla breve: la Banca Centrale indica un obiettivo massimo al di sopra del quale i tassi di interesse non dovrebbero crescere. Al contrario, essi lo fanno. E la Fed inietta liquidità per ribassarli, ma il fenomeno si ripete.

Ciò che traspare tra le righe è che le tensioni sui tassi interbancari sono il riflesso di un banchiere centrale che difetta nella comunicazione. Egli, infatti, non è stato chiaro sulla direzione che prenderanno i tassi di interesse.

In aggiunta ha rilasciato, a distanza di pochi giorni, dichiarazioni contrastanti. La sensazione che sta trasmettendo, negli ambienti operativi, è che sia un personaggio debole, che cerca di non scontentare nessuno. Nè il Presidente degli Stati Uniti né i mercati finanziari.

Al contrario i suoi tentennamenti rischiano di produrre proprio i danni che si vogliono evitare: crisi di panico sui mercati e ribassi delle quotazioni azionarie. Staremo a vedere.

Cosa fare ora?

Questo articolo è di tipo informativo e non vuole spingerti a modificare i tuoi investimenti sulla base di “notizie” o di “aspettative” che potrebbero essere deluse.

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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