Trading automatico: tre ragioni per cui i robot trading amplificano i crolli

trading automatico

Il trading automatico fa da amplificatore dei crolli di borsa a causa dei modelli risk parity e delle strategie momentum. A ciò si aggiungono indicazioni contraddittorie provenienti contemporaneamente da più fonti.

Software trading

I trading systems sono regole automatiche per investire che spesso basano la propria operatività sul solo andamento dei prezzi di mercato.

In particolare essi usano appositi algoritmi matematico-statistici al fine di prevedere, anticipare o assecondare le fluttuazioni dei mercati azionari o valutari.

In aggiunta molti di essi sono dotati di sofisticate forme di intelligenza artificiale, per cui il sistema auto-apprende dai propri errori fino a diventare una versione migliore di se stesso.

I sistemi automatici di trading, all’inizio, erano usati per lo più dagli speculatori che operavano nel mercato dei futures o delle valute. Tuttavia il loro impiego si è ampiamente diffuso, fino a riguardare anche la gestione del risparmio.

L’utilizzo di un software, infatti, comporta per le società che gestiscono fondi risparmi notevoli in termini di personale. Oltre a ciò il grande pregio di un sistema automatico è la freddezza nelle scelte.

Grazie ad un comportamento freddo e razionale i sistemi di trading dovrebbero offrire performance migliori di quelle prodotte dall’umano gestore.

Per questo motivo i trading systems sono diventati così diffusi da generare un terzo del volume totale degli scambi sul mercato azionario globale. Ma se lasciati senza controllo essi finiscono con l’amplificare rialzi e crolli di borsa a causa del loro funzionamento intrinseco.

Tre falle dei software trading

Ecco come i software trading finiscono con l’amplificare la volatilità dei mercati, creando crolli importanti e bolle speculative.

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Strategie risk parity

La strategia della parità di rischio è il terreno ideale in cui applicare i sistemi di trading automatico. Essa è usata da parecchi fondi di investimento, sia di tipo bilanciato tradizionale sia innovativo.

Il concetto alla base è molto semplice. Infatti, una volta definite le classi di attivo in cui investire, il sistema le “pesa” in modo tale che il contributo di ognuna al rischio complessivo sia omogenea.

Stufo di spiegazioni astruse e modelli complicati? Investi come noi!

A titolo di esempio immaginiamo che le azioni abbiano un rischio pari a 5 mentre la rischiosità delle obbligazioni è 1. Per avere un rischio di 20 il portafoglio dovrà essere composto da 2 azioni e 10 obbligazioni.

Se, a causa di un “innesco iniziale”, le quotazioni oscillano scendendo in modo brusco, la pericolosità delle azioni aumenterà. Immaginiamo, a titolo di esempio, che il rischio passi da 5 a 10, mentre le obbligazioni restano ad uno.

In questo scenario, per mantenere la parità, il sistema di trading automatico venderebbe la metà delle azioni. Mano a mano che le quotazioni scendono, il software trading liquiderà l’asset class che perde di più, amplificando così il ribasso.

Strategie momentum

Investire seguendo il momentum significa adottare un approccio trend following, volto cioè a seguire i movimenti di mercato.

L’obiettivo di questi sistemi, non adatti a tutte le menti e a tutte le pance degli investitori, è quello di cavalcare i trend. Chi è interessato a scoprire un ottimo sistema misto basato sul momentum ma anche sui dati macro, potrà trovarlo nel corso Personal di A Scuola di Investimenti.

In breve, i modelli trend following puri sfruttano l’esame statistico delle serie storiche. Per cui, in modo contro intuitivo, comprano alto per vendere ancora più alto o vendono basso per ricomprare ancora più basso.

Al di là della loro efficacia, che va testata caso per caso, è ovvio che questa operatività del gregge amplifica tanto i rialzi quanto i ribassi.

Rumore dal web

In aggiunta a quanto visto occorre anche tenere presente il rumore. In breve, il web è popolato di esperti (talvolta arrivati da pochi giorni sulla scena) che propongono le loro previsioni o offrono l’output dei modelli.

Questo pone all’investitore due tipi di problema.

Backtesting contraffatti

A posteriori è sempre facile individuare il sistema di trading che nel recente passato avrebbe performato meglio. Questo inganna gli sprovveduti, che finiscono con l’aderire ad un sistema che “ha già dato”. Accade tuttavia che nel breve periodo ciò amplifichi la tendenza in atto, contribuendo ai crolli di mercato o a salite irrazionali.

Difficoltà di scelta

L’investitore, per concludere, spesso non sa cosa fare. Non conoscendo se stesso finisce con il cadere vittima di quel sistema o di quello, sulla base dei risultati passati di breve periodo. Oppure va in confusione, diventato prima un seguace del software trading Alpha e poi di Beta.

Lo spostamento delle masse da un sistema di trading automatico all’altro finisce per accrescere la volatilità in modo anomalo.

Think different. Invest differently.

Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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